LINA MEDINA, LA MADRE PIU’ GIOVANE DEL MONDO, EBBE UN FIGLIO A 5 ANNI!

imagedi Stefano Perri – Incredibile ma vero, nel 1939 Lina Medina ebbe il suo primogenito, tramite parto cesareo, all’età di soli 5 anni. Sua madre pensava che avesse un grosso tumore nello stomaco e la portò da un medico che, stupefatto, accertò la gravidanza. Lo stesso medico, tale Dottor Lozada, cominciò subito a mettere da parte la documentazione, compresa una foto e varie analisi, per assicurare che non si trattava di un falso. Era stata portata in ospedale dai genitori perche’ il suo addome stava crescendo troppo. Pensavano fosse un tumore…e invece era incinta di 7 mesi e mezzo! Il bambino, Gerardo, e’ stato cresciuto facendogli credere che Lina fosse sua sorella. A 10 anni ha scoperto che era invece sua madre. Lei e’ nata nel 1933 e, incredibile ma assolutamente vero, gia dopo 8 mesi di vita ha avuto le prime mestruzioni.

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La puberta’ molto precoce non è una cosa molto comune, ma non e’ nemmeno una cosa nuova. Pare, infatti, che in rarissimi casi possa svilupparsi una pubertà anche in soggetti in tenerissima età . Nel caso di questa bambina forse era cominciata prestissimo tanto che a cinque anni la piccola aveva infatti già il seno.
Una delle possibili spiegazioni che può essere data a questa storia è che nelle aree più povere del continente sud americano è diffusa la pratica di somministrare estrogeni (la cosiddetta estrogenizzazione) agli animali da pascolo che vengono poi macellati e mangiati. La prolungata assunzione di estrogeni può provocare l’anticipo, in qualche caso cosi clamoroso, della pubertà.

Una storia incredibile quella di Lina, che ha sempre rifiutato di dare indicazioni circa il nome del padre del bambino, ovvero del mostro che l’aveva violentata, dichiarando di non sapere neanche lei come fosse successo. Suo padre venne arrestato e poi rilasciato per mancanza di prove. La sua storia divenne così famosa da meritarle una statua nel museo delle cere di New York. Altro che mamma a 14 anni.

BARI: BIMBO DI 7 MESI IN FIN DI VITA PER LE BOTTE DELLA MAMMA

Un bimbo di sette mesi è stato brutalmente picchiato dalla mamma, una brasiliana di 28 anni con cittadinanza italiana, ed è ricoverato in gravi condizioni in ospedale. L’aggressione, a quanto si è appreso, sarebbe avvenuta dopo un litigio della donna con il compagno e padre del piccolo. Il bambino, preso anche a morsi, avrebbe riportato numerosi traumi e fratture ed è ricoverato nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari. La donna è stata sottoposta a fermo di polizia giudiziaria con l’accusa di maltrattamenti aggravati da lesioni gravissime.

I maltrattamenti, a quanto accertato dalla polizia, duravano da diversi mesi e hanno avuto un epilogo due sere fa quando, dopo l’ennesima lite con il compagno, un artigiano del marmo di 35 anni, la donna ha picchiato il bimbo con estrema violenza. Al rientro a casa,l’uomo ha portato il figlio al pronto soccorso del locale ospedale ma per la gravità delle condizioni é stato deciso il trasferimento nel reparto di Rianimazione del Pediatrico del capoluogo. Qui è stato accertato che le ferite e le lesioni non erano state causate da un’accidentale caduta, come aveva riferito la donna, né che le violenze erano state compiute in un’unica circostanza. La donna, interrogata dal pm di turno e dagli agenti della Squadra mobile barese, è crollata confessando i maltrattamenti ai quali sarebbe estraneo il padre. Le violenze, infatti, sarebbero sempre state commesse quando l’uomo era fuori per lavoro. Nonostante la confessione della madre, gli agenti stanno vagliando le testimonianze di familiari e conoscenti della coppia. Continua a leggere