MESSINA: SCIOPERO DELLA FAME PER IL LAVORO, COLTI DA MALORE

Due dei 28 dipendenti dell’azienda agrumaria di Messina “Sicilia Limoni” in sciopero della fame da ieri pomeriggio sono stati colti da malore. Uno e’ stato ricoverato al vicino ospedale “Papardo”. Le maestranze ed i loro familiari presidiano i cancelli dello stabilimento per protestare contro l’atteggiamento della proprieta’ che il 25 magggio ha inviato 14 lettere di licenziamento ma che avantieri, nonostante l’avvio delle procedure di conciliazione all’Ufficio Provinciale del Lavoro, ha impiegato 6 lavoratori “irregolari e non formati”. Il seggretario generale della Uil di Messina, Costantino Amato, ed il segretario provinciale della Uilcem, Carlo Caruso, chiedono l’intervento del Prefetto Francesco Alecci “a fronte di tale clima arroventato al fine di scongiurare gravi incidenti e scontri dettati dalla disperazione dei lavoratori e delle loro famiglie”.

TRUFFA UE IN CALABRIA: ECCO I NOMI DEGLI IMPRENDITORI ARRESTATI

Secondo quanto appreso, gli impreditori arrestati nell’ambito dell’inchiesta per la truffa sui fondi comunitari sono Vincenzo Oliveri, 56 anni, residente a Gioia Tauro; Antonio Oliveri, 45 anni, residente a Giulianova, provincia di Teramo; Vincenzo Borgia, 59, di Villa San Giovanni; Erminio Salvatore Surdo, 62enne di Gioia Tauro; Giuseppe Surdo, 29 anni residentea Giulianova.
I beni sequestrati ammontano a circa 700 milionidi euro riconducibili al patrimonio aziendale di 7 societa’ dicapitali; azioni e quote di 14 societa’ di capitali; 5complessi indutriali e due strutture turistiche e alberghiera (in particolare il Feudo degli Ulivi, a Catanzaro, e l’Hotel Carlton a Pescara);62 fabbricati e di 381 terreni, uliveti e frutteti; 15automezzi e numerosi rapporti e disponibilita’ bancarie incorso di quantificazione. Risultano indagate altre 19 persone esette soggetti giuridici. Gli arrestati rispondono a variotitolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffaper il conseguimento di erogazioni pubbliche dello Stato edell’Unione europea, nonche’ alla commissione dei reati dimalversazione ai danni dello Stato, emissione e utilizzo difatture per operazioni inesistenti e falso ideologico in attopubblico.

GUARDA LE FOTO DEI BENI SEQUESTRATI —> http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=75213:operazione-aristeo-le-foto-dei-beni-sequestrati&catid=40:reggio&Itemid=86

COSENZA: TENTA DI SPEGNERE UN INCENDIO, MORTO UN UOMO DI 73 ANNI

Un uomo e’ morto mentre tentava di spegnere un incendio a Montalto Uffugo, nel cosentino. Secondo quanto ricostruito finora, Michele Leonetti, 73 anni, era impegnato contro le fiamme che si erano estese nella sua proprieta’ e in quelle vicine quando e’ caduto perdendo conoscenza. A quel punto il fuoco lo ha investito. Sul suo corpo il medico legale ha riscontrato ustioni. La tragedia e’ avvenuta in contrada Canalicchio, sul posto sono giunti i carabinieri.

CAMORRA: ARRESTATO A BRUXELLES UNO TRA I 100 LATITANTI PIU’ PERICOLOSI

Un trafficante internazionale di stupefacenti, Vittorio Pirozzi, di 58 anni, inserito nell’elenco dei 100 latitanti piu’ pericolosi, e’ stato arrestato a Bruxelles dagli agenti della Sezione Catturandi della Questura di Napoli e dell’ Interpol. Pirozzi, storico esponente del clan camorristico Mariano, per conto del quale controllava la zona Chiaia del capoluogo partenopeo , era latitante dal 2003. Deve scontare una condanna a 15 anni di carcere. La polizia lo ha rintracciato in un appartamento nel centro storico della capitale belga.

REGGIO: TENTA DI STUPRARE UNA DONNA, INDIANO ARRESTATO A BOCALE

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria hanno tratto in arresto R.M., indiano, 30 anni, senza fissa dimora, con le accuse di tentata violenza sessuale, violazione di domicilio e lesioni. Alle 3,30 circa di staamne e’ giunta alla Centrale Operativa dell’Arma una richiesta di aiuto da parte di una donna che riferiva di essere stata aggredita in casa nella frazione Bocale II. La donna, trentenne di Reggio Calabria, era in strada ed ha riferito di essere stata aggredita in casa da un uomo che probabilmente era ancora all’interno dello stabile di due piani. La vittima, essendo riuscita a divincolarsi aveva, chiuso il portone che, essendo difettoso, anche dall’interno poteva aprirsi solo con le chiavi. Entrati all’interno della palazzina, infatti, i militari hanno trovato l’uomo. Da diverso tempo l’uomo era stato visto aggirarsi nella zona poiche’ dimorava in rifugio di fortuna poco distante, ma ne era stato allontanato dal proprietario (che abita l’altro appartamento della palazzina), poiche’ avrebbe provato in alcune occasioni ad accedere nello stabile. L’uomo era comunque rimasto sempre in zona e probabilmente aveva riprovato ad accedere nel vano scale o sul terrazzo, tanto che proprio ieri mattina la donna si era accorta ed aveva segnalato al proprietario dell’immobile che erano state rubate le chiavi di accesso al terrazzo. Ieri notte l’indiano aveva tentato di avvicinare la donna, la quale terrorizzata lo aveva invitato a lasciare lo stabile. L’uomo, incurante delle preghiere della donna, l’ha raggiunta e, entrato in casa con la forza, l’ha bloccata e palpeggiata. Lavittima ha trovato la forza di reagire e dopo alcuni tentativi e’ riuscita a divincolarsi e a gchiamare i carabinieri. La donna ha riportato solo lievi ferite a seguito della colluttazione ed e’ in stato di shock. L’uomo e’ stato tradotto questa mattina presso il Tribunale di Reggio Calabria dove si e’ tenuta l’udienza di convalida a seguito della quale il Tribunale Collegiale ha emesso l’ ordinanza di custodia cautelare in carcere.

INTERCETTAZIONI, GRATTERI: “NON PENSO CHE LA RIFORMA PASSERA’, C’E’ ALTRO A CUI PENSARE”

”Non penso che la riforma passera’ perche’ c’e’ altro a cui pensare”. Lo afferma, riferendosi al ddl sulle intercettazioni, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, mentre racconta a S.Andrea Apostolo dello Ionio (Cz), ad un pubblico attento il suo lavoro da magistrato dell’Antimafia, presentando il suo ultimo libro dal titolo ”La Malapianta”, edito da Mondadori. ”Sulle intercettazioni pero’ – sottolinea Gratteri – bisogna essere onesti quando si danno i numeri. Se sono onesto dico che sono intercettate 10 mila schede telefoniche, e non dico 10 mila utenze. Questo perche’ il mafioso, lo ‘ndranghetista, non utilizza la stessa scheda telefonica che utilizza per parlare con un altro ‘ndranghetista, per dire alla moglie ‘cala ‘a pasta’. Oggi per intercettare una persona devo tenere sotto controllo almeno 5 utenze. In due anni io indago 50 persone, 50 trafficanti di cocaina che utilizzano piu’ di 10 mila schede telefoniche. Questo e’ il giochino delle cifre”, spiega Gratteri. Per quanto riguarda la fuga di notizie, e la ”legge bavaglio”, il magistrato chiarisce che ”chi da’ le notizie al giornalista e’ la polizia giudiziaria o il pubblico ministero”, sottolinea. ”Negli ultimi anni pero’ la notizia sui giornali era il gossip. Quella non e’ informazione, quello e’ pettegolezzo”. Soffermandosi poi sul contrasto al traffico di cocaina, ”la migliore struttura in Italia – dice Gratteri – e’ quella di Catanzaro. Ci sono punti di eccellenza. La ‘ndrangheta in Colombia compra la cocaina in conto vendite, mentre la camorra non riesce ad avere la cocaina in conto vendite, questo significa che la ‘ndrangheta in Colombia e’ molto credibile. Il fatturato ammonta al 3% del pil, 1 chilo di cocaina costa 1200 euro in Colombia, Da un chilo di cocaina se ne possono fare 4,5 chili, che vengono pagate al prezzo di 40-50 euro al grammo. Non esiste nessun investimento, nessuna attivita’ al mondo nemmeno la speculazione in Borsa che puo’ fare guadagnare cosi’ tanto”. Il magistrato rileva poi che ”la ‘ndrangheta non investe in Calabria queste grandi risorse perche’ non conviene”. E ancora sul suo lavoro da magistrato, Gratteri racconta: ”Oggi sono i politici che vanno dal capomafia e chiedono il pacchetto di voti. Oggi, con il sistema attuale, basta spostare a destra o a sinistra un pacchetto di voti e questo significa concorrere a determinare chi fara’ il tecnico comunale, quando fare l’appalto. Oggi gli unici che hanno soldi contanti sono gli usurai, le mafie… tutti gli altri, abbiamo i conti in rosso”.

FRODE ALL’UE: IN CALABRIA ARRESTATI 5 IMPRENDITORI E SEQUESTRATI 700 MILIONI

I militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro stanno eseguendo in varie regioni d’Italia un’operazione contro un’organizzazione criminale operante in Calabria e responsabile di aver frodato l’Unione Europea attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture false I militari hanno arrestato cinque imprenditori della piana di Gioia Tauro e sequestrato beni per settecento milioni. Sigilli, in particolare, a due strutture turistiche: il Feudo degli Ulivi, a Catanzaro, e l’Hotel Carlton a Pescara. I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere finalizzata alla truffa per il conseguimento indebito di ingenti contributi pubblici, al riciclaggio, alla frode fiscale.

GUARDA LE FOTO DEI BENI SEQUESTRATI —> http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=75213:operazione-aristeo-le-foto-dei-beni-sequestrati&catid=40:reggio&Itemid=86