LOCRI (RC): ASSUNTO AL COMUNE IL COLLABORATORE DI GIUSTIZIA ROCCO RISPOLI

di Stefano Perri – Rocco Rispoli, l’uomo che ha denunciato i propri usurai nell’ambito dell’inchiesta denominata “Shark”, sara’ assunto dal Comune di Locri. Una buona notizia per il mondo dell’antimafia ed una risposta a chi da sempre ha richiesto tutela e protezione per i testimoni di giustizia. La stipula del contratto di assunzione verra’ firmata lunedi’ 16 agosto in Municipio. ”Sono lieto di comunicare – afferma il sindaco di Locri, Francesco Macri’ – che siamo finalmente giunti al termine dell’iter procedurale per l’assunzione di Rocco Rispoli, cittadino locrese che con le sue dichiarazioni rese ai carabinieri ed alla magistratura ha rotto il muro dell’omerta’ denunciando i propri usurai, portando un forte contributo in quella che e’ stata soprannominata operazione ‘Shark”’. ”L’inserimento nel personale dell’Ente – prosegue il sindaco – e’ stato immediatamente valutato per dare atto che il testimone di giustizia non sarebbe rimasto solo e per dare un forte segnale contro ogni forma di criminalita’ organizzata, contro la quale si ritiene necessaria la collaborazione da parte di tutti i cittadini e delle Istituzioni”

DON CIOTTI: ‘NDRANGHETA PROBLEMA NAZIONALE, MA LA REGIA RIMANE IN CALABRIA

«La ‘ndrangheta rappresenta un problema trasversale a tutto il Paese e che interessa particolarmente il nord d’Italia, Milano la capitale finanziaria, sebbene al sud rimangano le cabine di regia».  Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, parlando a Isola Capo Rizzuto, a circa 200 giovani del Movimento dei focolarini che stanno tenendo il loro campo estivo sulle terre confiscate al clan degli Arena. «La ‘ndrangheta – ha aggiunto don Ciotti – ha cambiato fisionomia e oggi indossa il colletto bianco, fa affari e gioca in borsa. È, però, la più pericolosa di tutte le organizzazioni criminali sebbene sia poco conosciuta rispetto alla mafia siciliana ed è anche la più impenetrabile, la più forte e la più internazionalizzata». Per il sacerdote «il problema principale sono le connivenze e le collusioni in ambito politico ed economico perchè il pesce è importante ma lo è ancora di più il bacino d’acqua all’interno del quale si alimenta». Don Ciotti, che si è sottoposto alle domande dei giovani partecipanti al campo facendo anche riferimento alla sua storia personale, ha parlato della situazione di Isola Capo Rizzuto, realtà ad alta densità mafiosa. «Questa – ha detto – è una terra bellissima e quando si viene si impara e si va via arricchiti anche se è vero che lavorare qui significa scontrarsi con mille ostacoli. Troppo spesso, infatti, si tende a semplificare e ad assegnare etichette compiendo il peccato della conoscenza, giudicare senza conoscere».