REGGIO: L’ANTIRACKET DI LIBERA FA TAPPA A LAZZARO

di Stefano Perri – Mercoledì 30 giugno alle 20.30, presso i locali del ristorante “L’Accademia” di Lazzaro, “ReggioLiberaReggio” terrà un’assemblea pubblica per presentare il resoconto delle attività fin qui svolte e per consegnare il logo di RLR a quindici nuove associazioni, imprese e commercianti che hanno detto “no” al pizzo, decidendo di aderire alla nostra campagna anti-racket, sommandosi cosi alle quattro aziende già presenti.
ReggioLiberaReggio è una rete formata attualmente da ben 61 associazioni impegnate nella lotta al racket. L’organizzazione, durante la sua prima assemblea presieduta da Libera, ha deciso di formare tre diversi gruppi di lavoro. Il primo dedicato al consumo responsabile con l’obiettivo di ampliare la rete di cittadini, attualmente più di 600, che decidono di prediligere nei propri acquisti le attività economiche che si schierano dalla parte della legalità. Il prossimo appuntamento sarà il 3 luglio, sul Corso Garibaldi, all’apertura della stagione dei saldi, con la campagna “Niente sconti a chi paga il pizzo”. Il secondo gruppo dedicato all’impresa ha il compito di far avvicinare nuove attività commerciali alla rete di Libera, accompagnandole nei percorsi di denuncia e di ribellione al sistema mafioso. A questo proposito, secondo Libera, è necessario mettere mano alla leggere regionale Antiracket al fine di facilitare le denunce da parte degli imprenditori. Il terzo gruppo si occupa infine della comunicazione e della diffusione delle iniziative dell’Associazione, in una difficile e complicata come quella reggina, dove secondo i dati di Libera, più del 50% degli esercizi commerciali sul Corso Garibaldi sono in mano alla ‘ndrangheta, anche se perfettamente in regola sotto il profilo strettamente legale.
La serata di Lazzaro, organizzata da ReggioLibera Reggio, si concluderà con una cena al ristorante “L’accademia” di Filippo Cogliandro, tra i primi imprenditori a ricevere la certificazione antiracket. L’obiettivo è anche quello di esprimere concretamente solidarietà e vicinanza a chi decide di denunciare i propri estorsori, cercando di valorizzare il consumo critico e responsabile nei confronti di quelle aziende tutt’oggi sono sottoposte ad un regime di concorrenza sleale da parte della mafia e delle sue imprese.
“Gli arresti di queste settimane – ha dichiarato il Coordinatore di Libera Mimmo Nasone – sono senza dubbio importanti, ma non bastano. E’ necessario colpire con forza la zona grigia, quella più pericolosa. Reggio è un sistema dove la ‘ndrangheta, la massoneria deviata, la mala politica, stanno distruggendo tutto. Serve una presa di coscienza collettiva ed una ribellione culturale. Ma lo Stato da parte sua deve essere credibile, perché non è più possibile chiedere ai cittadini di fare gli eroi. Uno Stato che vuole tagliare uno strumento fondamentale come quello delle intercettazioni o che nomina un Ministro per evitare un processo perde la sua credibilità e si allontana dai cittadini”.

REGGIO: GIORNALISTI E CITTADINI INSIEME, NUOVI PERCORSI PER L’INFORMAZIONE

di Stefano Perri – Mentre in Parlamento è in via di approvazione il ddl sulle intercettazioni, meglio conosciuto come “legge bavaglio”, il mondo del giornalismo si interroga rispetto alle recenti opportunità offerte dalla rete e dal nuovo modello di comunicazione bidirezionale. L’occasione a Reggio Calabria è offerta dall’incontro organizzato da LiberaReggio “Giornalisti e cittadini insieme: nuovi percorsi per l’informazione” che si è tenuto presso la sala biblioteca di Palazzo Foti.
Tema centrale del dibattito il cosiddetto “citizen journalism”, il giornalismo dei cittadini, visto come un nuovo modello comunicativo che nasce dalla partecipazione consapevole della società civile e si avvale perlopiù delle opportunità orizzontali offerte dai nuovi media. Il mondo della rete internet in generale, che per ciò che concerne l’informazione, si declina oggi attraverso i social network (da Facebook a Twitter), i blog, i forum, i magazine e le testate on line. Un universo vasto e complesso, costituito da nodi che conducono gli utenti a diventare protagonisti della costruzione e della diffusione delle notizie e dei commenti attorno ad esse. Un’informazione che dunque diventa sempre più soggettiva e bidirezionale, assumendo i tratti di un capitale conoscitivo aperto, suscettibile di modifiche, integrazioni, smentite da parte di una fetta sempre crescente di cittadini attivi e responsabili. Un processo, quello in atto, che rischia di rivoluzionare il modello comunicativo al quale siamo abituati e che inizia ad avere ricadute sul mondo dell’informazione dal punto di vista economico, politico e sociale.
All’incontro, moderato da Salvatore Salvaguardia ed introdotto da Alessio Neri di LiberaReggio, era presente Antonio Rossano dell’Associazione Pulitzer, che ha descritto con puntualità il modello diffuso negli Stati Uniti e da poco sbarcato in Italia di giornalismo non-profit. A fargli eco Antonino Monteleone che, raccontando la sua professione di giornalista blogger, ha voluto sottolineare l’importanza di una comunicazione di qualità a garanzia della libertà di informazione. E’ stato poi il turno di  Tonino Sanfedele, che ha descritto l’esperienza di Basta Indifferenza, movimento di riscatto sociale nato a Scilla dopo l’incendio alla spadara Santa Lucia. A tratteggiare il quadro di riferimento normativo ci ha pensato la Professoressa Angela Busacca, docente di Diritto dell’Informazione all’Università di Messina, che ha evidenziato la necessità di un reale diritto all’accesso all’informazione da parte di giornalisti e cittadini sancito dall’articolo 21 della Costituzione, sottolineando come la carenza di norme precise nel settore dell’informazione on line non sempre sia indice di libertà nel comunicare. A fare gli onori di casa per la Provincia era presente anche il consigliere Omar Minniti che ha ribadito ancora una volta la necessità di alimentare il fiume di proteste che hanno luogo in questi giorni contro l’odiosa legge bavaglio che il Parlamento sta per approvare.