IMPICCA IL SUO CANE E METTE LE FOTO SU FACEBOOK

“Ho ucciso il mio cane. Hahaha.” Scrive Kamil Hric di fianco alla foto di un povero cane che penzola ormai privo di forze da una corda. Il ragazzo ride. Kamil, che abita a Poprad, in Slovacchia, è stato arrestato dopo che alcuni utenti di Facebook avevano avvisato la polizia. La sua prima dichiarazione è stata: “Che c’è di male? Era solo un cane. L’ho fatto per ridere.” L’episodio è stato riferito dal Daily Mail.

PSICHIATRA – Il portavoce della polizia ha dichiarato: “Non sappiamo il motivo che l’abbia spinto a compiere un gesto del genere, ma certamente lo affideremo a uno psichiatra.” Meglio che ne scelgano uno bravo, già che ci sono.

SEPOLTO VIVO – Un altro soggetto del genere di Kamil ha invece seppellito vivo il suo cane, però stavolta a Malta. Il povero animale è stato trovato per caso vicino alla città di Birzebbuga. L’animale, che è stato chiamato Star dai suoi salvatori, è stato trovato sepolto nella terra, povera creatura. Prima di essere lasciato lì era stato colpito in testa per ben 40 volte. Le zampe erano state legate affinché non potesse liberarsi. Star è miracolosamente sopravvissuto. Ha subito un’operazione alla testa al Ta’ Qali Hospital di Malta e ora sta bene.

MELO FRANCHINA: ARCHITETTO MESSINESE ED ARTISTA DEL PACIFISMO. OGGI A ROMA UNA MOSTRA IN SUO ONORE

 
nowardi Stefano Perri (per www.strill.it) Melo Franchina nato a Castel Umberto in provincia di Messina, il 31 maggio del 1949, ha vissuto quasi interamente la sua vita nella Capitale dove ha svolto la professione di architetto. 
Pace, ambiente ed aspirazione ad un altro mondo possibile sono i temi prevalenti nelle sue opere, un artista impegnato nel Movimento altermondialista. I suoi progetti, dalla valenza artistica e politica, sono guidati da un elemento narrativo ed attingono a linguaggi differenti: installazioni, fotografia, pittura, scrittura, architettura. Ogni progetto si inserisce in un percorso che tende a costruire reti di relazioni ed eventi, per incidere sulla presa di coscienza collettiva di ciò che tende a rimanere invisibile. Famoso è il suo scatto che immortalò nel l’iniziativa del movimento pacifista italiano che compose con fiaccole illuminate le parole NO WAR sul prato del Circo Massimo.
 
melofranchinaOggi 31 maggio, giorno del compleanno di Melo Franchina, si svolgerà presso il suo studio romano di Via Orvieto, aperto al pubblico per l’occasione, un incontro coi giovani artisti partecipanti al concorso. Verrà allestita una mostra delle opere di Melo ispirate alla pace e delle opere pervenute segnalate dalla giuria del concorso. Si svolgerà la premiazione con letture musica e intrattenimento artistico.
Il concorso prevede due sezioni, riservate ad opere figurative dedicate al tema della pace (per il regolamento del concorso vedi la voce concorso sulla pagina della bacheca di Melo Arte).
A tutti i giovani artisti concorrenti sarà data visibilità sulla pagina facebook MELOARTE e dedicata all’artista di recente scomparso
La giuria è formata da Tano D’Amico, foografo, Patrizia Casetta, fotografa, Armando Profumi, pittore, Linda Vignato, illustrtrice, Nella Giambarresi, pittrice. Il premio per i 2 vincitori delle due sezioni consisterà in una settimana di soggiorno per 2 persone nell’isola di Salina presso la casa dell’artista durante il mese di luglio o settembre 2011 (data da concordare con gli interessati/e).
La casa di Salina, denominata Casa del Gabbiano, è visibile sul sito www.casadelgabbiano.altervista.org .

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L’ITALIA DI NUOVO AL VOTO. TUTTI I BALLOTTAGGI DI DOMENICA E LUNEDI

La partita delle amministrative si avvia verso la fase conclusiva con i ballottaggi di domenica e lunedi’. Urne aperte per la prima volta invece in Sicilia per un turno elettorale che coinvolgera’ 27 comuni per il rinnovo di sindaci e consigli comunali. Nel complesso saranno 6.605.806 gli italiani che si recheranno ai seggi.
QUANDO SI VOTA – Le operazioni di voto si svolgeranno domenica dalle ore 8 alle ore 22 e lunedi’ dalle ore 7 alle ore 15; lo scrutinio avra’ inizio nella stessa giornata di lunedi’ al termine delle operazioni di voto e dopo il riscontro del numero dei votanti. Per il turno di ballottaggio si sceglie solo tra i due candidati (presidenti di provincia o sindaci) che hanno ottenuto, al primo turno, il maggior numero di voti e l’elettore vota tracciando un segno sul rettangolo entro il quale e’ scritto il nome del candidato prescelto.
CORPO ELETTORALE – Considerando una volta sola gli enti interessati contemporaneamente a piu’ tipi di consultazioni, il numero complessivo degli elettori del ballottaggio nelle regioni a statuto ordinario sara’ di 5.577.816, a cui vanno aggiunti per le Regioni a statuto speciale i 475.412 del Friuli Venezia Giulia, i 397.001 della Sicilia e i 175.577 della Sardegna. Nelle Regioni a statuto ordinario il turno di ballottaggio nelle cinque province interessera’ un corpo elettorale di 1.701.480 elettori, di cui 818.566 maschi e 882.914 femmine. Le sezioni elettorali saranno 2.219. Il ballottaggio negli 81 comuni delle regioni ‘ordinarie’ interessera’ 3.906.012 elettori, di cui 1.855.363 maschi e 2.050.649 femmine. Le sezioni elettorali saranno 4.606.
BALLOTTAGGI PER COMUNI E PROVINCE – Sono in tutto 88 i Comuni chiamati al ballottaggio i prossimi 29 e 30 maggio. Agli 81 delle Regioni a statuto ordinario se ne aggiungono infatti 4 in Friuli-Venezia Giulia (Trieste, Monfalcone, Pordenone, Cordenons) e 3 in Sardegna (Cagliari, Sinnai, Iglesias). In tutto sono 13 i capoluoghi di provincia che sceglieranno il sindaco al secondo turno: Novara, Milano, Varese, Rovigo, Rimini, Grosseto, Napoli, Cosenza, Crotone, Trieste, Pordenone, Cagliari e Iglesias. Le Province saranno nel complesso 6: Vercelli, Mantova, Pavia, Trieste, Macerata e Reggio Calabria.
COMUNALI IN SICILIA – Sono 27 i Comuni coinvolti per un totale di 4.775 candidati, di cui solo 951 donne (5%), in 120 liste, vale a dire un aspirante eletto ogni 83 votanti. Unico capoluogo coinvolto e’ Ragusa (61.711 elettori), mentre in provincia di Enna non si vota in alcun Comune. Gli elettori dovranno scegliere 505 consiglieri comunali oltre ai sindaci (per la carica si presentano in 102). Tra i centri maggiori Canicatti’ e Favara, in provincia di Agrigento, Bagheria, nel palermitano, e Vittoria in provincia di Ragusa. Verranno rinnovate anche le circoscrizioni di Aspra, nel comune di Bagheria e Scoglitti, in quello di Vittoria. Oltre che negli enti il cui rinnovo era gia’ fissato per scadenza naturale, si votera’ anche a Vallelunga Pratameno (Cl), Terrasini (Pa), Ferla e Sortino (Sr), dove i sindaci si sono dimessi o sono stati sfiduciati, e Favara (Ag), dove il sindaco ha lasciato dopo la chiusura delle indagini, che lo riguardano, sul crollo di una casa che provoco’ la morte di due sorelline. Col sistema proporzionale andranno al voto 13 comuni, 14 con il maggioritario. Il minitest elettorale nell’isola sara’ di difficile interpretazione per i maggiori partiti nazionali perche’ la stragrande maggioranza delle liste e’ d’ispirazione civica mentre movimenti che stanno su fronti opposti a livello nazionale o regionale in qualche caso hanno stretto alleanze per il voto comunale.
CURIOSITA’ – Numerosi i casi di ballottaggi decisi per l’esito al fotofinish di due settimane fa. Il caso piu’ eclatante, ricorda un’analisi di Anci Comunicare, e’ quello del sindaco uscente di Varese, Attilio Fontana, costretto al ballottaggio per meno di 0,7 punti percentuali. Ma il record spetta a Ginetto Perseu, candidato sindaco del centrodestra a Iglesias, che si e’ fermato al 49,909%, in una citta’ con 24 mila elettori. Un pugno di voti, insomma, lo hanno costretto al ballottaggio con la candidata del centrosinistra, Marta Testa, che lo tallona con il 46% delle preferenze al primo turno. Svetta infine il caso del Comune di Fraine, dove si va al ballottaggio pur avendo soltanto 463 abitanti: al primo turno i due candidati hanno raggiunto la perfetta parita’ nel numero delle preferenze e dunque si dovra’ tornare al voto.

AMMINISTRATIVE: LA CALABRIA DI NUOVO AL VOTO. TUTTI I BALLOTTAGGI

elezionidi Stefano Perri – Sono cinque le sfide al ballottaggio che si giocheranno nel prossimo weekend sul territorio calabrese. Oltre alla Provincia di Reggio Calabria giungono al secondo turno anche i comuni di Cosenza, Crotone, San Giovanni in Fiore e Taurianova.

Reggio Calabria, come è noto, la sfida si gioca tra il candidato sostenuto dall’intera coalizione di centrodestraGiuseppe Raffa che al primo turno aveva ottenuto il 45,4% dei voti contro Giuseppe Morabito sostenuto inizialmente dal Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Socialisti e Mpa più due liste civiche che ha ottenuto complessivamente al primo turno il 26,6% dei voti. Per Morabito è ancora in trattativa la possibilità di apparentamento con la coalizione composta da Italia dei Valori e Sel. Ma vero e proprio ago della bilancia in questo caso è il candidato del cosiddetto Polo Civico Pietro Fuda, che già in passato aveva ricoperto la carica di Presidente della Provincia a Reggio Calabria, e che al primo turno aveva ottenuto quasi il 22% delle preferenze.

Cosenza la sfida si gioca tra Mario Occhiuto ed Enzo Paolini. Occhiuto era sostenuto al primo turno dall’intera coalizione del centrodestra cosentino (Udc,  Popolo della libertà, Popolari Liberali, Scopelliti Presidente,  Moderati,  Alleanza di centro, La Destra, Nuovo Psi più due liste civiche Mario Occhiuto Sindaco e Cosenza Sostenibile). Già al primo turno era andato vicino all’elezione diretta ottenendo il 45,6% delle preferenze. Dall’altra parte Enzo Paolini che al primo turno aveva ottenuto quasi il 27% dei voti sostenuto da Autonomia e Diritti, Sel, IdV, Socialisti, Verdi, Pli più tre liste civiche Partecipazione per Rinnovamento, Cosenza Domani e Giovine Cosenza. Paolini ha già incassato il sostegno ufficiale da parte di tutti i vertici, da Roma in giù, del Partito Democratico anche se ciò potrebbe anche non bastare a giudicare dalle posizioni ostili espresse in questi giorni dal consigliere regionale Nicola Adamo che potrebbe spostare il suo pacchetto di voti dall’altra parte garantendo l’elezione di Occhiuto.

Crotone il ballottaggio si gioca invece tra il Sindaco uscente Peppino Vallone e la candidata dell’Udc Dorina Bianchi, fortemente sostenuta dal Pdl da Berlusconi a Scopelliti. La Bianchi, che al primo turno aveva ottenuto solo il 20,3%, ha da poco incassato, tramite formale apparentamento, il sostegno dell’altro candidato della destra Pasquale Senatore che aveva preso al primo turno il 18,1%. Ago della bilancia in questo caso la candidata centrista Giusy Regalino che al primo turno aveva ottenuto il notevole risultato di quasi il 17% dei voti e che ancora non ha espresso la sua posizione sul ballottaggio.

San Giovanni in Fiore, comune di 18mila abitanti in provincia di Cosenza, al ballottaggio giungono inveceAntonio Barile e Emilio Vaccai. Barile, che ha ottenuto il 48,9% dei voti al primo turno, era sostenuto dal Popolo delle Libertà più tre liste civiche (Barile Sindaco, Uniti per la Libertà e Liberi con Barile). Vaccai aveva invece ottenuto il 36% dei voti al primo turno ed era sostenuto dal Partito Democratico, Psi, Socialisti Uniti e Api, Comunisti Italiani e la lista civica i Democratici per la città. Decisiva potrebbe risultare la scelta della candidata centrista Monica Spadafora che con l’Udc e la lista civica il Fiore di San Giovanni aveva ottenuto al primo turno il 12,8% dei voti.

Taurianova, Comune che sfiora i 16mila abitanti in provincia di Reggio Calabria, si sfidano invece in questo secondo turno Domenico Romeo e Giuseppe Rigoli. Romeo era già Sindaco nel 2009 quando il Comune fu sciolto per condizionamento mafioso anche se lui personalmente non fu recapitato alcun avviso di garanzia. Al primo turno, con il sostegno di Udc, La Destra e le due liste civiche Unione Liberi Cittadini e Democratici Riformisti, aveva ottenuto il 27,6% dei voti. Dall’altra parte Rigoli aveva ottenuto il 23,5% sostenuto da Alleanza di Centro, Alleanza per l’Italia e Democrazia Cristiana, più le liste civiche Forza Taurianova e Noi Sud.

ISTAT: GIOVANI IN CRISI, PIU’ DI 2 MILIONI NON LAVORANO E NON STUDIANO

Non lavorano e non studiano, sono soprattutto donne, del Mezzogiorno e con una licenzia media, anche se aumenta sempre piu’ la quota tra diplomati e stranieri. E’ l’esercito dei ‘Neet’ (Not in education, employment or training): nel 2010 sono poco oltre 2,1 milioni, 134 mila in piu’ rispetto a un anno prima (+6,8%), i giovani fra i 15 e i 29 anni che non hanno un lavoro e non frequentano alcun corso di istruzione o formazione. Secondo la fotografia scattata dal Rapporto Istat 2010 rappresentano il 22,1% della popolazione nella stessa fascia di eta’ (20,5 nel 2009). Nonostante l’incidenza del fenomeno continui a essere piu’ diffusa tra le donne (il 24,9%), tra i residenti del Sud (30,9%) e tra i giovani con al piu’ la licenza media (23,4%), si legge nel rapporto, l’incremento dei Neet ha riguardato soprattutto i giovani del Nord-est (+20,8%), gli uomini (+9,3%) e i diplomati (+10,1%), ma anche gli stranieri. Nel 2010 sono 310 mila gli stranieri Neet, un terzo della popolazione tra i 15 e i 29 anni. Il 65,5% dei “Neet” e’ inattivo, anche se solo la meta’ non cerca un impiego e non e’ disponibile a lavorare. I disoccupati rappresentano il 34,5% dei Neet; nel Mezzogiorno circa il 30% e’ disoccupato e il 45% e’ comunque interessato a lavorare. Tra i Neet, vive con almeno un genitore l’87,5% degli uomini e il 55,9% delle donne. Fra queste ultime, circa 450 mila sono partner in una coppia, con o senza figli e rappresentano il 38,3% delle Neet italiane. La condizione di Neet permane nel tempo: oltre la meta’ dei Neet resta tale per almeno due anni. D’altro canto, piu’ si rimane fuori dal circuito formativo o lavorativo, tanto piu’ e’ difficile rientrarvi. Per quando riguarda invece il lavoro prosegue nel 2010 la flessione degli occupati 18-29enni (-182 mila unita’) dopo la caduta particolarmente significativa del 2009 (-300 mila unita’). In termini relativi, il calo dell’occupazione giovanile (-8,0 e -5,3%, rispettivamente nel 2009 e nel 2010) e’ stato circa cinque volte piu’ elevato di quello complessivo.Nel 2010, e’ occupato circa un giovane ogni due nel Nord, meno di tre ogni dieci nel Mezzogiorno. Piu’ nel dettaglio il tasso di occupazione degli uomini 18-29enni e’ al 59,2% al Nord e al 35,7 nel Mezzogiorno, con il minimo del 30% in Campania e Calabria; quello delle giovani donne e’ al 47,2% al Nord e al 21,9 nel Mezzogiorno, mentre in Campania e Calabria si colloca intorno al 17%. Ogni 100 giovani atipici nel 2009, circa 16 erano occupati stabilmente dopo un anno (erano 26 tra il 2007 e il 2008). Il 60,1% dei giovani a distanza di un anno ha ancora un contratto a tempo determinato o un rapporto di collaborazione. Nel 2010 circa un milione di giovani aveva un lavoro temporaneo.

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