TUTTI I COSTI DELLA POLITICA REGIONALE CALABRESE


di Stefano Perri – Anno Domini 2011. Il taglio va di moda. O meglio, la chiacchiera sul taglio va di moda. Il vocabolario della politica sembra essersi inceppato come un disco rotto su un unico ridondante e sempre vincente concetto. Ridurre i costi. Tagliare. Praticamente tutti d’accordo quando di tagli sui costi della politica si parla. I distinguo iniziano quando dalle parole si tratta di passare ai fatti. E a  fronte di un parlamento che ogni anno spende milioni di euro per automantenersi anche le Regioni rappresentano una spesa sostanziale per le finanze dello Stato. Alcune più di altre.

La Calabria da questo punto di vista non fa eccezione. Anzi, come ormai da anni succede, i dati indicano che si tratta di una delle Regioni più spendaccione in ambito politico. Mantenere il Consiglio e la Giunta, tra retribuzioni e rimborsi, costa ogni anno ai calabresi decine di milioni di euro. Ma andando nel dettaglio cerchiamo di capire realmente quali sono le voci reali della spesa. Dove va a finire una parte cosi cospicua dei soldi dei contribuenti? Quali sono i benefici di cui godono gli eletti del mondo dorato di Palazzo Campanella? Continua a leggere

LA SCUOLA CADE A PEZZI: E’ LA CALABRIA LA REGIONE PIU’ A RISCHIO

scuolerischiodi Stefano Perri (www.strill.it) – Sono 1428 in tutta la Calabria gli istituti scolastici che presentano fattori di gravi criticità. A confermarlo è uno studio del Ministero della Pubblica Istruzione che indica la Calabria come la regione scolasticamente più disastrata in Italia.
‘Mentre si attende il Piano generale di edilizia scolastica, che il ministro Gelmini dovrà emanare per ordine del Tar Lazio e del Consiglio di Stato, il Codacons ricorda come, in base a uno studio dello stesso dicastero della Pubblica Istruzione, gli istituti scolastici italiani che presentano gravi criticità sono ben 12mila, il 28% del totale. Numeri davvero impressionanti quelli che vengono fuori nella nota attraverso la quale il Codacons comunica i dati rilevati.

L’elenco delle scuole a rischio è stato redatto dopo un monitoraggio disposto a gennaio 2009 dall’ Intesa Stato-Regioni ed effettuato in tutti gli istituti scolastici del paese, contiene le 12.000 scuole italiane che presentano le più gravi criticità, ed è emerso con il Decreto Interministeriale Miur di concerto con il Mef del 23 settembre 2009, che individuava per l’anno scolastico 2009-2010 le scuole che dovevano essere destinatarie della riduzione del numero di alunni per classe, quando le aule erano sottodimensionate.

Tralasciando il dato della regione Campania che risulta ad oggi incompleto, è la Calabria la regione maggiormente a rischio, con ben 1428 istituti scolastici non a norma, con gravi lacune strutturali. Una situazione che ovviamente si ripercuote anche sulla sicurezza di studenti e docenti che ogni giorno studiano e lavorano all’interno delle scuole calabresi. Ma non solo. A farne le spese è anche la didattica che in una situazione assolutamente disastrata come quella presentata dal rapporto deve il più delle volte fare a meno di laboratori e strutture efficienti.

In coda dopo la Calabria troviamo la Lombardia con 1026 istituti a rischio. Un dato, quello lombardo, che va ovviamente riportato nel contesto di una regione dove è altissimo il numero di edifici scolastici esistenti. E con ciò è facile comprendere quanto grave sia la situazione di una regione come la Calabria che seppur con una popolazione e quindi un numero di istituti scolastici nettamente inferiore rispetto ad altre regioni italiane, le supera di gran lunga in termini assoluti di scuole a rischio. Se a questo aggiungiamo l’elevatissimo rischio sismico ed idrogeologico al quale la Calabria è sottoposta, in particolare in alcune aree sensibili, è evidente come la situazione si annunci davvero drammatica.

Gravi le situazioni riscontrate anche in Sicilia, Veneto e Puglia, che necessitano come la Calabria di un piano urgentissimo e strutturale di edilizia scolastica per ristabilire quantomeno le condizioni di normale sicurezza per le migliaia di studenti e docenti coinvolti. Non è possibile attendere che accadano altre terribili tragedie nel mondo della scuola per avviare i provvedimenti urgenti e necessari.

LAMEZIA (CZ): MORTO UN BIMBO DI 11 ANNI. SOSPETTO CASO DI MENINGITE

ospedalelameziadi Stefano Perri – Sospetto caso di meningite in provincia di Catanzaro. Un bambino di 11 anni è morto nell’ospedale di Lamezia Terme per circostanze ancora da chiarire. Il bambino, che abitava con i genitori a Maida, un centro vicino a Lamezia, è stato trasportatoall’Ospedale Giovanni Paolo II di Lameiza durante la notte scorsa. Al suo arrivo i medici riscontravano una febbre molto alta e le sue condizioni sono apparse da subito gravissime. Nonostante il pronto intervento del personale medico, poco dopo il ricovero il suo cuore ha smesso di battere.
L’Azienda sanitaria ha subito disposto l’autopsia del piccolo per stabilire le cause della morte che potrebbero essere riconducibili all’ennesimo caso di meningite sul territorio nazionale, dopo quelli riscontrati negli scorsi giorni in provincia di L’Aquila e Reggio Emilia.

”Sarà solo l’autopsia – come ha spiegato il primario del reparto di Pediatria dell’ospedale, Ernesto Saullo – a stabilire se si tratti o meno di meningite. Al momento, comunque, non si sono registrati altri casi nè acclarati nè sospetti di meningite. Per questo mi sento di escludere l’ipotesi di un’epidemia”. Parole rassicuranti che in ogni caso non escludono rischi di contagio.

Il commissario dell’Azienda sanitaria provinciale, Gerardo Mancuso ha infatti confermato che al momento ”sono in corso accertamenti”. “Stiamo aspettando – ha aggiunto Mancuso in una dichiarazione riportata dall’Ansa –  i risultati dell’autopsia e dei test clinici che dovrebbero arrivare lunedì. In ogni caso si tratterebbe di un caso isolato”.

Nel frattempo il sindaco di Maida, Natale Amantea, con una propria ordinanza ha disposto a scopo precauzionale, sin da stamani,  la chiusura della scuola di Maida Centro frequentata dal bambino, al fine di consentire l’idonea attività di profilassi. Il provvedimento rimarrà in vigore – come si legge nell’ordinanza – “fino all’adozione di atto di revoca e comunque sino al cessare delle cause che ne hanno richiesto l’adozione”.

UNICAL: LA SOLIDARIETA’ DELL’UDU E DI ATENEO CONTROVERSO AL COLLETTIVO RISCOSSA DI CATANZARO

Di seguito la nota diffusa dal Collettivo Ateneo Controverso dell’Università della Calabria (CS):
“Ateneo Controverso e UDU Cosenza esprimono la propria solidarietà ai compagni del Collettivo RISCOSSA di Catanzaro per le vili e gravi aggressioni fasciste subite in questi ultimi giorni.
La deriva revisionista che da anni imperversa, in modo latente, nella società italiana, con l’assurda complicità dei mezzi di comunicazione, è responsabile del susseguirsi di tali episodi che aumentano a dismisura su tutto il territorio nazionale. L’infame nostalgia che attanaglia un certo tipo di politica, con a seguito la pletora di giovani fomentati da rigurgiti fascisti, preoccupa tutti noi e continua a far tener dritta la barra di attenzione e tensione nel contrasto radicale di un’avanzata reazionaria fascista. Ecco perché reputiamo necessario concretizzare la nostra solidarietà partecipando:

– Sabato 06 all’Assemblea anti-fascista che si terrà alle ore 17.00 presso il Comune di Catanzaro;

– Sabato 13 alla manifestazione anti-fascista che si terrà nella Città di Catanzaro.”

NASCE “LO STRETTO NECESSARIO” IL NUOVO MENSILE FREE PRESS DELL’AREA DELLO STRETTO

E’ nato ‘Lo Stretto Necessario’, un mensile freepress di attualità, cultura, costume, società, scienza, natura, arte, musica e sport dedicato all’Area dello Stretto di Messina.

La rivista, di 52 pagine, nasce da un’idea di Giuseppe Falcone, imprenditore reggino, e vuole “rivolgersi al territorio delle province di Reggio e di Messina con una doppia missione culturale: essere una finestra da e per il mondo. Portare nello Stretto storie e tematiche provenienti da Paesi e Continenti vicini e lontani sulle tematiche più varie e particolari, ma non solo. Vorremmo anche, senza pretese e partendo dal basso, amalgamare e rendere sempre più forte la cultura comune tra le due sponde dello Stretto”, come scrive lo stesso Falcone nell’editoriale del numero zero, in distribuzione gratuita da oggi.

Con una tiratura di dieci mila copie, il numero zero contiene uno speciale sulle alluvioni e sul maltempo curato da Peppe Caridi di MeteoWeb e un approfondimento sulle Università di Messina e Reggio Calabria, con la storia dei due atenei e varie notizie sul mondo accademico curato da Stefano PerriFabio Delfino. Altri articoli sono dedicati alla Riserva Naturale dei Monti Campanito e Sambughetti, al film su Sant’Umile di Bisognano girato interamente in Calabria, al mondo della scuola e della formazione, al kitesurf e al gruppo musicale ‘Via del Campo’ con un’intervista esclusiva. Alla realizzazione di questo numero del giornale hanno collaborato anche Paolo FalconeDaniela ScamporrinoTeresa Scarfò. Il progetto grafico è stato curato da Giuseppina Cassalia.

Ancora nell’editoriale, Giuseppe Falcone spiega la ‘mission’ di questa nuova rivista: “Vogliamo ulteriormente avvicinare messinesi e reggini, diventando il loro punto di riferimento letterario, giornalistico e culturale. Lo vogliamo fare nel modo più vario possibile, dalla politica all’attualità, dal cinema alla musica, dal teatro allo sport, dalla natura alle curiosità. Parleremo di tutto e di più, ma con un unico collante legato al nostro target che sono i cittadini dell’Area dello Stretto. Lo faremo con grande impegno e attenzione alle esigenze del territorio, a partire dalla scelta degli argomenti di maggior interesse popolare. E lo faremo anche coinvolgendo voi lettori, pubblicando lettere, commenti e riflessioni. Distribuiremo il giornale a Reggio, Messina e nei principali centri delle due province, sperando che possa presto diventare un punto di riferimento piacevole e gradito”.

Per il resto – conclude Falcone – dateci tempo: questo è solo l’inizio di un’avventura giovanile ed entusiasmante. Vogliamo essere quel sasso che smuove le acque del mare, di questo Stretto così bello e affascinante. Così necessario, come speriamo di diventare per tutti voi”.

Il n° 1 del giornale è già in lavorazione e uscirà a fine novembre con uno Speciale sulle Festività Natalizie e alcuni approfondimenti di attualità sulla ‘ndrangheta e sull’esercito a Reggio.

Per info: lostrettonecessario@gmail.com

PIGNATONE: “LA CALABRIA PAGA L’ISOLAMENTO, MA TRE NUOVI PENTITI SONO UN SEGNALE IMPORTANTE”

pignatonedi Grazia Candido – “In Calabria le vie d’informazione sono difficili, disastrate. Qui si vive in un cono d’ombra informativo”. E’ il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone a parlare della Calabria a tutto tondo, del male che soffoca da anni una comunità, la ‘ndrangheta, ma anche dei tanti uomini onesti che, quotidianamente si impegnano ad estirpare con tutte le loro forze questo terribile “cancro”. Ospite su Raitre, alla puntata di “Che tempo che fa”, talk-show di Fabio Fazio, il procuratore si sofferma sull’ “isolamento” in cui vive una delle Regioni del Mezzogiorno. “Io arrivo da Palermo che non soffre questo problema, è una città sempre sotto i riflettori mentre la Calabria soffre di un isolamento che è simboleggiato dalla mitica autostrada Sa-Rc rimasta incompleta da anni – afferma Pignatone – Dalla Calabria non si riesce a far uscire una notizia almeno che non riguardi fatti clamorosi o di malasanità. Invece, è urgente far sapere fuori che mentre la Calabria è isolata, la ‘ndrangheta è dappertutto e accresce il suo impero economico che trova nella provincia di Reggio Calabria la sua capitale”. Continua a leggere

REGGIO: ANTONINO LO GIUDICE COLLABORA CON LA DDA E CONFESSA DEGLI ATTENTATI IN PROCURA E A DI LANDRO

attentatopg2Antonino Lo Giudice, il boss della ‘ndrangheta arrestato lo scorso 7 ottobre 2010 su provvedimento emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, a firma del Procuratore Aggiunto Dott. Michele Prestipino e dei Sostituti Procuratori Dott. Giuseppe Lombardo, Dott. Marco Colamonici e Dott.ssa Beatrice Ronchi, ha deciso di collaborare con la Dda ed ha dichiarato di essere l’organizzatore degli attentati alla Procura Generale (il 3 gennaio scorso) e all’abitazione del Procuratore Generale Di Landro (il 26 agosto scorso). Lo ha detto all’ANSA il Procuratore della Repubblica di Reggio, Giuseppe Pignatone. Lo Giudice ha detto anche di essere stato lui a fare collocare nei giorni scorsi un bazooka ritrovato davanti alla sede della Dda. ”Questi atti – ha aggiunto – sono gia’ stati trasmessi alla Dda di Catanzaro per le sue valutazioni”. Pignatone ha riferito anche che ”nella notte, su indicazioni dello stesso Lo Giudice, sono state sequestrate 11 armi lunghe. Si e’ anche proceduto all’interrogatorio di Luciano Lo Giudice, fratello di Antonino, che si e’ avvalso della facolta’ di non rispondere”.