CUBA: IL LIDER MAXIMO FIDEL CASTRO COMPIE 84 ANNI

Poco più di cinquant’anni fa un guerrigliero cubano di nome Fidel Castro, appena 32enne, entrava trionfante all’Avana alla guida di un gruppo di rivoluzionari barbuti. Undici presidenti americani dopo, Castro fa ancora notizia. Questa volta, a differenza del 1959, è per il suo compleanno. Il leader cubano compie oggi 84 anni e, per la prima volta negli ultimi quattro anni, è tornato a parlare in Parlamento lo scorso sabato, in pieno recupero dalla malattia intestinale che lo aveva colpito, pronto a mantenere vivo il confronto con gli Stati Uniti e a ricordare il passato, ma negando implicitamente di voler riprendere le redini del Paese. Fatto questo che ha lasciato analisti e diplomatici stranieri a dibattere per decifrarne il significato. Quella di sabato scorso è stata l’ultima, in ordine di tempo, (la prima risale al 7 luglio), delle comparse in pubblico di Castro che ogni volta ha scelto un argomento diverso di cui parlare: dai giovani, ai militari, scienziati, economisti, diplomatici, intellettuali e anche deputati. Nel suo discorso in Parlamento, Fidel ha detto che dopo quella sessione straordinaria chiesta da lui resterà “senza lavoro”. “Per me era importante questa riunione dell’assemblea. Per ora non ho più niente da fare. Credo che avrò molto tempo a disposizione”, ha detto spiegando poi che il suo unico impegno sarà la pubblicazione della seconda parte di un libro scritto durante la convalescenza, sulla lotta nella Sierra Maestra contro Fulgencio Batista (1952-1958) dopo aver presentato la settimana scorsa la prima parte, ‘La vittoria strategica’, di 896 pagine.

FIDEL AVVERTE: OBAMA POTREBBE MORIRE

L’AVANA – L’ex presidente cubano Fidel Castro è tornato ad avvertire che il presidente americano Barack Obama potrebbe essere ucciso: “Il fatto che non sia stato gia ucciso è una questione di fortuna”.

Lo ha detto in un’intervista all’Avana di un ora e mezzo a giornalisti venezuelani dell’emittente Telesur trasmessa ieri sera dalla tv cubana, nella quale ha anche affermato che il suo ruolo a Cuba è solo quello di consigliare il governo del fratello Raul: “i compagni non sono persone che devo pilotare io, quello che voglio è che pensino con la propria testa”.

“Potrebbero uccidere Obama, ma non credo che lo faranno adesso. Comunque dovrebbe proteggersi. E lui sa avere cura di se. La gente che ha scelto per la sua sicurezza sono veri professionisti. A quelli nessuno li corrompe”, ha affermato Fidel. Gli americani invece “non possono più avere il controllo dei loro segreti”, ha sottolineato Fidel in riferimento ai documenti segreti degli Stati Uniti sulla guerra in Afghanistan pubblicati sul sito Wikileaks. “Bisogna fare una statua a Wikileaks”, ha detto Castro. Da quando Obama era candidato alla presidenza degli Usa il ‘Lider Maximo’ ha sempre avvertito di una morte tragica di Obama come quella di Martin Luther King. Questo perché gli americani sono, dice, molto razzisti, e i milioni di bianchi non si riconciliano con l’idea che un afroamericano sia arrivato alla Casa Bianca, “che si chiama proprio cosi, Bianca”. Continua a leggere

IRAQ: ANCHE I CANI SOFFRONO LO STRESS POST-BELLICO

Non sono solo i soldati a soffrire di sindrome da stress post-traumatico una volta tornati dall’Iraq, ma anche i cani: Gina, due anni, un pastore tedesco addestrato a trovare esplosivi, e’ attualmente in cura perche’, dal suo ritorno dall’Iraq, si rifiuta di entrare in qualunque stanza. E’ quanto riporta il sito del New York Daily News. Prima di partire per la guerra, Gina era un cane molto socievole. Poi, in Iraq, venne utilizzata per perquisire le case in cerca di bombe e materiale esplosivo. Come tutti i cani dotata di un udito molto sensibile, si e’ trovata spesso vicina a forti esplosioni ed essa stessa e’ scampata ad un grave incidente quando un convoglio accanto a quello dove viaggiava e’ stato bombardato. Dopo sei mesi di guerra, una volta tornata in Colorado (ormai un anno fa), al cane e’ stata diagnosticata la sindrome da stress post-trauma, una conclusione che non e’ piaciuta agli ambienti militari che ritengono ‘degradante’ il paragone tra soldati e animali. Ma medici e veterinari sono d’accordo nel ritenere che uomini e animali possano soffrire degli stessi shock. Da un anno Gina, la cui sindrome da stress e’ stata definita ”una delle peggiori”, affronta una terapia che cerca di reinserirla nella vita militare.