REGGIO: NASCE LA BOTTEGA DELLA LEGALITA’ DI LIBERA

liberaconsiglio1di Stefano Perri (per http://www.strill.it) – “Camminando s’apre cammino”. Questo lo slogan dell’iniziativa organizzata da Libera per la firma dell’accordo con la Presidenza del Consiglio Regionale per l’istituzione della Bottega della Legalità e la consegna di nuovi loghi del progetto ReggioLiberaReggio.

Un pomeriggio all’insegna dell’antindrangheta nella sala “Nicola Calipari” di Palazzo Campanella dove a confrontarsi sono i cittadini e gli iscritti all’Associazione Libera con le massime istituzioni regionali nell’ambito della legalità. Presenti le maggiori autorità cittadine, rappresentanti delle forze dell’ordine e della magistratura, il Procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo, il Procuratore Generale Salvatore Di Landro e il Sindaco di ReggioDemi Arena. Assieme ai tantissimi cittadini ed associazioni presenti anche una serie di imprenditori che hanno aderito al progetto di ReggioLiberaReggio. Tra di loro anche Tiberio Bentivoglio, titolare della Sanitaria Sant’Elia oggetto in passato di una serie orribile di attentati e gravissimi episodi intimidatori. Ad alternarsi sul palco gli interventi dei rappresentanti di Libera, il coordinatore reggino Mimmo Nasone e Don Marcello Cozzi dell’Ufficio nazionale, Claudio La Camera del Museo della ndrangheta e poi le Istituzioni regionali rappresentate dal Presidente della Commissione Antimafia Salvatore Magarò e dal Presidente del Consiglio Francesco Talarico. Continua a leggere

REGGIO: IN MANETTE IL CONSIGLIERE REGIONALE DEL PDL SANTI ZAPPALA’ E ALTRI 12 PRESUNTI AFFILIATI AL CLAN PELLE

I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Ros stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip nei confronti di 12 persone indagate per associazione mafiosa e corruzione elettorale aggravata dalle finalita’ mafiose. L’indagine ha accertato il condizionamento esercitato dalla cosca Pelle di San Luca della ‘ndrangheta in occasione delle elezioni del 29 e 30 marzo scorsi per il rinnovo del Consiglio regionale. Al centro dell’indagine gli incontri tra il boss Giuseppe Pelle ed alcuni candidati che in cambio di voti assicurati alla ‘ndrangheta illecitamente raccolti avrebbero dovuto garantire alle imprese di riferimento della cosca l’aggiudicazione di alcuni importanti appalti pubblici ed altri favori. C’e’ anche il consigliere regionale Santi Zappala’, del Pdl, tra le 12 persone arrestate dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria nell’operazione sul condizionamento da parte della ‘ndrangheta delle elezioni regionali in Calabria del 29 e 30 marzo scorsi. L’accusa nei confronti di Zappala’ e’ di avere stipulato con Giuseppe Pelle, capo della cosca, un accordo in occasione delle elezioni regionali ricevendo, in cambio, un consistente pacchetto di voti nella zona jonica della provincia di Reggio Calabria, controllata dalla cosca Pelle. Zappala’, inoltre, secondo l’accusa contestatagli dalla Dda reggina, avrebbe concretamente contribuito, pur senza farne formalmente parte, alla realizzazione degli scopi della ‘ndrangheta consistenti, in particolare, nell’acquisire la gestione ed il controllo di attivita’ economiche.

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Di seguito l’elenco dei soggetti colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere messa dal Gip di Reggio Calabria Roberto Carrelli Palombi:

Santi Zappalà (50 anni), Antonio Manti (37), Pietro Nucera (51), Liliana Aiello (58), Francesco Iaria (44), Giuseppe Pelle (50), Domenico Stelitano (61), Mario Versaci (45), Filippo Iaria (31), Aldo Domenico Marvelli (55), Paolo Marvelli (27), Giuseppe Mesiani  Mazzacuva (33)

REGGIO, ARCHITETTURA: INTERCETTAZIONI RIVELANO INFILTRAZIONI DELLE COSCHE DI SAN LUCA

carabinieri27giuLe conoscenze di Antonio Pelle all’interno dell’universita’ sono palesemente confidenziali in diverse intercettazioni captate dai carabinieri del Ros. Oltre che con il responsabile della segreteria Roberto Catalano e con Francesco Iaria, il giovane intrattiene conversazioni con toni piuttosto amichevoli e di confidenza, oppure in altri casi si parla di regalie lasciate ai docenti, in particolare con Giuseppe Fera (docente di ”Laboratorio di Progettazione Urbanistica”) e il suo collaboratore Francesco Morabito, Maurizio Paolo Spano’ (dottore agronomo e forestale che gravita all’interno della Facolta’ di Architettura di Reggio Calabria), Deborah Pennestri’ (docente a contratto), Martino Milardi (ricercatore). Inoltre Antonio Pelle ha raccomandato una studentessa con Fera ed e’ intervenuto in favore dei cugini Francesco (Ciccio) e Antonietta per i test di ammissione nel settembre 2009. In questa vicenda avrebbero avuto un ruolo fondamentale Serena Di Guida, Antonio Fondacaro e Francesco Mazzacuva. In un’intercettazione Fondacaro avverte Antonio Pelle ”Vedi che ti sto mandando le domande solo x ciccio e antonietta sono 15”. Inoltre tra questi personaggi sono intercorsi numerosi sms durante le prove, in cui Pelle chiedeva notizie su come stessero rispondendo i cugini ricevendo puntualmente lo stato della situazione.

 

ARCHI (RC): NELLA NOTTE UCCISI DUE PREGIUDICATI

pistolada strill.it – Due pregiudicati sono stati uccisi nella notte a Reggio Calabria. Si tratta di Massimiliano D’Ascola, 35 anni, e Giorgio Clemeno, 31, già noto alle forze dell’ordine nell’ambito dell’operazione Eremo bis, di recente condannato a 3 anni e sei mesi. I due,  sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco nel quartiere Cep di Archi, alla periferia nord di Reggio Calabria. D’Ascola e Clemeno si trovavano per strada e stavano parlando davanti al portone del palazzo dove abitavano entrambi quando qualcuno gli ha sparato contro numerosi colpi di pistola, forse calibro 7.65. I due sono morti sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, avvertiti da una telefonata al 112. Gli investigatori hanno gia’ cominciato a sentire parenti ed amici delle vittime per cercare di ricostruire le loro ultime ore di vita e per verificare se negli ultimi tempi avessero avuto dei contrasti con qualcuno. I carabinieri stanno anche indagando per accertare se i due avessero contatti con ambienti della criminalita’ organizzata reggina. Sul movente, al momento, non viene esclusa alcuna ipotesi.

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VIBO: ESTORSIONI E USURA, COLPO AL CLAN BONAVITA, I NOMI DEGLI ARRESTATI

polizia5Estorsione ed usura. Con queste accuse gli uomini delle squadre mobili delle Questure di Catanzaro e ViboValentia hanno arrestato tre persone. Si tratta di Salvatore Bonavota, di 22 anni; Giulio Castagna di 43 e Gianfranco Russo di 36. Sarebbero responsabili di un espisodio di usura di cui era vittima un commerciante di Sant’Onofrio, piccolo centro del vibonese, costretto a corrispondere al gruppo interessi del 257% annui per un prestito iniziale di 2.800 euro. In pratica, l’uomo moveva corrispondere mensilmente dai 400 ai 500 euro agli emissari del gruppo a capo del quale sarebbe stato, nonostante la giovane eta’, Salvatore Bonavota, fratello di Pasquale e Domenico, attualmente detenuti, capi dell’omonimo clan mafioso operante nel vibonese. Dopo le operazioni “Uova del Drago” e “Replay”, che avevano decapitato la cosca, il giovane Bonavota avrebbe assunto le redini dell’organizzazione. L’operazione che lo ha portato in carcere con i suoi presunti complici e’ stata denominata “Sfrontati”. Il riferimento e’ alla tradizionale cerimonia religiosa della “Affruntata” che si svolge a Pasqua nel piccolo centro del vibonese, balzata agli onori delle cronache per le intimidazioni subite dal priore della confraternita che l’organizza e che sarebbero state messe in atto dalla ‘ndrangheta intenzionata ad accaparrarsi il diritto di portare a spalla le statue religiose durante la cerimonia, come segno d’autorita’. Continua a leggere

REGGIO: TRA GLI ARRESTATI ANCHE UN DIRETTORE SPORTIVO E UN ALLENATORE DI CALCIO

polizia5I commercianti e gli imprenditori soffocati dal racket delle estorsioni a ReggioCalabria tirano un sospiro di sollievo, dopo l’operazione della Squadra mobile che ha portato all’arresto di 33 presunti affiliati alle cosche di ‘ndrangheta che taglieggiano da sempre gli operatori economici della citta’. Un’operazione che, secondo la definizione di un investigatore, rappresenta una vera e propria ”bonifica del territorio” in una citta’ in cui anche le squadre di calcio minori sono sotto il controllo delle cosche. Tra gli arrestati, infatti, ci sono il direttore sportivo, Eugenio Borghetto, e l’allenatore, Natale Ianni’, della squadra di calcio della Valle Grecanica, che milita nella serie D Interregionale. Dei due, il personaggio piu’ in vista sotto l’aspetto criminale e’ Borghetto, indicato come uno dei capi all’omonima cosca. Gli arresti consentono di interrompere il circolo vizioso che ruota attorno alle estorsioni, che a Reggio Calabria hanno sempre rappresentato un ”costo aggiuntivo” accettato praticamente da tutti. Come se fossero un fatto normale, in una citta’ che ha sempre pagato un alto costo sociale per la presenza invasiva della criminalita’. Da oggi a Reggio, o almeno in alcuni quartieri della citta’, non e’ piu’ cosi’. Continua a leggere

REGGIO, ARRESTATI 32 AFFILIATI ALLA COSCA LIBRI: ECCO I NOMI

Di seguito l’elenco dei soggetti colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip Andrea Esposito, nell’ambito dell’operazione odierna che comprende 34 ordinanze di custodia cautelare in carcere (due sono  irreperibili) condotta dalla Squadra  Mobile di Reggio Calabria , diretta da Renato Cortese: Continua a leggere

REGGIO RISPONDE ALLA NDRANGHETA. IN CENTINAIA ALLA FIACCOLATA DI SOLIDARIETA’ PER IL PROCURATORE PIGNATONE

di Stefano Perri – “Colpo su colpo”. Reggio risponde al vile atto intimidatorio di stanotte nei confronti del Procuratore Pignatone con una fiaccolata sul Corso Garibaldi organizzata dal movimento  ReggioNonTace.

Sono in centinaia alla partenza da Piazza De Nava ad intonare un unico semplice e chiarissimo slogan: Pignatone solidarietà. Un corteo nutrito e composto, assolutamente variopinto, che ha illuminato con le fiaccole della speranza la strada principale di Reggio. “Pignatone non sei solo” questo il messaggio che i manifestanti hanno voluto lanciare nei confronti del Procuratore capo. Cosi distanti dai proclami lanciati dai salotti buoni della politica, qui in strada ci sono i ragazzi di ReggioNonTace, la società civile di Reggio, giovani e meno giovani, convinti davvero di volersi stringere in abbraccio ideale intorno a Pignatone e agli altri magistrati reggini.

“Basta isolamento, basta indifferenza” urlano i ragazzi sul corso. La solidarietà dunque non solo proclamata ma praticata attraverso la militanza antindrangheta che si esprime nelle facce piene di vita e di speranza che animano il corteo. Alla sua testa, come al solito, il battagliero Padre Giovanni Ladiana, vero e proprio ispiratore della rinascita del movimento antindrangheta a Reggio Calabria. Pochi commenti, poche parole, messaggi brevi, concisi. No alla paura, no all’apatia. La società civile rifiuta il silenzio, rifiuta il torpore di una città che per troppo tempo è rimasta alla finestra a guardare i potenti che decidevano del suo futuro.

I numeri della fiaccolata non sono certo un trionfo, ma è un dato assolutamente confortante sapere che, dietro quegli striscioni e quelle fiaccole fieramente accese di speranza, c’erano tante teste pensanti e consapevoli, pronte a combattere per il cambiamento.
All’interno del corteo anche i ragazzi di Free Lance Magazine. A fianco a loro anche pezzi del mondo politico. Presenti Italia dei Valori con Talarico, Giordano, De Masi e D’Agostino e la Federazione della Sinistra con Infantino e Minniti, insieme a diversi rappresentanti del mondo associativo e sindacale reggino.
“Questa non dev’essere un’iniziativa estemporanea” ha urlato Giovanni Ladiana nell’assemblea improvvisata a Piazza Duomo al termine del corteo. L’appuntamento è fissato per il 3 novembre, presso la sala Green del Consiglio Regionale, per un forum che inizi a lanciare dei messaggi in positivo. “Abbiamo sempre ribadito il nostro no alla ndrangheta – ha concluso Ladiana – adesso è arrivato il momento di costruire un’alternativa. Costruiremo le nostre proposte attraverso la discussione”.

FOGGIA: ARRESTATO FRANCO LI BERGOLIS, LATITANTE TRA I 30 PIU’ PERICOLOSI IN ITALIA

E’ stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Foggia e dei Ros Franco Li Bergolis, di 32 anni, di Manfredonia, superlatitante della mafia garganica e condannato all’ergastolo in primo e secondo grado. Era inserito nell’elenco dei 30 piu’ pericolosi latitanti d’Italia.

Franco Li Bergolis era latitante da un paio di anni, dopo che nell’estate del 2008 era stato scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare nel maxi-processo alla mafia garganica. Il processo si e’ concluso poi per lui con una condanna all’ergastolo il 7 marzo del 2009 dalla corte di assise di Foggia e il 15 luglio 2010 dalla corte di assise di appello di Bari.

Benche’ abbia solo 32 anni, e’ considerato ormai al vertice della mafia garganica, a maggior ragione dopo gli ultimi cruenti agguati che nel giro di poco piu’ di un anno hanno eliminato un paio dei capi storici dei clan garganici e dopo che il 30 agosto scorso e’ morto l’ultimo capoclan dei Romito, un tempo strettamente alleati dei Li Bergolis e da qualche anno in guerra con loro. Nell’ambito di questa guerra dall’aprile del 2009 a oggi si contano sei omicidi e due agguati falliti.

L’ultimo omicidio e’ stato compiuto a Manfredonia il 30 giugno 2010: venne ucciso Leonardo Clemente, nonno del veccgio capoclan dei Li Bergolis, ‘Ciccillo’, ucciso il 26 ottobre 2009 a Monte Sant’Angelo

NDRANGHETA: ARRESTATO IN FRANCIA ROBERTO CIMA, UNO DEI 100 LATITANTI PIU’ PERICOLOSI

Carabinieri del Ros (Ansa)I carabinieri della sezione anticrimine del Ros di Genova, coadiuvati dal personale della Gendarmeria francese, hanno arrestato in Vallauris (Francia), Roberto Cima, 52enne, affiliato al sodalizio ‘Palamara’ di Ventimiglia (Im), collegato alla cosca ‘Piromalli’, operante a Gioia Tauro (Rc). L’uomo, catturato ieri sera all’interno di un appartamento, era inserito nell’elenco dei 100 latitanti piu’ pericolosi, ricercato dal 2003 in quanto condannato alla pena definitiva anni 21 e mesi 6 per omicidio.