REGGIO: DATI ALLARMANTI PER FIUMI E DEPURATORI. LA DENUNCIA DELLA GOLETTA VERDE DI LEGAMBIENTE

di Stefano Perri – Una novità un po’ insolita stamattina al Porto di Reggio Calabria. Tra le navi traghetto e gli aliscafi fermi in attesa di pendolari e turisti, ormeggiata anche la Goletta Verde di Legambiente, caratteristica imbarcazione che sta facendo il giro della penisola per monitorare lo stato delle coste e la balneabilità delle acque, anche grazie il contributo del Consorzio Egogas e Novamont. “Uno stato allarmante delle foci e del sistema della depurazione, dodici punti fortemente inquinati e due inquinati” è il bilancio complessivo emerso dall’analisi del mare e delle coste della Calabria Tirrenica. “La contaminazione microbiologica arriva soprattutto dalle foci dei fiumi e dei torrenti, nei quali spesso si riversano gli scarichi fognari ed industriali. Sorvegliati speciali per l’inquinamento biologico anche i depuratori e gli scarichi di tubi e condotte”.

A segnalare la gravosa emergenza sono stati questa mattina i vertici di Legambiente, durante un’insolita conferenza stampa convocata proprio a bordo della Goletta Verde.

“Sia la tendenza degli ultimi anni, sia le analisi di Goletta Verde – ha commentato Nuccio Barillà di Legambiente Reggio Calabria– puntano il dito contro lo storico ed irrisolto problema della depurazione. Lo stesso rapporto dello Stato dell’Ambiente redatto dall’Arpacal nel 2008 delinea un quadro piuttosto critico del territorio calabrese sia per quanto riguarda le infrastrutture fognarie sia per la copertura depurativa, senza considerare la criticità in cui versano le strutture esistenti spesso incapaci di reggere a carichi meteorici intensi. Non è possibile che con tutti gli investimenti indirizzati nel settore della depurazione non si sia riusciti ad ottenere fino ad ora i risultati che i cittadini attendono. Un problema, quello della contaminazione delle coste, per altro aggravato dalla piaga degli scarichi illegali, che secondo Mare Nostrum ammontano addirittura a 358 su tutte le coste calabresi. Non è possibile ricordarsi del mare solamente a ridosso del periodo estivo, bisogna intervenire in inverno quando c’è il tempo e le condizioni per migliorare sensibilmente la salute delle nostre coste”.

“Non ci sono grandi novità rispetto agli anni scorsi – ha detto Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale del cigno verde – la situazione risulta invariata. Assistiamo ad una criticità generalizzata che quest’anno trova un possibile e pericoloso alleato nel cambio della normativa sulla balneabilità delle coste. L’adeguamento alle normative europee ha prodotto una minore severità nell’assegnazione della balneabilità delle coste. Il risultato è che ben 18 dei 22 km di coste dell’arco tirrenico dichiarati l’anno scorso non balneabili, quest’anno potranno essere utilizzati per la balneazione di cittadini e turisti. Riaperte dunque per decreto, queste spiagge sono distribuite più o meno equamente in tutte le Province. Con l’eccezione di Cosenza, che ha dichiarato pulite il 64% delle spiagge non balneabili fino a pochi mesi fa, tutte le altre province hanno riaperto il 100% dei tratti di costa classifi cati come non balneabili con la vecchia normativa italiana”.

A supporto dell’iniziativa presenta anche il Comandante Vincenzo De Luca della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria che ha evidenziato il rapporto di partenariato avviato “con la Provincia per la realizzazione di un monitoraggio sulle criticità a breve e lungo termine”. Secondo De Luca “è necessaria un’attenzione maggiore anche da parte della Regione nella speranza che l’anno prossimo i risultati siano più soddisfacenti”.

Si profila dunque una vera e propria emergenza ambientale per le coste calabresi ed in particolare per quelle reggine, che seppur diversamente classificate grazie al cambio della normativa, risultano in alcuni casi anche gravemente inquinate. A fianco a questo però Legambiente ha voluto sottolineare le note positive di una Regione e di una Provincia, quella di Reggio Calabria, che fa del mare uno dei suoi maggiori punti di forza nell’attrazione della domanda turistica. Nella Provincia di Reggio ci sono ben due località segnalate da Legambiente con le quattro vele, l’indice massimo di pulizia e balneabilità delle acque. Si tratta di Roccella Jonica e Scilla che rappresentano punti di vera e propria eccellenza. A fianco ad essi si posizionano con tre vele nella speciale classificazione redatta da Legambiente, riconosciuta anche dal Ministero dell’Ambiente, zone costiere come Marina di Gioiosa, Bova Marina, Melito Porto Salvo, Bagnara, Brancaleone, Monasterace, Palmi. Un ottimo risultato che però deve rappresentare per le istituzioni calabresi solo un punto di partenza in un percorso di inversione di tendenza che giunga nel giro di poco tempo ad eliminare la condizione di inquinamento generalizzato di cui soffrono le coste calabresi.

REGGIO: NUOVI IMPRENDITORI ADERISCONO ALL’ANTIRACKET DI LIBERA

di Stefano Perri – Una città diversa. Una città che ha deciso di ribellarsi. Si sono dati appuntamento sotto il cartello ReggioLiberaReggio i cittadini, le associazioni e gli imprenditori che vogliono ribellarsi alla ndrangheta ed al racket delle estorsioni. Si è svolta a Pellaro l’assemblea di ReggioLiberaReggio, presso il salone de “L’Accademia” di Lazzaro, il locale di proprietà di Filippo Cogliandro, uno tra i primi imprenditori ad essersi ribellato al pizzo, aderendo successivamente all’Associazione.
Presenti all’incontro, oltre al Sindaco di Motta San Giovanni Paolo Laganà, anche i massimi vertici delle forze dell’ordine: il Vicequestore Benedetto Sanna, il Colonnello Carlo Pieroni Comandante della Sezione Operativa provinciale di Reggio Calabria, il Comandante Vincenzo De Luca della Guardia Costiera e il Comandante Alberto Reda della Guardia di Finanza.
Un’assemblea che si è aperta con la discussione dei tre gruppi di lavoro in cui l’associazione ha deciso di strutturarsi: il gruppo Imprese, il gruppo Consumatori e quello della Comunicazione. Le riflessioni avanzate sono state incentrate sul tema dei valori da condividere con gli eventuali imprenditori che decidono di aderire, sulla convenienza di schierarsi contro il pizzo anche grazie al sostegno dal consumo critico, sull’incremento della rete degli imprenditori e consumatori aderenti e sulle iniziative da organizzare in futuro.
L’incontro di Lazzaro si è poi concluso con la cerimonia di consegna del logo ReggioLiberaReggio ai 12 nuovi imprenditori che hanno deciso di aderire all’associazione e che lo esporranno presso i propri esercizi commerciali. Tra di essi anche la Cooperativa Sociale Alta Marea che gestisce la Rosticceria Buona Calabria e l’Hotel Alba Nuova, la Cadi antincendi dei fratelli Milasi, il laboratorio di analisi chimiche Isolab Srl, i progettisti di Pronexus Risorse Srl, lo studio di architettura Sudarch Srl, l’agenzia assicurativa di Leonarda Nucera, la Boutique Gocce di miele, la Bottega dell’Artigiano, la Cooperativa Eureka che gestisce le pizzerie Ciroma e Spaccanapoli, il distributore Esso e i servizi annessi dei Fratelli Cogliandro. Le nuove imprese vanno ad aggiungersi a quelle già aderenti a ReggioLiberaReggio: la Sanitaria Sant’Elia di Tiberio Bentivoglio, la Cooperativa Rom 95 rappresentata da Domenico Modafferi, il negozio di informatica D’Amico e appunto il Ristorante “L’Accademia” di Filippo Cogliandro.