Mi scusi Presidente…

miscusipresidentedi Stefano Perri – Come si suol dire ”quando ce vò, ce vò”. Il Presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico nella giornata di ieri ha preso carta e penna e si è messo a scrivere, affidando

a Calabriaonweb, l’organo di informazione di Palazzo Campanella, una richiesta di dimissioni, che più chiara non si può, al Garante regionale (Onorevole, Onorevolissima) Dottoressa Marilina Intrieri.  [*] Continua a leggere

Reggio: tutti insieme per l’Aeroporto. Raffa: “Rilancio e razionalizzazione”. Scopelliti: “Da oggi i fondi solo se c’è un piano strategico”

aeroportoassembleadi Stefano Perri (foto M.Costantino) da www.strill.it – Questa volta si fa sul serio. E’ questo il messaggio lanciato dalle istituzioni riunite attorno al consiglio provinciale  straordinario convocato presso i locali dell’Aeroporto Tito Minniti.

La provincia, ma anche la Regione, dimostrano di avere le idee chiare, ed una volta per tutte fanno pesare la loro forza contrattuale per chiedere fatti, e non più parole. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il taglio dei dei 52 voli da parte di Alitalia nel periodo delle festività natalizie. Come avevamo denunciato giorni fa, con il taglio dei voli insieme al taglio dei treni a lunga percorrenza da parte di Trenitalia, si determina l’isolamento della Calabria e di Reggio in particolare.

A fare quadrato attorno al Tito Minniti  questa mattina c’erano proprio tutti, visti in poche occasioni cosi decisi e compatti verso un comune obiettivo. Dal presidente Eroi a Raffa, da Scopelliti ad Arena, il Deputato Aurelio Misiti e il Senatore Luigi De Sena, e poi assessori e consiglieri regionali (Sarra, Caridi, Imbalzano, Da Gaetano, Battaglia, Bova, Nucera), la Giunta provinciale al completo con in testa l’Assessore Lambarti Castronuovo e tanti consiglieri comunali reggini, di centrodestra e centrosinistra, i sindaci dei comuni della provincia (Bagaladi, Rosarno, Grotteria, Africo, San Lorenzo, Caulonia, Gerace, solo per citarne alcuni), rappresentanti della Camera di Commercio, autorità delle forze dell’ordine, imprenditori, Associazioni e Sindacati.

Reggio, e la Calabria verrebbe da dire, ampiamente rappresentate a livello politico e istituzionale. E l’impressione è quella che sta volta non si tratta di una presenza per cosi dire di testimonianza, ma di una volontà precisa di procedere insieme. Continua a leggere

TRENT’ANNI SENZA RINO, IL CANTASTORIE CHE RACCONTO’ IL SUD ALL’ITALIA

rino_gaetano
di Stefano Perri – Sono passati 30 anni esatti da quella tragica notte del 2 giugno1981. Il mitico cantautore calabrese Rino Gaetano moriva dopo un terribile incidente sulla Nomentana a bordo della sua Volvo 343 nuova fiammante.
Trent’anni dalla morte di uno dei più grandi geni che la Calabria abbia mai potuto vantare in ambito artistico. Rino Gaetano, all’anagrafe conosciuto come Salvatore Antonio Gaetano oggi avrebbe sessantuno anni. E probabilmente, se non fosse stato per quella tragica notte dell’81, starebbe ancora a cantare e a suonare con il suo magico cilindro in testa, a raccontare un’Italia che non ci sta, che rifiuta l’ingiustizia mettendola in ridicolo.
Era arrivato a Roma da Crotone, il piccolo Rino,  con un sogno in tasca e con il dono di parlare alla sua gente. Ai lavoratori, quelli che negli anni 70 erano i proletari venuti dal sud a costruire l’Italia industriale del boom economico, “a chi suda il salario”, agli “sfruttati malpagati”, ai “figli unici”, a “chi vive in baracca”, a chi “nun c’ha l’acqua corrente”, a chi corre “sempre appresso all’ambo” mentre c’è chi si è “fatto il palazzo sul Jumbo”. Un cantastorie d’eccellenza che ha saputo come pochi altri in Italia dare voce alla sua epoca, oggi beniamino dei nostalgici nonché di tanti giovani e giovanissimi che attraverso le sue canzoni riscoprono valori indimenticati ed affascinanti atmosfere. E il fatto che Rino Gaetano riesca ancora, a trent’anni esatti dalla sua morte, a parlare ai ragazzi e a smuovere le coscienze anche dei più distratti, dimostra la grande attualità delle sue opere. Una figura immortale, che ha giustamente preso il suo posto tra i grandi del cantautorato italiano.
“C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta”. Parlava cosi Rino, prima di uno dei suoi mirabili concerti nei tanti tours che hanno attraversatol’Italia degli anni ‘70. Attraverso veri e propri capolavori musicali e poetici come “Mio fratello è figlio unico” , “Nuntereggae Più”, “Gianna“,  “E io ci sto“, “Berta filava“, “Ma il cielo è sempre più blu”, Rino Gaetano ha saputo fare denuncia sociale con l’ironia dei suoi testi, la sua aria scanzonata e la sua intelligenza. E forse oggi, come dice sua sorella Anna. avrebbe cantato come ieri, “camuffando la denuncia sociale nei suoi testi”.
Rino amava la sua terra, la Calabria buia e affamata che ha dovuto lasciare in tenera età, a soli dieci anni, per motivi legati al lavoro dei suoi genitori. Una Calabria che non ha mai più dimenticato e che ritroviamo nelle suggestioni e nelle atmosfere che ci propone nelle sue canzoni.
E a 150 anni dalla conquista formale dell’unità d’Italia s’impone dunque una riflessione sul contributo culturale che artisti come Rino Gaetano hanno saputo dare nel percorso di costruzione e di affermazione di un’identità nazionale. Rino, cantautore del Sud, riuscì attraverso la sua musica a sciogliere le catene di ingiustizia e contraddizione che da sempre legano la Calabria. Attraverso i suoi testi dissacranti mise in ridicolo il potere, additando le disuguaglianze di un’Italia che per troppo tempo era rimasta divisa a metà.

L’ITALIA DI NUOVO AL VOTO. TUTTI I BALLOTTAGGI DI DOMENICA E LUNEDI

La partita delle amministrative si avvia verso la fase conclusiva con i ballottaggi di domenica e lunedi’. Urne aperte per la prima volta invece in Sicilia per un turno elettorale che coinvolgera’ 27 comuni per il rinnovo di sindaci e consigli comunali. Nel complesso saranno 6.605.806 gli italiani che si recheranno ai seggi.
QUANDO SI VOTA – Le operazioni di voto si svolgeranno domenica dalle ore 8 alle ore 22 e lunedi’ dalle ore 7 alle ore 15; lo scrutinio avra’ inizio nella stessa giornata di lunedi’ al termine delle operazioni di voto e dopo il riscontro del numero dei votanti. Per il turno di ballottaggio si sceglie solo tra i due candidati (presidenti di provincia o sindaci) che hanno ottenuto, al primo turno, il maggior numero di voti e l’elettore vota tracciando un segno sul rettangolo entro il quale e’ scritto il nome del candidato prescelto.
CORPO ELETTORALE – Considerando una volta sola gli enti interessati contemporaneamente a piu’ tipi di consultazioni, il numero complessivo degli elettori del ballottaggio nelle regioni a statuto ordinario sara’ di 5.577.816, a cui vanno aggiunti per le Regioni a statuto speciale i 475.412 del Friuli Venezia Giulia, i 397.001 della Sicilia e i 175.577 della Sardegna. Nelle Regioni a statuto ordinario il turno di ballottaggio nelle cinque province interessera’ un corpo elettorale di 1.701.480 elettori, di cui 818.566 maschi e 882.914 femmine. Le sezioni elettorali saranno 2.219. Il ballottaggio negli 81 comuni delle regioni ‘ordinarie’ interessera’ 3.906.012 elettori, di cui 1.855.363 maschi e 2.050.649 femmine. Le sezioni elettorali saranno 4.606.
BALLOTTAGGI PER COMUNI E PROVINCE – Sono in tutto 88 i Comuni chiamati al ballottaggio i prossimi 29 e 30 maggio. Agli 81 delle Regioni a statuto ordinario se ne aggiungono infatti 4 in Friuli-Venezia Giulia (Trieste, Monfalcone, Pordenone, Cordenons) e 3 in Sardegna (Cagliari, Sinnai, Iglesias). In tutto sono 13 i capoluoghi di provincia che sceglieranno il sindaco al secondo turno: Novara, Milano, Varese, Rovigo, Rimini, Grosseto, Napoli, Cosenza, Crotone, Trieste, Pordenone, Cagliari e Iglesias. Le Province saranno nel complesso 6: Vercelli, Mantova, Pavia, Trieste, Macerata e Reggio Calabria.
COMUNALI IN SICILIA – Sono 27 i Comuni coinvolti per un totale di 4.775 candidati, di cui solo 951 donne (5%), in 120 liste, vale a dire un aspirante eletto ogni 83 votanti. Unico capoluogo coinvolto e’ Ragusa (61.711 elettori), mentre in provincia di Enna non si vota in alcun Comune. Gli elettori dovranno scegliere 505 consiglieri comunali oltre ai sindaci (per la carica si presentano in 102). Tra i centri maggiori Canicatti’ e Favara, in provincia di Agrigento, Bagheria, nel palermitano, e Vittoria in provincia di Ragusa. Verranno rinnovate anche le circoscrizioni di Aspra, nel comune di Bagheria e Scoglitti, in quello di Vittoria. Oltre che negli enti il cui rinnovo era gia’ fissato per scadenza naturale, si votera’ anche a Vallelunga Pratameno (Cl), Terrasini (Pa), Ferla e Sortino (Sr), dove i sindaci si sono dimessi o sono stati sfiduciati, e Favara (Ag), dove il sindaco ha lasciato dopo la chiusura delle indagini, che lo riguardano, sul crollo di una casa che provoco’ la morte di due sorelline. Col sistema proporzionale andranno al voto 13 comuni, 14 con il maggioritario. Il minitest elettorale nell’isola sara’ di difficile interpretazione per i maggiori partiti nazionali perche’ la stragrande maggioranza delle liste e’ d’ispirazione civica mentre movimenti che stanno su fronti opposti a livello nazionale o regionale in qualche caso hanno stretto alleanze per il voto comunale.
CURIOSITA’ – Numerosi i casi di ballottaggi decisi per l’esito al fotofinish di due settimane fa. Il caso piu’ eclatante, ricorda un’analisi di Anci Comunicare, e’ quello del sindaco uscente di Varese, Attilio Fontana, costretto al ballottaggio per meno di 0,7 punti percentuali. Ma il record spetta a Ginetto Perseu, candidato sindaco del centrodestra a Iglesias, che si e’ fermato al 49,909%, in una citta’ con 24 mila elettori. Un pugno di voti, insomma, lo hanno costretto al ballottaggio con la candidata del centrosinistra, Marta Testa, che lo tallona con il 46% delle preferenze al primo turno. Svetta infine il caso del Comune di Fraine, dove si va al ballottaggio pur avendo soltanto 463 abitanti: al primo turno i due candidati hanno raggiunto la perfetta parita’ nel numero delle preferenze e dunque si dovra’ tornare al voto.

AMMINISTRATIVE: LA CALABRIA DI NUOVO AL VOTO. TUTTI I BALLOTTAGGI

elezionidi Stefano Perri – Sono cinque le sfide al ballottaggio che si giocheranno nel prossimo weekend sul territorio calabrese. Oltre alla Provincia di Reggio Calabria giungono al secondo turno anche i comuni di Cosenza, Crotone, San Giovanni in Fiore e Taurianova.

Reggio Calabria, come è noto, la sfida si gioca tra il candidato sostenuto dall’intera coalizione di centrodestraGiuseppe Raffa che al primo turno aveva ottenuto il 45,4% dei voti contro Giuseppe Morabito sostenuto inizialmente dal Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani, Socialisti e Mpa più due liste civiche che ha ottenuto complessivamente al primo turno il 26,6% dei voti. Per Morabito è ancora in trattativa la possibilità di apparentamento con la coalizione composta da Italia dei Valori e Sel. Ma vero e proprio ago della bilancia in questo caso è il candidato del cosiddetto Polo Civico Pietro Fuda, che già in passato aveva ricoperto la carica di Presidente della Provincia a Reggio Calabria, e che al primo turno aveva ottenuto quasi il 22% delle preferenze.

Cosenza la sfida si gioca tra Mario Occhiuto ed Enzo Paolini. Occhiuto era sostenuto al primo turno dall’intera coalizione del centrodestra cosentino (Udc,  Popolo della libertà, Popolari Liberali, Scopelliti Presidente,  Moderati,  Alleanza di centro, La Destra, Nuovo Psi più due liste civiche Mario Occhiuto Sindaco e Cosenza Sostenibile). Già al primo turno era andato vicino all’elezione diretta ottenendo il 45,6% delle preferenze. Dall’altra parte Enzo Paolini che al primo turno aveva ottenuto quasi il 27% dei voti sostenuto da Autonomia e Diritti, Sel, IdV, Socialisti, Verdi, Pli più tre liste civiche Partecipazione per Rinnovamento, Cosenza Domani e Giovine Cosenza. Paolini ha già incassato il sostegno ufficiale da parte di tutti i vertici, da Roma in giù, del Partito Democratico anche se ciò potrebbe anche non bastare a giudicare dalle posizioni ostili espresse in questi giorni dal consigliere regionale Nicola Adamo che potrebbe spostare il suo pacchetto di voti dall’altra parte garantendo l’elezione di Occhiuto.

Crotone il ballottaggio si gioca invece tra il Sindaco uscente Peppino Vallone e la candidata dell’Udc Dorina Bianchi, fortemente sostenuta dal Pdl da Berlusconi a Scopelliti. La Bianchi, che al primo turno aveva ottenuto solo il 20,3%, ha da poco incassato, tramite formale apparentamento, il sostegno dell’altro candidato della destra Pasquale Senatore che aveva preso al primo turno il 18,1%. Ago della bilancia in questo caso la candidata centrista Giusy Regalino che al primo turno aveva ottenuto il notevole risultato di quasi il 17% dei voti e che ancora non ha espresso la sua posizione sul ballottaggio.

San Giovanni in Fiore, comune di 18mila abitanti in provincia di Cosenza, al ballottaggio giungono inveceAntonio Barile e Emilio Vaccai. Barile, che ha ottenuto il 48,9% dei voti al primo turno, era sostenuto dal Popolo delle Libertà più tre liste civiche (Barile Sindaco, Uniti per la Libertà e Liberi con Barile). Vaccai aveva invece ottenuto il 36% dei voti al primo turno ed era sostenuto dal Partito Democratico, Psi, Socialisti Uniti e Api, Comunisti Italiani e la lista civica i Democratici per la città. Decisiva potrebbe risultare la scelta della candidata centrista Monica Spadafora che con l’Udc e la lista civica il Fiore di San Giovanni aveva ottenuto al primo turno il 12,8% dei voti.

Taurianova, Comune che sfiora i 16mila abitanti in provincia di Reggio Calabria, si sfidano invece in questo secondo turno Domenico Romeo e Giuseppe Rigoli. Romeo era già Sindaco nel 2009 quando il Comune fu sciolto per condizionamento mafioso anche se lui personalmente non fu recapitato alcun avviso di garanzia. Al primo turno, con il sostegno di Udc, La Destra e le due liste civiche Unione Liberi Cittadini e Democratici Riformisti, aveva ottenuto il 27,6% dei voti. Dall’altra parte Rigoli aveva ottenuto il 23,5% sostenuto da Alleanza di Centro, Alleanza per l’Italia e Democrazia Cristiana, più le liste civiche Forza Taurianova e Noi Sud.

“POI UN BRUTTO GIORNO CI INTERRUPPERO IL CAMMINO..”

gianlucagrillodi Stefano Perri – Gianluca Grillo era un giovane attivista ventottenne del collettivo universitario Ateneo Controverso all’interno dell’Università della Calabria.
Il suo impegno sociale e politico, unito a quello di tantissimi altri giovani dell’ateneo cosentino, ha rappresentato una delle novità più importanti del panorama universitario meridionale.

E’ dura uscire di casa e scontrarsi a vent’anni con l’amara realtà del mondo universitario italiano, pieno di ingiustizie e contraddizioni, dove la meritocrazia e la giustizia sociale rappresentano spesso solo un miraggio lontano e sbiadito. Gianluca Grillo, universitario, meridionale. Già perche alle problematiche dell’università si vanno ad aggiungere le contraddizioni di un Sud che troppo spesso ruba il futuro ai suoi giovani.
Gianluca era tra coloro che avevano deciso di opporsi a tutto questo. Partito da Torre Melissa, un piccolo paesino in provincia di Crotone, era giunto all’Unical carico di speranze. Studente della facoltà di Economia dell’Università della Calabria e tutor della facoltà di Lettere dello stesso Ateneo. Tanti sogni, tanti progetti.
Il suo impegno spezzato improvvisamente e tragicamente una settimana fa, il 18 di aprile, quando il suo cuore ha smesso di battere su un lettino dell’Ospedale Annunziata di Cosenza. I suoi compagni che lo avevano accompagnato poco prima, lo aspetteranno invano per ore sui gradini d’uscita dell’ospedale.
Sulla morte di Gianluca in questa settimana si è detto e scritto tanto, forse troppo. I media calabresi, come spesso avviene, sono stati capaci di sostenere tutto e il contrario di tutto. E forse la verità non è ancora mai venuta realmente fuori. Strill prova a fare un po’ di chiarezza su ciò che è avvenuto. E lo fa amplificando la voce di chi ha vissuto direttamente la vicenda, al fianco del povero Gianluca fino agli ultimi istanti di vita.
Carlo è uno dei ragazzi di Ateneo Controverso. Uno di quelli che ha condiviso fin dall’inizio con Gianluca il suo percorso di impegno sociale e politico all’interno dell’Università.
Alle sue parole affidiamo il ricordo e la memoria di una giovane vita spezzata, di un futuro negato.


“Questa è una brutta storia. Una di quelle che potrebbe sembrare una delle tante, una come le altre. Ma non lo è. Non lo è per il semplice fatto che ciò è che davvero irreparabile è accaduto a un amico, fratello, compagno di 1000 battaglie con cui si divideva cibo, letto, birra.

Non lo è. Forse potrebbe esserlo, se non fosse per quei brividi gelidi che ti passano continuamente lungo la schiena, per quelle fitte che ti stritolano il petto, per quelle lacrime che hai versato e verserai ancora a lungo.

Volevamo cambiare la nostra Università, la nostra regione, la nostra terra. Volevamo farlo per davvero, e per un po’ ci era anche assalita l’ingenuità che in fondo qualcosa stessimo smuovendo. Pensavamo che in fondo se un altro mondo era davvero possibile, allora da qualche piccola parte bisognava pur partire. Con tutti i nostri limiti (tanti) e tutta la nostra rabbia (enorme). Sì, rabbia. La rassegnazione e lo scoramento per ciò che vedevamo attorno a noi, nei nostri piccoli paesi, nella mentalità di chi avevamo accanto, era finalmente maturata in una grande rabbia, genuina e lucida, che non riusciva in ogni caso ad accantonare la pacatezza e il sorriso che Gianluca quotidianamente portava con sé.

Gianluca non a caso era, per me e per tutti noi, il “Panda”. Perché la calma e lo stile che lo contraddistinguevano se li portava sempre con sé, anche nelle situazioni più esasperate (memorabili la “PAPERA!” alla funzionaria al rettorato che ci incolpava di non rispettare i lavoratori (noi!), o il “Ponzio Pilato” al responsabile ufficio stampa del rettore che scappava dall’ennesimo confronto).

Gianluca era questo. Una persona semplice, buona, che tutti vorremmo incontrare almeno una volta nella vita, per capire quanta bella sia e quanto si possa ricevere e sentirsi fortunati anche solamente da una semplice discussione con un amico. In fondo, chi lo conosceva sapeva che era proprio la sua semplicità la sua dote rivoluzionaria.

Poi un brutto giorno ci interruppero il cammino. Ci svegliarono a tutti quanti per ricordarci che la vita dà e che la vita prende, anche se molte volte i conti non tornano. Ma Gianluca si ritrova davanti ancora una volta proprio quella Calabria che da anni contrastava.

Si perché non è sufficiente che una famiglia sia straziata dal dolore, non basta che un padre debba seppellire suo figlio, non serve che gli amici e compagni lo piangano increduli sui gradini di un ospedale. No, il giornale la mattina deve comunque uscire, e le sue copie le deve vendere. E’ il mercato. E allora via con droga party, amici/nemici pronti a pugnalarlo alle spalle, canne che spappolano il cuore e già che ci siamo titoloni ambigui in prima pagina con mega foto, che magari un centinaio di copie di più le vendiamo. Lasciamo perdere le malattie della politica, i latitanti arrestati, i quotidiani omicidi sui posti di lavoro, la devastazione mafiosa del nostro territorio, il commissariamento calabrese che dura da 15 anni, e fosse mai che escano i legami mafiosi dei partiti, subito pronti a spostare o licenziare i giornalisti scomodi, quelli veri.

Non permetteremo che il nome di Gianluca venga così squallidamente infangato da 4 giornalisti servi degli interessi del proprio padrone, buoni solo a inventarsi la morte dovuta “all’ultima canna di notte” quando anche la scienza mondiale afferma che di erba non è mai morto nessuno, anzi.

Così come non permetteremo che si giochi sulla pelle di altri 5 compagni sui quali pesano, oltre le tre giornate di carcere preventivo per tre di loro, le assurde accuse di “morte come conseguenza di altro reato”. Accuse palesemente infondate, assurde e offensive, create ad arte per montare l’ennesima bufala giornalistico-giudiziaria ed occultare le eventuali responsabilità dei medici che se fossero intervenuti con rapidità ed efficienza avrebbero forse potuto evitare l’arresto cardiaco.

Ma Gianluca se lo sarebbe aspettato. Forte delle sue esperienze politiche e sociali sul territorio, sapeva benissimo che per quanto tu possa amare questa terra, prima o dopo ti scontri con ciò che la rende maledetta.

Compagno e amico di tante, tantissime battaglie, sarà dura continuare senza di te Grillo. Non sembra ancora vero. E’ come se tutti stessero aspettando la telefonata che ci avvisi dello scherzo. Ma quella telefonata non arriverà. Anche se è inutile pensarci, e fa anche male, mi chiedo come sarebbe andata, come saremmo usciti dall’Università, e se quei piccoli obiettivi prefissati saremmo mai riusciti a raggiungerli. Mi chiedo come saranno le prossime grigliate, le prossime proiezioni, assemblee, attacchinaggi, iniziative, la mensa, i martennson senza il tuo faccione, la tua voce bassa e la mano in tasca. Non riesco a immaginarmeli, e sono in tanti a non riuscirci.

E’ stato bello conoscerti, averti accanto e aver condiviso perfino il materasso nei 2 indimenticabili mesi martenssoniani. Auguro di cuore che tutti possano avere la stessa fortuna che ho avuto io nell’incontrare una persona bella come te, che ti dava l’energia e il sorriso per fare qualsiasi cosa, anche magari di credere che se esistessero altri calabresi come Gianluca Grillo, allora la Calabria inizierebbe ad avere non più speranze, ma certezze.

Ciao fratello mio, non penso ci sia niente lassù, se non un tappeto di stelle infinito dove poterti guardare ogni notte.

Ma se mi dovessi sbagliare, e se in fondo ci fosse davvero qualcosa, allora già ti vedo, lì in paradiso, che già conosci tutti, e con tutti continui a parlare e ad aspettarci. Ovviamente, con un bicchiere di vino e la mano in tasca”.

ciao gianlù..

CALABRIA: A RISCHIO FRANA IL 100% DEI COMUNI

Riguarda il 100% dei comuni il rischio frane e alluvioni in Calabria. La conferma – in contemporanea con l’ultima ondata di maltempo che ha investito la regione da nord a sud creando danni e devastazione – viene dai dati di Ecosistema Rischio 2010 presentati a Reggio Calabria nell’ambito della campagna Operazione Fiumi di Legambiente e Protezione civile. Tutti e 409 i comuni calabresi, secondo quanto emerge dalla ricerca che ha visto la partecipazione del 56% (205) degli enti locali, sono a rischio. L’83% ha abitazioni nelle aree golenali, negli alvei dei fiumi o in aree a rischio frana. Il 42% presenta addirittura interi quartieri in zone a rischio, mentre il 55% ha edificato in tali aree strutture e fabbricati industriali con pregiudizio non solo per l’incolumita’ dei dipendenti ma anche per eventuali sversamenti di prodotti inquinanti nelle acque e nei terreni. E ancora: nel 26% dei comuni sono presenti, in zone a rischio, anche strutture sensibili, come scuole e ospedali. Complessivamente, tra abitazioni, strutture industriali e strutture sensibili si puo’ stimare, per estrapolazione, che nella totalita’ dei comuni calabresi classificati a rischio dal Ministero dell’Ambiente e dall’Upi, siano quotidianamente esposte a rischio frana e alluvione almeno 185 mila persone. Ancora molto bassa – poco piu’ di uno su dieci – la percentuale degli enti locali che hanno adottato provvedimenti per la mitigazione del rischio idrogeologico. Cosi’ come e’ preoccupante la situazione delle delocalizzazioni: solo nel 13% dei casi sono state avviate iniziative per delocalizzare abitazioni dalle aree piu’ a rischio e appena nel 6% dei comuni si e’ provveduto a delocalizzare strutture industriali. Poco tranquillizzante l’impegno sul fronte della pianificazione e organizzazione degli interventi di protezione civile. Solo il 58% dei comuni calabresi ha predisposto un piano d’emergenza per frane e alluvioni, ma solo il 32% delle municipalita’ lo ha aggiornato negli ultimi due anni. Appena il 22% dei comuni si e’ dotato di sistemi di monitoraggio per l’allerta tempestiva in caso di pericolo di alluvione o frana. Legambiente assegna la palma di comuni meritori a Catanzaro, Melito Porto Salvo (Reggio Calabria) e Castrolibero (Cosenza). In particolare, il capoluogo di regione raggiunge ”un’ampia sufficienza” per le azioni relative alle delocalizzazioni a seguito della frana nel quartiere Iano’. Maglia nera per le cattive politiche di mitigazione del dissesto idrogeologico Fiumara e San Roberto, nel reggino.