COSENZA: AL BALLOTTAGGIO OCCHIUTO CONTRO PAOLINI

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di Stefano Perri (da www.strill.it)
 – A Cosenza è Occhiuto contro Paolini. Giungono al ballottaggio i due candidati che da subito avevano dato l’impressione di avere una marcia più rispetto agli altri. E mentre è apparsa abbastanza semplice la corsa di Mario Occhiuto, che ha ottenuto il lusinghiero risultato di 45,61% in una città storicamente rossa come Cosenza, qualche ostacolo in più ha dovuto incontrarlo Enzo Paolini che prima di giungere al ballottaggio ha dovuto superare il Sindaco uscente Perugini (15,6%) con quasi il 27% di preferenze.

 
“Sono molto soddisfatto per il risultato raggiunto”. E’ Mario Occhiuto a rompere per primo il silenzio dopo lo spoglio elettorale esprimendo il proprio appagamento riguardo ai dati ottenuti in questa prima fase di sfida amministrativa. Solamente per un soffio, in effetti, Occhiuto non ha raggiunto al primo turno la maggioranza assoluta. “Abbiamo quasi raccolto il 50% delle preferenze  – aggiunge l’architetto – e questo risultato viene fuori, oltre che dalla compattezza e dalla forza delle liste che mi sostengono, da una campagna elettorale condotta a mia immagine e somiglianza, all’insegna cioè della pacatezza, del rispetto e dei contenuti del programma. Una campagna elettorale in cui non abbiamo mai ceduto alle provocazioni ed in cui ci siamo sempre concentrati sulle proposte di cambiamento per la città. Sento di ringraziare con profondo convincimento il raggruppamento del quale in questo momento sono il leader, tutte le liste, i partiti, l’Udc, i miei candidati ed anche i candidati e i supporter che sono espressione di varie aree della sinistra che pure con grande slancio mi appoggiano. L’elevato margine di distacco testimonia la voglia di rilancio urbano dei nostri cittadini – conclude Mario Occhiuto – Io sarò il sindaco di tutti i cosentini e fra due settimane potrò cominciare a dimostrarlo”.
Dall’altra parte Enzo Paolini, meglio conosciuto ormai come il candidato dalle spalle larghe, che si dimostra agguerrito nel chiedere un confronto diretto con il candidato sindaco del centrodestra. “Aspetto Occhiuto domani alle 18.30 in piazza Kennedy – ha dichiarato Paolini il giorno dopo il voto – per un confronto pubblico che il candidato di centrodestra scelto da Scopelliti ha il dovere di fare. Se finora non ha risposto, ora non ha più scuse”. All’indomani dello spoglio che ha sancito la sfida a due per la conquista di palazzo dei Bruzi, Paolini continua a richiamare l’attenzione sull’importanza di un confronto diretto con il suo sfidante: “La gente – dice – ha il diritto di poter scegliere consapevolmente, facendo un raffronto delle idee che gli sfidanti mettono in campo sugli aspetti salienti dell’amministrazione di una città. E poi mi piacerebbe sapere quali sono le ricette che il candidato voluto da Reggio intende mettere in campo per rilanciare l’Annunziata dopo la decadenza di questi ultimi anni”. “Dobbiamo anche chiarire – ha concluso Paolini – la posizione di Occhiuto sul referendum, il nucleare e la privatizzazione dei servizi, acqua compresa”.
E mentre Occhiuto e Paolini continuano a beccarsi pubblicamente è già cominciata da diverse ore la corsa dei due candidati per raccogliere il consenso ottenuto dalle altre forze politiche. Mentre Occhiuto ha già cominciato a corteggiare Sergio Nucci di Fli che con il suo terzo polo raccoglie un decoroso 4.65%, Paolini guarda alla sua sinistra tentando di intercettare i voti della candidata di sinistra Alessandra La Valle (3,5%) e dei grillini di Ivan Pastore (2,25%).
Ma il vero ago della bilancia sarà, come era abbondantemente prevedibile, il sindaco uscente Salvatore Perugini che con il suo 15,6% potrebbe determinare le sorti del futuro inquilino di Palazzo dei Bruzi. La sua candidatura, imposta come atto d’imperio da Roma direttamente dal Partito Democratico non ha evidentemente sfondato ed ora l’ex Sindaco rappresenta un’appetibilissima leccornia che i due candidati al ballottaggio dovranno contendersi.
Per Paolini la difficoltà di corteggiare un’area politica con la quale si è pesantemente scontrato fino a poche ore fa. Per Occhiuto la sfida di riuscire a far saltare lo steccato ideologico che in teoria lo dividerebbe dall’elettorato del Pd. Ma come appare abbastanza chiaro dalle indiscrezioni che giungono in queste ore Perugini non ha ancora deciso da che parte stare. Non vi è nulla di scontato e l’ex Sindaco tra le due opzioni in campo potrebbe scegliere quella di lasciare completa libertà al suo elettorato. E qualora invece decidesse di scegliere è indubbio che all’intero dell’area politica che l’ha sostenuto al primo turno ci sono leader e partiti (leggi Nicola Adamo) che potrebbero rinvendicare autonomia di scelta e risultare decisivi. D’altronde Adamo è lo stesso che alla Regione ha già dato prova di assoluta spregiudicatezza. Uscito dal gruppo consiliare del PD è andato a finire nel gruppo misto insieme all’ex presidente del consiglio regionale Giuseppe Bova, quello che a Reggio ha corso a braccetto di Pasquale Tripodi, da poco fuoriuscito dall’Udc. Davvero nulla di scontato, dunque.
Ma quindici giorni sono lunghi e l’unica cosa certa in questa fase è che nella corsa a Palazzo dei Bruzi  i colpi di scena non tarderanno ad arrivare.

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