VICENZA: VIOLENZA SESSUALE SU BIMBA DI 6 ANNI

Un nigeriano e’ stato arrestato per aver violentato sessualmente una bambina di 6 anni, figlia di una coppia di connazionali che gli avevano dato ospitalita’. A mettere le manette all’uomo, clandestino in Italia, i carabinieri di Valdagno (Vicenza) e di Montecchio Maggiore (Vicenza). Il clandestino, secondo quanto e’ emerso dalle indagini, approfittando delle assenze dei genitori, avrebbe compiuto e avrebbe fatto compiere, anche usando violenza, atti sessuali nei confronti della minore. I militari, ricevuta la notizia ed avvisata l’autorita’ giudiziaria, hanno avviato le indagini e cercato l’immigrato che, immaginando di essere ricercato, si spostava usando mille accorgimenti tra la provincia veronese e quella padovana. Il nigeriano e’ stato infine localizzato e stamani e’ stato bloccato a Montecchio Maggiore. Sono in corso accertamenti anche a carico di un connazionale residente nella provincia di Verona con il quale il nigeriano intratteneva rapporti telefonici.

ROMA: UN PITONE A GUARDIA DELLA COCAINA, 12 ARRESTI

Tenevano un pitone a guardia della cocaina ma sono stati scoperti e arrestati dalla Guardia di finanza del Comando provinciale di Roma che ha ammanettato 12 persone e sequestrato un rarissimo esemplare di pitone albino.

Il blitz è stato compiuto la scorsa notte al termine di un’ indagine durata alcuni mesi. I dodici arrestati sono tutti romani, alcuni di origine campana.

Cinque i chili di cocaina sequestrati. L’operazione Shyla Connection è scattata quando sei presunti membri dell’organizzazione, intercettati e pedinati, si sono riuniti in uno degli appartamenti nella loro disponibilità per preparare la sostanza da spacciare. I Finanzieri hanno compiuto il blitz di notte: sono entrati nell’ appartamento proprio mentre alcuni stavano tagliando la cocaina.

In una stanza c’era il pitone, che li ha subito attaccati. L’animale veniva tenuto digiuno per svilupparne l’aggressività e essere utilizzato come ‘deterrente’ per i clienti che non pagavano.

Le Fiamme gialle hanno chiamato la Forestale che prima ha dato al pitone un pollo da un chilo poi lo ha catturato: sotto il pitone sono stati trovati 2 etti di cocaina pura. Il pitone è stato trasferito al Bioparco.

I membri dell’ organizzazione, comandata da una donna, sono stati arrestati con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Nel corso della perquisizione sono state trovate anche due semiautomatiche calibro 9. Sono in corso indagini per accertare legami con la criminalità organizzata.

OPPIDO MAMERTINA: SEQUESTRATI BENI PER 20 MILIONI DI EURO ALLA FAMIGLIA MAZZAGATTI

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Reggio Calabria ha eseguito un decreto di confisca di beni riconducibili alla famiglia Mazzagatti di Oppido Mamertina. Il valore della confisca ammonta a 20 milioni di euro. In provvedimento riguarda alcune aziende: Tra.Co.Cem con sede legale a Maida (Catanzaro); Tra.Re.C. s.rl., con sede operativa sempre a Maida; C.M.G. s.r.l e la ditta individuale “Caterina Misale”, entrambe con sede legale ed operativa ad Oppido Mamertina. Con il decreto di confisca, emesso dal tribunale di Reggio Calabria, e’ stata “riscontrata la validita’ e l’efficacia degli elementi acquisiti al fine di mettere in luce le infiltrazioni economiche ed imprenditoriali poste in essere dai Mazzagatti che hanno esteso le loro aziende ed attivita’ anche in provincia di Catanzaro, grazie all’alleanza con elementi delle famiglia Arena operanti in quel territorio”. La Guardia di finanza della compagnia di Palmi, fin dal 2007, ha focalizzato l’attivita’ imprenditoriale della famiglia Mazzagatti – Rustico, avviata da Giuseppe Mazzagatti, 78 anni. In quel contesto venne inoltrata la richiesta di applicazione della misura del sequestro di imprese, societa’ ed immobili nella diretta disponibilita’ dello stesso nucleo residente ad Oppido Mamertina e la sospensione temporanea di stabilimenti di produzione e distribuzione di materiale cementizio, operanti su tutto il territorio regionale, riconducibili ad una nota azienda nazionale. Contestualmente i Carabinieri di Oppido Mamertina hanno eseguito una decina di misure preventive personali a carico di appartenenti all’entourage dei Mazzagatti, indicati soggetti in odor di mafia. Le indagini hanno accertato che il gruppo Mazzagatti – Rustico, approfittando della forza intimidatrice derivante dal fatto di essere una consorteria criminale di stampo ‘ndranghetistico presente sul territorio con propri esponenti, nonche’ avvalendosi di uno speciale rapporto fiduciario intercorrente con gli stabilimenti calabresi dell’Italcementi S.p.A., si fosse progressivamente affermato nel campo dell’imprenditoria. Ed in questa, in particolare, nel settore della commercializzazione del cemento.

DALLA CALABRIA AL KENYA “ON THE SAME BOAT”

di Stefano Perri – Un collegamento ideale tra Calabria e Kenia “on the same boat”. E’ questo l’obiettivo del seminario sull’ambiente organizzato da Maestri di Speranza presso il centro I.K.S.D.P. adagiato sulle splendide rive del lago Vittoria a Nyandiwa (Kenya). Il seminario, che si è completato la scorsa settimana, è stato funzionale all’avvio di un progetto di scambio culturale fra Italia e Kenia che rientra nel più ampio percorso Calabria for Harambee. Maestri di Speranza è un’associazione nata nel 2008 grazie all’impegno di un gruppo di appassionati insegnanti ed operatori sociali calabresi. L’obiettivo è quello di difendere il diritto all’istruzione e promuovere l’educazione come strumento per la realizzazione della pace e della giustizia. Per farlo i Maestri di Speranza cooperano da anni con le istituzioni scolastiche e formative di tutto il mondo per mettere in rete strumenti e metodi di insegnamento, modelli di sviluppo individuale e collettivo, che possano diventare occasione di riscatto per le popolazioni più deboli del globo.

L’incontro in terra africana, a cui hanno partecipato 14 persone fra presidi, docenti e rappresentanti dei genitori di tre scuole diverse (Kitawa, Mwiraria e Kiwa), è stata una fondamentale occasione per discutere di temi ambientali estremamente interessanti ed importanti sia per gli amici kenyani sia per quelli italiani. Da qui la denominazione “on the same boat”. Continua a leggere