OPERAZIONE META: MAZZITELLI RIENTRA IN POSSESSO DEL LIDO CALAJUNCO

mazzitellisalvatoreDopo il ristorante “Le Palme”, anche il lido Calajunco torna in possesso di Salvatore Mazzitelli, “il barone”, tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “Meta” e scarcerato già a fine luglio. Mazzitelli, cui l’accusa contesta di essere un prestanome di Cosimo Alvaro,

esponente dell’omonima ‘ndrina di Sinopoli, si era già visto restituire la pizzeria “Le Palme”, posta sulla via Marina di Reggio Calabria. Il lido, intestato alla madre di Mazzitelli, è stato dissequestrato e, quindi, dopo il periodo di amministrazione giudiziaria, può tornare nella disponibilità dell’imprenditore.

L’operazione “Meta”, coordinata dal pm Giuseppe Lombardo della Dda di Reggio Calabria, avrebbe svelato i nuovi assetti criminali della città: figura apicale, nell’indagine, sarebbe quella di Cosimo Alvaro, con cui Mazzitelli, finito in carcere insieme ad altre decine di persone, avrebbe, secondo l’accusa, intrattenuto rapporti imprenditoriali al fine di favorire la consorteria mafiosa.

E’ stato il Gip Filippo Leonardo ad accogliere le istanze del legale di Mazzitelli, Enzo Caccavari: nelle settimane successive all’operazione, condotta dai Carabinieri nel giugno scorso, entrambi i locali erano comunque rimasti attivi. Mazzitelli, già scarcerato per mancanza di gravi indizi di colpevolezza, torna quindi in possesso della sua “creatura” principale, il lido Calajunco: uno dei più frequentati della città. (ClaCor)

OPPIDO MAMERTINA: SEQUESTRATI BENI PER 20 MILIONI DI EURO ALLA FAMIGLIA MAZZAGATTI

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Reggio Calabria ha eseguito un decreto di confisca di beni riconducibili alla famiglia Mazzagatti di Oppido Mamertina. Il valore della confisca ammonta a 20 milioni di euro. In provvedimento riguarda alcune aziende: Tra.Co.Cem con sede legale a Maida (Catanzaro); Tra.Re.C. s.rl., con sede operativa sempre a Maida; C.M.G. s.r.l e la ditta individuale “Caterina Misale”, entrambe con sede legale ed operativa ad Oppido Mamertina. Con il decreto di confisca, emesso dal tribunale di Reggio Calabria, e’ stata “riscontrata la validita’ e l’efficacia degli elementi acquisiti al fine di mettere in luce le infiltrazioni economiche ed imprenditoriali poste in essere dai Mazzagatti che hanno esteso le loro aziende ed attivita’ anche in provincia di Catanzaro, grazie all’alleanza con elementi delle famiglia Arena operanti in quel territorio”. La Guardia di finanza della compagnia di Palmi, fin dal 2007, ha focalizzato l’attivita’ imprenditoriale della famiglia Mazzagatti – Rustico, avviata da Giuseppe Mazzagatti, 78 anni. In quel contesto venne inoltrata la richiesta di applicazione della misura del sequestro di imprese, societa’ ed immobili nella diretta disponibilita’ dello stesso nucleo residente ad Oppido Mamertina e la sospensione temporanea di stabilimenti di produzione e distribuzione di materiale cementizio, operanti su tutto il territorio regionale, riconducibili ad una nota azienda nazionale. Contestualmente i Carabinieri di Oppido Mamertina hanno eseguito una decina di misure preventive personali a carico di appartenenti all’entourage dei Mazzagatti, indicati soggetti in odor di mafia. Le indagini hanno accertato che il gruppo Mazzagatti – Rustico, approfittando della forza intimidatrice derivante dal fatto di essere una consorteria criminale di stampo ‘ndranghetistico presente sul territorio con propri esponenti, nonche’ avvalendosi di uno speciale rapporto fiduciario intercorrente con gli stabilimenti calabresi dell’Italcementi S.p.A., si fosse progressivamente affermato nel campo dell’imprenditoria. Ed in questa, in particolare, nel settore della commercializzazione del cemento.

TRUFFA UE IN CALABRIA: ECCO I NOMI DEGLI IMPRENDITORI ARRESTATI

Secondo quanto appreso, gli impreditori arrestati nell’ambito dell’inchiesta per la truffa sui fondi comunitari sono Vincenzo Oliveri, 56 anni, residente a Gioia Tauro; Antonio Oliveri, 45 anni, residente a Giulianova, provincia di Teramo; Vincenzo Borgia, 59, di Villa San Giovanni; Erminio Salvatore Surdo, 62enne di Gioia Tauro; Giuseppe Surdo, 29 anni residentea Giulianova.
I beni sequestrati ammontano a circa 700 milionidi euro riconducibili al patrimonio aziendale di 7 societa’ dicapitali; azioni e quote di 14 societa’ di capitali; 5complessi indutriali e due strutture turistiche e alberghiera (in particolare il Feudo degli Ulivi, a Catanzaro, e l’Hotel Carlton a Pescara);62 fabbricati e di 381 terreni, uliveti e frutteti; 15automezzi e numerosi rapporti e disponibilita’ bancarie incorso di quantificazione. Risultano indagate altre 19 persone esette soggetti giuridici. Gli arrestati rispondono a variotitolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffaper il conseguimento di erogazioni pubbliche dello Stato edell’Unione europea, nonche’ alla commissione dei reati dimalversazione ai danni dello Stato, emissione e utilizzo difatture per operazioni inesistenti e falso ideologico in attopubblico.

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