INCIDENTE AEREO MESSINA: SI RICOSTRUISCONO LE IDENTITA’ DELLE VITTIME

Non ci sarebbero state donne sull’elicottero precipitato questa mattina nel messinese. Oltre al pilota, Domenico Messina, 38 anni, l’unica vittima accertata, nell’incidente sarebbero morti altri tre uomini. Si tratta di due imprenditori di Milazzo (Messina), mentre non si conosce acnora l’identita’ del terzo passeggero. Gli imprenditori morti, anche se i nomi non sono ancora stati ufficializzati, sarebbero Davide Taranto, titolare della “Tarnav”, societa’ di Milazzo che effettua mini crociere alle isole Eolie e Pippo Adige, titolare di una ditta di riparazione di stumentazioni navali.

ELICOTTERO PRECIPITATO A MESSINA: IDENTIFICATO IL PILOTA, IMPOSSIBILE RECUPERARE I CORPI DELLE VITTIME

di Stefano Perri – Domenico Messina era considerato un pilota esperto, che prestava i suoi servizi a ingaggio e che conosceva bene la zona perche’ pilotava di frequente l’elicottero personale di Lino Siclari, presidente della Aicon, cantiere nautico che fabbrica yacht di lusso e che e’ vicinissimo alla Nuova Cometra, nel cui stabilimento e’ avvenuto l’incidente. Il pilota era alla guida del velivolo che nel luglio 2008 ebbe un incidente in volo sempre nella stessa zona. L’elicottero’ trancio’ i fili dell’alta tensione che, cadendo su una casa colonica, provocarono un incendio. Non ci furono vittime ma il pilota fu indagato per disastro colposo. L’addetto stampa della Aicon, Katia La Rosa, ha smentito le notizie secondo cui il volo di oggi sarebbe stato noleggiato dall’Aicon. L’elicottero apparteneva a una societa’ di Bari, la “Rent Fly”, che effettua esclusivamente charter turistici. Oltre a Domenico Messina, a bordo ci sarebbe stato anche un altro pilota, mentre le due donne erano passeggere dirette sull’isola eoliana di Salina. Le bare giunte con le auto delle pompe funebri ”Nuova Caritas” da Pace del Mela, per portare via i corpi delle vittime dell’incidente dell’elicottero, sono andate via vuote. Non e’ stato, infatti, possibile recuperare alcun resto dei quattro morti. Tra i rottami bruciati del Robinson r44 e’ rimasto solo, quasi intatto, l’orologio gps del pilota che e’ resistente al fuoco.