GRATTERI: FATTURATO ‘NDRANGHETA PARI AL 3% DEL PIL ITALIANO, INTERCETTAZIONI MEZZO PIU’ EFFICACE PER COMBATTERLA

”Il fatturato annuo della ‘ndrangheta e’ di 44 miliardi di euro, pari al 3% del prodotto interno lordo italiano. Gran parte del denaro originato dai traffici della ‘ndrangheta va al Nord Italia e all’estero”. Lo ha detto Nicola Gratteri, procuratore aggiunto a Reggio Calabria, presentando a Capalbio (Grosseto) il suo libro ‘La Malapianta’. Lo rende noto un comunicato di ‘Capalbio Libri’. Gratteri, aggiunge la nota, ha parlato anche di intercettazioni, definendole ”il modo piu’ efficace ed economico per fare luce e indagare. Per avere lo stesso risultato – ha spiegato – devo fare un pedinamento con spostamenti, macchine, pernottamenti. Se anche ci fossero i mezzi e gli uomini non converrebbe economicamente”. ”I dati relativi alle intercettazioni vanno letti con criterio – ha aggiunto – L’aumento delle intercettazioni degli ultimi anni e’ un fattore sintomatico: per ogni persona per cui si valuta la necessita’ di intercettazione, dobbiamo prendere in considerazione almeno cinque diversi numeri telefonici”.

COSI LE MULTE E LE RETTIFICHE UCCIDERANNO I BLOG

Così le rettifiche e le multe uccideranno i blog

di Leonardo Tondelli su l’Unità del 27 luglio 2010 – Certo che noialtri blog siamo sempre così allarmisti. Non è bello poter scrivere quel che ci pare senza responsabilità? E invece no, siamo sempre preoccupati che la pacchia stia per finire. C’è sempre in discussione un decreto, un disegno, un codicillo che minaccia la nostra stessa esistenza. Eppure in un qualche modo ce l’abbiamo sempre fatta, da dieci anni in qua. Cerchiamo di capire cosa rischiamo stavolta con quel comma 29 che l’onorevole Bongiorno non vuole assolutamente modificare.

Allora, mettiamo che io sia una tranquillissima persona con un blog, che aggiorno un paio di volte alla settimana. Un blog di foto di gatti, che ne dite? Più innocuo di così. Io ovviamente sto molto attento a non diffamare mai nessuno, gatti o padroni di gatti. Mettiamo che io venerdì pubblichi la foto del mio gatto in una scatola, prima di partire per il week end. Continua a leggere

INTERCETTAZIONI, GRATTERI: “NON PENSO CHE LA RIFORMA PASSERA’, C’E’ ALTRO A CUI PENSARE”

”Non penso che la riforma passera’ perche’ c’e’ altro a cui pensare”. Lo afferma, riferendosi al ddl sulle intercettazioni, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, mentre racconta a S.Andrea Apostolo dello Ionio (Cz), ad un pubblico attento il suo lavoro da magistrato dell’Antimafia, presentando il suo ultimo libro dal titolo ”La Malapianta”, edito da Mondadori. ”Sulle intercettazioni pero’ – sottolinea Gratteri – bisogna essere onesti quando si danno i numeri. Se sono onesto dico che sono intercettate 10 mila schede telefoniche, e non dico 10 mila utenze. Questo perche’ il mafioso, lo ‘ndranghetista, non utilizza la stessa scheda telefonica che utilizza per parlare con un altro ‘ndranghetista, per dire alla moglie ‘cala ‘a pasta’. Oggi per intercettare una persona devo tenere sotto controllo almeno 5 utenze. In due anni io indago 50 persone, 50 trafficanti di cocaina che utilizzano piu’ di 10 mila schede telefoniche. Questo e’ il giochino delle cifre”, spiega Gratteri. Per quanto riguarda la fuga di notizie, e la ”legge bavaglio”, il magistrato chiarisce che ”chi da’ le notizie al giornalista e’ la polizia giudiziaria o il pubblico ministero”, sottolinea. ”Negli ultimi anni pero’ la notizia sui giornali era il gossip. Quella non e’ informazione, quello e’ pettegolezzo”. Soffermandosi poi sul contrasto al traffico di cocaina, ”la migliore struttura in Italia – dice Gratteri – e’ quella di Catanzaro. Ci sono punti di eccellenza. La ‘ndrangheta in Colombia compra la cocaina in conto vendite, mentre la camorra non riesce ad avere la cocaina in conto vendite, questo significa che la ‘ndrangheta in Colombia e’ molto credibile. Il fatturato ammonta al 3% del pil, 1 chilo di cocaina costa 1200 euro in Colombia, Da un chilo di cocaina se ne possono fare 4,5 chili, che vengono pagate al prezzo di 40-50 euro al grammo. Non esiste nessun investimento, nessuna attivita’ al mondo nemmeno la speculazione in Borsa che puo’ fare guadagnare cosi’ tanto”. Il magistrato rileva poi che ”la ‘ndrangheta non investe in Calabria queste grandi risorse perche’ non conviene”. E ancora sul suo lavoro da magistrato, Gratteri racconta: ”Oggi sono i politici che vanno dal capomafia e chiedono il pacchetto di voti. Oggi, con il sistema attuale, basta spostare a destra o a sinistra un pacchetto di voti e questo significa concorrere a determinare chi fara’ il tecnico comunale, quando fare l’appalto. Oggi gli unici che hanno soldi contanti sono gli usurai, le mafie… tutti gli altri, abbiamo i conti in rosso”.

REGGIONONTACE IL 3 AGOSTO ALL’ARENA DELLO STRETTO

“Anche il 3 Agosto Reggionontace sarà regolarmente presente in un punto della città per continuare la sua opera di sensibilizzazione e risveglio della coscienza civile.
La ‘ndrangheta – lo vediamo bene- non si ferma. Nemmeno chi la contrasta seriamente si ferma. È dunque ciò che viene chiesto anche al piccolo segno che siamo noi.
Abbiamo pensato al Lungomare come luogo in sintonia col periodo estivo e tale da favorire la presentazione della nostra esperienza a tante persone che non la conoscono, a partire da coloro che stanno fuori e tornano in città per le ferie.
In particolare, l’idea è quella di dar vita a uno spazio di incontro e di comunicazione: lettura o recitazione di testi, canzoni, riflessioni… Tutto con auspicabili contributi personali di quanti di noi potranno offrirne. In più potremo distribuire materiale vario del movimento e raccogliere adesioni per le varie campagne di raccolta-firme che abbiamo lanciato: il “no” alla legge sulle intercettazioni, la richiesta del comitato di Ravagnese di conoscere la reale situazione sanitaria di quella zona, l’adesione al manifesto del nostro stesso movimento…
La manifestazione di MARTEDI’ 3 AGOSTO si terrà all’”ARENA DELLO STRETTO”, a partire dalle ore 21. Un luogo molto centrale e molto ampio, capace di raccogliere una grande quantità di persone. E’ perciò quanto mai necessaria, una volta di più, la presenza e la partecipazione di tutti. Sappiamo di non cercare alcuna visibilità dell’apparenza. Ma sappiamo anche che il gesto di solidarietà davanti alla Questura, per l’arresto di Giovanni Tegano, e il corteo sul corso a sostegno del procuratore Pignatone, sono state testimonianze efficaci perché eravamo in tanti. Fossimo stati 15-20 il peso, rispetto a quel tipo di gesti, sarebbe stato infinitamente minore. Oltretutto sono previsti alcuni SPAZI LIBERI DI COMUNICAZIONE, INTERVENTI, RISONANZE.”

REGGIONONTACE SCRIVE AI PARLAMENTARI DEL SUD CONTRO LA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI

di Stefano Perri – E’ la legge sulle intercettazioni al centro del documento inviato dal movimento “Reggionontace” a tutti i parlamentari eletti nelle regioni meridionali con l’obiettivo di rendere la giusta dimensione ad un provvedimento che al sud potrebbe essere, come il movimento stesso indica, “una questione di vita o di morte”.
Un appello che, ci tengono a specificare, non deve assumere nessuna colorazione ideologica o di partito, in quanto rivolto a tutti i deputati e i senatori eletti nelle circoscrizioni meridionali.
Ecco il testo integrale del documento:
• PREMESSA
Se per altri o altrove l’opposizione alla legge sulle intercettazioni può essere tacciata di mero idealismo (e per alcuni può essere solo una questione ideologica, smentita poi da comportamenti illiberali o contigui), per noi meridionali è una questione di vita e di morte: non solo fisica – nel sud infatti favorirebbe e nasconderebbe omicidi, rapine, prepotenze –, ma anche economica, di dignità, di futuro. E dunque, di negazione della speranza, quella vera, che non si fonda su aspettative di miracoli, ma quella di chi cerca di costruire spazi reali di riscatto e di responsabilità.
• DESTINATARI e SENSO di questo appello:
– ci rivolgiamo principalmente a tutti quei meridionali che non hanno più intenzione di piangersi addosso e hanno veramente a cuore il futuro di tutti scegliendo, perciò, d’uscire da silenzi e deleghe. Proprio per questo, non intendiamo sottoscrivere quest’appello in quanto appartenenti a un partito o a uno schieramento, né perché ne facciamo una bandiera ideologica. Non v’è chi non possa vedere che in entrambi gli schieramenti ci sono persone che lottano veramente contro le mafie e le ingiustizie, e persone colluse, quando non complici e favoreggiatrici;
– proponiamo dunque, soprattutto ai meridionali, di firmare questo appello che rivolgiamo a tutti i parlamentari (deputati e senatori) che sono stati eletti nelle regioni del sud, per invitarli a rifiutare d’approvare la legge sulle intercettazioni. Riteniamo che maggiore sarà il numero delle sottoscrizioni, tanto più saranno costretti a riflettere seriamente, prima di approvare una simile legge.
• Questi i MOTIVI per cui chiediamo che non venga approvata quella legge:
– abbiamo ascoltato il parere dei nostri magistrati reggini, circa la legge sulle intercettazioni che il parlamento sta discutendo e ci fidiamo di loro quando ci dicono che, soprattutto in questo momento in cui la ‘ndrangheta sta intensificando la sua attività criminale (anche per i successi della magistratura e delle forze dell’ordine), e per questo si preparano tempi ancora più drammatici, la legge sulle intercettazioni sarebbe un grande favore alla criminalità organizzata;
– non è verosimile che si plauda a magistrati e poliziotti che fanno seriamente il loro lavoro di contrasto alle mafie, tanto da riuscire a ottenere risultati che stanno sotto gli occhi di tutti, e poi non si dia loro ascolto quando – dati alla mano – dimostrano che quella legge finirebbe per vanificare il loro lavoro.
– proprio sulla base delle loro parole, allora, invitiamo tutti i parlamentari eletti nel sud dell’Italia a riflettere sulle loro scelte, ricordando loro che, qualora l’approvassero, ciò renderebbe ancora più incerta la nostra vita e indebolirebbe il nostro impegno a liberarci dall’oppressione della sfiducia.
• Riteniamo necessario che tutti personalmente rispondiate a quest’appello entro il 10 luglio. Noi, da parte nostra, c’impegniamo a rendere pubbliche le vostre risposte o il vostro eventuale silenzio.
E’ possibile firmare la petizione on line al seguente link:
http://firmiamo.it/appello-ai-parlamentari-del-sud
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