BRANCALEONE (RC): FERITO A COLPI DI FUCILE UN OPERAIO

Un operaio di 31 anni, Maurizio Maviglia, con precedenti di polizia ed originario di Africo Nuovo, e’ stato ferito in un agguato ieri sera a Brancaleone, nella Locride. L’agguato e’ stato fatto mentre Maviglia, dopo avere parcheggiato la propria automobile, stava rincasando. Contro l’operaio, una persona ha sparato alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni che lo hanno raggiunto in varie parti del corpo. Maviglia e’ stato portato nell’ospedale di Locri, dove e’ stato ricoverato con prognosi riservata. Sul tentato omicidio hanno avviato indagini i carabinieri del Gruppo di Locri e della Compagnia di Bianco. Il movente del ferimento sarebbe da collegare ad una vendetta maturata negli ambienti della criminalita’ della Locride.

SANITA’: DENUNCIATE A REGGIO 278 PERSONE PER FALSO IDEOLOGICO

di Stefano Perri – Altra truffa nel mondo della sanità. Probabilmente però solo la punta di un immenso iceberg. E’ di oggi infatti la notizia che la Guardia di Finanza ha denunciato in provincia di Reggio Calabria 278 persone per truffa al servizio sanitario nazionale. I reati contestati vanno dalla truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale al falso ideologico commesso da privato in atto pubblico. Le denunce sono state fatte nell’ambito di un’inchiesta, denominata ”Easy Ticket” riguardante falsi indigenti che, secondo l’accusa, sono riusciti ad ottenere prestazioni sanitarie gratuite grazie a false autocertificazioni che attestavano stati di disagio economico inesistenti. Il danno erariale e’ valutato in alcune migliaia di euro. Gli assistiti, secondo quanto riferito dalla Guardia di finanza, avrebbero fatto domanda di esenzione dal ticket per motivi legati all’eta’ ed all’apparente disagiata situazione familiare e reddituale. Nel corso delle indagini sono state esaminate oltre seimila ricette mediche riferite al 2005 i cui elementi sono stati incrociati dapprima con i dati anagrafici del nucleo familiare di appartenenza dell’ammalato e successivamente con le informazioni dell’Anagrafe tributaria. I comuni nei quali si e’ verificato il maggior numero di casi di frode sono Melito Porto Salvo, Montebello Ionico, Condofuri e Bova Marina. C’e’ anche il proprietario di 12 appartamenti, tutti ubicati a Condofuri, tra le 278 persone denunciate.  L’uomo ha 65 anni ed aveva presentato un’autocertificazione attestando falsamente il proprio stato di indigenza. Tra gli altri denunciati, per la maggior parte originari di Melito Porto Salvo e Montebello Jonico, sono stati individuati alcuni proprietari di auto di grossa cilindrata e titolari di redditi annui superiori ai 50 mila euro.

REGGIO: DATI ALLARMANTI PER FIUMI E DEPURATORI. LA DENUNCIA DELLA GOLETTA VERDE DI LEGAMBIENTE

di Stefano Perri – Una novità un po’ insolita stamattina al Porto di Reggio Calabria. Tra le navi traghetto e gli aliscafi fermi in attesa di pendolari e turisti, ormeggiata anche la Goletta Verde di Legambiente, caratteristica imbarcazione che sta facendo il giro della penisola per monitorare lo stato delle coste e la balneabilità delle acque, anche grazie il contributo del Consorzio Egogas e Novamont. “Uno stato allarmante delle foci e del sistema della depurazione, dodici punti fortemente inquinati e due inquinati” è il bilancio complessivo emerso dall’analisi del mare e delle coste della Calabria Tirrenica. “La contaminazione microbiologica arriva soprattutto dalle foci dei fiumi e dei torrenti, nei quali spesso si riversano gli scarichi fognari ed industriali. Sorvegliati speciali per l’inquinamento biologico anche i depuratori e gli scarichi di tubi e condotte”.

A segnalare la gravosa emergenza sono stati questa mattina i vertici di Legambiente, durante un’insolita conferenza stampa convocata proprio a bordo della Goletta Verde.

“Sia la tendenza degli ultimi anni, sia le analisi di Goletta Verde – ha commentato Nuccio Barillà di Legambiente Reggio Calabria– puntano il dito contro lo storico ed irrisolto problema della depurazione. Lo stesso rapporto dello Stato dell’Ambiente redatto dall’Arpacal nel 2008 delinea un quadro piuttosto critico del territorio calabrese sia per quanto riguarda le infrastrutture fognarie sia per la copertura depurativa, senza considerare la criticità in cui versano le strutture esistenti spesso incapaci di reggere a carichi meteorici intensi. Non è possibile che con tutti gli investimenti indirizzati nel settore della depurazione non si sia riusciti ad ottenere fino ad ora i risultati che i cittadini attendono. Un problema, quello della contaminazione delle coste, per altro aggravato dalla piaga degli scarichi illegali, che secondo Mare Nostrum ammontano addirittura a 358 su tutte le coste calabresi. Non è possibile ricordarsi del mare solamente a ridosso del periodo estivo, bisogna intervenire in inverno quando c’è il tempo e le condizioni per migliorare sensibilmente la salute delle nostre coste”.

“Non ci sono grandi novità rispetto agli anni scorsi – ha detto Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale del cigno verde – la situazione risulta invariata. Assistiamo ad una criticità generalizzata che quest’anno trova un possibile e pericoloso alleato nel cambio della normativa sulla balneabilità delle coste. L’adeguamento alle normative europee ha prodotto una minore severità nell’assegnazione della balneabilità delle coste. Il risultato è che ben 18 dei 22 km di coste dell’arco tirrenico dichiarati l’anno scorso non balneabili, quest’anno potranno essere utilizzati per la balneazione di cittadini e turisti. Riaperte dunque per decreto, queste spiagge sono distribuite più o meno equamente in tutte le Province. Con l’eccezione di Cosenza, che ha dichiarato pulite il 64% delle spiagge non balneabili fino a pochi mesi fa, tutte le altre province hanno riaperto il 100% dei tratti di costa classifi cati come non balneabili con la vecchia normativa italiana”.

A supporto dell’iniziativa presenta anche il Comandante Vincenzo De Luca della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria che ha evidenziato il rapporto di partenariato avviato “con la Provincia per la realizzazione di un monitoraggio sulle criticità a breve e lungo termine”. Secondo De Luca “è necessaria un’attenzione maggiore anche da parte della Regione nella speranza che l’anno prossimo i risultati siano più soddisfacenti”.

Si profila dunque una vera e propria emergenza ambientale per le coste calabresi ed in particolare per quelle reggine, che seppur diversamente classificate grazie al cambio della normativa, risultano in alcuni casi anche gravemente inquinate. A fianco a questo però Legambiente ha voluto sottolineare le note positive di una Regione e di una Provincia, quella di Reggio Calabria, che fa del mare uno dei suoi maggiori punti di forza nell’attrazione della domanda turistica. Nella Provincia di Reggio ci sono ben due località segnalate da Legambiente con le quattro vele, l’indice massimo di pulizia e balneabilità delle acque. Si tratta di Roccella Jonica e Scilla che rappresentano punti di vera e propria eccellenza. A fianco ad essi si posizionano con tre vele nella speciale classificazione redatta da Legambiente, riconosciuta anche dal Ministero dell’Ambiente, zone costiere come Marina di Gioiosa, Bova Marina, Melito Porto Salvo, Bagnara, Brancaleone, Monasterace, Palmi. Un ottimo risultato che però deve rappresentare per le istituzioni calabresi solo un punto di partenza in un percorso di inversione di tendenza che giunga nel giro di poco tempo ad eliminare la condizione di inquinamento generalizzato di cui soffrono le coste calabresi.