REGGIO: NUOVI IMPRENDITORI ADERISCONO ALL’ANTIRACKET DI LIBERA

di Stefano Perri – Una città diversa. Una città che ha deciso di ribellarsi. Si sono dati appuntamento sotto il cartello ReggioLiberaReggio i cittadini, le associazioni e gli imprenditori che vogliono ribellarsi alla ndrangheta ed al racket delle estorsioni. Si è svolta a Pellaro l’assemblea di ReggioLiberaReggio, presso il salone de “L’Accademia” di Lazzaro, il locale di proprietà di Filippo Cogliandro, uno tra i primi imprenditori ad essersi ribellato al pizzo, aderendo successivamente all’Associazione.
Presenti all’incontro, oltre al Sindaco di Motta San Giovanni Paolo Laganà, anche i massimi vertici delle forze dell’ordine: il Vicequestore Benedetto Sanna, il Colonnello Carlo Pieroni Comandante della Sezione Operativa provinciale di Reggio Calabria, il Comandante Vincenzo De Luca della Guardia Costiera e il Comandante Alberto Reda della Guardia di Finanza.
Un’assemblea che si è aperta con la discussione dei tre gruppi di lavoro in cui l’associazione ha deciso di strutturarsi: il gruppo Imprese, il gruppo Consumatori e quello della Comunicazione. Le riflessioni avanzate sono state incentrate sul tema dei valori da condividere con gli eventuali imprenditori che decidono di aderire, sulla convenienza di schierarsi contro il pizzo anche grazie al sostegno dal consumo critico, sull’incremento della rete degli imprenditori e consumatori aderenti e sulle iniziative da organizzare in futuro.
L’incontro di Lazzaro si è poi concluso con la cerimonia di consegna del logo ReggioLiberaReggio ai 12 nuovi imprenditori che hanno deciso di aderire all’associazione e che lo esporranno presso i propri esercizi commerciali. Tra di essi anche la Cooperativa Sociale Alta Marea che gestisce la Rosticceria Buona Calabria e l’Hotel Alba Nuova, la Cadi antincendi dei fratelli Milasi, il laboratorio di analisi chimiche Isolab Srl, i progettisti di Pronexus Risorse Srl, lo studio di architettura Sudarch Srl, l’agenzia assicurativa di Leonarda Nucera, la Boutique Gocce di miele, la Bottega dell’Artigiano, la Cooperativa Eureka che gestisce le pizzerie Ciroma e Spaccanapoli, il distributore Esso e i servizi annessi dei Fratelli Cogliandro. Le nuove imprese vanno ad aggiungersi a quelle già aderenti a ReggioLiberaReggio: la Sanitaria Sant’Elia di Tiberio Bentivoglio, la Cooperativa Rom 95 rappresentata da Domenico Modafferi, il negozio di informatica D’Amico e appunto il Ristorante “L’Accademia” di Filippo Cogliandro.

REGGIO: L’ANTIRACKET DI LIBERA FA TAPPA A LAZZARO

di Stefano Perri – Mercoledì 30 giugno alle 20.30, presso i locali del ristorante “L’Accademia” di Lazzaro, “ReggioLiberaReggio” terrà un’assemblea pubblica per presentare il resoconto delle attività fin qui svolte e per consegnare il logo di RLR a quindici nuove associazioni, imprese e commercianti che hanno detto “no” al pizzo, decidendo di aderire alla nostra campagna anti-racket, sommandosi cosi alle quattro aziende già presenti.
ReggioLiberaReggio è una rete formata attualmente da ben 61 associazioni impegnate nella lotta al racket. L’organizzazione, durante la sua prima assemblea presieduta da Libera, ha deciso di formare tre diversi gruppi di lavoro. Il primo dedicato al consumo responsabile con l’obiettivo di ampliare la rete di cittadini, attualmente più di 600, che decidono di prediligere nei propri acquisti le attività economiche che si schierano dalla parte della legalità. Il prossimo appuntamento sarà il 3 luglio, sul Corso Garibaldi, all’apertura della stagione dei saldi, con la campagna “Niente sconti a chi paga il pizzo”. Il secondo gruppo dedicato all’impresa ha il compito di far avvicinare nuove attività commerciali alla rete di Libera, accompagnandole nei percorsi di denuncia e di ribellione al sistema mafioso. A questo proposito, secondo Libera, è necessario mettere mano alla leggere regionale Antiracket al fine di facilitare le denunce da parte degli imprenditori. Il terzo gruppo si occupa infine della comunicazione e della diffusione delle iniziative dell’Associazione, in una difficile e complicata come quella reggina, dove secondo i dati di Libera, più del 50% degli esercizi commerciali sul Corso Garibaldi sono in mano alla ‘ndrangheta, anche se perfettamente in regola sotto il profilo strettamente legale.
La serata di Lazzaro, organizzata da ReggioLibera Reggio, si concluderà con una cena al ristorante “L’accademia” di Filippo Cogliandro, tra i primi imprenditori a ricevere la certificazione antiracket. L’obiettivo è anche quello di esprimere concretamente solidarietà e vicinanza a chi decide di denunciare i propri estorsori, cercando di valorizzare il consumo critico e responsabile nei confronti di quelle aziende tutt’oggi sono sottoposte ad un regime di concorrenza sleale da parte della mafia e delle sue imprese.
“Gli arresti di queste settimane – ha dichiarato il Coordinatore di Libera Mimmo Nasone – sono senza dubbio importanti, ma non bastano. E’ necessario colpire con forza la zona grigia, quella più pericolosa. Reggio è un sistema dove la ‘ndrangheta, la massoneria deviata, la mala politica, stanno distruggendo tutto. Serve una presa di coscienza collettiva ed una ribellione culturale. Ma lo Stato da parte sua deve essere credibile, perché non è più possibile chiedere ai cittadini di fare gli eroi. Uno Stato che vuole tagliare uno strumento fondamentale come quello delle intercettazioni o che nomina un Ministro per evitare un processo perde la sua credibilità e si allontana dai cittadini”.

REGGIO: A PELLARO LA PRIMA ASSEMBLEA CONTRO IL RACKET DI REGGIOLIBERAREGGIO

di Stefano Perri – Si è tenuta presso il Centro Civico di Pellaro la prima delle assemblee organizzate da ReggioLiberaReggio, il cartello di commercianti reggini che da pochi mesi è impegnato in città contro il racket delle estorsioni.
Pur segnalando la buona affluenza da parte di associazioni e cittadini pellaresi, a cominciare dall’associazione Luna Gialla che ha sostenuto l’organizzazione dell’assemblea, c’è da dire che all’appello non ha risposto nemmeno un commerciante della zona, nonostante l’iniziativa fosse stata annunciata nei giorni precedenti attraverso un volantinaggio porta a porta presso tutti gli esercizi commerciali. Non ci si aspettava di certo la fila all’ingresso, visto il tema molto delicato, ma il fatto che nemmeno uno tra i commercianti pellaresi abbia avuto anche solo la curiosità di venire a conoscenza di una possibile alternativa allo strapotere mafioso appare come un dato davvero preoccupante.
All’incontro, coordinato dal coraggioso portavoce di Libera Mimmo Nasone che ha spiegato lo spirito dell’iniziativa, ha preso parte anche Tiberio Bentivoglio, titolare della Sanitaria Sant’Elia di Condera (RC), che ha raccontato la sua esperienza di imprenditore vessato dal racket che ha deciso di ribellarsi al sistema della ‘ndrangheta. Presente, tra gli esponenti della Confesercenti e della Confartigianato, anche Attilio Funaro della Confcommercio reggina, che ci ha tenuto a segnalare la disponibilità da parte della sua associazione a supportare ed accompagnare nel difficile percorso di denuncia tutti i commercianti che decidono opporsi al sistema del pizzo anche in forma anonima.
L’assemblea di Pellaro rappresenta comunque solo la prima tappa di un percorso che ReggioLiberaReggio ha intenzione di intraprendere attraverso una serie di iniziative da organizzare nei prossimi mesi nei vari quartieri della città di Reggio. Prossimo appuntamento per i sostenitori dell’antiracket la cena di solidarietà che si terrà mercoledì 30 giugno presso il Ristorante L’Accademia di Lazzaro di proprietà di Filippo Cogliandro, altro imprenditore che ha già apertamente denunciato i tentativi di estorsione ai suoi danni.
L’associazione ReggioLiberaReggio, promossa e fondata da Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie) dopo un percorso di oltre 18 mesi di riflessioni ed incontri sul tema del racket, raccoglie oggi ben 61 realtà associative provenienti dalle più diverse esperienze aggregative. Sono già numerosi i commercianti che hanno deciso di rivolgersi all’Associazione, decidendo di schierarsi apertamente dalla parte della legalità. Di sicuro un’esperienza importante che può rappresentare un seme di speranza molto concreto e fattivo nella lotta contro la ‘ndrangheta in una realtà complicata e difficile come quella reggina.