ROCCELLA JONICA: UN BARCONE MURALES IN MEMORIA DEGLI IMMIGRATI

di Grazia Candido – Al porto di Roccella Jonica creato un barcone-murales in memoria degli immigrati. Firmato dai famosi Cyop&Kaf, il barcone-murales è un’opera-simbolo che rimarrà esposta a Roccella e, come un monumento nella sua maestosità, spronerà le coscienze a riflettere e lottare per un mondo senza più barriere culturali. Terribilmente soli, o quasi, questi oramai ricercati artisti  continuano  imperterriti nel loro maniacale impegno di diffusione di segni  “anomali, irrequieti, talvolta inquietanti”. Nel disperato tentativo  di risvegliare l’anestetizzato “spirito critico” del  popolo italiano, i lavori di Cyop&Kaf si infiltrano  nei più scuri vicoli, nei quartieri borghesi, nelle periferie più  degradate, nelle gallerie d’arte, nelle menti più reazionarie e si  propongono come sabbia  nell’ingranaggio del mono-pensiero imperante. L’opera è inserita nella IV rassegna “Straniamenti 2010: 106 Metamorfosi”, diretta da Gabriella Maiolo e Adelaide Di Nunzio, con l’organizzazione di Fabio Macagnino e la produzione dell’associazione culturale “Straniamenti” che, con il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria (Assessorato alla Formazione professionale-Sport-Politiche sociali e Consigliera di Parità) e dei Comuni di Roccella Jonica e Gioiosa Jonica, è riuscita anche quest’anno a riunire artisti, attori, registi provenienti dall’Italia e dall’Europa. Formazioni, stili, personalità diverse pronte ad interagire e confrontarsi in un tour de force “culturale” dove  il principio cardine è il rapporto costante con il territorio che diventa condizione essenziale per un cambiamento sociale. Lo hanno dimostrato in questi giorni con le loro rappresentazioni, creazioni artistiche, spettacoli che hanno trattato tematiche molto forti, di denuncia e partendo proprio dal territorio calabrese, sono riusciti ad uscir fuori dall’ambito nazionale. Continua a leggere

PALEARIZA: MUSICA DAL MONDO NELLA CALAVRIA GREKA

di Stefano Perri – “I glossa, o logo, i irini”. La lingua, la parola, la pace. Questo il tema scelto per l’edizione di quest’anno del Festival Paleariza, vero e proprio punto fermo del cartellone estivo in provincia di Reggio, che anche quest’anno si svolgerà dall’1 al 21 agosto in molti comuni della costa Jonica.
Recuperare e valorizzare le tradizioni della Calabria greca, a cominciare dalla cultura in senso ampio, la musica, la lingua, la cucina, frammenti di passato da proiettare nell’impegno quotidiano per la promozione della Kalavria, per un modello di sviluppo sostenibile che si trasforma in offerta turistica di qualità.

“Ogni anno il Festival si arricchisce di nuovi colori e profumi” ha commentato Tonio Licordari durante la conferenza stampa di presentazione al palazzo della Provincia. Un Festival che, giunto ormai alla sua undicesima edizione, è diventato un appuntamento fisso per i tanti turisti che affollano in estate la costa jonica reggina. Una miscellanea di musiche, colori e sapori, “il meglio che l’area grecanica possa offrire”, come lo definisce Gianfranco Marino, addetto stampa del Paleariza.

Un progetto che si realizza grazie al contributo della Regione Calabria e dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, ma soprattutto con il significativo apporto della Provincia di Reggio Calabria, rappresentata durante la conferenza stampa dal consigliere Omar Minniti. “La cultura gracanica rischia di fare la fine dei dinosauri – ha detto Minniti – ma grazie al contributo del Paleariza e di tante Associazioni culturali può diventare un’opportunità e una risorsa per l’intero territorio, anche per ridare dignità a tutti gli antichi borghi che rischiano il definitivo spopolamento”. Un concetto ribadito anche dal Sindaco di Bova Andrea Casile, tra i promotori del Festival, che ci ha tenuto a precisare che “il Paleariza è un festival musicale, ma si pone l’obiettivo di rappresentare molto di più. Il popolo del Paleariza vuole scoprire le tradizioni, le radici culturali e le bellezze e i tesori del territorio. Paleariza è ormai diventato il simbolo più alto della cultura grecanica”. Bova, Bagaladi, Bova Marina, Brancaleone, Cardeto, Condofuri, Melito, Motta San Giovanni, Montebello, Palizzi, Roccaforte, Roghudi, San Lorenzo, Staiti. Questi i luoghi toccati dal Festival. Un’occasione di riscatto per l’intera zona jonica che durante i giorni del Festival ha l’occasione di presentare una faccia diversa di sé, che va oltre lo stereotipo fisso della terra di ndrangheta vessata da continui fatti di sangue.

LEGGI L’ARTICOLO SU STRILL.IT ED IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL PALEARIZA —> http://www.strill.it/index.php?option=com_content&view=article&id=74368:paleariza-musica-dal-mondo-nella-calabria-greca&catid=40:reggio&Itemid=86