NDRANGHETA: CONCESSI I DOMICILIARI AL BOSS DI SAN LUCA PAOLO CODISPOTI

Sono stati concessi gli arresti domiciliari a Paolo Codispoti, cinquantacinquenne di San Luca, detenuto fino a ieri nel carcere di Rebibbia per associazione di stampo mafioso contestatagli al seguito dell’operazione “Ciaramella” eseguita dalla Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria a firma del pm Dott. Gratteri.
Il Codispoti, noto boss di San Luca, appartenente al clan Nirta-Scalzone della cittadina preaspromontana, venne arrestato nel 2005 con l’accusa di associazione mafiosa e promotore di un traffico di stupefacenti provenienti dal sudamerica mentre si trovava in regime di semilibertà, concessagli pochi mesi prima a seguito del residuo sconto di pena di una condanna a trent’anni di reclusione per associazione di stampo mafioso, sequestro di persona, porto d’armi, rapina, tentato omicidio, estorsione e altro contestatogli all’inizio degli anni ’80. L’operazione “Ciaramella” svelï¿œ, secondo le indagini della DDA di Reggio Calabria, che lo stesso Codispoti era il punto di riferimento cardine della ‘Ndrangheta su Roma, a dimostrazione di ciò emerse dalle indagini che la cosca Morabito di Africo (“Tiradrittu”, ndr) chiedeva appoggio allo stesso Codispoti per i propri affari nella capitale, una sorta di pass o “benedizione mafiosa” gestita secondo le ferree regole ndranghetistiche, dal Codispoti. Continua a leggere

TRUFFA UE IN CALABRIA: ECCO I NOMI DEGLI IMPRENDITORI ARRESTATI

Secondo quanto appreso, gli impreditori arrestati nell’ambito dell’inchiesta per la truffa sui fondi comunitari sono Vincenzo Oliveri, 56 anni, residente a Gioia Tauro; Antonio Oliveri, 45 anni, residente a Giulianova, provincia di Teramo; Vincenzo Borgia, 59, di Villa San Giovanni; Erminio Salvatore Surdo, 62enne di Gioia Tauro; Giuseppe Surdo, 29 anni residentea Giulianova.
I beni sequestrati ammontano a circa 700 milionidi euro riconducibili al patrimonio aziendale di 7 societa’ dicapitali; azioni e quote di 14 societa’ di capitali; 5complessi indutriali e due strutture turistiche e alberghiera (in particolare il Feudo degli Ulivi, a Catanzaro, e l’Hotel Carlton a Pescara);62 fabbricati e di 381 terreni, uliveti e frutteti; 15automezzi e numerosi rapporti e disponibilita’ bancarie incorso di quantificazione. Risultano indagate altre 19 persone esette soggetti giuridici. Gli arrestati rispondono a variotitolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffaper il conseguimento di erogazioni pubbliche dello Stato edell’Unione europea, nonche’ alla commissione dei reati dimalversazione ai danni dello Stato, emissione e utilizzo difatture per operazioni inesistenti e falso ideologico in attopubblico.

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