COSENZA: AL BALLOTTAGGIO OCCHIUTO CONTRO PAOLINI

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di Stefano Perri (da www.strill.it) – A Cosenza è Occhiuto contro Paolini. Giungono al ballottaggio i due candidati che da subito avevano dato l’impressione di avere una marcia più rispetto agli altri. E mentre è apparsa abbastanza semplice la corsa di Mario Occhiuto, che ha ottenuto il lusinghiero risultato di 45,61% in una città storicamente rossa come Cosenza, qualche ostacolo in più ha dovuto incontrarlo Enzo Paolini che prima di giungere al ballottaggio ha dovuto superare il Sindaco uscente Perugini (15,6%) con quasi il 27% di preferenze.

 

“POI UN BRUTTO GIORNO CI INTERRUPPERO IL CAMMINO..”

gianlucagrillodi Stefano Perri – Gianluca Grillo era un giovane attivista ventottenne del collettivo universitario Ateneo Controverso all’interno dell’Università della Calabria.
Il suo impegno sociale e politico, unito a quello di tantissimi altri giovani dell’ateneo cosentino, ha rappresentato una delle novità più importanti del panorama universitario meridionale.

E’ dura uscire di casa e scontrarsi a vent’anni con l’amara realtà del mondo universitario italiano, pieno di ingiustizie e contraddizioni, dove la meritocrazia e la giustizia sociale rappresentano spesso solo un miraggio lontano e sbiadito. Gianluca Grillo, universitario, meridionale. Già perche alle problematiche dell’università si vanno ad aggiungere le contraddizioni di un Sud che troppo spesso ruba il futuro ai suoi giovani.
Gianluca era tra coloro che avevano deciso di opporsi a tutto questo. Partito da Torre Melissa, un piccolo paesino in provincia di Crotone, era giunto all’Unical carico di speranze. Studente della facoltà di Economia dell’Università della Calabria e tutor della facoltà di Lettere dello stesso Ateneo. Tanti sogni, tanti progetti.
Il suo impegno spezzato improvvisamente e tragicamente una settimana fa, il 18 di aprile, quando il suo cuore ha smesso di battere su un lettino dell’Ospedale Annunziata di Cosenza. I suoi compagni che lo avevano accompagnato poco prima, lo aspetteranno invano per ore sui gradini d’uscita dell’ospedale.
Sulla morte di Gianluca in questa settimana si è detto e scritto tanto, forse troppo. I media calabresi, come spesso avviene, sono stati capaci di sostenere tutto e il contrario di tutto. E forse la verità non è ancora mai venuta realmente fuori. Strill prova a fare un po’ di chiarezza su ciò che è avvenuto. E lo fa amplificando la voce di chi ha vissuto direttamente la vicenda, al fianco del povero Gianluca fino agli ultimi istanti di vita.
Carlo è uno dei ragazzi di Ateneo Controverso. Uno di quelli che ha condiviso fin dall’inizio con Gianluca il suo percorso di impegno sociale e politico all’interno dell’Università.
Alle sue parole affidiamo il ricordo e la memoria di una giovane vita spezzata, di un futuro negato.


“Questa è una brutta storia. Una di quelle che potrebbe sembrare una delle tante, una come le altre. Ma non lo è. Non lo è per il semplice fatto che ciò è che davvero irreparabile è accaduto a un amico, fratello, compagno di 1000 battaglie con cui si divideva cibo, letto, birra.

Non lo è. Forse potrebbe esserlo, se non fosse per quei brividi gelidi che ti passano continuamente lungo la schiena, per quelle fitte che ti stritolano il petto, per quelle lacrime che hai versato e verserai ancora a lungo.

Volevamo cambiare la nostra Università, la nostra regione, la nostra terra. Volevamo farlo per davvero, e per un po’ ci era anche assalita l’ingenuità che in fondo qualcosa stessimo smuovendo. Pensavamo che in fondo se un altro mondo era davvero possibile, allora da qualche piccola parte bisognava pur partire. Con tutti i nostri limiti (tanti) e tutta la nostra rabbia (enorme). Sì, rabbia. La rassegnazione e lo scoramento per ciò che vedevamo attorno a noi, nei nostri piccoli paesi, nella mentalità di chi avevamo accanto, era finalmente maturata in una grande rabbia, genuina e lucida, che non riusciva in ogni caso ad accantonare la pacatezza e il sorriso che Gianluca quotidianamente portava con sé.

Gianluca non a caso era, per me e per tutti noi, il “Panda”. Perché la calma e lo stile che lo contraddistinguevano se li portava sempre con sé, anche nelle situazioni più esasperate (memorabili la “PAPERA!” alla funzionaria al rettorato che ci incolpava di non rispettare i lavoratori (noi!), o il “Ponzio Pilato” al responsabile ufficio stampa del rettore che scappava dall’ennesimo confronto).

Gianluca era questo. Una persona semplice, buona, che tutti vorremmo incontrare almeno una volta nella vita, per capire quanta bella sia e quanto si possa ricevere e sentirsi fortunati anche solamente da una semplice discussione con un amico. In fondo, chi lo conosceva sapeva che era proprio la sua semplicità la sua dote rivoluzionaria.

Poi un brutto giorno ci interruppero il cammino. Ci svegliarono a tutti quanti per ricordarci che la vita dà e che la vita prende, anche se molte volte i conti non tornano. Ma Gianluca si ritrova davanti ancora una volta proprio quella Calabria che da anni contrastava.

Si perché non è sufficiente che una famiglia sia straziata dal dolore, non basta che un padre debba seppellire suo figlio, non serve che gli amici e compagni lo piangano increduli sui gradini di un ospedale. No, il giornale la mattina deve comunque uscire, e le sue copie le deve vendere. E’ il mercato. E allora via con droga party, amici/nemici pronti a pugnalarlo alle spalle, canne che spappolano il cuore e già che ci siamo titoloni ambigui in prima pagina con mega foto, che magari un centinaio di copie di più le vendiamo. Lasciamo perdere le malattie della politica, i latitanti arrestati, i quotidiani omicidi sui posti di lavoro, la devastazione mafiosa del nostro territorio, il commissariamento calabrese che dura da 15 anni, e fosse mai che escano i legami mafiosi dei partiti, subito pronti a spostare o licenziare i giornalisti scomodi, quelli veri.

Non permetteremo che il nome di Gianluca venga così squallidamente infangato da 4 giornalisti servi degli interessi del proprio padrone, buoni solo a inventarsi la morte dovuta “all’ultima canna di notte” quando anche la scienza mondiale afferma che di erba non è mai morto nessuno, anzi.

Così come non permetteremo che si giochi sulla pelle di altri 5 compagni sui quali pesano, oltre le tre giornate di carcere preventivo per tre di loro, le assurde accuse di “morte come conseguenza di altro reato”. Accuse palesemente infondate, assurde e offensive, create ad arte per montare l’ennesima bufala giornalistico-giudiziaria ed occultare le eventuali responsabilità dei medici che se fossero intervenuti con rapidità ed efficienza avrebbero forse potuto evitare l’arresto cardiaco.

Ma Gianluca se lo sarebbe aspettato. Forte delle sue esperienze politiche e sociali sul territorio, sapeva benissimo che per quanto tu possa amare questa terra, prima o dopo ti scontri con ciò che la rende maledetta.

Compagno e amico di tante, tantissime battaglie, sarà dura continuare senza di te Grillo. Non sembra ancora vero. E’ come se tutti stessero aspettando la telefonata che ci avvisi dello scherzo. Ma quella telefonata non arriverà. Anche se è inutile pensarci, e fa anche male, mi chiedo come sarebbe andata, come saremmo usciti dall’Università, e se quei piccoli obiettivi prefissati saremmo mai riusciti a raggiungerli. Mi chiedo come saranno le prossime grigliate, le prossime proiezioni, assemblee, attacchinaggi, iniziative, la mensa, i martennson senza il tuo faccione, la tua voce bassa e la mano in tasca. Non riesco a immaginarmeli, e sono in tanti a non riuscirci.

E’ stato bello conoscerti, averti accanto e aver condiviso perfino il materasso nei 2 indimenticabili mesi martenssoniani. Auguro di cuore che tutti possano avere la stessa fortuna che ho avuto io nell’incontrare una persona bella come te, che ti dava l’energia e il sorriso per fare qualsiasi cosa, anche magari di credere che se esistessero altri calabresi come Gianluca Grillo, allora la Calabria inizierebbe ad avere non più speranze, ma certezze.

Ciao fratello mio, non penso ci sia niente lassù, se non un tappeto di stelle infinito dove poterti guardare ogni notte.

Ma se mi dovessi sbagliare, e se in fondo ci fosse davvero qualcosa, allora già ti vedo, lì in paradiso, che già conosci tutti, e con tutti continui a parlare e ad aspettarci. Ovviamente, con un bicchiere di vino e la mano in tasca”.

ciao gianlù..

COSENZA: TOLTI 5 PUNTI DALLA PATENTE A UN CICLISTA CHE PARLAVA AL CELLULARE

Stava pedalando con la sua bicicletta lungo la statale 107, a Cosenza, ma stava anche parlando al telefonino. E cosi’ un ciclista e’ stato multato (257 euro) dai carabinieri che gli hanno anche sottratto cinque punti dalla patente. Una decisione che proprio non e’ andata giu’ a Roberto, un molisano che si trova in questi giorni a Cosenza, ospite dei parenti della moglie, che ha preannunciato ricorso. ”La multa – dice – la posso anche capire. Ma cosa c’entrano i punti della patente? Avrei anche potuto non averla, visto che per la bici non serve”.

CALABRIA: DODICENNI VENDUTE. FORSE E’ IL TEMPO DI PORCI QUALCHE DOMANDA

stupro7di Stefano Perri (su strill.it) – Una storia che ha davvero dell’incredibile. Che lascia sgomenta un’intera comunità e cade pesante come un macigno sulle coscienze e sulle convinzioni dei cittadini di Corigliano. Come su quelle di tutti i calabresi.
Flesh Market, mercato della carne. Non potevano scegliere un nome più appropriato i Carabinieri di Corigliano Calabro per l’operazione messa a segno proprio ieri. Uno scenario agghiacciante quello che viene alla luce dall’inchiesta. Otto le persone arrestate nell’ambito dell’operazione con l’accusa, a vario titolo, di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Rossano.
Bambine di appena 12 anni oggetto di giochi perversi ed un vero e proprio tariffario dell’orrore che fa equivalere il costo di una verginità e di un’anima spezzata a 250 euro.
Un contesto degradato, fatto di incosapevolezza di sicuro, ma anche di estrema indigenza e disperazione, che con tutta probabilità ha determinato il sovvertimento del valore del diritto dell’essere umano, e del suo corpo, con quello del denaro.
Una storia di quelle che difficilmente si possono dimenticare. Accaduta proprio in casa nostra. A Corigliano Calabro la popolazione è sgomenta. Sorpresa. Indignata.
Ma è di certo strano che in un paese come Corigliano, che conta non più di 40mila anime, nessuno sapesse di una pratica cosi grave eppure cosi reiterata. Possibile che nessuno fosse a conoscenza di ciò che stava avvenendo? Che nessuno si fosse accorto di nulla? Possibile che anche i genitori stessi delle vittime fossero totalmente all’oscuro della vicenda? Vogliamo sperare di si perchè se le indagini tutt’ora in corso dovessero rivelare una condizione ancora più diffusa, e per certi aspetti taciuta o peggio ancora sfruttata da terzi che ad oggi si dichiarano inconsapevoli, l’orrore rischierebbe di inghiottire un’intera comunità.
E se cosi non fosse, come davvero si augurano tutti, non sarebbe il caso di porsi comunque qualche domanda? Le stesse, domande, che probabilmente si staranno ponendo in questo momento i cittadini di Corigliano.
Episodi del genere si sono verificati, sempre più spesso negli ultimi anni, proprio nei contesti dove la solitudine dilaga e la rete di solidarietà sociale, che diventa sentinella dell’ingiustizia, è meno sviluppata. La Calabria, forse con presunzione, per lungo tempo si è ritenuta immune da tali nefaste vicende. Ma oggi siamo convinti che i minori che giocano tranquilli nei cortili dei nostri condomini, che obiettivamente hanno una capacità di agire limitata  proprio perchè ancora incapaci di distinguere realmente un gioco da un gioco perverso, siano realmente al sicuro nelle nostre città?
Proprio nelle descrizione dell’operazione illustrata ieri dal tenente colonnello Vincenzo Franzese si è spiegato che l’indagine è partita grazie a controlli non solo su strada ma anche sul web. E proprio la rete potrebbe rappresentare un luogo franco dove è difficile arginare gli abusi, anche semplicemente mentali, che purtroppo tanti che possiamo definire bambini ad oggi inconsapevolmente subiscono.
Interrogativi che si pone un’intera comunità. Interrogativi che anche nonostante la brillante inchiesta condotta dai carabinieri, ancora in corso di svolgimento, difficilmente saranno risolti a breve.

COSENZA: RITROVATA MARIA FRANCESCA PIRILLO, LA 15ENNE SCOMPARSA A PIANO LAGO

mariafrancescapirilloSta bene la ragazza 15enne Maria Francesca Pirillo che era scomparsa martedì pomeriggio a Mangone, nel cosentino. La giovane è stata ritrovata dai militari del comando provinciale di Cosenza con alcuni amici a bordo di un’automobile sull’A3 Salerno-Reggio Calabria, all’altezza dello svincolo di Cosenza nord. La ragazza avrebbe riferito ai carabinieri di essersi allontanata volontariamente da casa dopo una lite che aveva avuto con i genitori. I militari, dopo il ritrovamento, hanno riaccompagnato la giovane nell’abitazione del padre a Mangone.

PIANO LAGO (CS): SCOMPARSA LA QUINDICENNE MARIA FRANCESCA PIRILLO. AIUTIAMO A CERCARLA!

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La quindicenne Maria Francesca Pirillo è scomparsa nel pomeriggio del 28 dicembre da Piano Lago, frazione del Comune di Mangone (Cs) e di lei non si hanno più notizie.
Maria Francesca aveva pranzato martedì con i genitori e subito dopo è uscita per incontrare alcuni amici. Il padre, Giuseppe Pirillo, ha visto la figlia nei pressi di un bar mentre si stava organizzando per partecipare al veglione di capodanno. Dopo ha telefonato alla figlia, che gli ha riferito che stava rientrando. Passate alcune ore Giuseppe Pirillo, non vedendo arrivare la figlia, ha provato nuovamente a chiamarla ma al telefono ha risposto un amico, il quale ha rassicurato il genitore sostenendo che stavano per arrivare a casa. Più tardi Pirillo ha nuovamente provato a chiamare la figlia ma a quel punto ha trovato il telefono spento e ha deciso di denunciare la scomparsa ai carabinieri.
La ragazza, sopra in una foto, figlia di genitori separati, viveva in Toscana con la mamma e si trovava in Calabria per trascorrere le vacanze di Natale col papà; indossava al momento della scomparsa jeans chiari, scarpe da tennis alte, una maglietta bianca e un maglione bianco e blu.
Le indagini hanno fin qui chiarito che al momento della scomparsa si trovava con un amico 20enne. L’amico ha poi detto di averla successivamente lasciata nei pressi dello svincolo autostradale. Sulla vicenda continuano a indagare i Carabinieri.

UNIVERSITA’: A COSENZA DOPO IL BLOCCO DELL’AUTOSTRADA CONTINUA L’OCCUPAZIONE DEL RETTORATO E DELL’AULA MAGNA

studenticosenza3di Stefano Perri – Dopo la lunga giornata di mobilitazione di ieri che è culminata con il blocco per alcune ore dell’Autostrada A3 all’altezza dello svincolo Cosenza Nord, continua la protesta degli studenti della Università della Calabria.

Diversamente da ciò che avviene negli altri piccoli atenei del meridione, a Cosenza sono migliaia gli studenti che partecipano alle iniziative organizzate come forma di dissenso al Ddl Gelmini, recentemente approvato alla Camera dei Deputati.

Dopo il blocco dell’Autostrada non sono mancate nelle ultime ore una serie di assemblee che hanno coinvolto gli studenti di tutte le facoltà. L’obiettivo è soprattutto quello di definire il profilo della protesta da qui al prossimo 9 dicembre, giorno in cui la Riforma dell’Università sarà discussa al Senato. L’Assemblea Permente che si è tenuto nell’Aula Magna occupata dell’Ateneo cosentino, ha deciso di mantenere le occupazioni del Rettorato, ormai occupato da 3 giorni, e della stessa aula magna dove ogni pomeriggio si svolgono assemblee ed iniziative politico-culturali. “La mobilitazione andrà avanti ad oltranza” dichiarano gli studenti dell’Unical. La mobilitazione si unisce alle proteste che in queste ore stanno animando tutti gli atenei italiani e molte scuole superiori anche in Calabria. L’obiettivo è quello “di bloccare le attività didattiche fino all’ottenimento del ritiro del ddl 1905”.

E’ inoltre prevista l’organizzazione di una grande manifestazione per il prossimo 9 dicembre. In quella occasione è facile aspettarsi una nuova occupazione dell’Autostrada, che potrebbe però non bastare agli studenti, desiderosi di segnalare il loro completo dissenso nei confronti di una riforma che proprio non va giù.

Sempre durante l’assemblea permanente nell’Aula Magna dell’Università si è deciso di partecipare con uno spezzone unitario di studenti universitari e medi alla manifestazione regionale, che si svilupperà sabato 4 dicembre in un corteo per le vie principali di Cosenza, promossa dal movimento nazionale “Acqua bene comune” e dalla rete regionale “Bruno Arcuri”. Un vero e proprio autunno caldo dunque per gli universitari cosentini che, in coro con le proteste che stanno animando in queste ore tantissimi atenei e scuole superiori in tutta Italia, stanno assestando una serie di colpi importanti all’iter parlamentare della legge.

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