EGUAGLIANZA 2011: SI CONCLUDE IL CICLO DI SEMINARI DI ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI E LIBERA

mattiapreti1di Stefano Perri – Si conclude in Calabria il progetto Eguaglianza 2011, il viaggio della legalità e delle Istituzioni che ha percorso l’Italia per celebrare, attraverso i contenuti, il 150esimo anniversario dell’Unità. A Reggio Calabria, presso l’Aula Magna del Liceo Artistico Matti Preti l’incontro conclusivo dedicato agli studenti, l’ultimo di quest’anno per ciò che riguarda il percorso di iniziative organizzate da Libera e dall’Associazione Nazionale Magistrati diretto agli studenti di tutta Italia e che ha coinvolto anche tantissime scuole della Piana di Gioia Tauro e di Reggio.

Eguaglianza, unità, immigrazione, integrazione e diritti umani, ma soprattutto lotta alle mafie, questi i temi principali del progetto coordinato dal responsabile nazionale Roberto Garofoli, Magistrato del Consiglio di Stato, in sinergia con il responsabile territoriale Giuseppe Creazzo, Procuratore di Palmi.
A Coordinare l’incontro odierno, al quale hanno preso parte tantissimi studenti provenienti da tutte le scuole della provincia, la Presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Magistrati di Reggio Calabria Iside Russo.Presente in platea ad ascoltare con attenzione anche il Prefetto di Reggio Luigi Varratta. Con lui i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, i Presidi e docenti delle scuole reggine e il neoeletto Sindaco Demi Arena. Continua a leggere

TROPEA: ARRESTATO IL LATITANTE SALVATORE FACCHINERI

FacchineriSalvatore-1974I Carabinieri della Compagnia di Taurianova hanno posto fine ieri alle ambizioni di lunga latitanza di Salvatore FACCHINERI che, evaso il 25 febbraio di quest’anno dagli arresti domiciliari che stava scontando nella propria abitazione di Cittanova, stava tentando di

sottrarsi da ben tre provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione è stata condotta con il supporto della Compagnia dell’Arma di Tropea, con il coordinamento dei Comandi provinciali di Reggio Calabria e Vibo Valentia e con la direzione delle due Procure della Repubblica di Palmi e Vibo Valentia.

I Carabinieri di Taurianova, che fin da febbraio non avevano mai smesso di cercare il catturando, hanno condotto le indagini con metodi tradizionali, senza nemmeno una intercettazione telefonica, basandosi su una attività informativa che, alla fine, ha portato al risultato di ieri. Da una settimana, infatti, i militari, che avevano attentamente osservato i movimenti dei familiari di Facchineri, avevano avviato dei servizi specifici di osservazione, infiltrandosi tra le migliaia di turisti che affollano le spiagge della “Perla del Tirreno” e della Costa degli Dei. I Carabinieri, travestiti da villeggianti, hanno battuto villaggi turistici, locali e spiagge, alla ricerca di tracce ed indizi del “passaggio” del pregiudicato cittanovese, fino a quando – grazie ad una approfondita analisi – non hanno concentrato i loro sforzi nella zona compresa tra Santa Domenica di Ricadi e la rinomata spiaggia di Formicoli. Qualche giorno di appostamenti e, finalmente, i Carabinieri sono stati ripagati dell’attesa. Alle quattro di ieri, proprio a fianco a due militari, ha sistemato l’ombrellone quella che poteva sembrare a tutti una famigliola qualunque: marito, moglie, due bambini piccoli, di cui uno ancora nella culla, la borsa frigo, le creme solari. I militari, sorpresi prima di tutto della vicinanza del loro obiettivo, prima ancora che dal fatto che si trattasse proprio di Facchineri, hanno mantenuto i nervi saldi ed hanno pazientato ancora, per riuscire a catturarlo nel momento in cui era meno pericoloso ed aveva meno possibilità di fuga. Non si poteva escludere che l’uomo avesse con sé, nello zainetto, un’arma che sarebbe stata pericolosissima se usata tra la folla dei bagnanti. Due Carabinieri sono quindi entrati in acqua per un bagno, mentre altri due sono rimasti sulla spiaggia. L’intervento è scattato quando Facchineri, per rinfrescarsi, ha deciso di fare un tuffo. I militari lo hanno immediatamente bloccato, in acqua, e lo hanno portato sulla spiaggia, dove lo hanno immediatamente ammanettato, ponendo fine alla sua fuga.

Per Facchineri, la scelta della spiaggia non poteva essere migliore: si tratta di una piccola caletta, proprio al di sotto della altissima rupe dove si trova l’ex discoteca “Rebus” di Santa Domenica. Per raggiungerla vi sono due alternative: o una lunghissima ed estenuante camminata sulla battigia da Formicoli o una ripidissima discesa lungo un sentiero scosceso che parte proprio vicino alla discoteca. La spiaggia è una di quelle molto appartate, frequentata solo da stranieri o, comunque da turisti del Nord, perfetta per chi non volesse incontrare facce “conosciute”. Soprattutto, lontana da parcheggi e strade, quindi dai controlli.

Proprio l’impervietà del sentiero ha costretto i militari a scortare l’arrestato lungo la spiaggia, fino alla spiaggia di Formicoli, tra lo stupore dei bagnanti e dei villeggianti, molti dei quali però, compresa la situazione, non hanno fatto mancare qualche applauso e qualche “bravi” rivolto ai Carabinieri. A Formicoli, l’arrestato è stato portato con una “gazzella” della Compagnia di Tropea fino alla locale caserma. Alcuni altri militari, con discrezione, hanno accompagnato la moglie dell’arrestato ed i bambini, prestando loro assistenza.

In caserma a Tropea, i militari della Compagnia di Taurianova hanno fotosegnalato Facchineri e gli hanno chiuso “i conti  in sospeso”, con la notifica di due provvedimenti:

l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura, per il reato di evasione che Facchineri aveva commesso allontanandosi il 25 febbraio, per sfuggire ad una condanna a 10 anni ed 8 mesi di reclusione inflittagli lo stesso giorno con sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria per il reato di riduzione in schiavitù commesso nei confronti di due cittadini rumeni, che aveva segregato in una baracca e che aveva costretto a lavorare senza alcuna retribuzione;

l’ordine di esecuzione di una condanna a 6 anni e sei mesi di carcere per due tentate estorsioni aggravate dall’aver commesso il fatto avvalendosi della forza intimidatrice connessa all’appartenenza ad una organizzazione mafiosa, commesse tra marzo e maggio del 2003 a Cittanova e San Giorgio Morgeto (RC), allorquando era già sorvegliato speciale.

Per Facchineri, quindi, si sono aperte le porte del carcere, questa volta quello di Vibo Valentia.

I militari hanno poi individuato una villetta, a Santa Domenica di Ricadi, dove Facchineri soggiornava con la famiglia. In queste ore sono in corso ulteriori accertamenti per ricostruire le esatte circostanze per le quali la casa fosse nella disponibilità della famiglia.

Figlio del boss Michele, famigerato protagonista della sanguinosa “faida di Cittanova”, durata circa 30 anni, che ha visto contrapposto il clan  dei Facchineri e quello degli Albanese-Raso-Gullace, mietendo circa 70 vittime, Salvatore Facchineri – classe 1974, ufficialmente di professione allevatore – è attualmente il referente principale del propria famiglia sul territorio. Con l’arresto, dopo una decennale latitanza,  di suo fratello  FACCHINERI Luigi cl.66, considerato uno degli autentici boss della ‘ndrangheta, Salvatore – che già vanta importanti precedenti per associazione mafiosa – ha assunto un ruolo centrale nelle attività criminali del proprio gruppo che, nel periodo di pace successo alla faida, si è dedicato  alla più atavica delle attività delinquenziali poste in essere da organizzazioni delinquenziali di tal specie o appartenenti ad esse,  vale a dire l’estorsione ai danni di piccoli e grandi imprenditori, commercianti, professionisti, proprietari terrieri  e comuni cittadini (desumibile dai numerosissimi episodi di danneggiamento effettuati mediante colpi d’arma da fuoco, incendi e taglio di piante da frutto e dai numerosi procedimenti per estorsione e danneggiamento che hanno visto coinvolti gli appartenenti all’una e all’altra consorteria) finalizzate sempre più all’accaparramento illecito di beni di qualsiasi genere ed al controllo del territorio, fino a porre il territorio di Cittanova in stato di totale soggezione. Basti pensare che il secondo provvedimento notificato ieri a Facchineri dai Carabinieri rivela la spudorata sfrontataggine con cui egli ebbe a pretendere da un onesto imprenditore di San Giorgio Morgeto la consegna immediata di una ingente somma di denaro a titolo estorsivo, cui seguirono gravi intimidazioni. Il tutto a dimostrazione da una parte dell’esistenza di un’organizzazione mafiosa in Cittanova e San Giorgio Morgeto e dall’altra della potenza del clan Facchineri – la cui efficienza militare è stata riconosciuta in più processi – e della spietatezza delle logiche criminali che presiedono alle deliberazioni dei suoi componenti, che non arretrano nemmeno di fronte alla rappresentazione di difficoltà economiche da parte delle vittime. Nonostante Salvatore Facchineri occupasse oggi, nella gerarchia, il posto che era stato del fratello Luigi, non è riuscito ad emularlo nella latitanza. La sua fuga, grazie ai Carabinieri, è durata appena sei mesi.
da http://www.strill.it

SEMINARA (RC): INCENDIATI I TERRENI DI UNA COOPERATIVA SOCIALE

Una trentina di ettari di terreno, coltivati a uliveto, agrumeto e vigneto, sono stati danneggiati da un incendio doloso a Seminara, nel reggino. I terreni, che si trovano al confine tra i comuni di Seminara, Gioia Tauro e Rizziconi, sono di proprieta’ dell’erede di un antico casato nobiliare della zona, Giuseppe Spinelli, il quale, dopo aver subito negli anni scorsi diverse intimidazioni, ha deciso di affidare alla cooperativa sociale ‘Giovani Invita’ la gestione della proprieta’. La cooperativa, che da’ lavoro ad una quarantina di giovani, e’ stata fondata due anni fa dall’ex sindaco di Sinopoli (Reggio Calabria), Mimmo Luppino, anch’egli vittima di una serie di intimidazioni mentre era amministratore del comune reggino. Le fiamme, oltre ad aver distrutto numerosi alberi, ha danneggiato anche una piccola chiesa privata intitolata a San Giuseppe posta nei pressi del fondo agricolo. L’incendio e’ stato spento dai vigili del fuoco. L’episodio e’ stato denunciato ai carabinieri, che hanno avviato le indagini.

OPPIDO MAMERTINA: SEQUESTRATI BENI PER 20 MILIONI DI EURO ALLA FAMIGLIA MAZZAGATTI

La Guardia di Finanza del comando provinciale di Reggio Calabria ha eseguito un decreto di confisca di beni riconducibili alla famiglia Mazzagatti di Oppido Mamertina. Il valore della confisca ammonta a 20 milioni di euro. In provvedimento riguarda alcune aziende: Tra.Co.Cem con sede legale a Maida (Catanzaro); Tra.Re.C. s.rl., con sede operativa sempre a Maida; C.M.G. s.r.l e la ditta individuale “Caterina Misale”, entrambe con sede legale ed operativa ad Oppido Mamertina. Con il decreto di confisca, emesso dal tribunale di Reggio Calabria, e’ stata “riscontrata la validita’ e l’efficacia degli elementi acquisiti al fine di mettere in luce le infiltrazioni economiche ed imprenditoriali poste in essere dai Mazzagatti che hanno esteso le loro aziende ed attivita’ anche in provincia di Catanzaro, grazie all’alleanza con elementi delle famiglia Arena operanti in quel territorio”. La Guardia di finanza della compagnia di Palmi, fin dal 2007, ha focalizzato l’attivita’ imprenditoriale della famiglia Mazzagatti – Rustico, avviata da Giuseppe Mazzagatti, 78 anni. In quel contesto venne inoltrata la richiesta di applicazione della misura del sequestro di imprese, societa’ ed immobili nella diretta disponibilita’ dello stesso nucleo residente ad Oppido Mamertina e la sospensione temporanea di stabilimenti di produzione e distribuzione di materiale cementizio, operanti su tutto il territorio regionale, riconducibili ad una nota azienda nazionale. Contestualmente i Carabinieri di Oppido Mamertina hanno eseguito una decina di misure preventive personali a carico di appartenenti all’entourage dei Mazzagatti, indicati soggetti in odor di mafia. Le indagini hanno accertato che il gruppo Mazzagatti – Rustico, approfittando della forza intimidatrice derivante dal fatto di essere una consorteria criminale di stampo ‘ndranghetistico presente sul territorio con propri esponenti, nonche’ avvalendosi di uno speciale rapporto fiduciario intercorrente con gli stabilimenti calabresi dell’Italcementi S.p.A., si fosse progressivamente affermato nel campo dell’imprenditoria. Ed in questa, in particolare, nel settore della commercializzazione del cemento.

SANITA’: DENUNCIATE A REGGIO 278 PERSONE PER FALSO IDEOLOGICO

di Stefano Perri – Altra truffa nel mondo della sanità. Probabilmente però solo la punta di un immenso iceberg. E’ di oggi infatti la notizia che la Guardia di Finanza ha denunciato in provincia di Reggio Calabria 278 persone per truffa al servizio sanitario nazionale. I reati contestati vanno dalla truffa aggravata ai danni del Servizio sanitario nazionale al falso ideologico commesso da privato in atto pubblico. Le denunce sono state fatte nell’ambito di un’inchiesta, denominata ”Easy Ticket” riguardante falsi indigenti che, secondo l’accusa, sono riusciti ad ottenere prestazioni sanitarie gratuite grazie a false autocertificazioni che attestavano stati di disagio economico inesistenti. Il danno erariale e’ valutato in alcune migliaia di euro. Gli assistiti, secondo quanto riferito dalla Guardia di finanza, avrebbero fatto domanda di esenzione dal ticket per motivi legati all’eta’ ed all’apparente disagiata situazione familiare e reddituale. Nel corso delle indagini sono state esaminate oltre seimila ricette mediche riferite al 2005 i cui elementi sono stati incrociati dapprima con i dati anagrafici del nucleo familiare di appartenenza dell’ammalato e successivamente con le informazioni dell’Anagrafe tributaria. I comuni nei quali si e’ verificato il maggior numero di casi di frode sono Melito Porto Salvo, Montebello Ionico, Condofuri e Bova Marina. C’e’ anche il proprietario di 12 appartamenti, tutti ubicati a Condofuri, tra le 278 persone denunciate.  L’uomo ha 65 anni ed aveva presentato un’autocertificazione attestando falsamente il proprio stato di indigenza. Tra gli altri denunciati, per la maggior parte originari di Melito Porto Salvo e Montebello Jonico, sono stati individuati alcuni proprietari di auto di grossa cilindrata e titolari di redditi annui superiori ai 50 mila euro.

REGGIO: DATI ALLARMANTI PER FIUMI E DEPURATORI. LA DENUNCIA DELLA GOLETTA VERDE DI LEGAMBIENTE

di Stefano Perri – Una novità un po’ insolita stamattina al Porto di Reggio Calabria. Tra le navi traghetto e gli aliscafi fermi in attesa di pendolari e turisti, ormeggiata anche la Goletta Verde di Legambiente, caratteristica imbarcazione che sta facendo il giro della penisola per monitorare lo stato delle coste e la balneabilità delle acque, anche grazie il contributo del Consorzio Egogas e Novamont. “Uno stato allarmante delle foci e del sistema della depurazione, dodici punti fortemente inquinati e due inquinati” è il bilancio complessivo emerso dall’analisi del mare e delle coste della Calabria Tirrenica. “La contaminazione microbiologica arriva soprattutto dalle foci dei fiumi e dei torrenti, nei quali spesso si riversano gli scarichi fognari ed industriali. Sorvegliati speciali per l’inquinamento biologico anche i depuratori e gli scarichi di tubi e condotte”.

A segnalare la gravosa emergenza sono stati questa mattina i vertici di Legambiente, durante un’insolita conferenza stampa convocata proprio a bordo della Goletta Verde.

“Sia la tendenza degli ultimi anni, sia le analisi di Goletta Verde – ha commentato Nuccio Barillà di Legambiente Reggio Calabria– puntano il dito contro lo storico ed irrisolto problema della depurazione. Lo stesso rapporto dello Stato dell’Ambiente redatto dall’Arpacal nel 2008 delinea un quadro piuttosto critico del territorio calabrese sia per quanto riguarda le infrastrutture fognarie sia per la copertura depurativa, senza considerare la criticità in cui versano le strutture esistenti spesso incapaci di reggere a carichi meteorici intensi. Non è possibile che con tutti gli investimenti indirizzati nel settore della depurazione non si sia riusciti ad ottenere fino ad ora i risultati che i cittadini attendono. Un problema, quello della contaminazione delle coste, per altro aggravato dalla piaga degli scarichi illegali, che secondo Mare Nostrum ammontano addirittura a 358 su tutte le coste calabresi. Non è possibile ricordarsi del mare solamente a ridosso del periodo estivo, bisogna intervenire in inverno quando c’è il tempo e le condizioni per migliorare sensibilmente la salute delle nostre coste”.

“Non ci sono grandi novità rispetto agli anni scorsi – ha detto Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale del cigno verde – la situazione risulta invariata. Assistiamo ad una criticità generalizzata che quest’anno trova un possibile e pericoloso alleato nel cambio della normativa sulla balneabilità delle coste. L’adeguamento alle normative europee ha prodotto una minore severità nell’assegnazione della balneabilità delle coste. Il risultato è che ben 18 dei 22 km di coste dell’arco tirrenico dichiarati l’anno scorso non balneabili, quest’anno potranno essere utilizzati per la balneazione di cittadini e turisti. Riaperte dunque per decreto, queste spiagge sono distribuite più o meno equamente in tutte le Province. Con l’eccezione di Cosenza, che ha dichiarato pulite il 64% delle spiagge non balneabili fino a pochi mesi fa, tutte le altre province hanno riaperto il 100% dei tratti di costa classifi cati come non balneabili con la vecchia normativa italiana”.

A supporto dell’iniziativa presenta anche il Comandante Vincenzo De Luca della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria che ha evidenziato il rapporto di partenariato avviato “con la Provincia per la realizzazione di un monitoraggio sulle criticità a breve e lungo termine”. Secondo De Luca “è necessaria un’attenzione maggiore anche da parte della Regione nella speranza che l’anno prossimo i risultati siano più soddisfacenti”.

Si profila dunque una vera e propria emergenza ambientale per le coste calabresi ed in particolare per quelle reggine, che seppur diversamente classificate grazie al cambio della normativa, risultano in alcuni casi anche gravemente inquinate. A fianco a questo però Legambiente ha voluto sottolineare le note positive di una Regione e di una Provincia, quella di Reggio Calabria, che fa del mare uno dei suoi maggiori punti di forza nell’attrazione della domanda turistica. Nella Provincia di Reggio ci sono ben due località segnalate da Legambiente con le quattro vele, l’indice massimo di pulizia e balneabilità delle acque. Si tratta di Roccella Jonica e Scilla che rappresentano punti di vera e propria eccellenza. A fianco ad essi si posizionano con tre vele nella speciale classificazione redatta da Legambiente, riconosciuta anche dal Ministero dell’Ambiente, zone costiere come Marina di Gioiosa, Bova Marina, Melito Porto Salvo, Bagnara, Brancaleone, Monasterace, Palmi. Un ottimo risultato che però deve rappresentare per le istituzioni calabresi solo un punto di partenza in un percorso di inversione di tendenza che giunga nel giro di poco tempo ad eliminare la condizione di inquinamento generalizzato di cui soffrono le coste calabresi.