L’ITALIA DI NUOVO AL VOTO. TUTTI I BALLOTTAGGI DI DOMENICA E LUNEDI

La partita delle amministrative si avvia verso la fase conclusiva con i ballottaggi di domenica e lunedi’. Urne aperte per la prima volta invece in Sicilia per un turno elettorale che coinvolgera’ 27 comuni per il rinnovo di sindaci e consigli comunali. Nel complesso saranno 6.605.806 gli italiani che si recheranno ai seggi.
QUANDO SI VOTA – Le operazioni di voto si svolgeranno domenica dalle ore 8 alle ore 22 e lunedi’ dalle ore 7 alle ore 15; lo scrutinio avra’ inizio nella stessa giornata di lunedi’ al termine delle operazioni di voto e dopo il riscontro del numero dei votanti. Per il turno di ballottaggio si sceglie solo tra i due candidati (presidenti di provincia o sindaci) che hanno ottenuto, al primo turno, il maggior numero di voti e l’elettore vota tracciando un segno sul rettangolo entro il quale e’ scritto il nome del candidato prescelto.
CORPO ELETTORALE – Considerando una volta sola gli enti interessati contemporaneamente a piu’ tipi di consultazioni, il numero complessivo degli elettori del ballottaggio nelle regioni a statuto ordinario sara’ di 5.577.816, a cui vanno aggiunti per le Regioni a statuto speciale i 475.412 del Friuli Venezia Giulia, i 397.001 della Sicilia e i 175.577 della Sardegna. Nelle Regioni a statuto ordinario il turno di ballottaggio nelle cinque province interessera’ un corpo elettorale di 1.701.480 elettori, di cui 818.566 maschi e 882.914 femmine. Le sezioni elettorali saranno 2.219. Il ballottaggio negli 81 comuni delle regioni ‘ordinarie’ interessera’ 3.906.012 elettori, di cui 1.855.363 maschi e 2.050.649 femmine. Le sezioni elettorali saranno 4.606.
BALLOTTAGGI PER COMUNI E PROVINCE – Sono in tutto 88 i Comuni chiamati al ballottaggio i prossimi 29 e 30 maggio. Agli 81 delle Regioni a statuto ordinario se ne aggiungono infatti 4 in Friuli-Venezia Giulia (Trieste, Monfalcone, Pordenone, Cordenons) e 3 in Sardegna (Cagliari, Sinnai, Iglesias). In tutto sono 13 i capoluoghi di provincia che sceglieranno il sindaco al secondo turno: Novara, Milano, Varese, Rovigo, Rimini, Grosseto, Napoli, Cosenza, Crotone, Trieste, Pordenone, Cagliari e Iglesias. Le Province saranno nel complesso 6: Vercelli, Mantova, Pavia, Trieste, Macerata e Reggio Calabria.
COMUNALI IN SICILIA – Sono 27 i Comuni coinvolti per un totale di 4.775 candidati, di cui solo 951 donne (5%), in 120 liste, vale a dire un aspirante eletto ogni 83 votanti. Unico capoluogo coinvolto e’ Ragusa (61.711 elettori), mentre in provincia di Enna non si vota in alcun Comune. Gli elettori dovranno scegliere 505 consiglieri comunali oltre ai sindaci (per la carica si presentano in 102). Tra i centri maggiori Canicatti’ e Favara, in provincia di Agrigento, Bagheria, nel palermitano, e Vittoria in provincia di Ragusa. Verranno rinnovate anche le circoscrizioni di Aspra, nel comune di Bagheria e Scoglitti, in quello di Vittoria. Oltre che negli enti il cui rinnovo era gia’ fissato per scadenza naturale, si votera’ anche a Vallelunga Pratameno (Cl), Terrasini (Pa), Ferla e Sortino (Sr), dove i sindaci si sono dimessi o sono stati sfiduciati, e Favara (Ag), dove il sindaco ha lasciato dopo la chiusura delle indagini, che lo riguardano, sul crollo di una casa che provoco’ la morte di due sorelline. Col sistema proporzionale andranno al voto 13 comuni, 14 con il maggioritario. Il minitest elettorale nell’isola sara’ di difficile interpretazione per i maggiori partiti nazionali perche’ la stragrande maggioranza delle liste e’ d’ispirazione civica mentre movimenti che stanno su fronti opposti a livello nazionale o regionale in qualche caso hanno stretto alleanze per il voto comunale.
CURIOSITA’ – Numerosi i casi di ballottaggi decisi per l’esito al fotofinish di due settimane fa. Il caso piu’ eclatante, ricorda un’analisi di Anci Comunicare, e’ quello del sindaco uscente di Varese, Attilio Fontana, costretto al ballottaggio per meno di 0,7 punti percentuali. Ma il record spetta a Ginetto Perseu, candidato sindaco del centrodestra a Iglesias, che si e’ fermato al 49,909%, in una citta’ con 24 mila elettori. Un pugno di voti, insomma, lo hanno costretto al ballottaggio con la candidata del centrosinistra, Marta Testa, che lo tallona con il 46% delle preferenze al primo turno. Svetta infine il caso del Comune di Fraine, dove si va al ballottaggio pur avendo soltanto 463 abitanti: al primo turno i due candidati hanno raggiunto la perfetta parita’ nel numero delle preferenze e dunque si dovra’ tornare al voto.

TOKIO: HA 26 ANNI IL CANE PIU’ ANZIANO DEL MONDO

Con 25 anni e 9 mesi alle spalle, l’equivalente di oltre 125 primavere per un essere umano, e’ il giapponese Pusuke il cane in vita piu’ vecchio al mondo, il cui record di longevita’ e’ stato formalmente riconosciuto dal Guinness dei Primati. Pusuke, allevato da una casalinga di 41 anni residente nella prefettura di Ibaraki, un centinaio di chilometri a nord-est di Tokyo, e’ nato nel marzo del 1985 dall’incrocio tra un cane della razza giapponese Shiba e un altro esemplare meticcio. Secondo quanto riporta oggi la stampa nipponica, il record di longevita’ era stato sottoposto al Guinness lo scorso luglio, e il riconoscimento e’ giunto lunedi’ mediante una comunicazione ufficiale dall’organizzazione con base a Londra. Il primato precedente, stando al sito web del Guinness, era detenuto dal cane italiano Piccolo, classe 1987, di Farra d’Alpago in provincia di Belluno.
Piccolo, le cui condizioni di salute si erano rapidamente aggravate, e’ sepolto nel terreno del giardino dell’abitazione dove ha sempre vissuto. ”Credo che sara’ felice – ha detto il proprietario, Matteo Mognol, al ‘Gazzettino’ – di vedere davanti a se’ il luogo dove ha vissuto cosi’ a lungo. Era diventato un’istituzione: tutti lo conoscevano qui a Farra”. Secondo Mognol, forse ad accelerare la sua morte ”ha influito il gran freddo dei giorni scorsi”.

LA BOTTEGA DELLA LEGALITA’, GLI ANNUNCI DI MARONI, LE ANALISI DI GRATTERI

“Non abbiamo paura”. E’ lo striscione calato dalla palazzina di Corleone, un tempo del boss Bernardo Provenzano, che da oggi diventa sede della ‘Bottega della legalità’. A inaugurarla, sono arrivati dopo la riunione del Comitato nazionale il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il Gardasigilli, Angelino Alfano e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, accompagnati dai vertici delle forze dell’ordine e dei servizi di intelligence. E’ ferragosto e l’atmosfera è un po surreale. Tanto caldo, tanto silenzio. Corleone, il paesino di circa 12 mila abitanti, a una cinquantina di chilometri da Palermo è deserta. Il paese dove è nata una delle consorterie mafiose più pericolose e famigerate di sempre.  La cittadina è presidiata da un enorme dispiegamento di uomini delle forze dell’ordine. C’è perfino un cecchino sul tetto dell’edificio dove è in programma la cerimonia. Il sindaco, Nino Iannazzo, si rivolge alle autorità di governo: “Ci sono ancora sguardi titubanti, qualcuno è alle finestre perchè ha paura”. Qui, si sono fatti passe avanti anche grazie ai sindaci che non di rado sono destinatari di minacce mafiose, segno che il cammino da fare è ancora tanto sul terreno della legalità. “Oggi – ha detto il ministro Alfano – è un giorno bellissimo per i siciliani onesti: anche questo bene appartenuto a Provenzano viene utilizzato contro la mafia”.”L’impegno del governo – ha aggiunto il ministro Maroni – è continuare in questa direzione: ci siamo un po sbilanciati ma vogliamo vincere questa guerra entro la fine della legislatura”. La cerimonia volge quasi al termine, mentre dalla piazzetta di Corleone dove decine di giovani dei ‘Cento passi…’ e volontari dell’Arci intonano ‘Bella ciao..’ proprio mentre i ministri Maroni e Alfano e il sottosegretario Letta stanno per andare via da Corleone. Solo quando il corteo di auto blu lascia il paesino i giovani entrano cantando nella Bottega della legalità prendendo simbolicamente possesso del bene confiscato e scandiscono lo slogan ‘Fuori la mafia dallo Stato’. Un gesto dunque che vuole significare il rifiuto da parte dei giovani siciliani impegnati nella lotta alle mafie di confondersi con gli annunci ad effetto degli impettiti ministri che scendono in Sicilia a lanciare anatemi dal sapore pontifico. La verità è che la politica dovrebbe sempre anteporre la pregiudiziale della questione morale prima di affrontare temi e predisporre provvedimenti di carattere sociale, ancor più quando essi riguardano un tema delicato come la lotta alle mafie. E’ toccato al Ministro Maroni snocciolare i dati dell’azione di contrasto: “Dal maggio 2008 ad oggi sono stati arrestati 6483 mafiosi. Catturati anche 26 dei 30 latitanti piu’ pericolosi. Sono stati inoltre sottratti alle cosche 32.799 beni per un valore di quasi 15 miliardi di euro (tra sequestrati e confiscati)”. Dichiarazioni che hanno il sapore del populismo, da parte di chi pensa di avere a che fare con un popolo ignorante e distratto. In realtà il movimento antimafia è molto attento e le popolazioni meridionali, attanagliate dal cancro mafioso, pur nel silenzio generato dalla paura di esporsi in prima persona, sanno fare bene i conti. Gli annunci ad effetto del Ministro Maroni vengono facilmente smascherate attraverso la spiegazione che Nicola Gratteri, procuratore aggiunto al Tribunale di Reggio Calabria, ha dato qualche giorno fa circa l’attività di contrasto al fenomeno mafioso: “Il Ministero dell’Interno, il Ministro o il Governo non c’entrano nulla con gli arresti di questi anni, che sono il frutto di indagini iniziate 4-5 anni fa” dichiara Gratteri – “le indagini sono il frutto del duro lavoro di Magistrati, Polizia Giudiziaria e Forze dell’Ordine che non prendono neanche i soldi dello straordinario! Nessun governo negli ultimi 15 anni di destra o di sinistra (2 governi di cd e due di cs per intenderci) hanno mai messo in campo un piano legislativo mirato al contrasto alle mafie”.
La strategia del Governo dunque in questo caso è molto chiara anche agli occhi di un osservatore distratto. Per difendersi dalle accuse lanciate dai finiani che ricadono soprattutto nell’ambito della giustizia e fanno continuo riferimento alla moralità ed alla legalità nell’azione di Governo, i falchi di Berlusconi provano la difesa alta tentando di accreditarsi nei confronti dell’opinione pubblica e sbandierando una presunta particolare e rinnovata attenzione al tema della lotta alle mafie, con l’obiettivo di mettere in fuorigioco gli ex colleghi della ex maggioranza.
Quando potrà andare avanti questo giochino non è dato sapere. La cosa più evidente oggi è che i ragazzi che cantavano “Bella ciao” all’inaugurazione della Bottega della Legalità di Corleone non hanno nessuna voglia di lasciarsi prendere in giro e chiedono alla politica, tutta, un passo indietro rispetto al sistema di malaffare diffuso che imperversa all’interno delle istituzioni. Come lo stesso Gratteri racconta ”Oggi sono i politici che vanno dal capomafia e chiedono il pacchetto di voti. Oggi, con il sistema attuale, basta spostare a destra o a sinistra un pacchetto di voti e questo significa concorrere a determinare chi fara’ il tecnico comunale, quando fare l’appalto. Oggi gli unici che hanno soldi contanti sono gli usurai, le mafie… tutti gli altri, abbiamo i conti in rosso”. Se questa è la situazione, denunciata autorevolmente da Gratteri ma in realtà da tempo sotto gli occhi di tutti, c’è davvero poco da stare allegri. Il mondo politico dovrebbe seriamente riflettere su una profonda autoriforma che possa riportare le istituzioni ed i partiti a riacquistare la credibilità perduta. Se ciò non avverrà, ed anche con una discreta urgenza, questo paese sarà destinato ad un lento ma inesorabile declino

LEGAMBIENTE: L’ITALIA A RISCHIO MAREA NERA

Ogni anno verso le coste italiane viaggiano ben 178 milioni di tonnellate di petrolio, quasi la metà di tutto il greggio che arriva in direzione dei porti del Mediterraneo, crocevia delle petroliere di tutto il mondo. Il nostro Paese poi, attraverso 12 raffinerie14 grandi porti petroliferi9 piattaforme di estrazione off-shore, movimenta complessivamente oltre 343 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi all’anno a cui vanno aggiunte le quantità di petrolio e affini stoccati in 482 depositi collocati vicino al mare, che hanno una capacità di quasi 18 milioni di metri cubi. Il Belpaese inoltre è al centro di ben 10 rotte all’interno del bacino del Mediterraneo che praticamente includono nel traffico dell’oro nero tutte le Regioni costiere italiane. Con 5 raffinerie, 5 porti, 4 piattaforme e oltre 123 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi movimentati, è la Sicilia la regione più interessata, seguita dalla Liguria dove transitano quasi 65 milioni di tonnellate di petrolio e affini, il Friuli Venezia Giulia (45), laSardegna (41), il Veneto (31) e poi Puglia (11), Lazio (9), Toscana (9), Marche (8) e il resto tra Abruzzo Molise. Continua a leggere

CODACONS: LA LISTA DEI BENZINAI LIBERI DOVE SI RISPARMIA (E ANCHE PARECCHIO)

Contro le speculazioni di petrolieri e benzinai, nel pieno dell’esodo per le vacanze estive, il Codacons ha deciso di fornire, per la prima volta, l’elenco completo dei distributori indipendenti presenti sul territorio nazionale affermando che con le cosiddette pompe bianche gli automobilisti possono risparmiare da 5 a 10 euro ogni pieno.

Sono poco più di 300 in tutta Italia i distributori senza marchio o con denominazioni che non fanno riferimento ad alcuna delle grandi multinazionali petrolifere.

Dall’elenco, che pubblico integralmente in fondo a questo articolo, emerge che la regione che ha più impianti è quella delle Marche con 40, seguita da Lombardia con 36 e Lazio con 35.

Un solo distributore in Val d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Molise, tre in Basilicata e in Trentino, cinque in Calabria, 15 in Campania, 27 in Emilia Romagna, 31 in Veneto, 18 in Sicilia, Sardegna e Puglia, 17 in Toscana, 5 in Liguria. Continua a leggere

IL GIRO DEL MONDO PER IL PREMIO NOSSIDE 2010

Il XXVI Premio Mondiale di Poesia Nosside ( www.nosside.orgwww.centrostudibosio.it ) ha iniziato con larghi consensi il suo Viaggio del 2010 a Cuba nella Fiera Internazionale del Libro dell’Avana. Nella Sala “José Lezama Lima” traboccante di pubblico sono intervenuti l’Ambasciatore d’Italia a Cuba S.E. Marco Baccin, per il Premio Nosside il Presidente Fondatore Pasquale Amato, la Segretaria Generale Mariela Johnson Salfrán e il Membro della Giuria 2009 Mayerin Bello Valdéz; per la Provincia di Reggio Calabria l’Assessore alla CulturaSanto Gioffré; per la Societá “Dante Alighieri” dell’Avana la Direttrice Giuseppina Moscatelli; e per il Comitato Organizzatore della Fiera il Direttore del Programma Culturale Edel Morales. Continua a leggere

IRAQ: ANCHE I CANI SOFFRONO LO STRESS POST-BELLICO

Non sono solo i soldati a soffrire di sindrome da stress post-traumatico una volta tornati dall’Iraq, ma anche i cani: Gina, due anni, un pastore tedesco addestrato a trovare esplosivi, e’ attualmente in cura perche’, dal suo ritorno dall’Iraq, si rifiuta di entrare in qualunque stanza. E’ quanto riporta il sito del New York Daily News. Prima di partire per la guerra, Gina era un cane molto socievole. Poi, in Iraq, venne utilizzata per perquisire le case in cerca di bombe e materiale esplosivo. Come tutti i cani dotata di un udito molto sensibile, si e’ trovata spesso vicina a forti esplosioni ed essa stessa e’ scampata ad un grave incidente quando un convoglio accanto a quello dove viaggiava e’ stato bombardato. Dopo sei mesi di guerra, una volta tornata in Colorado (ormai un anno fa), al cane e’ stata diagnosticata la sindrome da stress post-trauma, una conclusione che non e’ piaciuta agli ambienti militari che ritengono ‘degradante’ il paragone tra soldati e animali. Ma medici e veterinari sono d’accordo nel ritenere che uomini e animali possano soffrire degli stessi shock. Da un anno Gina, la cui sindrome da stress e’ stata definita ”una delle peggiori”, affronta una terapia che cerca di reinserirla nella vita militare.

NEL NUOVO MONOPOLY TUTTE LE CITTA’ CALABRESI, POSTO DI PRESTIGIO PER REGGIO CALABRIA

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/MonopolyItalia1.jpgdi Peppe Caridi – S’è conclusa la maratona del nuovo Monopoly Italiano che sarà in commercio tra pochi mesi, a inizio 2011, e sostituirà il vecchio e classico tabellone del gioco da tavolo più diffuso del mondo.
Al posto dei tipici “vicolo stretto”, “largo augusto” e “parco della vittoria”, ci saranno le 22 città Italiane che sono state più votate in un appassionante sondaggio online che ha impegnato milioni di cittadini negli ultimi tre mesi.
Su forum, chat e social network, le community virtuali si sono scatenate per alimentare voti a sostegno della candidatura della propria città.

Ecco la classifica finale con i rispettivi voti delle Città che sono ufficialmente nel tabellone del nuovo Monopoly:

Chieti 218.482
Reggio Calabria 146.473
Catanzaro 117.799
Barletta 91.780
Andria 83.600
Isola d’Elba 79.196
Ascoli Piceno 68.548
Monopoli 65.333
Ischia 55.881
10° Brindisi 54.356
11° Caserta 52.870
12° Foggia 51.788
13° Messina 49.719
14° Terni 49.465
15° Viareggio 49.441
16° Milano 49.253
17° Cosenza 49.232
18° Torino 49.142
19° Trani 48.761
20° L’Aquila 47.653
21° Sanremo 47.374
22° Teramo 47.065

Alcune tra le più grandi e importanti Città Italiane (Roma, Napoli, Palermo, Bari, Venezia, Firenze, Bologna, Verona, Trieste, Genova) sono rimaste escluse a discapito di realtà provinciali le cui votazioni sono state stimolate da vari provincialismi e campanilismi come nel caso della Puglia, la Regione in cui sono stati raccolti più voti in assoluto. Addirittura tutte e tre le Città della Provincia ’BAT’ (Barletta-Andria-Trani) sono finite tra le prime 22, in una battaglia provocata dalla grande rivalita tra queste tre comunità.
Altre località (Sanremo, Viareggio, Ischia, Isola d’Elba) hanno colto l’occasione per pubblicizzarsi turisticamente in modo efficace e a costo zero.
Il Comune di Sanremo ha addirittura organizzato il “Monopoly-Day” per diffondere la “Monopoly-Mania”. Cosa simile è accaduta a Milano, dove il Sindaco Letizia Moratti s’è impegnata e ha mobilitato l’Amministrazione con gazebo, banchetti, conferenze stampa e pubblicità tali da far risalire il capoluogo Lombardo dagli ultimissimi posti della graduatoria assoluta fino alla 16^ posizione utile per comparire nel tabellone del nuovo Monopoly.
E Milano, insieme a Torino, è l’unica grande Città presente tra le 22.

Interessante anche la presenza massiccia delle principali realtà Calabresi e di Messina: Reggio Calabria e Catanzaro occupano il secondo e il terzo gradino del podio, mentre Cosenza è arrivata al 17° posto. Messina al 13°. Nessuna di queste città compariva tra le prime 22 fino a quando su Strill non abbiamo pubblicatoquest’articolo da cui è partita la rincorsa che ha tenuto Reggio e Catanzaro per lunghe settimane a lottare per il primo gradino del podio, fino all’arrivo impetuoso di Chieti.

Chieti, infatti, vedrà il suo nome al posto del Parco della Vittora nella nuova edizione del Monopoly.
E con le preferenze raccolte nel concorso telematico indetto dalla Hasbro, azienda produttrice del gioco – 218.482, cinque volte quelle di Milano – la città abruzzese ha conquistato la casella più pregiata tra le 22 del tabellone.

TifoChieti.com, il portale dei tifosi della locale squadra di calcio la cui community ha lanciato l’appello a sostenere la città nella votazione telematica. Il popolo neroverde si è mosso sollecitato dal gruppo di TifoChieti su Facebook (che ha circa tremila iscritti) e dal gruppo specifico “Chieti sul nuovo Monopoly. Votiamo tutti!”, che alla fine del concorso conta quasi 1.400 iscritti.

Oltre a Chieti, anche le Città Abruzzesi di L’Aquila e Teramo hanno conquistato una tabella sul nuovo Monopoly, ma le votazioni Abruzzesi non sono state animate dai campanilismi e dai provincialismi delle altre realtà sopra citate. Anzi …
Negli ultimi giorni, con la certezza di aver acquisito un vantaggio rassicurante, la community ha dirottato parte dei voti verso L’Aquila, con la cui tifoseria esiste un antico gemellaggio, e Monopoli, altra tifoseria gemellata. “Il nostro bellissimo e ferito capoluogo di regione – si legge in una nota di TifoChieti.com – e il centro che porta il nome del gioco non potevano non comparire sul tabellone insieme a Chieti. D’ora in poi, tutti i giocatori del Monopoly sapranno che a Chieti corrisponde la casella più cara e ambita da conquistare. Ora non rimane che gettare i dadi e giocare bene il proprio (finto) denaro. Obiettivo principale: Chieti e (vero) divertimento”.

Anche il gruppo di Facebook “Reggio Calabria sul nuovo Monopoli: votiamo tutti!” (oltre 900 iscritti) e “Reggio Calabria sul tabellone del prossimo Monopoli, si può!” (oltre 4.500 iscritti) hanno espresso gioia e soddisfazione per il risultato della Città dello Stretto, così come quello dell’altra sponda “Messina sul Monopoly Italiano!” (oltre 2.000 iscritti) .

Adesso tutti aspettano inizio 2011: mancano pochi mesi ormai e il nuovo Monopoly sarà in commercio, pronto al record di vendite legato proprio alla maratona delle votazioni che negli ultimi tre mesi ha coinvolto milioni di cittadini determinando anche una grandissima pubblicità.
Questa simpatica storia conferma, ancora una volta, quanto sia ormai forte e potente il mondo di internet (e dell’informazione online, quella che parte dal passo e che coinvolge gli utenti) ormai in grado di andare ben oltre i canali tradizionali di comunicazione e il mondo della politica e delle istituzioni.

Milano, dove la politica e le istituzioni si sono incredibilmente mobilitate, ha a stento raggiunto il 16° posto (ed è entrata nel tabellone delle prestigiose 22 per appena 2.000 voti!) mentre a giocarsi i primi posti del podio sono state le realtà per cui si sono mobilitati i forum, i social network.
Senza dimenticare – e lo scriviamo con un pò d’orgoglio – che nel caso della Calabria e di Messina tutto è partito da Strill.it

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/MonopolyItalia1.jpg

REGGIO: LA CGIL IN PIAZZA CONTRO LA MANOVRA FINANZIARIA DEL GOVERNO

di Stefano Perri – “No alla manovra finanziaria del Governo Berlusconi”. E’ stato questo il messaggio lanciato dalla manifestazione organizzata dalle Cgil in occasione dello sciopero che ha avuto luogo questa mattina in diverse città italiane. Alla manifestazione reggina di Piazza Camagna, che è stata replicata anche a Gioia Tauro e nelle altre province calabresi, erano presenti diverse sigle sindacali confederate alla Cgil. Si sono infatti alternati sul palco Elisabetta Gambello della Flc, la segretaria confederale del circondario Reggio-Locri Mimma Pacifici, Gemma Sorgonà del comparto Scuola, Mimma Mandica della Funzione Pubblica nel settore sanità, il Segretario regionale Sergio Genco, Pietro Aloi a rappresentare la categoria dei pensionati e Lello Signorello della Fiom.
Le conclusioni sono state affidate al Segretario Nazionale Nicola Nicolosi, presente a Reggio per la manifestazione, che ha riassunto la difficile situazione che il mondo del lavoro sta vivendo in questo periodo di crisi economica e sociale. “Assistiamo progressivamente ad un aumento della disoccupazione e della povertà, all’aumento del divario tra ricchi e poveri” ha tuonato Nicolosi dal palco di Piazza Camagna. “Nei momenti di crisi c’è bisogno di coraggio e il Governo non lo dimostra, facendo pagare i costi della crisi alle categorie più deboli. La Cgil dice no alla strategia del Governo e non si sente affatto isolata perché affianco a lei ci sono migliaia di lavoratori che stanno scioperando in tutta italia”. Tra le proposte una riforma del fisco che porti all’abbassamento della pressione sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni, sostenendo la lotta all’evasione e all’elusione delle tasse. Contemporaneamente l’obiettivo è quello di abbattere gli sprechi nella pubblica amministrazione e ridurre i costi della politica che pesano sui lavoratori e sulle imprese. Imprese che per il Segretario Nicolosi “oggi non vogliono riconoscere le leggi dello Stato e la Costituzione, tentando di diventare esse stesse uno Stato a parte”. Solidarietà è stata espressa nei confronti dei lavoratori della fabbrica Fiat di Pomigliano d’Arco, in particolare da parte del comparto Fiom, che organizzerà un’assemblea nazionale il prossimo 1 luglio proprio nel centro del napoletano.

In piazza anche il Centro Sociale Angelina Cartella di Gallico e diverse associazioni e partiti che hanno ritenuto di unirsi alle rivendicazioni della Cgil. Presenti anche diversi rappresentanti istituzionali: dal Consigliere Regionale Nino De Gaetano ai consiglieri provinciali Pino Mazzaferro e Omar Minniti, il consigliere comunale di Reggio Demetrio Delfino, il consigliere e candidato a Sindaco Massimo Canale ed il neoeletto Sindaco di Polistena Michele Tripodi con tanto di gonfalone a rappresentare l’intera cittadina della Piana.

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