REGGIO: NASCE LA BOTTEGA DELLA LEGALITA’ DI LIBERA

liberaconsiglio1di Stefano Perri (per http://www.strill.it) – “Camminando s’apre cammino”. Questo lo slogan dell’iniziativa organizzata da Libera per la firma dell’accordo con la Presidenza del Consiglio Regionale per l’istituzione della Bottega della Legalità e la consegna di nuovi loghi del progetto ReggioLiberaReggio.

Un pomeriggio all’insegna dell’antindrangheta nella sala “Nicola Calipari” di Palazzo Campanella dove a confrontarsi sono i cittadini e gli iscritti all’Associazione Libera con le massime istituzioni regionali nell’ambito della legalità. Presenti le maggiori autorità cittadine, rappresentanti delle forze dell’ordine e della magistratura, il Procuratore di Palmi Giuseppe Creazzo, il Procuratore Generale Salvatore Di Landro e il Sindaco di ReggioDemi Arena. Assieme ai tantissimi cittadini ed associazioni presenti anche una serie di imprenditori che hanno aderito al progetto di ReggioLiberaReggio. Tra di loro anche Tiberio Bentivoglio, titolare della Sanitaria Sant’Elia oggetto in passato di una serie orribile di attentati e gravissimi episodi intimidatori. Ad alternarsi sul palco gli interventi dei rappresentanti di Libera, il coordinatore reggino Mimmo Nasone e Don Marcello Cozzi dell’Ufficio nazionale, Claudio La Camera del Museo della ndrangheta e poi le Istituzioni regionali rappresentate dal Presidente della Commissione Antimafia Salvatore Magarò e dal Presidente del Consiglio Francesco Talarico. Continua a leggere

EGUAGLIANZA 2011: SI CONCLUDE IL CICLO DI SEMINARI DI ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI E LIBERA

mattiapreti1di Stefano Perri – Si conclude in Calabria il progetto Eguaglianza 2011, il viaggio della legalità e delle Istituzioni che ha percorso l’Italia per celebrare, attraverso i contenuti, il 150esimo anniversario dell’Unità. A Reggio Calabria, presso l’Aula Magna del Liceo Artistico Matti Preti l’incontro conclusivo dedicato agli studenti, l’ultimo di quest’anno per ciò che riguarda il percorso di iniziative organizzate da Libera e dall’Associazione Nazionale Magistrati diretto agli studenti di tutta Italia e che ha coinvolto anche tantissime scuole della Piana di Gioia Tauro e di Reggio.

Eguaglianza, unità, immigrazione, integrazione e diritti umani, ma soprattutto lotta alle mafie, questi i temi principali del progetto coordinato dal responsabile nazionale Roberto Garofoli, Magistrato del Consiglio di Stato, in sinergia con il responsabile territoriale Giuseppe Creazzo, Procuratore di Palmi.
A Coordinare l’incontro odierno, al quale hanno preso parte tantissimi studenti provenienti da tutte le scuole della provincia, la Presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Magistrati di Reggio Calabria Iside Russo.Presente in platea ad ascoltare con attenzione anche il Prefetto di Reggio Luigi Varratta. Con lui i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, i Presidi e docenti delle scuole reggine e il neoeletto Sindaco Demi Arena. Continua a leggere

ARCHI (RC): NELLA NOTTE UCCISI DUE PREGIUDICATI

pistolada strill.it – Due pregiudicati sono stati uccisi nella notte a Reggio Calabria. Si tratta di Massimiliano D’Ascola, 35 anni, e Giorgio Clemeno, 31, già noto alle forze dell’ordine nell’ambito dell’operazione Eremo bis, di recente condannato a 3 anni e sei mesi. I due,  sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco nel quartiere Cep di Archi, alla periferia nord di Reggio Calabria. D’Ascola e Clemeno si trovavano per strada e stavano parlando davanti al portone del palazzo dove abitavano entrambi quando qualcuno gli ha sparato contro numerosi colpi di pistola, forse calibro 7.65. I due sono morti sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, avvertiti da una telefonata al 112. Gli investigatori hanno gia’ cominciato a sentire parenti ed amici delle vittime per cercare di ricostruire le loro ultime ore di vita e per verificare se negli ultimi tempi avessero avuto dei contrasti con qualcuno. I carabinieri stanno anche indagando per accertare se i due avessero contatti con ambienti della criminalita’ organizzata reggina. Sul movente, al momento, non viene esclusa alcuna ipotesi.

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REGGIO: TRA GLI ARRESTATI ANCHE UN DIRETTORE SPORTIVO E UN ALLENATORE DI CALCIO

polizia5I commercianti e gli imprenditori soffocati dal racket delle estorsioni a ReggioCalabria tirano un sospiro di sollievo, dopo l’operazione della Squadra mobile che ha portato all’arresto di 33 presunti affiliati alle cosche di ‘ndrangheta che taglieggiano da sempre gli operatori economici della citta’. Un’operazione che, secondo la definizione di un investigatore, rappresenta una vera e propria ”bonifica del territorio” in una citta’ in cui anche le squadre di calcio minori sono sotto il controllo delle cosche. Tra gli arrestati, infatti, ci sono il direttore sportivo, Eugenio Borghetto, e l’allenatore, Natale Ianni’, della squadra di calcio della Valle Grecanica, che milita nella serie D Interregionale. Dei due, il personaggio piu’ in vista sotto l’aspetto criminale e’ Borghetto, indicato come uno dei capi all’omonima cosca. Gli arresti consentono di interrompere il circolo vizioso che ruota attorno alle estorsioni, che a Reggio Calabria hanno sempre rappresentato un ”costo aggiuntivo” accettato praticamente da tutti. Come se fossero un fatto normale, in una citta’ che ha sempre pagato un alto costo sociale per la presenza invasiva della criminalita’. Da oggi a Reggio, o almeno in alcuni quartieri della citta’, non e’ piu’ cosi’. Continua a leggere

REGGIO, ARRESTATI 32 AFFILIATI ALLA COSCA LIBRI: ECCO I NOMI

Di seguito l’elenco dei soggetti colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip Andrea Esposito, nell’ambito dell’operazione odierna che comprende 34 ordinanze di custodia cautelare in carcere (due sono  irreperibili) condotta dalla Squadra  Mobile di Reggio Calabria , diretta da Renato Cortese: Continua a leggere

LA BOTTEGA DELLA LEGALITA’, GLI ANNUNCI DI MARONI, LE ANALISI DI GRATTERI

“Non abbiamo paura”. E’ lo striscione calato dalla palazzina di Corleone, un tempo del boss Bernardo Provenzano, che da oggi diventa sede della ‘Bottega della legalità’. A inaugurarla, sono arrivati dopo la riunione del Comitato nazionale il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il Gardasigilli, Angelino Alfano e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, accompagnati dai vertici delle forze dell’ordine e dei servizi di intelligence. E’ ferragosto e l’atmosfera è un po surreale. Tanto caldo, tanto silenzio. Corleone, il paesino di circa 12 mila abitanti, a una cinquantina di chilometri da Palermo è deserta. Il paese dove è nata una delle consorterie mafiose più pericolose e famigerate di sempre.  La cittadina è presidiata da un enorme dispiegamento di uomini delle forze dell’ordine. C’è perfino un cecchino sul tetto dell’edificio dove è in programma la cerimonia. Il sindaco, Nino Iannazzo, si rivolge alle autorità di governo: “Ci sono ancora sguardi titubanti, qualcuno è alle finestre perchè ha paura”. Qui, si sono fatti passe avanti anche grazie ai sindaci che non di rado sono destinatari di minacce mafiose, segno che il cammino da fare è ancora tanto sul terreno della legalità. “Oggi – ha detto il ministro Alfano – è un giorno bellissimo per i siciliani onesti: anche questo bene appartenuto a Provenzano viene utilizzato contro la mafia”.”L’impegno del governo – ha aggiunto il ministro Maroni – è continuare in questa direzione: ci siamo un po sbilanciati ma vogliamo vincere questa guerra entro la fine della legislatura”. La cerimonia volge quasi al termine, mentre dalla piazzetta di Corleone dove decine di giovani dei ‘Cento passi…’ e volontari dell’Arci intonano ‘Bella ciao..’ proprio mentre i ministri Maroni e Alfano e il sottosegretario Letta stanno per andare via da Corleone. Solo quando il corteo di auto blu lascia il paesino i giovani entrano cantando nella Bottega della legalità prendendo simbolicamente possesso del bene confiscato e scandiscono lo slogan ‘Fuori la mafia dallo Stato’. Un gesto dunque che vuole significare il rifiuto da parte dei giovani siciliani impegnati nella lotta alle mafie di confondersi con gli annunci ad effetto degli impettiti ministri che scendono in Sicilia a lanciare anatemi dal sapore pontifico. La verità è che la politica dovrebbe sempre anteporre la pregiudiziale della questione morale prima di affrontare temi e predisporre provvedimenti di carattere sociale, ancor più quando essi riguardano un tema delicato come la lotta alle mafie. E’ toccato al Ministro Maroni snocciolare i dati dell’azione di contrasto: “Dal maggio 2008 ad oggi sono stati arrestati 6483 mafiosi. Catturati anche 26 dei 30 latitanti piu’ pericolosi. Sono stati inoltre sottratti alle cosche 32.799 beni per un valore di quasi 15 miliardi di euro (tra sequestrati e confiscati)”. Dichiarazioni che hanno il sapore del populismo, da parte di chi pensa di avere a che fare con un popolo ignorante e distratto. In realtà il movimento antimafia è molto attento e le popolazioni meridionali, attanagliate dal cancro mafioso, pur nel silenzio generato dalla paura di esporsi in prima persona, sanno fare bene i conti. Gli annunci ad effetto del Ministro Maroni vengono facilmente smascherate attraverso la spiegazione che Nicola Gratteri, procuratore aggiunto al Tribunale di Reggio Calabria, ha dato qualche giorno fa circa l’attività di contrasto al fenomeno mafioso: “Il Ministero dell’Interno, il Ministro o il Governo non c’entrano nulla con gli arresti di questi anni, che sono il frutto di indagini iniziate 4-5 anni fa” dichiara Gratteri – “le indagini sono il frutto del duro lavoro di Magistrati, Polizia Giudiziaria e Forze dell’Ordine che non prendono neanche i soldi dello straordinario! Nessun governo negli ultimi 15 anni di destra o di sinistra (2 governi di cd e due di cs per intenderci) hanno mai messo in campo un piano legislativo mirato al contrasto alle mafie”.
La strategia del Governo dunque in questo caso è molto chiara anche agli occhi di un osservatore distratto. Per difendersi dalle accuse lanciate dai finiani che ricadono soprattutto nell’ambito della giustizia e fanno continuo riferimento alla moralità ed alla legalità nell’azione di Governo, i falchi di Berlusconi provano la difesa alta tentando di accreditarsi nei confronti dell’opinione pubblica e sbandierando una presunta particolare e rinnovata attenzione al tema della lotta alle mafie, con l’obiettivo di mettere in fuorigioco gli ex colleghi della ex maggioranza.
Quando potrà andare avanti questo giochino non è dato sapere. La cosa più evidente oggi è che i ragazzi che cantavano “Bella ciao” all’inaugurazione della Bottega della Legalità di Corleone non hanno nessuna voglia di lasciarsi prendere in giro e chiedono alla politica, tutta, un passo indietro rispetto al sistema di malaffare diffuso che imperversa all’interno delle istituzioni. Come lo stesso Gratteri racconta ”Oggi sono i politici che vanno dal capomafia e chiedono il pacchetto di voti. Oggi, con il sistema attuale, basta spostare a destra o a sinistra un pacchetto di voti e questo significa concorrere a determinare chi fara’ il tecnico comunale, quando fare l’appalto. Oggi gli unici che hanno soldi contanti sono gli usurai, le mafie… tutti gli altri, abbiamo i conti in rosso”. Se questa è la situazione, denunciata autorevolmente da Gratteri ma in realtà da tempo sotto gli occhi di tutti, c’è davvero poco da stare allegri. Il mondo politico dovrebbe seriamente riflettere su una profonda autoriforma che possa riportare le istituzioni ed i partiti a riacquistare la credibilità perduta. Se ciò non avverrà, ed anche con una discreta urgenza, questo paese sarà destinato ad un lento ma inesorabile declino

LOCRI (RC): ASSUNTO AL COMUNE IL COLLABORATORE DI GIUSTIZIA ROCCO RISPOLI

di Stefano Perri – Rocco Rispoli, l’uomo che ha denunciato i propri usurai nell’ambito dell’inchiesta denominata “Shark”, sara’ assunto dal Comune di Locri. Una buona notizia per il mondo dell’antimafia ed una risposta a chi da sempre ha richiesto tutela e protezione per i testimoni di giustizia. La stipula del contratto di assunzione verra’ firmata lunedi’ 16 agosto in Municipio. ”Sono lieto di comunicare – afferma il sindaco di Locri, Francesco Macri’ – che siamo finalmente giunti al termine dell’iter procedurale per l’assunzione di Rocco Rispoli, cittadino locrese che con le sue dichiarazioni rese ai carabinieri ed alla magistratura ha rotto il muro dell’omerta’ denunciando i propri usurai, portando un forte contributo in quella che e’ stata soprannominata operazione ‘Shark”’. ”L’inserimento nel personale dell’Ente – prosegue il sindaco – e’ stato immediatamente valutato per dare atto che il testimone di giustizia non sarebbe rimasto solo e per dare un forte segnale contro ogni forma di criminalita’ organizzata, contro la quale si ritiene necessaria la collaborazione da parte di tutti i cittadini e delle Istituzioni”