Gioco d’Azzardo: i numeri di un fenomeno in aumento. E le mafie ringraziano

video_pokerdi Stefano Perri – ”Vincita assicurata”. Le luci colorate segnano la speranza di cambiare per sempre la propria vita, di ‘svoltare’ una volta per tutte. Il gioco d’azzardo è un fenomeno in forte crescita

in Italia ed in Calabria. Sul territorio nazionale si stimano in circa 800 mila gli individui dipendenti dal mito della dea bendata. Addirittura quasi 2 milioni sono considerati giocatori a rischio. Recenti studi parlano di dipendenza in quattro casi su dieci, con un significativo aumento tra donne e giovanissimi.

Feticcio di un’epoca fondata sulla bugia, eppure grimaldello effimero apparentemente necessario a scardinare le tenaglie della crisi, il gioco d’azzardo (legalizzato e non) rappresenta oggi una piaga sociale in forte crescita.

Un giro d’affari miliardario che coinvolge a pieno titolo, e non solo nelle regioni del sud, la criminalità organizzata. Il rapporto Azzardopoli 2.0 di Libera, Associazioni Nomi Numeri contro le mafie, parla di infiltrazioni di almeno 41 clan nel settore del gioco.

”Ogni scommessa è un debito” scriveva Marco Baldini nel suo autobiografico ”Il giocatore”. Una deduzione che sebbene a tanti appare come una semplice constatazione, non è affatto scontata per chi, contro ogni logica razionale, trascorre nel peggiore dei casi buona parte della giornata di fronte ad una macchinetta mangia soldi che continua a promettere senza mai mantenere. Continua a leggere

EGUAGLIANZA 2011: SI CONCLUDE IL CICLO DI SEMINARI DI ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI E LIBERA

mattiapreti1di Stefano Perri – Si conclude in Calabria il progetto Eguaglianza 2011, il viaggio della legalità e delle Istituzioni che ha percorso l’Italia per celebrare, attraverso i contenuti, il 150esimo anniversario dell’Unità. A Reggio Calabria, presso l’Aula Magna del Liceo Artistico Matti Preti l’incontro conclusivo dedicato agli studenti, l’ultimo di quest’anno per ciò che riguarda il percorso di iniziative organizzate da Libera e dall’Associazione Nazionale Magistrati diretto agli studenti di tutta Italia e che ha coinvolto anche tantissime scuole della Piana di Gioia Tauro e di Reggio.

Eguaglianza, unità, immigrazione, integrazione e diritti umani, ma soprattutto lotta alle mafie, questi i temi principali del progetto coordinato dal responsabile nazionale Roberto Garofoli, Magistrato del Consiglio di Stato, in sinergia con il responsabile territoriale Giuseppe Creazzo, Procuratore di Palmi.
A Coordinare l’incontro odierno, al quale hanno preso parte tantissimi studenti provenienti da tutte le scuole della provincia, la Presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Magistrati di Reggio Calabria Iside Russo.Presente in platea ad ascoltare con attenzione anche il Prefetto di Reggio Luigi Varratta. Con lui i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, i Presidi e docenti delle scuole reggine e il neoeletto Sindaco Demi Arena. Continua a leggere

REGGIO: IN MANETTE IL CONSIGLIERE REGIONALE DEL PDL SANTI ZAPPALA’ E ALTRI 12 PRESUNTI AFFILIATI AL CLAN PELLE

I carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Ros stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip nei confronti di 12 persone indagate per associazione mafiosa e corruzione elettorale aggravata dalle finalita’ mafiose. L’indagine ha accertato il condizionamento esercitato dalla cosca Pelle di San Luca della ‘ndrangheta in occasione delle elezioni del 29 e 30 marzo scorsi per il rinnovo del Consiglio regionale. Al centro dell’indagine gli incontri tra il boss Giuseppe Pelle ed alcuni candidati che in cambio di voti assicurati alla ‘ndrangheta illecitamente raccolti avrebbero dovuto garantire alle imprese di riferimento della cosca l’aggiudicazione di alcuni importanti appalti pubblici ed altri favori. C’e’ anche il consigliere regionale Santi Zappala’, del Pdl, tra le 12 persone arrestate dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria nell’operazione sul condizionamento da parte della ‘ndrangheta delle elezioni regionali in Calabria del 29 e 30 marzo scorsi. L’accusa nei confronti di Zappala’ e’ di avere stipulato con Giuseppe Pelle, capo della cosca, un accordo in occasione delle elezioni regionali ricevendo, in cambio, un consistente pacchetto di voti nella zona jonica della provincia di Reggio Calabria, controllata dalla cosca Pelle. Zappala’, inoltre, secondo l’accusa contestatagli dalla Dda reggina, avrebbe concretamente contribuito, pur senza farne formalmente parte, alla realizzazione degli scopi della ‘ndrangheta consistenti, in particolare, nell’acquisire la gestione ed il controllo di attivita’ economiche.

carabinieri

Di seguito l’elenco dei soggetti colpiti dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere messa dal Gip di Reggio Calabria Roberto Carrelli Palombi:

Santi Zappalà (50 anni), Antonio Manti (37), Pietro Nucera (51), Liliana Aiello (58), Francesco Iaria (44), Giuseppe Pelle (50), Domenico Stelitano (61), Mario Versaci (45), Filippo Iaria (31), Aldo Domenico Marvelli (55), Paolo Marvelli (27), Giuseppe Mesiani  Mazzacuva (33)

REGGIO, ARCHITETTURA: INTERCETTAZIONI RIVELANO INFILTRAZIONI DELLE COSCHE DI SAN LUCA

carabinieri27giuLe conoscenze di Antonio Pelle all’interno dell’universita’ sono palesemente confidenziali in diverse intercettazioni captate dai carabinieri del Ros. Oltre che con il responsabile della segreteria Roberto Catalano e con Francesco Iaria, il giovane intrattiene conversazioni con toni piuttosto amichevoli e di confidenza, oppure in altri casi si parla di regalie lasciate ai docenti, in particolare con Giuseppe Fera (docente di ”Laboratorio di Progettazione Urbanistica”) e il suo collaboratore Francesco Morabito, Maurizio Paolo Spano’ (dottore agronomo e forestale che gravita all’interno della Facolta’ di Architettura di Reggio Calabria), Deborah Pennestri’ (docente a contratto), Martino Milardi (ricercatore). Inoltre Antonio Pelle ha raccomandato una studentessa con Fera ed e’ intervenuto in favore dei cugini Francesco (Ciccio) e Antonietta per i test di ammissione nel settembre 2009. In questa vicenda avrebbero avuto un ruolo fondamentale Serena Di Guida, Antonio Fondacaro e Francesco Mazzacuva. In un’intercettazione Fondacaro avverte Antonio Pelle ”Vedi che ti sto mandando le domande solo x ciccio e antonietta sono 15”. Inoltre tra questi personaggi sono intercorsi numerosi sms durante le prove, in cui Pelle chiedeva notizie su come stessero rispondendo i cugini ricevendo puntualmente lo stato della situazione.

 

ARCHI (RC): NELLA NOTTE UCCISI DUE PREGIUDICATI

pistolada strill.it – Due pregiudicati sono stati uccisi nella notte a Reggio Calabria. Si tratta di Massimiliano D’Ascola, 35 anni, e Giorgio Clemeno, 31, già noto alle forze dell’ordine nell’ambito dell’operazione Eremo bis, di recente condannato a 3 anni e sei mesi. I due,  sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco nel quartiere Cep di Archi, alla periferia nord di Reggio Calabria. D’Ascola e Clemeno si trovavano per strada e stavano parlando davanti al portone del palazzo dove abitavano entrambi quando qualcuno gli ha sparato contro numerosi colpi di pistola, forse calibro 7.65. I due sono morti sul colpo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, avvertiti da una telefonata al 112. Gli investigatori hanno gia’ cominciato a sentire parenti ed amici delle vittime per cercare di ricostruire le loro ultime ore di vita e per verificare se negli ultimi tempi avessero avuto dei contrasti con qualcuno. I carabinieri stanno anche indagando per accertare se i due avessero contatti con ambienti della criminalita’ organizzata reggina. Sul movente, al momento, non viene esclusa alcuna ipotesi.

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REGGIO, OPERAZIONE ENTOURAGE: I NOMI E LE FOTO DEGLI ARRESTATI

arrestoda http://www.strill.it – Le mani delle cosche Libri e Condello su 11 appalti del Comune e della Provincia di Reggio ed altri Comuni del Reggino, con una spartizione dei lavori gestita da un ”cartello” che controllava tutto.
E’ il quadro che emerge dall’operazione Entourage, condotta dalla Dia, che ha portato all’arresto di sette persone ed all’interdizione per due mesi di trenta imprenditori. Gli arrestati sono:

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VIAGGIO NELLE OCCASIONI PERDUTE: ARGHILLA’ (RC), “LA PIAZZETTA” SIMBOLO DEL DEGRADO ASSOLUTO DI UN INTERO QUARTIERE

arghilla1di Stefano Perri – Esiste una Reggio che è spettro di se stessa. Una Reggio che non si vede, ma esiste. Una Reggio lontana dai fasti del centro storico, lontana dagli esercizi commerciali del Corso Garibaldi e dalle passeggiate sul Lungomare. Esiste una Reggio che affonda nel degrado, che combatte giorno dopo giorno per non affogare nella melma retrograde dell’abbandono. Ad Arghillà, quartiere nell’estrema periferia nord della città, il tempo sembra essersi fermato. E le contraddizioni di una Calabria che fatica tremendamente a venire fuori da una spirale di sottosviluppo emergono in maniera evidente e drammatica.  Negli ultimi anni sono stati tanti i proclami da parte della politica e delle istituzioni cittadine che promettevano di restituire alla periferia nord della città la dignità che merita, ma nella fase attuale non solo non si vede una soluzione a breve termine, ma negli ultimi tempi sotto certi aspetti la situazione sembra addirittura peggiorata. Accade cosi ad Arghillà che quello che doveva essere il fiore all’occhiello del quartiere sia diventato invece uno dei simboli peggiori del degrado. Parliamo del Centro Polifunzionale “La Piazzetta”, una struttura nel cuore della zona residenziale, nata con l’intento di dare vita ad una serie di attività commerciali che potessero servire i cittadini del quartiere senza obbligarli a spostarsi per diversi chilometri per effettuare i propri acquisti . L’obiettivo era quello di rianimare una zona che negli ultimi anni si era trasformata in un vero e proprio quartiere dormitorio, dando anche la possibilità ai cittadini di sfruttare durante il tempo libero gli spazi verdi di un’area che, come indica il nome stesso “La Piazzetta”, doveva diventare anche un punto d’incontro sicuro per ragazzi e bambini del circondario. Continua a leggere

MESSINA: 7 ARRESTI PER GLI APPALTI ALLUVIONE 2008

carabinieri_manetteUn’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sette persone che ipotizza i reati di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni e’ stata eseguita la notte scorsa da carabinieri nella provincia di Messina. Le indagini del Ros avrebbero accertato che gli indagati, indicati come appartenenti al clan mafioso dei Mazzarroti, erano riusciti ad inserirsi in alcuni appalti pubblici in alcuni territori colpiti dall’alluvione del 2008, che ha interessato i comuni di Mazzarra’ Sant’Andrea e Furnari. Secondo l’accusa gli arrestati erano riusciti ad ottenere appalti servendosi dell’appoggio di alcuni amministratori pubblici.
Tra i sette arrestati c’e’ anche l’ex sindaco di Furnari, Salvatore Lopes. Secondo l’accusa, Lopes avrebbe favorito il clan mafioso dei Mazzarroti, che gia’ aveva messo le mani sulla gestione della discarica di Mazzarra’, per nei lavori di messa in sicurezza del territorio. Le sette le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state firmate dal gip Massimiliani Micali su richiesta dei sostituti procuratori della Dda di Messina, Angelo Cavallo e Giuseppe Verzera. Le ipotesi di reato sono di concorso in intestazione fittizia di beni ed altri reati, aggravati dalle finalita’ mafiose.  Continua a leggere

VIBO: ESTORSIONI E USURA, COLPO AL CLAN BONAVITA, I NOMI DEGLI ARRESTATI

polizia5Estorsione ed usura. Con queste accuse gli uomini delle squadre mobili delle Questure di Catanzaro e ViboValentia hanno arrestato tre persone. Si tratta di Salvatore Bonavota, di 22 anni; Giulio Castagna di 43 e Gianfranco Russo di 36. Sarebbero responsabili di un espisodio di usura di cui era vittima un commerciante di Sant’Onofrio, piccolo centro del vibonese, costretto a corrispondere al gruppo interessi del 257% annui per un prestito iniziale di 2.800 euro. In pratica, l’uomo moveva corrispondere mensilmente dai 400 ai 500 euro agli emissari del gruppo a capo del quale sarebbe stato, nonostante la giovane eta’, Salvatore Bonavota, fratello di Pasquale e Domenico, attualmente detenuti, capi dell’omonimo clan mafioso operante nel vibonese. Dopo le operazioni “Uova del Drago” e “Replay”, che avevano decapitato la cosca, il giovane Bonavota avrebbe assunto le redini dell’organizzazione. L’operazione che lo ha portato in carcere con i suoi presunti complici e’ stata denominata “Sfrontati”. Il riferimento e’ alla tradizionale cerimonia religiosa della “Affruntata” che si svolge a Pasqua nel piccolo centro del vibonese, balzata agli onori delle cronache per le intimidazioni subite dal priore della confraternita che l’organizza e che sarebbero state messe in atto dalla ‘ndrangheta intenzionata ad accaparrarsi il diritto di portare a spalla le statue religiose durante la cerimonia, come segno d’autorita’. Continua a leggere

PIGNATONE: “LA CALABRIA PAGA L’ISOLAMENTO, MA TRE NUOVI PENTITI SONO UN SEGNALE IMPORTANTE”

pignatonedi Grazia Candido – “In Calabria le vie d’informazione sono difficili, disastrate. Qui si vive in un cono d’ombra informativo”. E’ il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone a parlare della Calabria a tutto tondo, del male che soffoca da anni una comunità, la ‘ndrangheta, ma anche dei tanti uomini onesti che, quotidianamente si impegnano ad estirpare con tutte le loro forze questo terribile “cancro”. Ospite su Raitre, alla puntata di “Che tempo che fa”, talk-show di Fabio Fazio, il procuratore si sofferma sull’ “isolamento” in cui vive una delle Regioni del Mezzogiorno. “Io arrivo da Palermo che non soffre questo problema, è una città sempre sotto i riflettori mentre la Calabria soffre di un isolamento che è simboleggiato dalla mitica autostrada Sa-Rc rimasta incompleta da anni – afferma Pignatone – Dalla Calabria non si riesce a far uscire una notizia almeno che non riguardi fatti clamorosi o di malasanità. Invece, è urgente far sapere fuori che mentre la Calabria è isolata, la ‘ndrangheta è dappertutto e accresce il suo impero economico che trova nella provincia di Reggio Calabria la sua capitale”. Continua a leggere