MELO FRANCHINA: ARCHITETTO MESSINESE ED ARTISTA DEL PACIFISMO. OGGI A ROMA UNA MOSTRA IN SUO ONORE

 
nowardi Stefano Perri (per www.strill.it) Melo Franchina nato a Castel Umberto in provincia di Messina, il 31 maggio del 1949, ha vissuto quasi interamente la sua vita nella Capitale dove ha svolto la professione di architetto. 
Pace, ambiente ed aspirazione ad un altro mondo possibile sono i temi prevalenti nelle sue opere, un artista impegnato nel Movimento altermondialista. I suoi progetti, dalla valenza artistica e politica, sono guidati da un elemento narrativo ed attingono a linguaggi differenti: installazioni, fotografia, pittura, scrittura, architettura. Ogni progetto si inserisce in un percorso che tende a costruire reti di relazioni ed eventi, per incidere sulla presa di coscienza collettiva di ciò che tende a rimanere invisibile. Famoso è il suo scatto che immortalò nel l’iniziativa del movimento pacifista italiano che compose con fiaccole illuminate le parole NO WAR sul prato del Circo Massimo.
 
melofranchinaOggi 31 maggio, giorno del compleanno di Melo Franchina, si svolgerà presso il suo studio romano di Via Orvieto, aperto al pubblico per l’occasione, un incontro coi giovani artisti partecipanti al concorso. Verrà allestita una mostra delle opere di Melo ispirate alla pace e delle opere pervenute segnalate dalla giuria del concorso. Si svolgerà la premiazione con letture musica e intrattenimento artistico.
Il concorso prevede due sezioni, riservate ad opere figurative dedicate al tema della pace (per il regolamento del concorso vedi la voce concorso sulla pagina della bacheca di Melo Arte).
A tutti i giovani artisti concorrenti sarà data visibilità sulla pagina facebook MELOARTE e dedicata all’artista di recente scomparso
La giuria è formata da Tano D’Amico, foografo, Patrizia Casetta, fotografa, Armando Profumi, pittore, Linda Vignato, illustrtrice, Nella Giambarresi, pittrice. Il premio per i 2 vincitori delle due sezioni consisterà in una settimana di soggiorno per 2 persone nell’isola di Salina presso la casa dell’artista durante il mese di luglio o settembre 2011 (data da concordare con gli interessati/e).
La casa di Salina, denominata Casa del Gabbiano, è visibile sul sito www.casadelgabbiano.altervista.org .

ELICOTTERO PRECIPITATO A MESSINA: IDENTIFICATO IL PILOTA, IMPOSSIBILE RECUPERARE I CORPI DELLE VITTIME

di Stefano Perri – Domenico Messina era considerato un pilota esperto, che prestava i suoi servizi a ingaggio e che conosceva bene la zona perche’ pilotava di frequente l’elicottero personale di Lino Siclari, presidente della Aicon, cantiere nautico che fabbrica yacht di lusso e che e’ vicinissimo alla Nuova Cometra, nel cui stabilimento e’ avvenuto l’incidente. Il pilota era alla guida del velivolo che nel luglio 2008 ebbe un incidente in volo sempre nella stessa zona. L’elicottero’ trancio’ i fili dell’alta tensione che, cadendo su una casa colonica, provocarono un incendio. Non ci furono vittime ma il pilota fu indagato per disastro colposo. L’addetto stampa della Aicon, Katia La Rosa, ha smentito le notizie secondo cui il volo di oggi sarebbe stato noleggiato dall’Aicon. L’elicottero apparteneva a una societa’ di Bari, la “Rent Fly”, che effettua esclusivamente charter turistici. Oltre a Domenico Messina, a bordo ci sarebbe stato anche un altro pilota, mentre le due donne erano passeggere dirette sull’isola eoliana di Salina. Le bare giunte con le auto delle pompe funebri ”Nuova Caritas” da Pace del Mela, per portare via i corpi delle vittime dell’incidente dell’elicottero, sono andate via vuote. Non e’ stato, infatti, possibile recuperare alcun resto dei quattro morti. Tra i rottami bruciati del Robinson r44 e’ rimasto solo, quasi intatto, l’orologio gps del pilota che e’ resistente al fuoco.

IRAQ: ANCHE I CANI SOFFRONO LO STRESS POST-BELLICO

Non sono solo i soldati a soffrire di sindrome da stress post-traumatico una volta tornati dall’Iraq, ma anche i cani: Gina, due anni, un pastore tedesco addestrato a trovare esplosivi, e’ attualmente in cura perche’, dal suo ritorno dall’Iraq, si rifiuta di entrare in qualunque stanza. E’ quanto riporta il sito del New York Daily News. Prima di partire per la guerra, Gina era un cane molto socievole. Poi, in Iraq, venne utilizzata per perquisire le case in cerca di bombe e materiale esplosivo. Come tutti i cani dotata di un udito molto sensibile, si e’ trovata spesso vicina a forti esplosioni ed essa stessa e’ scampata ad un grave incidente quando un convoglio accanto a quello dove viaggiava e’ stato bombardato. Dopo sei mesi di guerra, una volta tornata in Colorado (ormai un anno fa), al cane e’ stata diagnosticata la sindrome da stress post-trauma, una conclusione che non e’ piaciuta agli ambienti militari che ritengono ‘degradante’ il paragone tra soldati e animali. Ma medici e veterinari sono d’accordo nel ritenere che uomini e animali possano soffrire degli stessi shock. Da un anno Gina, la cui sindrome da stress e’ stata definita ”una delle peggiori”, affronta una terapia che cerca di reinserirla nella vita militare.