L’Istat fotografa un quadro devastante. Disoccupazione al Sud ai massimi storici

disoccupazionedi Stefano Perri per http://www.strill.it – Un giovane su due al Sud è disoccupato. E’ questa la drammatica condizione che si evince dalla rilevazione dell’Istituto nazionale di Statistica relativa all’ultimo trimestre del 2012.

L’indagine, condotta su un campione di giovani compresi tra i 15 e i 24 anni, sottolinea la forte incidenza del tasso di disoccupazione al sud rispetto al resto d’Italia.

In particolare se nel Meridione i disoccupati superano la soglia shock del 50%, al nord il tasso raggiunge la percentuale nettamente inferiore, seppur anch’essa preoccupante, del 29,7%. Un dato che fotografa esattamente la condizione di un Paese che, nonostante i proclami, viaggia ancora su due binari divergenti. Una questione, quella della disoccupazione dilagante, della quale Strill.it si era occcupato già un anno fa nell’inchiesta ”Viaggio nella crisi – I giovani al sud tra disoccupazione e precarietà”.

Un trend addirittura in aumento se si riferisce alle rilevazioni mensili effettuate dall’Istat alla fine dello scorso mese di gennaio, che hanno visto la media nazionale di disoccupati crescere, rispetto al 2012, di 1,6 punti percentuali giungendo alla soglia record del 38,7%, il dato più alto dall’inizio delle serie storiche di rilevazione effettuate dall’Istat a cadenza mensile (gennaio 2004) e trimestrali (quarto trimestre del 1992).

Una doccia gelata all’indomani della tornata elettorale che lascia facilmente intuire la necessità di una rapida ed incisiva inversione di tendenza nell’approccio alle politiche di sviluppo per il Mezzogiorno. Oggi più che mai, con un Paese economicamente in stallo e con un quadro istituzionale che ha ormai raggiunto tassi di credibilità sotto i minimi storici, qualunque sia il Governo che uscirà fuori dalle geometrie politiche del prossimo Parlamento, si rileva quantomai urgente un nuovo piano di interventi che tenga tra le priorità assolute la crescita del Mezzogiorno.

VIAGGIO NELLA CRISI: I GIOVANI AL SUD TRA DISOCCUPAZIONE E PRECARIETA’

di Stefano Perri (pubblicato su strill.it) – L’Italia non è una Paese per giovani. il Meridione, se possibile, lo è ancora meno. La crisi ha aggravato notevolmente la condizione giovanile, ancora di più in una realtà complicata come quella del Meridione. Il tessuto economico già fragile di una realtà che per decenni è stata sorretta in gran parte da commesse pubbliche si è sfaldato sotto i colpi della crisi. Per chi tenta di immettersi in questi anni nel mondo produttivo le prospettive di trovare un lavoro stabile e sicuro sono ormai molto vicine allo zero. I giovani al sud vivono in una specie di limbo. Le certezze costruite in Italia con l’avanzare dello stato sociale non esistono più. Crollate sotto i colpi di una politica troppo spesso cieca e sorda alle istanze dei deboli, e infine spazzate via da una crisi dell’economia reale che non si registrava ormai da molto tempo. E i ragazzi vivono sulla loro pelle i drammatici effetti della crisi. Effetti che se per il momento non sono diventati tragici lo si deve solamente alla solidarietà intergenerazionale che vuole ancora famiglie quanto possibile protettive nei loro confronti. Ma i bar si riempiono. E non solo di ragazzini. Giovani anche più che trentenni passano le loro giornate persi tra un aperitivo e un caffè, o meglio ancora dietro lo schermo rassicurante di un pc acceso e collegato a Facebook. Annegano le loro incertezze nel blu del social network e attendono una svolta che probabilmente non arriverà. Il lavoro, in tanti, non lo cercano neanche più e quando lo fanno si accontentano ben volentieri di impieghi in nero e sottopagati. La pensione è un miraggio nel deserto dei contratti part time e a tempo determinato, il più delle volte adombrata dal nero di un lavoro che non conosce ferie, maternità e malattia. In pochi ormai conoscono i loro diritti, le agenzie di formazione sociale fanno la muffa, i sindacati si svuotano perché c’è ormai poco o nulla da sindacare, i partiti hanno abdicato alla loro funzione di rappresentanza sociale, la Chiesa ha da risolvere tutti i suoi problemi e loro, i giovani, rimangono da soli, di fronte al computer, a cercare qualsiasi cosa pur di non pensare al buio del futuro. Continua a leggere

EGUAGLIANZA 2011: SI CONCLUDE IL CICLO DI SEMINARI DI ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI E LIBERA

mattiapreti1di Stefano Perri – Si conclude in Calabria il progetto Eguaglianza 2011, il viaggio della legalità e delle Istituzioni che ha percorso l’Italia per celebrare, attraverso i contenuti, il 150esimo anniversario dell’Unità. A Reggio Calabria, presso l’Aula Magna del Liceo Artistico Matti Preti l’incontro conclusivo dedicato agli studenti, l’ultimo di quest’anno per ciò che riguarda il percorso di iniziative organizzate da Libera e dall’Associazione Nazionale Magistrati diretto agli studenti di tutta Italia e che ha coinvolto anche tantissime scuole della Piana di Gioia Tauro e di Reggio.

Eguaglianza, unità, immigrazione, integrazione e diritti umani, ma soprattutto lotta alle mafie, questi i temi principali del progetto coordinato dal responsabile nazionale Roberto Garofoli, Magistrato del Consiglio di Stato, in sinergia con il responsabile territoriale Giuseppe Creazzo, Procuratore di Palmi.
A Coordinare l’incontro odierno, al quale hanno preso parte tantissimi studenti provenienti da tutte le scuole della provincia, la Presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Magistrati di Reggio Calabria Iside Russo.Presente in platea ad ascoltare con attenzione anche il Prefetto di Reggio Luigi Varratta. Con lui i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, i Presidi e docenti delle scuole reggine e il neoeletto Sindaco Demi Arena. Continua a leggere

ISTAT: GIOVANI IN CRISI, PIU’ DI 2 MILIONI NON LAVORANO E NON STUDIANO

Non lavorano e non studiano, sono soprattutto donne, del Mezzogiorno e con una licenzia media, anche se aumenta sempre piu’ la quota tra diplomati e stranieri. E’ l’esercito dei ‘Neet’ (Not in education, employment or training): nel 2010 sono poco oltre 2,1 milioni, 134 mila in piu’ rispetto a un anno prima (+6,8%), i giovani fra i 15 e i 29 anni che non hanno un lavoro e non frequentano alcun corso di istruzione o formazione. Secondo la fotografia scattata dal Rapporto Istat 2010 rappresentano il 22,1% della popolazione nella stessa fascia di eta’ (20,5 nel 2009). Nonostante l’incidenza del fenomeno continui a essere piu’ diffusa tra le donne (il 24,9%), tra i residenti del Sud (30,9%) e tra i giovani con al piu’ la licenza media (23,4%), si legge nel rapporto, l’incremento dei Neet ha riguardato soprattutto i giovani del Nord-est (+20,8%), gli uomini (+9,3%) e i diplomati (+10,1%), ma anche gli stranieri. Nel 2010 sono 310 mila gli stranieri Neet, un terzo della popolazione tra i 15 e i 29 anni. Il 65,5% dei “Neet” e’ inattivo, anche se solo la meta’ non cerca un impiego e non e’ disponibile a lavorare. I disoccupati rappresentano il 34,5% dei Neet; nel Mezzogiorno circa il 30% e’ disoccupato e il 45% e’ comunque interessato a lavorare. Tra i Neet, vive con almeno un genitore l’87,5% degli uomini e il 55,9% delle donne. Fra queste ultime, circa 450 mila sono partner in una coppia, con o senza figli e rappresentano il 38,3% delle Neet italiane. La condizione di Neet permane nel tempo: oltre la meta’ dei Neet resta tale per almeno due anni. D’altro canto, piu’ si rimane fuori dal circuito formativo o lavorativo, tanto piu’ e’ difficile rientrarvi. Per quando riguarda invece il lavoro prosegue nel 2010 la flessione degli occupati 18-29enni (-182 mila unita’) dopo la caduta particolarmente significativa del 2009 (-300 mila unita’). In termini relativi, il calo dell’occupazione giovanile (-8,0 e -5,3%, rispettivamente nel 2009 e nel 2010) e’ stato circa cinque volte piu’ elevato di quello complessivo.Nel 2010, e’ occupato circa un giovane ogni due nel Nord, meno di tre ogni dieci nel Mezzogiorno. Piu’ nel dettaglio il tasso di occupazione degli uomini 18-29enni e’ al 59,2% al Nord e al 35,7 nel Mezzogiorno, con il minimo del 30% in Campania e Calabria; quello delle giovani donne e’ al 47,2% al Nord e al 21,9 nel Mezzogiorno, mentre in Campania e Calabria si colloca intorno al 17%. Ogni 100 giovani atipici nel 2009, circa 16 erano occupati stabilmente dopo un anno (erano 26 tra il 2007 e il 2008). Il 60,1% dei giovani a distanza di un anno ha ancora un contratto a tempo determinato o un rapporto di collaborazione. Nel 2010 circa un milione di giovani aveva un lavoro temporaneo.

CUBA: IL LIDER MAXIMO FIDEL CASTRO COMPIE 84 ANNI

Poco più di cinquant’anni fa un guerrigliero cubano di nome Fidel Castro, appena 32enne, entrava trionfante all’Avana alla guida di un gruppo di rivoluzionari barbuti. Undici presidenti americani dopo, Castro fa ancora notizia. Questa volta, a differenza del 1959, è per il suo compleanno. Il leader cubano compie oggi 84 anni e, per la prima volta negli ultimi quattro anni, è tornato a parlare in Parlamento lo scorso sabato, in pieno recupero dalla malattia intestinale che lo aveva colpito, pronto a mantenere vivo il confronto con gli Stati Uniti e a ricordare il passato, ma negando implicitamente di voler riprendere le redini del Paese. Fatto questo che ha lasciato analisti e diplomatici stranieri a dibattere per decifrarne il significato. Quella di sabato scorso è stata l’ultima, in ordine di tempo, (la prima risale al 7 luglio), delle comparse in pubblico di Castro che ogni volta ha scelto un argomento diverso di cui parlare: dai giovani, ai militari, scienziati, economisti, diplomatici, intellettuali e anche deputati. Nel suo discorso in Parlamento, Fidel ha detto che dopo quella sessione straordinaria chiesta da lui resterà “senza lavoro”. “Per me era importante questa riunione dell’assemblea. Per ora non ho più niente da fare. Credo che avrò molto tempo a disposizione”, ha detto spiegando poi che il suo unico impegno sarà la pubblicazione della seconda parte di un libro scritto durante la convalescenza, sulla lotta nella Sierra Maestra contro Fulgencio Batista (1952-1958) dopo aver presentato la settimana scorsa la prima parte, ‘La vittoria strategica’, di 896 pagine.

SEMINARA (RC): INCENDIATI I TERRENI DI UNA COOPERATIVA SOCIALE

Una trentina di ettari di terreno, coltivati a uliveto, agrumeto e vigneto, sono stati danneggiati da un incendio doloso a Seminara, nel reggino. I terreni, che si trovano al confine tra i comuni di Seminara, Gioia Tauro e Rizziconi, sono di proprieta’ dell’erede di un antico casato nobiliare della zona, Giuseppe Spinelli, il quale, dopo aver subito negli anni scorsi diverse intimidazioni, ha deciso di affidare alla cooperativa sociale ‘Giovani Invita’ la gestione della proprieta’. La cooperativa, che da’ lavoro ad una quarantina di giovani, e’ stata fondata due anni fa dall’ex sindaco di Sinopoli (Reggio Calabria), Mimmo Luppino, anch’egli vittima di una serie di intimidazioni mentre era amministratore del comune reggino. Le fiamme, oltre ad aver distrutto numerosi alberi, ha danneggiato anche una piccola chiesa privata intitolata a San Giuseppe posta nei pressi del fondo agricolo. L’incendio e’ stato spento dai vigili del fuoco. L’episodio e’ stato denunciato ai carabinieri, che hanno avviato le indagini.