COSI LE MULTE E LE RETTIFICHE UCCIDERANNO I BLOG

Così le rettifiche e le multe uccideranno i blog

di Leonardo Tondelli su l’Unità del 27 luglio 2010 – Certo che noialtri blog siamo sempre così allarmisti. Non è bello poter scrivere quel che ci pare senza responsabilità? E invece no, siamo sempre preoccupati che la pacchia stia per finire. C’è sempre in discussione un decreto, un disegno, un codicillo che minaccia la nostra stessa esistenza. Eppure in un qualche modo ce l’abbiamo sempre fatta, da dieci anni in qua. Cerchiamo di capire cosa rischiamo stavolta con quel comma 29 che l’onorevole Bongiorno non vuole assolutamente modificare.

Allora, mettiamo che io sia una tranquillissima persona con un blog, che aggiorno un paio di volte alla settimana. Un blog di foto di gatti, che ne dite? Più innocuo di così. Io ovviamente sto molto attento a non diffamare mai nessuno, gatti o padroni di gatti. Mettiamo che io venerdì pubblichi la foto del mio gatto in una scatola, prima di partire per il week end. Continua a leggere

REGGIONONTACE SCRIVE AI PARLAMENTARI DEL SUD CONTRO LA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI

di Stefano Perri – E’ la legge sulle intercettazioni al centro del documento inviato dal movimento “Reggionontace” a tutti i parlamentari eletti nelle regioni meridionali con l’obiettivo di rendere la giusta dimensione ad un provvedimento che al sud potrebbe essere, come il movimento stesso indica, “una questione di vita o di morte”.
Un appello che, ci tengono a specificare, non deve assumere nessuna colorazione ideologica o di partito, in quanto rivolto a tutti i deputati e i senatori eletti nelle circoscrizioni meridionali.
Ecco il testo integrale del documento:
• PREMESSA
Se per altri o altrove l’opposizione alla legge sulle intercettazioni può essere tacciata di mero idealismo (e per alcuni può essere solo una questione ideologica, smentita poi da comportamenti illiberali o contigui), per noi meridionali è una questione di vita e di morte: non solo fisica – nel sud infatti favorirebbe e nasconderebbe omicidi, rapine, prepotenze –, ma anche economica, di dignità, di futuro. E dunque, di negazione della speranza, quella vera, che non si fonda su aspettative di miracoli, ma quella di chi cerca di costruire spazi reali di riscatto e di responsabilità.
• DESTINATARI e SENSO di questo appello:
– ci rivolgiamo principalmente a tutti quei meridionali che non hanno più intenzione di piangersi addosso e hanno veramente a cuore il futuro di tutti scegliendo, perciò, d’uscire da silenzi e deleghe. Proprio per questo, non intendiamo sottoscrivere quest’appello in quanto appartenenti a un partito o a uno schieramento, né perché ne facciamo una bandiera ideologica. Non v’è chi non possa vedere che in entrambi gli schieramenti ci sono persone che lottano veramente contro le mafie e le ingiustizie, e persone colluse, quando non complici e favoreggiatrici;
– proponiamo dunque, soprattutto ai meridionali, di firmare questo appello che rivolgiamo a tutti i parlamentari (deputati e senatori) che sono stati eletti nelle regioni del sud, per invitarli a rifiutare d’approvare la legge sulle intercettazioni. Riteniamo che maggiore sarà il numero delle sottoscrizioni, tanto più saranno costretti a riflettere seriamente, prima di approvare una simile legge.
• Questi i MOTIVI per cui chiediamo che non venga approvata quella legge:
– abbiamo ascoltato il parere dei nostri magistrati reggini, circa la legge sulle intercettazioni che il parlamento sta discutendo e ci fidiamo di loro quando ci dicono che, soprattutto in questo momento in cui la ‘ndrangheta sta intensificando la sua attività criminale (anche per i successi della magistratura e delle forze dell’ordine), e per questo si preparano tempi ancora più drammatici, la legge sulle intercettazioni sarebbe un grande favore alla criminalità organizzata;
– non è verosimile che si plauda a magistrati e poliziotti che fanno seriamente il loro lavoro di contrasto alle mafie, tanto da riuscire a ottenere risultati che stanno sotto gli occhi di tutti, e poi non si dia loro ascolto quando – dati alla mano – dimostrano che quella legge finirebbe per vanificare il loro lavoro.
– proprio sulla base delle loro parole, allora, invitiamo tutti i parlamentari eletti nel sud dell’Italia a riflettere sulle loro scelte, ricordando loro che, qualora l’approvassero, ciò renderebbe ancora più incerta la nostra vita e indebolirebbe il nostro impegno a liberarci dall’oppressione della sfiducia.
• Riteniamo necessario che tutti personalmente rispondiate a quest’appello entro il 10 luglio. Noi, da parte nostra, c’impegniamo a rendere pubbliche le vostre risposte o il vostro eventuale silenzio.
E’ possibile firmare la petizione on line al seguente link:
http://firmiamo.it/appello-ai-parlamentari-del-sud
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