PRESENTATO A MILANO IL RAPPORTO 2010 DI “OSSIGENO”. IN CALABRIA IL 40% DEI GIORNALISTI MINACCIATI

ossigenodi Stefano Perri – Presentato oggi presso il Circolo della Stampa di Milano il Rapporto 2010 a cura dell’Osservatorio “Ossigeno per l’informazione”.
L’Osservatorio sui cronisti sotto scorta e le notizie oscurate in Italia con la violenza è ideato dalla FNSI e dall’Ordine dei Giornalisti. Il suo obiettivo è quello di documentare tutti i casi italiani di limitazione, con la  violenza o con abusi legali, della libertà di espressione ai danni di giornalisti, scrittori, intellettuali, uomini politici, sindacalisti, amministratori pubblici e altri cittadini, con una particolare attenzione all’informazione giornalistica e a quel che avviene nelle zone in cui è più forte e radicata l’influenza della criminalità organizzata. “Ossigeno” trae ispirazione morale dall’esempio professionale e civile dei giornalisti uccisi o feriti in Italia mentre documentavano con rigore e coraggio le vicende di mafia, camorra, terrorismo, malaffare.
In particolare secondo l’ultimo rapporto presentato oggi si calcola che in Italia, fra 2009 e 2010, circa quattrocento giornalisti siano rimasti coinvolti in episodi di minacce legate alla loro attività: si tratta di 78 episodi, di cui 54 individuali e 24 collettivi.

Ma il dato di certo più sconcertante è che il 40% dei cronisti minacciati vive in Calabria, dove si fa notare un tipo di giornalismo piu’ attivo, che deve fare i conti con una criminalità organizzata che negli ultimi anni sta aumentando sempre di più l’escalation di pressioni e violenze sul mondo dell’informazione.
In generale, dei 78 episodi denunciati in tutta Italia, 13 sono state autentiche aggressioni fisiche, 15 i casi di danneggiamento, 34 le minacce e intimidazioni verbali o attraverso scritte, 16 le azioni legali. Proprio queste denunce, che si trasformano spesso in processi e condanne, sono state comprese da ‘Ossigeno’ nelle pressioni subite in Italia nello svolgimento del lavoro di giornalista. Una mappa dei casi di minaccia evidenzia infine che il problema riguarda in particolare le regioni del Sud, ma e’ riscontrato in quasi tutte le regioni italiane, fra cui la Lombardia.
Il direttore dell’osservatorio, Alberto Spampinato, ha ricordato il dovere della memoria dei cronisti italiani rimasti uccisi ‘sul campo’, perche’ ”le loro storie aiutano a capire quello che accade oggi”. L’appello e’ anche che le istituzioni rendano pubblico il numero dei giornalisti costretti a vivere sotto scorta delle forze dell’ordine, in modo da dare un contorno preciso al fenomeno.