TRAGEDIA ELICOTTERO MESSINA: ALCUNE DOMANDE

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di Stefano Perri – La tragedia dell’elicottero precipitato a Messina ha il sapore dell’assurdità. Quattro giovani vite spezzate, quattro famiglie straziate dal dolore, centinaia di amici e parenti che non dimenticheranno mai i visi dei quattro angeli che in quel maledetto giorno d’agosto hanno compiuto il loro ultimo volo. Ma è necessario all’indomani della tragedia porsi alcune domande. Cosa ci faceva li quell’elicottero quel giorno e perché era atterrato in quello slargo non adeguato all’operazione? Perché veniva utilizzato un elicottero abilitato solamente ai fini turistici, che non era cioè in possesso del Certificato di operatore aereo (Coa) che consente di svolgere attivita’ di volo di tipo commerciale di trasporto pubblico passeggeri? E’ stato lo stesso Ente Nazionale per l’Aviazione Civile a dichiarare che l’elicottero  “essendo gestito da un soggetto privato, non certificato né riconosciuto idoneo, può essere impiegato solo per attività di volo di tipo turistico che non prevedono il trasporto pubblico passeggeri”. Dunque perché quel giorno l’elicottero viaggiava con a bordo ben 3 passeggeri? Tra le ipotesi al vaglio della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto c’è anche quella che una della cause della caduta del velivolo, che si era appena alzato in volo, è stato proprio l’eccessivo peso. E’ possibile che sia stata proprio la presenza dei 3 passeggeri “abusivi” e di altri materiali a seguito che ha determinato l’eccessivo fatale peso, trasformando cosi un viaggio breve e tranquillo verso le isole Eolie in un inferno di fuoco e lamiere accartocciate?
Ci sarebbero altre decine di domande da porsi sulla vicenda. E non è sicuramente un peccato di cinismo. Probabilmente è passato ancora troppo poco tempo dall’incidente per dare risposta certa alle domande poste. Probabilmente questo è ancora il tempo del dolore, probabilmente sarà l’inchiesta della Procura a fare luce definitiva sulla vicenda. Ciò che è importante è capire l’importanza del rispetto delle regole di sicurezza soprattutto in una situazione cosi delicata come quella del volo.
L’elicottero pilotato dal compianto Domenico Messina veniva utilizzato già da diverso tempo per il trasferimento di passeggeri da Gambarie, ridente cittadina turistica del massiccio dell’Aspromonte, alle Isole Eolie e a Taormina. Ultimamente il servizio veniva promosso, anche sulla stampa e con apposite locandine, dall’amministrazione comunale di  Santo Stefano in Aspromonte, come è possibile leggere anche sulla locandina con tanto di prezzi del servizio pubblicata proprio sul sito del Comune. L’elicottero e il pilota si trovavano dunque pochi giorni prima della tragedia a Gambarie, effettuando voli verso le due località siciliane.  E a Gambarie si sarebbero dovuti trovare il giorno dopo, se non fosse avvenuto il disastro, visto che il servizio sarebbe dovuto continuare fino al 25 di agosto.
Come è possibile che un elicottero non abilitato al trasporto pubblico dei passeggeri possa venire utilizzato per questo genere di attività? Come è possibile che lo stesso elicottero sia stato più volte visto atterrare in luoghi assolutamente non abilitati come punti di atterraggio/decollo sempre nei dintorni di Gambarie? E’ possibile chiedere ad un lavoratore onesto (come era Domenico) di rischiare cosi tanto per incrementare gli introiti della azienda di cui è dipendente? E come è possibile che addirittura si giunga a chiedere al povero Domenico Messina di atterrare su un palco in piazza, è accaduto ad esempio giovedi 5 agosto 2010 durante l’inaugurazione del servizio, nel bel mezzo di una manifestazione estiva a pochissimi metri da una folla turisti spettatori?  Non si tratta forse di un’operazione un tantino pericolosa? Forse tanto pericolosa quanto quella che in quella maledetta mattina di agosto Domenico ha dovuto compiere tentando di decollare nello spiazzo antistante il capannone della società “Nuova Cometra”. Agli inquirenti o ai posteri le ardue, amare, sentenze…

Intanto osserviamo insieme questa foto dell’elicottero di Domenico.. e riflettiamo…

ECCO LA NUOVA FIAT “MIO”, CONCORRENTE ITALIANA DELLA SMART

La nuova Concept Car FCCIII Fiat, denominata ‘Mio’, sara’ presentata ufficialmente al prossimo Salone dell’Automobile di San Paolo, in programma in ottobre. Come evidenziano le prime immagini in 3D realizzate dal Centro Estilo Fiat per l’America Latina, diretto da Peter Fassbender , si tratta di una city car estremamente compatta, con due soli posti e proporzioni analoghe a quelle della Smart. La FCCIII e’ frutto di un’accurata ricerca che Fiat Automoveis ha realizzato dialogando con i potenziali clienti e gli esperti dei piu’ diversi settori attraverso la community http://www.fiatmio.cc a cui si sono registrati 14mila internauti di 140 diversi Paesi. Quello della Mio e’ stato definito da Fiat come un progetto ”partecipativo” destinato a mettere in evidenza, dall’analisi di una massa di informazioni relative ad ambiti anche non connessi con l’auto, le linee guida per immaginare e progettare una vettura destinata alle prossime generazioni. Come ben descrivono i numerosi video che sono presenti nel sito, il lavoro di Fassbender e dei suoi collaboratori (allo stile degli interni ha lavorato ad esempio Andre’ Silva Lima e a quello esterno Daniel Vicentini) ha tenuto conto di nuove realta’ fino ad oggi trascurate nelle auto di normale produzione, come il diverso rapporto dei giovani con la telefonia mobile e con le potenzialita’ dei moderni apparati. Fiat Mio e’ stata pensata per una mobilita’ ad impatto zero: anche se al momento non sono state rilasciate informazioni ufficiali sulla tecnologia di propulsione, le notizie ricavabili dal blog http://www.fiatmio.cc lasciano immaginare una soluzione elettrica 100%, con sistemi di ricarica perfezionati rispetto alla Smart EV (gia’ in produzione) ed alla Renault Twizy (che verra’ ugualmente presentata in autunno nella sua versione definitiva per essere lanciata commercialmente nel 2011) le piu’ dirette rivali della nuova Fiat Mio. Il Centro di Ricerche Fiat, di cui fa parte il Centro Estilo dove e’ nata la Mio, e’ uno dei cardini dell’attivita’ della Casa torinese in Brasile. Presente a Betim, nello Stato di Minas Gerais, dal 1976 la Fiat Autom¢veis ha una capacita’ produttiva di 800.000 mila auto all’anno, risultato di investimenti dell’ordine di 5 miliardi di real (2,2 miliardi di euro) al 2010. Lo scorso anno FiatAutomoveis ha prodotto in Brasile 736.973 veicoli, di cui 45.218 destinati all’esportazione.

DA CINQUE ANNI VIVE ALL’AEROPORTO DI MALPENSA IN ATTESA DI TORNARE A CASA

di Stefano Perri – Una storia che ha davvero dell’incredibile. Qualcosa di molto vicino alla trama del film di Steven Spielberg “The Terminal” con Tom Hanks. Una signora vive bloccata all’aeroporto di Malpensa da cinque anni e, per questioni burocratiche, non riesce a tornare alle isole Mauritius, dove vivono i familiari. A riportare la storia di Cesira Ton, padovana di 71 anni, sono il sito del Corriere del Veneto e il TgUno: la donna non riesce a tornare a casa a causa di ”un visto scaduto” e spiega di aver deciso di rimanere all’aeroporto ”perche’ si sente piu’ vicina a casa”. Alle Mauritius, dove si era trasferita vent’ anni fa con la famiglia dal Veneto, la attendono il marito, anche lui italiano, e due figli di 40 e 45 anni. Cesira vive grazie alla pensione minima. Porta con se’ i suoi bagagli, dorme sulle panchine dello scalo e trascorre le giornate a scrivere poesie e ad aiutare i passeggeri che si perdono a Malpensa. ”L’aeroporto e’ come un tetto per me – ha spiegato Cesira – e mi sembra di avere un piede qui e uno a casa. Non ho fatto nulla di male ma sono condannata come all’ergastolo, a non tornare dalla mia famiglia. Sono molto impegnata, c’e’ tanta gente che non trova la strada – ha concluso – e quello che posso fare per aiutare gli altri lo faccio”. Un regista, come riporta la stampa, si starebbe interessando alla storia di Cesira per girare un film. Una vicenda che ricorda davvero quella raccontata dal film ‘The Terminal’, con l’attore Tom Hanks nei panni di uno straniero trattenuto dalla burocrazia all’aeroporto Jfk di New York.

CUBA: IL LIDER MAXIMO FIDEL CASTRO COMPIE 84 ANNI

Poco più di cinquant’anni fa un guerrigliero cubano di nome Fidel Castro, appena 32enne, entrava trionfante all’Avana alla guida di un gruppo di rivoluzionari barbuti. Undici presidenti americani dopo, Castro fa ancora notizia. Questa volta, a differenza del 1959, è per il suo compleanno. Il leader cubano compie oggi 84 anni e, per la prima volta negli ultimi quattro anni, è tornato a parlare in Parlamento lo scorso sabato, in pieno recupero dalla malattia intestinale che lo aveva colpito, pronto a mantenere vivo il confronto con gli Stati Uniti e a ricordare il passato, ma negando implicitamente di voler riprendere le redini del Paese. Fatto questo che ha lasciato analisti e diplomatici stranieri a dibattere per decifrarne il significato. Quella di sabato scorso è stata l’ultima, in ordine di tempo, (la prima risale al 7 luglio), delle comparse in pubblico di Castro che ogni volta ha scelto un argomento diverso di cui parlare: dai giovani, ai militari, scienziati, economisti, diplomatici, intellettuali e anche deputati. Nel suo discorso in Parlamento, Fidel ha detto che dopo quella sessione straordinaria chiesta da lui resterà “senza lavoro”. “Per me era importante questa riunione dell’assemblea. Per ora non ho più niente da fare. Credo che avrò molto tempo a disposizione”, ha detto spiegando poi che il suo unico impegno sarà la pubblicazione della seconda parte di un libro scritto durante la convalescenza, sulla lotta nella Sierra Maestra contro Fulgencio Batista (1952-1958) dopo aver presentato la settimana scorsa la prima parte, ‘La vittoria strategica’, di 896 pagine.

SEMINARA (RC): INCENDIATI I TERRENI DI UNA COOPERATIVA SOCIALE

Una trentina di ettari di terreno, coltivati a uliveto, agrumeto e vigneto, sono stati danneggiati da un incendio doloso a Seminara, nel reggino. I terreni, che si trovano al confine tra i comuni di Seminara, Gioia Tauro e Rizziconi, sono di proprieta’ dell’erede di un antico casato nobiliare della zona, Giuseppe Spinelli, il quale, dopo aver subito negli anni scorsi diverse intimidazioni, ha deciso di affidare alla cooperativa sociale ‘Giovani Invita’ la gestione della proprieta’. La cooperativa, che da’ lavoro ad una quarantina di giovani, e’ stata fondata due anni fa dall’ex sindaco di Sinopoli (Reggio Calabria), Mimmo Luppino, anch’egli vittima di una serie di intimidazioni mentre era amministratore del comune reggino. Le fiamme, oltre ad aver distrutto numerosi alberi, ha danneggiato anche una piccola chiesa privata intitolata a San Giuseppe posta nei pressi del fondo agricolo. L’incendio e’ stato spento dai vigili del fuoco. L’episodio e’ stato denunciato ai carabinieri, che hanno avviato le indagini.

BARI: BIMBO DI 7 MESI IN FIN DI VITA PER LE BOTTE DELLA MAMMA

Un bimbo di sette mesi è stato brutalmente picchiato dalla mamma, una brasiliana di 28 anni con cittadinanza italiana, ed è ricoverato in gravi condizioni in ospedale. L’aggressione, a quanto si è appreso, sarebbe avvenuta dopo un litigio della donna con il compagno e padre del piccolo. Il bambino, preso anche a morsi, avrebbe riportato numerosi traumi e fratture ed è ricoverato nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. La donna è stata sottoposta a fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di maltrattamenti aggravati da lesioni gravissime.

I maltrattamenti, a quanto accertato dalla polizia, duravano da diversi mesi e hanno avuto un epilogo due sere fa quando, dopo l’ennesima lite con il compagno, un artigiano del marmo di 35 anni, la donna ha picchiato il bimbo con estrema violenza. Al rientro a casa,l’uomo ha portato il figlio al pronto soccorso del locale ospedale ma per la gravità delle condizioni é stato deciso il trasferimento nel reparto di Rianimazione del Pediatrico del capoluogo. Qui è stato accertato che le ferite e le lesioni non erano state causate da un’accidentale caduta, come aveva riferito la donna, né che le violenze erano state compiute in un’unica circostanza. La donna, interrogata dal pm di turno e dagli agenti della Squadra mobile barese, è crollata confessando i maltrattamenti ai quali sarebbe estraneo il padre. Le violenze, infatti, sarebbero sempre state commesse quando l’uomo era fuori per lavoro. Nonostante la confessione della madre, gli agenti stanno vagliando le testimonianze di familiari e conoscenti della coppia. Continua a leggere

DA OGGI IN OGNI SPIAGGIA UNO SPAZIO PER GLI AMICI CANI

di Stefano Perri – Da oggi i nostri amici pelosi potranno seguirci anche in spiaggia. Dal Ministero giunge infatti una gradita novità. “Ovunque in Italia si potra’ fare il bagno con il proprio animale: cosi’ invogliamo anche gli stranieri a venire da noi. Per questo ho ideato un’ordinanza: i comuni che aderiranno all’iniziativa verranno premiati”. Lo spiega il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, a ”Gente”, in edicola da sabato 14 agosto. ”Si tratta di una decisione che non comportera’ spese aggiuntive per il Comune – spiega il ministro – si chiede solo ai sindaci di destinare un tratto di costa a chi vuole fare il bagno con il proprio cane. E le localita’ aderenti potranno contare su una particolare promozione da parte del ministero del Turismo grazie al sito http://www.turistia4zampe.it. Dopo tutto, – ricorda – in Italia una famiglia su tre ha un animale domestico. Gia’ siamo riusciti ad aumentare gli hotel attrezzati per ospitare gli amici quattrozampe. Ora tocca alle spiagge”.