REGGIO: LA FORMAZIONE PARTECIPATA DEL MUSEO DELLA NDRANGHETA

di Stefano Perri, da http://www.strill.it – Museo della ndrangheta e Atam insieme per sensibilizzare la scuola e l’universo giovanile sul tema della lotta alla ndranhgeta. Con la conferenza tenutasi proprio all’interno della sua sede, il Museo avvia oggi la sua terza fase operativa con l’attivazione del progetto di “Formazione Partecipata”. Si tratta di un processo di costruzione condivisa dei percorsi conoscitivi sulla ndrangheta attraverso un ciclo di laboratori con studenti di scuole provenienti da diverse Regioni. E per farlo si avvale della collaborazione dell’Atam, che attraverso l’impegno del suo Presidente Demi Arena mette a disposizione i suoi mezzi per l’accompagnamento degli studenti. Il periodo di formazione avrà inizio la settimana prossima, precisamente il 16 di marzo, con la visita di una scolaresca di Padova ed un seminario tenuto dal Procuratore aggiunto Michele Prestipino, e andrà avanti quotidianamente per tutto l’anno con le visite guidate delle scuole provenienti da ogni parte d’Italia, Reggio compresa.
Si avvia cosi il protocollo d’intesa siglato tra il Museo e l’Atam siglato nel mese di maggio dello scorso anno che prevede tra l’altro anche la realizzazione di un punto informativo interamente dedicato alle iniziative del Museo della ndrangheta.
Questa terza fase operativa segue le intese istituzionali con gli Enti pubblici, le scuole, le Università e le altre Associazioni con l’obiettivo di costruire un ampia piattaforma progettuale condivisa.
“Abbiamo coinvolto le scuole – dichiara l’ideatore del Museo Claudio La Camera –  perché crediamo nell’immenso valore formativo che possono offrire i percorsi conoscitivi sul tema della ndrangheta. Le visite guidate si trasformeranno in una sorta di laboratorio della democrazia partecipata. L’idea è quella di costruire uno spazio di dialogo e approfondimento critico in cui gli studenti possono costruire il proprio percorso conoscitivo”.  I lavoratori affronteranno le tematiche del racket, dei sequestri di persona, della criminalità ambientale e dei canti di mafia. Il feedback dei partecipanti, strumento essenziale per la condivisione, sarà rappresentato con delle produzioni multimediali.
“Il Museo – continua La Camera – deve essere voluto dalla gente, permeato con le esigenze del territorio, e costruito dagli stessi cittadini. E’ un obbiettivo fondamentale della nostra esperienza e per questo ringraziamo l’Atam per l’importante collaborazione offertaci”.
Ma il supporto del Trasporto Pubblico non è solamente logistico e non si ferma al mero trasferimento degli studenti dal centro città al Museo.
“Il bus è un mezzo di comunicazione straordinaria – dichiara il Presidente Demi Arena – e noi vogliamo sfruttarne al massimo tutto il potenziale. Abbiamo già iniziato a lanciare dei messaggi contro la ndrangheta utilizzando gli spazi esterni dei bus. Ma come già è avvenuto in passato in occasione di altre manifestazioni contro la ndrangheta, continueremo a mettere a disposizione i nostri bus per amplificare le iniziative positive che si sviluppano in città. Ad esempio si potrebbero proiettare all’interno dei mezzi i video sulla ndrangheta realizzati dagli studenti durante il progetto. Inoltre i nostri bus saranno presenti alle iniziative organizzate e potranno diventare dei luoghi da sfruttare come spazio sociale condiviso. L’Azienda dunque è a completa disposizione delle associazioni e da questo punto di vista a mio parere sarebbe necessario un coordinamento di tutte le realtà che si oppongono alla ndrangheta con l’obiettivo di lanciare un messaggio di maggiore coesione e forza”.
“Ci teniamo a precisare – conclude poi La Camera – che il progetto è ancora in progress. Ben vengano dunque le idee o le proposte di tutti i soggetti cittadini che hanno a cuore l’obiettivo comune della lotta alla ndrangheta, in primis in ambito culturale. Il fine che perseguiamo è lo sganciamento dei cittadini da una condizione permanente di sudditanza. Sicuramente anche attraverso iniziative come questa si può contribuire a far crescere la comunità, a partire dagli studenti”.

REGGIO: IN MANETTE IL CONSIGLIERE REGIONALE DEL PDL SANTI ZAPPALA’ E ALTRI 12 PRESUNTI AFFILIATI AL CLAN PELLE

I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Ros stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip nei confronti di 12 persone indagate per associazione mafiosa e corruzione elettorale aggravata dalle finalita’ mafiose. L’indagine ha accertato il condizionamento esercitato dalla cosca Pelle di San Luca della ‘ndrangheta in occasione delle elezioni del 29 e 30 marzo scorsi per il rinnovo del Consiglio regionale. Al centro dell’indagine gli incontri tra il boss Giuseppe Pelle ed alcuni candidati che in cambio di voti assicurati alla ‘ndrangheta illecitamente raccolti avrebbero dovuto garantire alle imprese di riferimento della cosca l’aggiudicazione di alcuni importanti appalti pubblici ed altri favori. C’e’ anche il consigliere regionale Santi Zappala’, del Pdl, tra le 12 persone arrestate dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria nell’operazione sul condizionamento da parte della ‘ndrangheta delle elezioni regionali in Calabria del 29 e 30 marzo scorsi. L’accusa nei confronti di Zappala’ e’ di avere stipulato con Giuseppe Pelle, capo della cosca, un accordo in occasione delle elezioni regionali ricevendo, in cambio, un consistente pacchetto di voti nella zona jonica della provincia di Reggio Calabria, controllata dalla cosca Pelle. Zappala’, inoltre, secondo l’accusa contestatagli dalla Dda reggina, avrebbe concretamente contribuito, pur senza farne formalmente parte, alla realizzazione degli scopi della ‘ndrangheta consistenti, in particolare, nell’acquisire la gestione ed il controllo di attivita’ economiche.

carabinieri

Di seguito l’elenco dei soggetti colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere messa dal Gip di Reggio Calabria Roberto Carrelli Palombi:

Santi Zappalà (50 anni), Antonio Manti (37), Pietro Nucera (51), Liliana Aiello (58), Francesco Iaria (44), Giuseppe Pelle (50), Domenico Stelitano (61), Mario Versaci (45), Filippo Iaria (31), Aldo Domenico Marvelli (55), Paolo Marvelli (27), Giuseppe Mesiani  Mazzacuva (33)

REGGIO, ARCHITETTURA: INTERCETTAZIONI RIVELANO INFILTRAZIONI DELLE COSCHE DI SAN LUCA

carabinieri27giuLe conoscenze di Antonio Pelle all’interno dell’universita’ sono palesemente confidenziali in diverse intercettazioni captate dai carabinieri del Ros. Oltre che con il responsabile della segreteria Roberto Catalano e con Francesco Iaria, il giovane intrattiene conversazioni con toni piuttosto amichevoli e di confidenza, oppure in altri casi si parla di regalie lasciate ai docenti, in particolare con Giuseppe Fera (docente di ”Laboratorio di Progettazione Urbanistica”) e il suo collaboratore Francesco Morabito, Maurizio Paolo Spano’ (dottore agronomo e forestale che gravita all’interno della Facolta’ di Architettura di Reggio Calabria), Deborah Pennestri’ (docente a contratto), Martino Milardi (ricercatore). Inoltre Antonio Pelle ha raccomandato una studentessa con Fera ed e’ intervenuto in favore dei cugini Francesco (Ciccio) e Antonietta per i test di ammissione nel settembre 2009. In questa vicenda avrebbero avuto un ruolo fondamentale Serena Di Guida, Antonio Fondacaro e Francesco Mazzacuva. In un’intercettazione Fondacaro avverte Antonio Pelle ”Vedi che ti sto mandando le domande solo x ciccio e antonietta sono 15”. Inoltre tra questi personaggi sono intercorsi numerosi sms durante le prove, in cui Pelle chiedeva notizie su come stessero rispondendo i cugini ricevendo puntualmente lo stato della situazione.

 

PLATI’ (RC): ARRESTATO IL LATITANTE PASQUALE BARBARO

All’alba di oggi i Carabinieri del comando Provinciale a Platì in contrada palumbo loc. Serro Stinco hanno fatto irruzione all’interno di un’abitazione rurale dove hanno arrestato Pasquale Barbaro, pregiudicato 33enne, latitante per associazione per delinquere finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti, ricercato dal 2009. Il latitante è stato catturato all’interno di un nascondiglio ricavato tra l’armadio e la parete in muratura della camera da letto; l’accesso al nascondiglio era costituito da un pannello in compensato movibile delle dimensioni di 1,80 x 1 metri, che veniva rimosso solo per gli spostamenti del boss. Al momento dell’arresto Barbaro non era armato e non ha opposto resistenza agli uomini dell’arma che l’hanno braccato prima di una possibile fuga. All’interno dell’abitazione erano presenti, al momento dell’irruzione, anche i piu’ stretti familiari del latitante. Barbaro era inserito nel contesto associativo riconducibile al capo società Saverio Trimboli, 36 anni di Platì, già arrestato il 13.02.2010. Nel corso della perquisizione domiciliare venivano rinvenuti e sequestrati un computer portatile ed apparati cellulari, binocoli e tute mimetiche utili al proseguimento delle investigazioni.

 

REGGIO, OPERAZIONE ENTOURAGE: I NOMI E LE FOTO DEGLI ARRESTATI

arrestoda http://www.strill.it – Le mani delle cosche Libri e Condello su 11 appalti del Comune e della Provincia di Reggio ed altri Comuni del Reggino, con una spartizione dei lavori gestita da un ”cartello” che controllava tutto.
E’ il quadro che emerge dall’operazione Entourage, condotta dalla Dia, che ha portato all’arresto di sette persone ed all’interdizione per due mesi di trenta imprenditori. Gli arrestati sono:

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VIBO: ESTORSIONI E USURA, COLPO AL CLAN BONAVITA, I NOMI DEGLI ARRESTATI

polizia5Estorsione ed usura. Con queste accuse gli uomini delle squadre mobili delle Questure di Catanzaro e ViboValentia hanno arrestato tre persone. Si tratta di Salvatore Bonavota, di 22 anni; Giulio Castagna di 43 e Gianfranco Russo di 36. Sarebbero responsabili di un espisodio di usura di cui era vittima un commerciante di Sant’Onofrio, piccolo centro del vibonese, costretto a corrispondere al gruppo interessi del 257% annui per un prestito iniziale di 2.800 euro. In pratica, l’uomo moveva corrispondere mensilmente dai 400 ai 500 euro agli emissari del gruppo a capo del quale sarebbe stato, nonostante la giovane eta’, Salvatore Bonavota, fratello di Pasquale e Domenico, attualmente detenuti, capi dell’omonimo clan mafioso operante nel vibonese. Dopo le operazioni “Uova del Drago” e “Replay”, che avevano decapitato la cosca, il giovane Bonavota avrebbe assunto le redini dell’organizzazione. L’operazione che lo ha portato in carcere con i suoi presunti complici e’ stata denominata “Sfrontati”. Il riferimento e’ alla tradizionale cerimonia religiosa della “Affruntata” che si svolge a Pasqua nel piccolo centro del vibonese, balzata agli onori delle cronache per le intimidazioni subite dal priore della confraternita che l’organizza e che sarebbero state messe in atto dalla ‘ndrangheta intenzionata ad accaparrarsi il diritto di portare a spalla le statue religiose durante la cerimonia, come segno d’autorita’. Continua a leggere

PIGNATONE: “LA CALABRIA PAGA L’ISOLAMENTO, MA TRE NUOVI PENTITI SONO UN SEGNALE IMPORTANTE”

pignatonedi Grazia Candido – “In Calabria le vie d’informazione sono difficili, disastrate. Qui si vive in un cono d’ombra informativo”. E’ il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone a parlare della Calabria a tutto tondo, del male che soffoca da anni una comunità, la ‘ndrangheta, ma anche dei tanti uomini onesti che, quotidianamente si impegnano ad estirpare con tutte le loro forze questo terribile “cancro”. Ospite su Raitre, alla puntata di “Che tempo che fa”, talk-show di Fabio Fazio, il procuratore si sofferma sull’ “isolamento” in cui vive una delle Regioni del Mezzogiorno. “Io arrivo da Palermo che non soffre questo problema, è una città sempre sotto i riflettori mentre la Calabria soffre di un isolamento che è simboleggiato dalla mitica autostrada Sa-Rc rimasta incompleta da anni – afferma Pignatone – Dalla Calabria non si riesce a far uscire una notizia almeno che non riguardi fatti clamorosi o di malasanità. Invece, è urgente far sapere fuori che mentre la Calabria è isolata, la ‘ndrangheta è dappertutto e accresce il suo impero economico che trova nella provincia di Reggio Calabria la sua capitale”. Continua a leggere