VENGONO DALLA RUSSIA LE GAMBE PIU’ LUNGHE DEL MONDO

All’inizio del decennio, il record delle gambe più lunghe apparteneva alla supermodella tedesca Nadja Auerman, con 1,14 m, ma chiaramente esistevano molte ragazze “in gamba” anche fuori dal mondo della moda. Lisa Hall di Maldon, Essex, UK, si fece avanti nel gennaio 2001 con il suo 1,24 m di gambe, insufficienti però a battere la connazionale Sam Stacey of Stainforth, Doncaster, UK. Le sue gambe di 126,36 cm appaiono nell’edizione del 2002 di Guinness World Records. La primatista attuale, Svetlana Pankratova, si fece notare solo nel 2003.. Le gambe affusolate di Svetlana, di origine russa, hanno fatto segnare la misura di 132 cm a Torremolinos, Spagna, dove ora vive, l’8 luglio 2003. Agente immobiliare a Marbella, Spagna, da quando è primatista mondiale Svetlana è diventata sempre più conosciuta e nel 2009 ha compiuto un tour internazionale, mostrando le sue lunghissime gambe a giornalisti di tutto il mondo. Il suo dono eccezionale ha anche qualche inconveniente: capi d’abbigliamento su misura, porte troppo basse, spazio insufficiente in auto e in aereo. Ma è un piccolo prezzo da pagare per un record di tale levatura.

REGGIO SBARCA SU IPHONE: ECCO LA NUOVA APP GRATUITA “I LOVE RC”

ilrc512La città in tasca, con tutte le informazioni in punta di dito. I LOVE REGGIO è un’applicazione (meglio detta “app”) per iphone che riesce a soddisfare qualsiasi domanda sia del visitatore che dei residenti. Tutto quello che c’è da sapere su Reggio e come mettersi immediatamente in contatto con centinaia di aziende, uffici, attività commerciali, farmacie, gommisti, officine, autoricambi, benzinai, ecc. E, insieme, tutti gli orari di treni, aerei, traghetti, aliscafi da e per Reggio, gli orari delle messe (oltre a tutte le parrocchie anche gli altri culti presenti in città), gli ospedali, le cliniche private, i laboratori di analisi, i parrucchieri, le estetiste, gli istituti di bellezza, le profumerie, i negozi di caccia e pesca, i cinema, i teatri, le associazioni culturali e quelle musicali: insomma una guida straordinaria e completissima.

Assolutamente gratis (si scarica gratuitamente dall’AppStore di Apple) e costantemente e continuamente aggiornata con tutte le notizie, le curiosità, le indicazioni, i suggerimenti, le valutazioni per hotel, ristoranti, trattorie, pizzerie, gastronomie, ecc. Oltre, naturalmente, a un po’ di storia con dettagli spesso sconosciuti ai più, segnalazioni, notizie curiose e riferimenti che possono tornare sempre utili. Dati, foto, video, migliaia di referenze controllate una per una.. Ci sono gli eventi in programma dell’estate reggina, ma anche la composizione del nuovo Consiglio Comunale e Provinciale, le rispettive giunte, gli assessorati, gli uffici pubblici, quelli postali, le postazioni dei bancomat, gli sportelli bancari. Da tenere in tasca, sul proprio telefonino, con la geolocalizzazione e la visualizzazione immediata della mappa di ciò che si sta cercando e la possibilità di inviare direttamente una mail o di comporre il numero di telefono direttamente dall’applicazione. Le categorie e le sezioni sono tantissime e rispondono a qualunque esigenza informativa: arte, cultura, spettacolo, biblioteche, musei, gallerie d’arte, palestre, trasporti, turismo, salute, informazione e stampa, negozi, attività sportive, discoteche, lidi, ecc.

I LOVE REGGIO – come già detto – non costa nulla, è totalmente gratuita. L’unico requisito è avere un iphone con collegamento internet. Scaricare l’applicazione è facilissimo: per iphone basta collegarsi ad AppStore col proprio telefoninio, cercare “IloveRC” e cliccare su installa. Tutti i dati e le informazioni presenti saranno costantemente aggiornati automaticamente ad ogni consultazione. Edita da E-mediaitaly, una innovativa società calabrese di editoria digitale, la guida è stata curata e realizzata dai giornalisti Santo Strati e Maria Cristina Gullì. Reggini di nascita, ma da anni a Roma, esperti e precursori di internet, editoria elettronica e comunicazione digitale, ancora profondamente innamorati di questa città. In preparazione la versione HD per IPAD e i tablet Android (Galaxy e simili) con moltissime informazioni aggiuntive, grandi foto, video e preziose chicche storiche sulla città.

TRENT’ANNI SENZA RINO, IL CANTASTORIE CHE RACCONTO’ IL SUD ALL’ITALIA

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di Stefano Perri – Sono passati 30 anni esatti da quella tragica notte del 2 giugno1981. Il mitico cantautore calabrese Rino Gaetano moriva dopo un terribile incidente sulla Nomentana a bordo della sua Volvo 343 nuova fiammante.
Trent’anni dalla morte di uno dei più grandi geni che la Calabria abbia mai potuto vantare in ambito artistico. Rino Gaetano, all’anagrafe conosciuto come Salvatore Antonio Gaetano oggi avrebbe sessantuno anni. E probabilmente, se non fosse stato per quella tragica notte dell’81, starebbe ancora a cantare e a suonare con il suo magico cilindro in testa, a raccontare un’Italia che non ci sta, che rifiuta l’ingiustizia mettendola in ridicolo.
Era arrivato a Roma da Crotone, il piccolo Rino,  con un sogno in tasca e con il dono di parlare alla sua gente. Ai lavoratori, quelli che negli anni 70 erano i proletari venuti dal sud a costruire l’Italia industriale del boom economico, “a chi suda il salario”, agli “sfruttati malpagati”, ai “figli unici”, a “chi vive in baracca”, a chi “nun c’ha l’acqua corrente”, a chi corre “sempre appresso all’ambo” mentre c’è chi si è “fatto il palazzo sul Jumbo”. Un cantastorie d’eccellenza che ha saputo come pochi altri in Italia dare voce alla sua epoca, oggi beniamino dei nostalgici nonché di tanti giovani e giovanissimi che attraverso le sue canzoni riscoprono valori indimenticati ed affascinanti atmosfere. E il fatto che Rino Gaetano riesca ancora, a trent’anni esatti dalla sua morte, a parlare ai ragazzi e a smuovere le coscienze anche dei più distratti, dimostra la grande attualità delle sue opere. Una figura immortale, che ha giustamente preso il suo posto tra i grandi del cantautorato italiano.
“C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta”. Parlava cosi Rino, prima di uno dei suoi mirabili concerti nei tanti tours che hanno attraversatol’Italia degli anni ‘70. Attraverso veri e propri capolavori musicali e poetici come “Mio fratello è figlio unico” , “Nuntereggae Più”, “Gianna“,  “E io ci sto“, “Berta filava“, “Ma il cielo è sempre più blu”, Rino Gaetano ha saputo fare denuncia sociale con l’ironia dei suoi testi, la sua aria scanzonata e la sua intelligenza. E forse oggi, come dice sua sorella Anna. avrebbe cantato come ieri, “camuffando la denuncia sociale nei suoi testi”.
Rino amava la sua terra, la Calabria buia e affamata che ha dovuto lasciare in tenera età, a soli dieci anni, per motivi legati al lavoro dei suoi genitori. Una Calabria che non ha mai più dimenticato e che ritroviamo nelle suggestioni e nelle atmosfere che ci propone nelle sue canzoni.
E a 150 anni dalla conquista formale dell’unità d’Italia s’impone dunque una riflessione sul contributo culturale che artisti come Rino Gaetano hanno saputo dare nel percorso di costruzione e di affermazione di un’identità nazionale. Rino, cantautore del Sud, riuscì attraverso la sua musica a sciogliere le catene di ingiustizia e contraddizione che da sempre legano la Calabria. Attraverso i suoi testi dissacranti mise in ridicolo il potere, additando le disuguaglianze di un’Italia che per troppo tempo era rimasta divisa a metà.

IMPICCA IL SUO CANE E METTE LE FOTO SU FACEBOOK

“Ho ucciso il mio cane. Hahaha.” Scrive Kamil Hric di fianco alla foto di un povero cane che penzola ormai privo di forze da una corda. Il ragazzo ride. Kamil, che abita a Poprad, in Slovacchia, è stato arrestato dopo che alcuni utenti di Facebook avevano avvisato la polizia. La sua prima dichiarazione è stata: “Che c’è di male? Era solo un cane. L’ho fatto per ridere.” L’episodio è stato riferito dal Daily Mail.

PSICHIATRA – Il portavoce della polizia ha dichiarato: “Non sappiamo il motivo che l’abbia spinto a compiere un gesto del genere, ma certamente lo affideremo a uno psichiatra.” Meglio che ne scelgano uno bravo, già che ci sono.

SEPOLTO VIVO – Un altro soggetto del genere di Kamil ha invece seppellito vivo il suo cane, però stavolta a Malta. Il povero animale è stato trovato per caso vicino alla città di Birzebbuga. L’animale, che è stato chiamato Star dai suoi salvatori, è stato trovato sepolto nella terra, povera creatura. Prima di essere lasciato lì era stato colpito in testa per ben 40 volte. Le zampe erano state legate affinché non potesse liberarsi. Star è miracolosamente sopravvissuto. Ha subito un’operazione alla testa al Ta’ Qali Hospital di Malta e ora sta bene.

REGGIO: IL PULMINO DEL CAMBIAMENTO FA TAPPA A SPIRITO SANTO, SAN CRISTOFORO E CANNAVO’

 

canalepulminodi Stefano Perri, da http://www.strill.it – Continua il viaggio del candidato a Sindaco Massimo Canale nelle periferie di Reggio. Il “pulmino del cambiamento” questa volta ha fatto tappa nei quartieri di Spirito Santo e Cannavò, guidato dal grande entusiasmo di Massimo Canale e dei tanti cittadini che continuano a seguirlo nelle sue ormai abituali incursioni sul territorio.
Quasi a voler richiamare la continuità con le recenti esperienze amministrative del centrosinistra reggino, il pulmino di Canale parte come ormai di consueto dalla stele dedicata al compianto Italo Falcomatà posta sul lungomare cittadino. La visita di oggi è dedicata alla zona di Reggio compresa tra il torrente Calopinace ed il Sant’Agata, nell’area collinare subito al di sopra del centro città.
In primo luogo Canale ha deciso di fare tappa nel quartiere di Spirito Santo, dove il comitato, seguito da una folta rappresentanza di cittadini, ha fatto visita ai locali della mensa per i poveri gestita dalla locale parrocchia guidata da Don Pino Sorbara.
Associata al Banco alimentare, la mensa per i poveri rappresenta ormai da quattro anni un importante punto di riferimento per gli abitanti della zona che vivono difficoltà economiche. Anche in collaborazione con il Centro ascolto, gestito sempre dalla Parrocchia di Spirito Santo, la mensa offre ben 140 pasti al giorno, grazie al contributo dei tanti volontari che prestano la loro opera all’interno della struttura. Volontari che ogni giorno operano nel silenzio, contenti per una volta che la politica torni ad occuparsi di loro e soprattutto volga lo sguardo ai tanti cittadini, anche insospettabili, che si rivolgono alla mensa per sopperire ai disagi economici.
Da questo punto di vista, il pulmino di Canale ha il merito di riuscire ad accendere i riflettori su realtà spesso sconosciute, che vivono nell’ombra, ma che offrono un servizio indispensabile per l’intera comunità. Continua a leggere

UNIVERSITA’: A COSENZA DOPO IL BLOCCO DELL’AUTOSTRADA CONTINUA L’OCCUPAZIONE DEL RETTORATO E DELL’AULA MAGNA

studenticosenza3di Stefano Perri – Dopo la lunga giornata di mobilitazione di ieri che è culminata con il blocco per alcune ore dell’Autostrada A3 all’altezza dello svincolo Cosenza Nord, continua la protesta degli studenti della Università della Calabria.

Diversamente da ciò che avviene negli altri piccoli atenei del meridione, a Cosenza sono migliaia gli studenti che partecipano alle iniziative organizzate come forma di dissenso al Ddl Gelmini, recentemente approvato alla Camera dei Deputati.

Dopo il blocco dell’Autostrada non sono mancate nelle ultime ore una serie di assemblee che hanno coinvolto gli studenti di tutte le facoltà. L’obiettivo è soprattutto quello di definire il profilo della protesta da qui al prossimo 9 dicembre, giorno in cui la Riforma dell’Università sarà discussa al Senato. L’Assemblea Permente che si è tenuto nell’Aula Magna occupata dell’Ateneo cosentino, ha deciso di mantenere le occupazioni del Rettorato, ormai occupato da 3 giorni, e della stessa aula magna dove ogni pomeriggio si svolgono assemblee ed iniziative politico-culturali. “La mobilitazione andrà avanti ad oltranza” dichiarano gli studenti dell’Unical. La mobilitazione si unisce alle proteste che in queste ore stanno animando tutti gli atenei italiani e molte scuole superiori anche in Calabria. L’obiettivo è quello “di bloccare le attività didattiche fino all’ottenimento del ritiro del ddl 1905”.

E’ inoltre prevista l’organizzazione di una grande manifestazione per il prossimo 9 dicembre. In quella occasione è facile aspettarsi una nuova occupazione dell’Autostrada, che potrebbe però non bastare agli studenti, desiderosi di segnalare il loro completo dissenso nei confronti di una riforma che proprio non va giù.

Sempre durante l’assemblea permanente nell’Aula Magna dell’Università si è deciso di partecipare con uno spezzone unitario di studenti universitari e medi alla manifestazione regionale, che si svilupperà sabato 4 dicembre in un corteo per le vie principali di Cosenza, promossa dal movimento nazionale “Acqua bene comune” e dalla rete regionale “Bruno Arcuri”. Un vero e proprio autunno caldo dunque per gli universitari cosentini che, in coro con le proteste che stanno animando in queste ore tantissimi atenei e scuole superiori in tutta Italia, stanno assestando una serie di colpi importanti all’iter parlamentare della legge.

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PLATI’ (RC): ARRESTATO IL LATITANTE PASQUALE BARBARO

All’alba di oggi i Carabinieri del comando Provinciale a Platì in contrada palumbo loc. Serro Stinco hanno fatto irruzione all’interno di un’abitazione rurale dove hanno arrestato Pasquale Barbaro, pregiudicato 33enne, latitante per associazione per delinquere finalizzato al traffico di sostanze stupefacenti, ricercato dal 2009. Il latitante è stato catturato all’interno di un nascondiglio ricavato tra l’armadio e la parete in muratura della camera da letto; l’accesso al nascondiglio era costituito da un pannello in compensato movibile delle dimensioni di 1,80 x 1 metri, che veniva rimosso solo per gli spostamenti del boss. Al momento dell’arresto Barbaro non era armato e non ha opposto resistenza agli uomini dell’arma che l’hanno braccato prima di una possibile fuga. All’interno dell’abitazione erano presenti, al momento dell’irruzione, anche i piu’ stretti familiari del latitante. Barbaro era inserito nel contesto associativo riconducibile al capo società Saverio Trimboli, 36 anni di Platì, già arrestato il 13.02.2010. Nel corso della perquisizione domiciliare venivano rinvenuti e sequestrati un computer portatile ed apparati cellulari, binocoli e tute mimetiche utili al proseguimento delle investigazioni.