NASCE “LO STRETTO NECESSARIO” IL NUOVO MENSILE FREE PRESS DELL’AREA DELLO STRETTO

E’ nato ‘Lo Stretto Necessario’, un mensile freepress di attualità, cultura, costume, società, scienza, natura, arte, musica e sport dedicato all’Area dello Stretto di Messina.

La rivista, di 52 pagine, nasce da un’idea di Giuseppe Falcone, imprenditore reggino, e vuole “rivolgersi al territorio delle province di Reggio e di Messina con una doppia missione culturale: essere una finestra da e per il mondo. Portare nello Stretto storie e tematiche provenienti da Paesi e Continenti vicini e lontani sulle tematiche più varie e particolari, ma non solo. Vorremmo anche, senza pretese e partendo dal basso, amalgamare e rendere sempre più forte la cultura comune tra le due sponde dello Stretto”, come scrive lo stesso Falcone nell’editoriale del numero zero, in distribuzione gratuita da oggi.

Con una tiratura di dieci mila copie, il numero zero contiene uno speciale sulle alluvioni e sul maltempo curato da Peppe Caridi di MeteoWeb e un approfondimento sulle Università di Messina e Reggio Calabria, con la storia dei due atenei e varie notizie sul mondo accademico curato da Stefano PerriFabio Delfino. Altri articoli sono dedicati alla Riserva Naturale dei Monti Campanito e Sambughetti, al film su Sant’Umile di Bisognano girato interamente in Calabria, al mondo della scuola e della formazione, al kitesurf e al gruppo musicale ‘Via del Campo’ con un’intervista esclusiva. Alla realizzazione di questo numero del giornale hanno collaborato anche Paolo FalconeDaniela ScamporrinoTeresa Scarfò. Il progetto grafico è stato curato da Giuseppina Cassalia.

Ancora nell’editoriale, Giuseppe Falcone spiega la ‘mission’ di questa nuova rivista: “Vogliamo ulteriormente avvicinare messinesi e reggini, diventando il loro punto di riferimento letterario, giornalistico e culturale. Lo vogliamo fare nel modo più vario possibile, dalla politica all’attualità, dal cinema alla musica, dal teatro allo sport, dalla natura alle curiosità. Parleremo di tutto e di più, ma con un unico collante legato al nostro target che sono i cittadini dell’Area dello Stretto. Lo faremo con grande impegno e attenzione alle esigenze del territorio, a partire dalla scelta degli argomenti di maggior interesse popolare. E lo faremo anche coinvolgendo voi lettori, pubblicando lettere, commenti e riflessioni. Distribuiremo il giornale a Reggio, Messina e nei principali centri delle due province, sperando che possa presto diventare un punto di riferimento piacevole e gradito”.

Per il resto – conclude Falcone – dateci tempo: questo è solo l’inizio di un’avventura giovanile ed entusiasmante. Vogliamo essere quel sasso che smuove le acque del mare, di questo Stretto così bello e affascinante. Così necessario, come speriamo di diventare per tutti voi”.

Il n° 1 del giornale è già in lavorazione e uscirà a fine novembre con uno Speciale sulle Festività Natalizie e alcuni approfondimenti di attualità sulla ‘ndrangheta e sull’esercito a Reggio.

Per info: lostrettonecessario@gmail.com

NEL NUOVO MONOPOLY TUTTE LE CITTA’ CALABRESI, POSTO DI PRESTIGIO PER REGGIO CALABRIA

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/MonopolyItalia1.jpgdi Peppe Caridi – S’è conclusa la maratona del nuovo Monopoly Italiano che sarà in commercio tra pochi mesi, a inizio 2011, e sostituirà il vecchio e classico tabellone del gioco da tavolo più diffuso del mondo.
Al posto dei tipici “vicolo stretto”, “largo augusto” e “parco della vittoria”, ci saranno le 22 città Italiane che sono state più votate in un appassionante sondaggio online che ha impegnato milioni di cittadini negli ultimi tre mesi.
Su forum, chat e social network, le community virtuali si sono scatenate per alimentare voti a sostegno della candidatura della propria città.

Ecco la classifica finale con i rispettivi voti delle Città che sono ufficialmente nel tabellone del nuovo Monopoly:

Chieti 218.482
Reggio Calabria 146.473
Catanzaro 117.799
Barletta 91.780
Andria 83.600
Isola d’Elba 79.196
Ascoli Piceno 68.548
Monopoli 65.333
Ischia 55.881
10° Brindisi 54.356
11° Caserta 52.870
12° Foggia 51.788
13° Messina 49.719
14° Terni 49.465
15° Viareggio 49.441
16° Milano 49.253
17° Cosenza 49.232
18° Torino 49.142
19° Trani 48.761
20° L’Aquila 47.653
21° Sanremo 47.374
22° Teramo 47.065

Alcune tra le più grandi e importanti Città Italiane (Roma, Napoli, Palermo, Bari, Venezia, Firenze, Bologna, Verona, Trieste, Genova) sono rimaste escluse a discapito di realtà provinciali le cui votazioni sono state stimolate da vari provincialismi e campanilismi come nel caso della Puglia, la Regione in cui sono stati raccolti più voti in assoluto. Addirittura tutte e tre le Città della Provincia ’BAT’ (Barletta-Andria-Trani) sono finite tra le prime 22, in una battaglia provocata dalla grande rivalita tra queste tre comunità.
Altre località (Sanremo, Viareggio, Ischia, Isola d’Elba) hanno colto l’occasione per pubblicizzarsi turisticamente in modo efficace e a costo zero.
Il Comune di Sanremo ha addirittura organizzato il “Monopoly-Day” per diffondere la “Monopoly-Mania”. Cosa simile è accaduta a Milano, dove il Sindaco Letizia Moratti s’è impegnata e ha mobilitato l’Amministrazione con gazebo, banchetti, conferenze stampa e pubblicità tali da far risalire il capoluogo Lombardo dagli ultimissimi posti della graduatoria assoluta fino alla 16^ posizione utile per comparire nel tabellone del nuovo Monopoly.
E Milano, insieme a Torino, è l’unica grande Città presente tra le 22.

Interessante anche la presenza massiccia delle principali realtà Calabresi e di Messina: Reggio Calabria e Catanzaro occupano il secondo e il terzo gradino del podio, mentre Cosenza è arrivata al 17° posto. Messina al 13°. Nessuna di queste città compariva tra le prime 22 fino a quando su Strill non abbiamo pubblicatoquest’articolo da cui è partita la rincorsa che ha tenuto Reggio e Catanzaro per lunghe settimane a lottare per il primo gradino del podio, fino all’arrivo impetuoso di Chieti.

Chieti, infatti, vedrà il suo nome al posto del Parco della Vittora nella nuova edizione del Monopoly.
E con le preferenze raccolte nel concorso telematico indetto dalla Hasbro, azienda produttrice del gioco – 218.482, cinque volte quelle di Milano – la città abruzzese ha conquistato la casella più pregiata tra le 22 del tabellone.

TifoChieti.com, il portale dei tifosi della locale squadra di calcio la cui community ha lanciato l’appello a sostenere la città nella votazione telematica. Il popolo neroverde si è mosso sollecitato dal gruppo di TifoChieti su Facebook (che ha circa tremila iscritti) e dal gruppo specifico “Chieti sul nuovo Monopoly. Votiamo tutti!”, che alla fine del concorso conta quasi 1.400 iscritti.

Oltre a Chieti, anche le Città Abruzzesi di L’Aquila e Teramo hanno conquistato una tabella sul nuovo Monopoly, ma le votazioni Abruzzesi non sono state animate dai campanilismi e dai provincialismi delle altre realtà sopra citate. Anzi …
Negli ultimi giorni, con la certezza di aver acquisito un vantaggio rassicurante, la community ha dirottato parte dei voti verso L’Aquila, con la cui tifoseria esiste un antico gemellaggio, e Monopoli, altra tifoseria gemellata. “Il nostro bellissimo e ferito capoluogo di regione – si legge in una nota di TifoChieti.com – e il centro che porta il nome del gioco non potevano non comparire sul tabellone insieme a Chieti. D’ora in poi, tutti i giocatori del Monopoly sapranno che a Chieti corrisponde la casella più cara e ambita da conquistare. Ora non rimane che gettare i dadi e giocare bene il proprio (finto) denaro. Obiettivo principale: Chieti e (vero) divertimento”.

Anche il gruppo di Facebook “Reggio Calabria sul nuovo Monopoli: votiamo tutti!” (oltre 900 iscritti) e “Reggio Calabria sul tabellone del prossimo Monopoli, si può!” (oltre 4.500 iscritti) hanno espresso gioia e soddisfazione per il risultato della Città dello Stretto, così come quello dell’altra sponda “Messina sul Monopoly Italiano!” (oltre 2.000 iscritti) .

Adesso tutti aspettano inizio 2011: mancano pochi mesi ormai e il nuovo Monopoly sarà in commercio, pronto al record di vendite legato proprio alla maratona delle votazioni che negli ultimi tre mesi ha coinvolto milioni di cittadini determinando anche una grandissima pubblicità.
Questa simpatica storia conferma, ancora una volta, quanto sia ormai forte e potente il mondo di internet (e dell’informazione online, quella che parte dal passo e che coinvolge gli utenti) ormai in grado di andare ben oltre i canali tradizionali di comunicazione e il mondo della politica e delle istituzioni.

Milano, dove la politica e le istituzioni si sono incredibilmente mobilitate, ha a stento raggiunto il 16° posto (ed è entrata nel tabellone delle prestigiose 22 per appena 2.000 voti!) mentre a giocarsi i primi posti del podio sono state le realtà per cui si sono mobilitati i forum, i social network.
Senza dimenticare – e lo scriviamo con un pò d’orgoglio – che nel caso della Calabria e di Messina tutto è partito da Strill.it

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METROMARE: LA DELUSIONE E LA RABBIA DEI PENDOLARI

di Stefano Perri – Una situazione davvero paradossale quella della ‘Metromare’, un servizio che avrebbe dovuto risolvere una volta per tutte l’annosa questione della mobilità pendolare sullo Stretto e che si sta rivelando invece come l’ennesimo bluff ai danni dei tanti lavoratori e studenti che quotidianamente si spostano da una sponda all’altra per le loro attività.
Leggiamo la delusione e la rabbia per una situazione che continua a peggiorare nelle parole dei tanti pendolari che in questi giorni di calura estiva continuano ad attraversare lo Stretto, pur nelle grandi difficoltà che ancora persistono.
“Non è possibile continuare cosi – sbotta Fabio, studente dell’università di Messina – le corse disponibili non sono assolutamente sufficienti e soprattutto per gli studenti che non hanno un reddito proprio sborsare 7 euro al giorno solo per il biglietto dell’aliscafo diventa davvero proibitivo. C’è il rischio serio che molti studenti pendolari decidano di abbandonare o di modificare la loro destinazione di studi a causa degli assurdi rincari che da qualche giorno, oltre agli aliscafi, stanno interessando anche il servizio Caronte”.
Tanta incredulità, soprattutto per i rincari dei biglietti e degli abbonamenti. “Non sapevo dell’aumento del biglietto – ci spiega Aurora – quando ho visto che il costo era lievitato a 7 euro, e che addirittura dovevo indicare all’andata quale sarebbe stata la corsa del ritorno per non pagare un ulteriore sovrapprezzo, ho deciso di tornarmene a casa. L’università non ci può costare un capitale. Questa è solo l’ennesima goccia che fa traboccare un vaso ormai strapieno di ingiustizie alle quali noi pendolari siamo sottoposti quotidianamente”.
“Viaggio tutti i giorni – Alfredo, messinese impiegato a Reggio Calabria – e di solito faccio l’abbonamento. Non mi spiego come si possa addirittura raddoppiare il prezzo da 40 a 80 euro e soprattutto come mai l’abbonamento non sia valido nel weekend”. Tante domande, interrogativi disillusi dei pendolari che ogni mattina si ritrovano sulla banchina di Reggio o di Messina a registrare un peggioramento continuo delle condizioni di viaggio ed un aumento ingiustificato dei costi.
“Studio e vivo a Messina – ci dice Lucia – ma spesso la sera vado a Reggio per incontrare il mio ragazzo che abita li. Speravo che almeno con il nuovo servizi Metromare fossero previste delle corse serali per gli aliscafi. Invece sono costretta ad attraversare da Villa, peraltro adesso con il costo quasi triplicato rispetto a prima”.
Diverse voci, un unico senso di delusione e rabbia tra i pendolari dello Stretto. Ancora una volta le loro aspettative si perdono nel calderone delle promesse non rispettate, nella gestione miope di una classe dirigente che dovrebbe assicurare diritti essenziali come quelli della mobilità e della continuità territoriale e che invece continua a riempirsi la bocca di belle parole salvo poi dimostrare incompetenza e trascuratezza quando si tratta di operare delle scelte per il benessere dei cittadini.

OPERAZIONE TAMANACO: ARRESTI E SEQUESTRI, SGOMINATA BANDA INTERNAZIONALE CHE TRAFFICAVA COCAINA

di Peppe Caridi e Stefano Perri – ‘Tamanaco’ è il nome dell’hotel di Caracas, capitale del Venezuela, in cui da anni si riunivano elementi di spicco della criminalità italiana, europea e sudamericana per le trattative e gli accordi dei loschi affari legati al traffico di cocaina.
L’operazione della Guardia di Finanza che ha sgominato quest’organizzazione criminale internazionale ha proprio il nome dell’albergo ‘Tamanaco’: un riferimento esotico che evidenzia la caratteristica principale di quest’operazione, la cooperazione internazionale e l’ampio raggio geografico che ha coinvolto tre continenti nelle operazioni di indagini e investigazione.
A spiegare i dettagli dell’operazione, in una conferenza stampa presso il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sono stati il Procuratore Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone e l’aggiunto Nicola Gratteri insieme a tutti i rappresentanti della Guardia di Finanza e delle forze di polizia impegnate nell’operazione che ha richiesto l’impiego di 150 finanzieri appartenenti al GICO del Nucleo di Polizia Tributaria di Catanzaro, al Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata di Roma e alla Tenenza della Guardia di Finanza di Mondragone (CE).
Le indagini hanno portato a smantellare una pericolosa organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di cocaina: sono stati arrestati 16 affiliati alle cosche di ‘ndrangheta Barbaro di Platì e della camorra La Torre di Caserta. Sono stati inoltre sequestrati 700 kg di cocaina purissima, per un valore complessivo, all’ingrosso sui mercati europei, di circa 120 milioni di euro e beni illecitamente accumulati per un valore di 80 milioni di euro.
Pignatone ha sottolineato la “grande collaborazione brillante e proficua tra forze di polizia di molte organizzazioni italiane e straniere. I punti salienti che tengo a evidenziare sono proprio gli arresti effettuati contemporaneamente in Italia e in Olanda grazie alle normative dell’Unione Europea e alla nostra efficienza dovuta a un grande coordinamento comune. Poi c’è l’aspetto patrimoniale, che tengo sempre a sottolineare. Insieme agli arresti abbiamo disposto sequestri per un valore stimato di 80 milioni di euro di beni”.
Un altro grande risultato, l’ennesimo, delle forze dello Stato contro la criminalità organizzata.
La collaborazione tra la Procura  Distrettuale Antimafia di Reggio e la Guardia di Finanza di Caserta è stata perfettamente funzionale alle esigenze investigative, come ha sottolineato Gratteri che ha voluto precisare che “la Procura di Reggio Calabria è sempre più credibile nel panorama nazionale e internazionale perchè sta lavorando con procure internazionali in modo molto proficuo”. Gratteri ha poi evidenziato la “grande professionalità della Guardia di Finanza”, spiegando che “raramente si possono fare arresti così ben coordinati insieme in luoghi così distanti”.
Entrando nei dettagli investigativi, il Procuratore aggiunto Gratteri s’è soffermato sulla posizione del clan Barbaro di Platì, “una famiglia d’elite nel traffico internazionale di droga. La ‘ndrangheta è potentissima, li abbiamo intercettati subito dopo il sequestro dei 700kg di cocaina e il boss dei Barbaro li tranquillizzava, dicendogli che avrebbero potuto continuare nei loro affari di traffico di stupefacenti senza intoppi. Eppure 700kg di cocaina purissima, che sui mercati in cui poi la rivendono va moltiplicata per quattro, ha un altissimo valore che dovrebbe rappresentare un grave debito per la ‘ndrangheta in caso di un sequestro da parte delle forze di polizia com’è avvenuto stavolta. Invece loro, evidentemente, non hanno di questi problemi”.
Altro particolare emerso dall’indagine è che la ‘ndrangheta non aveva assolutamente pagato quest’ingentissimo carico di cocaina. Gratteri ha ricordato come, “solitamente, le organizzazioni criminali che comprano stupefacenti dai trafficanti sudamericani mandano un uomo, una sorta di ostaggio che tornava in Italia solo dopo l’avvenuto pagamento”. Ma allora com’è possibile che questo carico così grosso non è stato pagato? “Evidentemente – ha detto Pignatone – la fiducia è una cosa seria anche tra loro. E’ chiaro che i personaggi della ‘ndrangheta meritano fiducia agli occhi dei loro contraenti sudamericani. La ‘ndrangheta è credibile nel panorama criminale internazionale perchè ha sempre pagato sia i terroristi colombiani che tutte le organizzazioni sudamericane da cui si fornisce, non ha mai perpetuato truffe ai loro danni”.
La droga dell’operazione ‘Tamanaco’ era stata sequestrata il 14 settembre 2005 al porto di Livorno. La nave ‘Cala Palma’ della Costa Container Lines S.p.A. partiva dal porto venezuelano di ‘La Guaira’ verso Livorno. In un container erano nascosti i 700kg di cocaina occultati sotto un carico di copertura costituito da pelli bovine essiccate.
I narcotrafficanti dovevano trasportare la droga da Colombia e Venezuela verso l’Italia e l’Europa: avevano pensato di seguire una via Africana passando per il Togo, ma poi decisero di optare per la nave diretta verso Livorno.
Da quel 14 settembre 2005 sono passati quasi 5 anni: sono stati 5 anni di indagini e investigazioni, dopo il sequestro della droga gli inquirenti hanno chiarito e specificato ulteriormente coinvolgimenti e responsabilità degli arrestati in Italia e in Olanda, Paese in cui i criminali italiani potevano contare su una rete di trafficanti locali già noti alla polizia di Amsterdam.
Durante la conferenza stampa, i rappresentanti della Guardia di Finanza hanno sottolineato la vicinanza tra il clan di ‘ndrangheta Barbaro di Platì e quello di camorra La Torre di Caserta: in questo specifico settore è nata una sorta di sinergia tra cosche di organizzazioni differenti per il commercio della droga, che era indirizzata ai principali mercati italiani e nord Europei. Gli arresti di Amsterdam, inoltre, sono stati eseguiti “grazie al fantastico supporto della polizia olandese, eccezionale davvero. Lavorare con loro è stato come operare con un altro reparto di noi stessi”.
Snodo fondamentale dell’organizzazione criminale era Vittorio Belgiovane, 70enne brocker che vive in Venezuela e che è adesso latitante ma “difficile da individuare”.
Dalle indagini e dalle intercettazioni è emerso come Belgiovane sia in diretto contatto con un’organizzazione paramilitare sudamericana, quella di Salvatore Mancuso, e inoltre pare appartenere a uno dei gruppi Colombiani più importanti per quantità di cocaina commercializzata.
Belgiovane ha avuto un collegamento diretto con la ‘ndrangheta tramite Giuseppe Barbaro, 42enne di Platì, vecchia conoscenza alle forze dell’ordine Italiane per il traffico di cocaina, già in carcere di massima sicurezza di Carinola.
Tra i più importanti personaggi della camorra affiliati al clan La Torre di Caserta c’è Antonio Rea, una sorte di colletto bianco, un insospettabile che ha sorpreso gli inquirenti e che era il filtro principale di Belgiovane.
In merito alle intercettazioni, un gruppo di 40/50 persone ha utilizzato circa 10 mila numeri di telefono: una prassi consolidata tra i narcotrafficanti che cambiano di continuo telefonini e schede telefoniche. Ma anche gli inquirenti, su questo, ormai si sono fatti una cultura e non hanno problemi a individuare i numeri da intercettare. La vera sfida si gioca poi in una fase successiva, nel decriptare e decifrare i messaggi in codice che si mandano i criminali.
Il procuratore Pignatone ha poi risposto alle domande dei giornalisti sull’omonimo ddl attualmente al vaglio del parlamento Italiano smorzando le polemiche: “Stiamo discutendo solo di un disegno di legge e possiamo commentare solo l’attuale bozza, sulla quale dobbiamo stare tranquilli perchè non cambia nulla rispetto ad oggi per quanto riguarda i reati di traffico internazionale di stupefacenti, crimini legati alle organizzazioni mafiose”.

LEGGI L’ARTICOLO SU STRILL.IT —> http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=71663 E GUARDA TUTTE LE IMMAGINI DELL’OPERAZIONE TAMANACO —> http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=71662&Itemid=119