REGGIO COME NAPOLI: LEONIA IN SCIOPERO E LA CITTA’ AFFONDA NELLA SPAZZATURA

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Foto di Stefano Perri, da http://www.strill.it – La situazione in città sta diventando insostenibile. Lo sciopero dei dipendenti della Leonia e della Multiservizi sta mettendo a dura prova l’intera rete urbana.
Il Comune è in ritardo di tre mensilità sul pagamento dei loro stipendi e i lavoratori ormai da qualche giorno hanno deciso di incrociare le braccia.
I cassonetti dell’immondizia sono ormai ricolmi, le vie cittadine invase dalla spazzatura, le strade sporche e malmesse necessiterebbero di un’accurata manutenzione. La città inizia ad affondare nella spazzatura. Una vergogna per Reggio e per i reggini.
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REGGIO: IN AGITAZIONE I LAVORATORI DI LEONIA E MULTISERVIZI, CHIEDONO AL COMUNE GLI STIPENDI ARRETRATI

leoniadi Stefano Perri – Palazzo San Giorgio preso d’assalto ed una Piazza Italia completamente gremita per la protesta dei lavoratori della Leonia e della Multiservizi che stamattina, per l’ennesima volta hanno portato in piazza tutto il loro dissenso nei confronti di una situazione che con il passare dei mesi sta diventando davvero insostenibile. Ormai da mesi infatti decine di padri di famiglia non ricevono gli stipendi dovuti per le prestazioni svolte presso le due società, Leonia e Multiservizi, che rappresentano a Reggio Calabria uno snodo fondamentale per le attività di pulizia e manutenzione dell’ambiente urbano.
“La situazione è drammatica – spiega Antonello Errante delegato Cgil all’interno della Leonia – ieri abbiamo avuto un incontro in Prefettura con il Sindaco ed il Viceprefetto e con i responsabili delle aziende. Purtroppo non ci sono dati confortevoli tanto che ci hanno proposto solamente un contentino. Noi siamo veramente allo stremo, non ce la facciamo più. Vogliamo tutti i nostri stipendi”.
A quanto pare sono tre le mensilità arretrate che ancora spettano ai lavoratori. Una situazione che investe tutto il settore e che sta diventando un problema importante per la città, anche in considerazione dell’importanza dei servizi resi da queste società nell’ambito della pulizia, del decoro e della manutenzione delle strade cittadine. “Il mese scorso hanno pagato solo il 37% dello stipendio per i dipendenti Leonia – continua Errante – mentre la situazione per ciò che riguarda la Multiservizi è ancora più grave”.
“E’ da dicembre che lavoriamo gratuitamente – spiegano i lavoratori della Multiservizi scesi in piazza – abbiamo dato fondo anche alle nostre risorse personali pur di continuare a lavorare ma adesso la situazione è diventata assolutamente insostenibile. Qui si sta violando l’articolo 36 della Costituzione. Noi rivendichiamo i nostri diritti. Siamo persone con una dignità e lavoriamo anche di notte per il decoro di questa città. Da oggi saremo in assemblea permanente all’interno delle nostre aziende. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Il Comune deve trovare i fondi necessari e quando saranno stati pagati tutti gli arretrati noi torneremo a lavorare”.
Il rischio serio è quello di vedere i cassonetti dell’immondizia ricolmi nei prossimi giorni se la situazione non sarà risolta. “Le nostre famiglie hanno forti disagi economici – denunciano i lavoratori – stiamo andando avanti con gli aiuti di amici e parenti ma presto non ce la feremo più. Rimarremo in stato di agitazione fino a quando la situazione non sarà definitivamente risolta”.

 

REGGIO: ALL’UNIVERSITA’ E AL CARTELLA SI PARLA DI LAVORO. CREMASCHI: “E’ IN PERICOLO LA DEMOCRAZIA”

cremaschidi Stefano Perri – Dopo le occupazioni universitarie del mese scorso e le contestazioni alla Riforma Gelmini, si torna a parlare di diritti a Reggio, in un doppio appuntamento che oggi ha coinvolto l’università Mediterranea e il Centro Sociale Cartella di Gallico.  Occasione del dibattito la presentazione del libro “Il regime dei padroni” del leader sindacale Giorgio Cremaschi. Un libro che lo stesso Cremaschi, componente della segreteria nazionale della Fiom-Cgil, definisce come “tristemente attuale”, anche in relazione alla fase di crisi profonda che il mondo del lavoro sta attraversando in Italia”.
“Ad essere a rischio è il concetto stesso di democrazia” accusa il sindacalista dall’aula magna della facoltà di architettura, teatro dell’incontro mattutino promosso dagli studenti. “Dopo anni di logoramento dei diritti sociali e politici dei cittadini, da Craxi in avanti per intenderci, oggi assistiamo ad una svolta che potemmo definire come epocale. I “padroni”, che non sono semplicementi i proprietari ma una casta economica che dirige il Paese, hanno messo in campo un’offensiva incredibile contro i diritti dei lavoratori, e ciò avviene in particolare al sud”.  Continua a leggere

SEMINARA (RC): INCENDIATI I TERRENI DI UNA COOPERATIVA SOCIALE

Una trentina di ettari di terreno, coltivati a uliveto, agrumeto e vigneto, sono stati danneggiati da un incendio doloso a Seminara, nel reggino. I terreni, che si trovano al confine tra i comuni di Seminara, Gioia Tauro e Rizziconi, sono di proprieta’ dell’erede di un antico casato nobiliare della zona, Giuseppe Spinelli, il quale, dopo aver subito negli anni scorsi diverse intimidazioni, ha deciso di affidare alla cooperativa sociale ‘Giovani Invita’ la gestione della proprieta’. La cooperativa, che da’ lavoro ad una quarantina di giovani, e’ stata fondata due anni fa dall’ex sindaco di Sinopoli (Reggio Calabria), Mimmo Luppino, anch’egli vittima di una serie di intimidazioni mentre era amministratore del comune reggino. Le fiamme, oltre ad aver distrutto numerosi alberi, ha danneggiato anche una piccola chiesa privata intitolata a San Giuseppe posta nei pressi del fondo agricolo. L’incendio e’ stato spento dai vigili del fuoco. L’episodio e’ stato denunciato ai carabinieri, che hanno avviato le indagini.

MELFI: GIUDICE DEL LAVORO REINTEGRA TRE OPERAI LICENZIATI DALLA FIAT

Il licenziamento di tre operai dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat (due dei quali delegati della Fiom), deciso dall’azienda il 13 e 14 luglio scorso, ha avuto carattere di ”antisindacalita”’ ed e’ quindi stato annullato dal giudice del lavoro, che ha ordinato l’immediato reintegro dei tre nel loro posto. Lo si e’ appreso stamani. Una vittoria importante nel mondo sindacale. La notizia e’ stata quindi confermata dal segretario regionale della Basilicata della Fiom, Emanuele De Nicola, secondo il quale ”la sentenza indica che ci fu da parte della Fiat la volonta’ di reprimere le lotte a Pomigliano d’Arco e a Melfi e di ‘dare una lezione’ alla Fiom”. I tre operai – Antonio Lamorte, Giovanni Barozzino (entrambi delegati della Fiom) e Marco Pignatelli – furono licenziati perche’, durante un corteo interno, secondo l’azienda bloccarono un carrello robotizzato che portava materiale ad operai che invece lavoravano regolarmente.
In seguito prima alla sospensione, l’8 luglio scorso, e poi al licenziamento dei tre operai vi furono a Melfi scioperi e proteste. I tre operai licenziati – uno dei quali si e’ sposato cinque giorni fa – occuparono per alcuni giorni il tetto della Porta Venosina, un antico monumento situato nel centro storico di Melfi: vi fu anche una manifestazione promossa dalla Fiom-Cgil. Secondo De Nicola, ”la sentenza dimostra che le lotte democratiche dei lavoratori non hanno nulla in comune con il sabotaggio. Il teorema ‘lotte uguale eversione o sabotaggio’ e’ stato di nuovo smontato e ci aspettiamo le scuse di quanti vi hanno fatto riferimento, a cominciare da personalita’ istituzionali o rappresentanti degli imprenditori. Speriamo – ha concluso il dirigente lucano della Fiom – che la Fiat torni al tavolo per discutere dei temi che stanno a cuore ai lavoratori, a cominciare dai diritti e dai carichi di lavoro”.

NAPOLITANO RICORDA MARCINELLE, MONITO SU SICUREZZA SUL LAVORO

”La commemorazione della tragedia di Marcinelle, nella quale persero la vita 262 lavoratori di 12 diverse nazionalita’, tra cui 136 italiani, rinnova l’angoscioso ricordo di una delle piu’ drammatiche pagine della storia del lavoro nel nostro Paese, opportunamente eletta giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. Esordisce cosi’ il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato in occasione del 54.mo anniversario della tragedia di Marcinelle. Questo anniversario e’ anche l’occasione per il capo dello Stato per inviare un monito sul tema della sicurezza del lavoro. ”La terribile vicenda del Bois du Cazier conserva attuale il suo alto valore – scrive – di monito sul tema della sicurezza del lavoro. Gli indubbi progressi conseguiti a tale proposito nell’ultimo mezzo secolo non possono infatti giustificare alcuna caduta di impegno delle istituzioni e degli altri soggetti responsabili a fronte del ripresentarsi, in condizioni nuove, di problemi e pericoli non meno gravi che nel passato”. ”Il dramma di Marcinelle – prosegue Napolitano – e’ anche un simbolo dell’epopea del continente europeo, i cui popoli, prostrati dall’immagine tragedia della seconda guerra mondiale, hanno saputo superare antiche divisioni e unire le proprie forze in nome di ideali comuni e della speranza di un futuro migliore per i propri figli. Quel futuro e’ tuttora in corso di realizzazione e il suo ulteriore compimento e’ nelle nostre mani. Per questo e’ necessario custodire e trasmettere alle nuove generazioni il senso e il valore del sacrificio di Marcinelle. In questo spirito – conclude – invio a quanti, familiari delle vittime, autorita’ e cittadini, parteciperanno alle diverse cerimonie della giornata odierna il mio cordiale saluto”.

REGGIO: LA CGIL IN PIAZZA CONTRO LA MANOVRA FINANZIARIA DEL GOVERNO

di Stefano Perri – “No alla manovra finanziaria del Governo Berlusconi”. E’ stato questo il messaggio lanciato dalla manifestazione organizzata dalle Cgil in occasione dello sciopero che ha avuto luogo questa mattina in diverse città italiane. Alla manifestazione reggina di Piazza Camagna, che è stata replicata anche a Gioia Tauro e nelle altre province calabresi, erano presenti diverse sigle sindacali confederate alla Cgil. Si sono infatti alternati sul palco Elisabetta Gambello della Flc, la segretaria confederale del circondario Reggio-Locri Mimma Pacifici, Gemma Sorgonà del comparto Scuola, Mimma Mandica della Funzione Pubblica nel settore sanità, il Segretario regionale Sergio Genco, Pietro Aloi a rappresentare la categoria dei pensionati e Lello Signorello della Fiom.
Le conclusioni sono state affidate al Segretario Nazionale Nicola Nicolosi, presente a Reggio per la manifestazione, che ha riassunto la difficile situazione che il mondo del lavoro sta vivendo in questo periodo di crisi economica e sociale. “Assistiamo progressivamente ad un aumento della disoccupazione e della povertà, all’aumento del divario tra ricchi e poveri” ha tuonato Nicolosi dal palco di Piazza Camagna. “Nei momenti di crisi c’è bisogno di coraggio e il Governo non lo dimostra, facendo pagare i costi della crisi alle categorie più deboli. La Cgil dice no alla strategia del Governo e non si sente affatto isolata perché affianco a lei ci sono migliaia di lavoratori che stanno scioperando in tutta italia”. Tra le proposte una riforma del fisco che porti all’abbassamento della pressione sui redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni, sostenendo la lotta all’evasione e all’elusione delle tasse. Contemporaneamente l’obiettivo è quello di abbattere gli sprechi nella pubblica amministrazione e ridurre i costi della politica che pesano sui lavoratori e sulle imprese. Imprese che per il Segretario Nicolosi “oggi non vogliono riconoscere le leggi dello Stato e la Costituzione, tentando di diventare esse stesse uno Stato a parte”. Solidarietà è stata espressa nei confronti dei lavoratori della fabbrica Fiat di Pomigliano d’Arco, in particolare da parte del comparto Fiom, che organizzerà un’assemblea nazionale il prossimo 1 luglio proprio nel centro del napoletano.

In piazza anche il Centro Sociale Angelina Cartella di Gallico e diverse associazioni e partiti che hanno ritenuto di unirsi alle rivendicazioni della Cgil. Presenti anche diversi rappresentanti istituzionali: dal Consigliere Regionale Nino De Gaetano ai consiglieri provinciali Pino Mazzaferro e Omar Minniti, il consigliere comunale di Reggio Demetrio Delfino, il consigliere e candidato a Sindaco Massimo Canale ed il neoeletto Sindaco di Polistena Michele Tripodi con tanto di gonfalone a rappresentare l’intera cittadina della Piana.

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