REGGIO: LA PROVINCIA E L’ARCIGAY PER UN OSSERVATORIO CONTRO L’OMOFOBIA

arcigaydi Stefano Perri (da strill.it)- Un osservatorio contro la piaga sociale dell’omofobia è stato presentato stamane durante una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Foti di Reggio Calabria. A firmare il protocollo di intesa tra la Provincia di Reggio Calabria e l’associazione Arcigay “I due Mari” di Reggio Calabria erano presenti il Segretario dell’Arcigay Giovanni Battista Gangemi, l’Assessore alle politiche sociali della Provincia Attilio Tucci e il consigliere provinciale Omar Minniti, promotore del progetto.
L’osservatorio è il culmine di un percorso sul tema dei diritti civili portato avanti dalla Provincia negli ultimi due anni. Già nel 2009 la Provincia aveva infatti pubblicato un bando di concessione per contributi economici sull’affitto della prima casa per giovani coppie, includendo tra i soggetti beneficiari anche coppie di fatto, senza alcuna distinzione tra etero ed omosessuali. Lo scorso anno invece, su proposta del Consigliere Minniti, l’Ente ha patrocinato e finanziato alcune importanti iniziative sociali promosse dall’Arcigay di Reggio Calabria.

INSULTATO E PESTATO A SANGUE PERCHE’ OMOSESSUALE

Aggredito, insultato, picchiato fino allo svenimento, ha rischiato anche di perdere un occhio. Gli hanno urlato “frocio, frocio” e poi lo hanno colpito ripetutamente con calci e pugni all’addome e al volto fino a farlo cadere. Ancora un drammatico episodio di violenza e intolleranza a Roma, questa volta ai danni di un ragazzo omosessale di 22 anni. Non solo: al bar dove due amici lo hanno portato privi di conoscenza, hanno rifiutato perfino di dargli dei fazzoletti per tamponare il sangue. “Me lo hanno raccontato – ha detto la vittima – perché io non ero cosciente e perdevo sangue. Ricordo i miei aggressori che sghignazzavano mentre mi colpivano”.
E’ accaduto nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, tra l’una e mezza e le due, nei pressi di via Cavour, per l’esattezza in via Fagutale, nota per le polemiche scatenate dall’abitazione dell’ex ministro Claudio Scajola. Vittima un ragazzo romano dell’hinterland che stava andando alla stazione Termini per prendere un treno e tornare a casa dopo una serata trascorsa nel locale “Coming Out”, in via S. Giovanni in Laterano, la Gay Street della capitale già dal 2007. Il ragazzo ha raccontato della violenza alla Gay Help Line 800.713.713, il numero verde antiomofobia, e ha deciso di sporgere denuncia grazie al servizio di assistenza legale gratuita che l’associazione mette a disposizione. A rendere nota la vicenda è Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma. Si tratta dell’ottavo episodio di violenza nella capitale negli ultimi nove mesi.
Gli aggressori, spiega il responsabile dell’ufficio legale di Gay Help Line, Daniele Stoppello, erano quattro o cinque, italiani, tra i 25 e i 30 anni. Hanno avvicinato il giovane, appena uscito dal pub. “Probabilmente lo hanno seguito. Poi lo hanno pestato dietro un parcheggio, in una zona isolata”. Dopo averlo lasciato privo di sensi a terra, gli hanno sottratto il cellulare con il quale, prima di essere aggredito, stava parlando con un amico al quale è riuscito a chiedere aiuto e che lo ha poi raggiunto insieme a un compagno sul luogo dell’agguato. “In via Cavour, mi ha raccontato uno dei miei due amici, ha chiesto dei fazzoletti in un bar per tamponare il sangue, ma loro si sono rifiutati di darglieli”.
Il ragazzo aggredito è stato ricoverato d’urgenza presso l’ospedale Umberto I. Ha riportato diverse ferite, tagli e contusioni al volto che si è temuto potessero compromettergli un occhio. “Le lesioni riportate dal mio assistito sono gravissime – spiega Stoppello – è necessario fare piena luce su questa vicenda e per questo forniremo tutti i dettagli e gli elementi utili agli inquirenti perché siano trovati i responsabili”. Poi, un appello alle forze dell’ordine “affinché rintraccino i colpevoli di questa aggressione così violenta: sono troppi i casi di omofobia irrisolti di cui non sono stati individuati i responsabili – dice Marrazzo – come ad esempio la coppia di ragazzi gay aggredita a Campo de’ Fiori, quella aggredita ai Fori imperiali e il ragazzo aggredito su un bus notturno qualche settimana fa”. “Mi auguro che qualcuno collabori – dice il ragazzo – ma spero che nessuno abbia assistito a quanto è successo, perché sapere che qualcuno ha visto e non parla mi farebbe ancora più male”.

Aggredito, insultato, picchiato fino allo svenimento, ha rischiato anche di perdere un occhio. Gli hanno urlato “frocio, frocio” e poi lo hanno colpito ripetutamente con calci e pugni all’addome e al volto fino a farlo cadere. Ancora un drammatico episodio di violenza e intolleranza a Roma, questa volta ai danni di un ragazzo omosessale di 22 anni. Non solo: al bar dove due amici lo hanno portato privi di conoscenza, hanno rifiutato perfino di dargli dei fazzoletti per tamponare il sangue. “Me lo hanno raccontato – ha detto la vittima – perché io non ero cosciente e perdevo sangue. Ricordo i miei aggressori che sghignazzavano mentre mi colpivano”.
E’ accaduto nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, tra l’una e mezza e le due, nei pressi di via Cavour, per l’esattezza in via Fagutale, nota per le polemiche scatenate dall’abitazione dell’ex ministro Claudio Scajola. Vittima un ragazzo romano dell’hinterland che stava andando alla stazione Termini per prendere un treno e tornare a casa dopo una serata trascorsa nel locale “Coming Out”, in via S. Giovanni in Laterano, la Gay Street della capitale già dal 2007. Il ragazzo ha raccontato della violenza alla Gay Help Line 800.713.713, il numero verde antiomofobia, e ha deciso di sporgere denuncia grazie al servizio di assistenza legale gratuita che l’associazione mette a disposizione. A rendere nota la vicenda è Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma. Si tratta dell’ottavo episodio di violenza nella capitale negli ultimi nove mesi.
Gli aggressori, spiega il responsabile dell’ufficio legale di Gay Help Line, Daniele Stoppello, erano quattro o cinque, italiani, tra i 25 e i 30 anni. Hanno avvicinato il giovane, appena uscito dal pub. “Probabilmente lo hanno seguito. Poi lo hanno pestato dietro un parcheggio, in una zona isolata”. Dopo averlo lasciato privo di sensi a terra, gli hanno sottratto il cellulare con il quale, prima di essere aggredito, stava parlando con un amico al quale è riuscito a chiedere aiuto e che lo ha poi raggiunto insieme a un compagno sul luogo dell’agguato. “In via Cavour, mi ha raccontato uno dei miei due amici, ha chiesto dei fazzoletti in un bar per tamponare il sangue, ma loro si sono rifiutati di darglieli”.
Il ragazzo aggredito è stato ricoverato d’urgenza presso l’ospedale Umberto I. Ha riportato diverse ferite, tagli e contusioni al volto che si è temuto potessero compromettergli un occhio. “Le lesioni riportate dal mio assistito sono gravissime – spiega Stoppello – è necessario fare piena luce su questa vicenda e per questo forniremo tutti i dettagli e gli elementi utili agli inquirenti perché siano trovati i responsabili”. Poi, un appello alle forze dell’ordine “affinché rintraccino i colpevoli di questa aggressione così violenta: sono troppi i casi di omofobia irrisolti di cui non sono stati individuati i responsabili – dice Marrazzo – come ad esempio la coppia di ragazzi gay aggredita a Campo de’ Fiori, quella aggredita ai Fori imperiali e il ragazzo aggredito su un bus notturno qualche settimana fa”. “Mi auguro che qualcuno collabori – dice il ragazzo – ma spero che nessuno abbia assistito a quanto è successo, perché sapere che qualcuno ha visto e non parla mi farebbe ancora più male”.