REGGIO CALABRIA: MINACCE A PIGNATONE, RITROVATO BAZOOKA DOPO TELEFONATA ANONIMA

Foto di Stefano Perri su repubblica.it

REGGIO CALABRIA – L’allarme è scattatato dopo una telefonata anonima di minacce. Bersaglio era il procuratore capo di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone. Una chiamata che ha fatto scoprire alcuni armi, fra cui un bazooka (che però era inoffesivo, in quanto monouso e già usato).

“Possiamo colpire quando vogliamo” era il messaggio mafioso che una voce maschile ha lasciato, in una telefonata da una cabina telefonica nei pressi del Consiglio Regionale, nella zona Nord della città, che è attualmentre transennata. Lo scrive il sito locale Strill.it 1. Le armi sono state poi ritrovate nei pressi del tribunale, che si trova al Cedir, ma dall’altra parte del torrente Calopinace, nel quartiere San Giorgio Extra.

250 perquisizioni in tutta la provincia di Reggio Calabria. Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza stanno eseguendo, da questa mattina, operazioni di controllo a tappeto. Nel mirino degli inquirenti i capi dei principali casati di ‘ndrangheta nei confronti dei quali sono in corso attivita’ di controllo, ispezioni e perquisizioni finalizzate alla ricerca di armi ed esplosivi. L’operazione e’ la risposta dello Stato ai recenti attentati perpetrati nei confronti della maguistratura.
Le famiglie colpite sono i Tegano, i De Stefano, i Serraino, i Condello, i Fontana, i Polimenti, i Labate ed i Libri nel capoluogo. In provincia risultano destinatari dei provvedimenti esponenti dei clan Piromalli, Bellocco, Gallico, Facchineri, Fazzalari, Crea, Zito e Bartuca sul versante tirrenico, oltre ai Commisso, Cordi’, Cataldo, Strangio, Vottari, Romeo e Altomonte sul versante ionico. Circa 700 gli uomini impegnati.
E’ in corso ora un’operazione di polizia per l’esecuzione di 250 perquisizioni. Nell’operazione sono impiegati oltre 750 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri.