VITTIMA FOTOGRAFA IL KILLER NELL’ISTANTE DELL’OMICIDIO

I famigliari in posa, sorridenti e, alle loro spalle, un giovane con la pistola spianata: è l’ultimo scatto di Reynaldo Dagsa, politico filippino, trucidato sulle strade della capitale Manila. Il consigliere comunale di Manila ha catturato su pellicola il volto del suo omicida. Che grazie alla foto è stato catturato.
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VIBO: ESTORSIONI E USURA, COLPO AL CLAN BONAVITA, I NOMI DEGLI ARRESTATI

polizia5Estorsione ed usura. Con queste accuse gli uomini delle squadre mobili delle Questure di Catanzaro e ViboValentia hanno arrestato tre persone. Si tratta di Salvatore Bonavota, di 22 anni; Giulio Castagna di 43 e Gianfranco Russo di 36. Sarebbero responsabili di un espisodio di usura di cui era vittima un commerciante di Sant’Onofrio, piccolo centro del vibonese, costretto a corrispondere al gruppo interessi del 257% annui per un prestito iniziale di 2.800 euro. In pratica, l’uomo moveva corrispondere mensilmente dai 400 ai 500 euro agli emissari del gruppo a capo del quale sarebbe stato, nonostante la giovane eta’, Salvatore Bonavota, fratello di Pasquale e Domenico, attualmente detenuti, capi dell’omonimo clan mafioso operante nel vibonese. Dopo le operazioni “Uova del Drago” e “Replay”, che avevano decapitato la cosca, il giovane Bonavota avrebbe assunto le redini dell’organizzazione. L’operazione che lo ha portato in carcere con i suoi presunti complici e’ stata denominata “Sfrontati”. Il riferimento e’ alla tradizionale cerimonia religiosa della “Affruntata” che si svolge a Pasqua nel piccolo centro del vibonese, balzata agli onori delle cronache per le intimidazioni subite dal priore della confraternita che l’organizza e che sarebbero state messe in atto dalla ‘ndrangheta intenzionata ad accaparrarsi il diritto di portare a spalla le statue religiose durante la cerimonia, come segno d’autorita’. Continua a leggere

REGGIO: TRA GLI ARRESTATI ANCHE UN DIRETTORE SPORTIVO E UN ALLENATORE DI CALCIO

polizia5I commercianti e gli imprenditori soffocati dal racket delle estorsioni a ReggioCalabria tirano un sospiro di sollievo, dopo l’operazione della Squadra mobile che ha portato all’arresto di 33 presunti affiliati alle cosche di ‘ndrangheta che taglieggiano da sempre gli operatori economici della citta’. Un’operazione che, secondo la definizione di un investigatore, rappresenta una vera e propria ”bonifica del territorio” in una citta’ in cui anche le squadre di calcio minori sono sotto il controllo delle cosche. Tra gli arrestati, infatti, ci sono il direttore sportivo, Eugenio Borghetto, e l’allenatore, Natale Ianni’, della squadra di calcio della Valle Grecanica, che milita nella serie D Interregionale. Dei due, il personaggio piu’ in vista sotto l’aspetto criminale e’ Borghetto, indicato come uno dei capi all’omonima cosca. Gli arresti consentono di interrompere il circolo vizioso che ruota attorno alle estorsioni, che a Reggio Calabria hanno sempre rappresentato un ”costo aggiuntivo” accettato praticamente da tutti. Come se fossero un fatto normale, in una citta’ che ha sempre pagato un alto costo sociale per la presenza invasiva della criminalita’. Da oggi a Reggio, o almeno in alcuni quartieri della citta’, non e’ piu’ cosi’. Continua a leggere

REGGIO, ARRESTATI 32 AFFILIATI ALLA COSCA LIBRI: ECCO I NOMI

Di seguito l’elenco dei soggetti colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip Andrea Esposito, nell’ambito dell’operazione odierna che comprende 34 ordinanze di custodia cautelare in carcere (due sono  irreperibili) condotta dalla Squadra  Mobile di Reggio Calabria , diretta da Renato Cortese: Continua a leggere

NDRANGHETA: ARRESTATO IN FRANCIA ROBERTO CIMA, UNO DEI 100 LATITANTI PIU’ PERICOLOSI

Carabinieri del Ros (Ansa)I carabinieri della sezione anticrimine del Ros di Genova, coadiuvati dal personale della Gendarmeria francese, hanno arrestato in Vallauris (Francia), Roberto Cima, 52enne, affiliato al sodalizio ‘Palamara’ di Ventimiglia (Im), collegato alla cosca ‘Piromalli’, operante a Gioia Tauro (Rc). L’uomo, catturato ieri sera all’interno di un appartamento, era inserito nell’elenco dei 100 latitanti piu’ pericolosi, ricercato dal 2003 in quanto condannato alla pena definitiva anni 21 e mesi 6 per omicidio.

SOVERATO: FREDDATO A COLPI DI PISTOLA SOTTO L’OMBRELLONE

Si chiamava Ferdinando Rombolà ed aveva 40 anni. Pregiudicato, è stato ucciso a colpi di pistola su un tratto di spiaggia libera di Soverato, dove si trovava assieme alla moglie ed al figlioletto di un anno e mezzo. I Carabinieri, che stanno conducendo le prime indagini, hanno ricostruito che l’agguato è stato compiuto sul far della sera da una persona mascherata da un casco da motociclista che si è avvicnato alla vittima e gli ha sparato contro quattro colpi di 7,65 a bruciapelo. Ad attendere il killer c’era un complice a bordo di una moto di grossa cilindrata.

TRAGEDIA ELICOTTERO MESSINA: ALCUNE DOMANDE

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di Stefano Perri – La tragedia dell’elicottero precipitato a Messina ha il sapore dell’assurdità. Quattro giovani vite spezzate, quattro famiglie straziate dal dolore, centinaia di amici e parenti che non dimenticheranno mai i visi dei quattro angeli che in quel maledetto giorno d’agosto hanno compiuto il loro ultimo volo. Ma è necessario all’indomani della tragedia porsi alcune domande. Cosa ci faceva li quell’elicottero quel giorno e perché era atterrato in quello slargo non adeguato all’operazione? Perché veniva utilizzato un elicottero abilitato solamente ai fini turistici, che non era cioè in possesso del Certificato di operatore aereo (Coa) che consente di svolgere attivita’ di volo di tipo commerciale di trasporto pubblico passeggeri? E’ stato lo stesso Ente Nazionale per l’Aviazione Civile a dichiarare che l’elicottero  “essendo gestito da un soggetto privato, non certificato né riconosciuto idoneo, può essere impiegato solo per attività di volo di tipo turistico che non prevedono il trasporto pubblico passeggeri”. Dunque perché quel giorno l’elicottero viaggiava con a bordo ben 3 passeggeri? Tra le ipotesi al vaglio della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto c’è anche quella che una della cause della caduta del velivolo, che si era appena alzato in volo, è stato proprio l’eccessivo peso. E’ possibile che sia stata proprio la presenza dei 3 passeggeri “abusivi” e di altri materiali a seguito che ha determinato l’eccessivo fatale peso, trasformando cosi un viaggio breve e tranquillo verso le isole Eolie in un inferno di fuoco e lamiere accartocciate?
Ci sarebbero altre decine di domande da porsi sulla vicenda. E non è sicuramente un peccato di cinismo. Probabilmente è passato ancora troppo poco tempo dall’incidente per dare risposta certa alle domande poste. Probabilmente questo è ancora il tempo del dolore, probabilmente sarà l’inchiesta della Procura a fare luce definitiva sulla vicenda. Ciò che è importante è capire l’importanza del rispetto delle regole di sicurezza soprattutto in una situazione cosi delicata come quella del volo.
L’elicottero pilotato dal compianto Domenico Messina veniva utilizzato già da diverso tempo per il trasferimento di passeggeri da Gambarie, ridente cittadina turistica del massiccio dell’Aspromonte, alle Isole Eolie e a Taormina. Ultimamente il servizio veniva promosso, anche sulla stampa e con apposite locandine, dall’amministrazione comunale di  Santo Stefano in Aspromonte, come è possibile leggere anche sulla locandina con tanto di prezzi del servizio pubblicata proprio sul sito del Comune. L’elicottero e il pilota si trovavano dunque pochi giorni prima della tragedia a Gambarie, effettuando voli verso le due località siciliane.  E a Gambarie si sarebbero dovuti trovare il giorno dopo, se non fosse avvenuto il disastro, visto che il servizio sarebbe dovuto continuare fino al 25 di agosto.
Come è possibile che un elicottero non abilitato al trasporto pubblico dei passeggeri possa venire utilizzato per questo genere di attività? Come è possibile che lo stesso elicottero sia stato più volte visto atterrare in luoghi assolutamente non abilitati come punti di atterraggio/decollo sempre nei dintorni di Gambarie? E’ possibile chiedere ad un lavoratore onesto (come era Domenico) di rischiare cosi tanto per incrementare gli introiti della azienda di cui è dipendente? E come è possibile che addirittura si giunga a chiedere al povero Domenico Messina di atterrare su un palco in piazza, è accaduto ad esempio giovedi 5 agosto 2010 durante l’inaugurazione del servizio, nel bel mezzo di una manifestazione estiva a pochissimi metri da una folla turisti spettatori?  Non si tratta forse di un’operazione un tantino pericolosa? Forse tanto pericolosa quanto quella che in quella maledetta mattina di agosto Domenico ha dovuto compiere tentando di decollare nello spiazzo antistante il capannone della società “Nuova Cometra”. Agli inquirenti o ai posteri le ardue, amare, sentenze…

Intanto osserviamo insieme questa foto dell’elicottero di Domenico.. e riflettiamo…