NDRANGHETA, PIGNATONE: “DIAMO LA CACCIA AL PUPARO”

pignatonegiuseppe”Non sappiamo chi e’ il puparo”, chi muove le fila della strategia eversiva in Calabria, ”e non sappiamo neppure cosa vuole. Su chi piazza le bombe alla Procura generale e sotto casa del procuratore generale Di Landro, su chi minaccia i magistrati, sta indagando la procura di Catanzaro, e spero in risultati concreti in tempi ravvicinati”. Lo dice in un’intervista alla Stampa il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone. ”A Reggio – prosegue – c’e’ una situazione estremamente preoccupante, con il succedersi di attentati e di minacce” e tuttavia ”mai come in questo momento si fa sentire l’offensiva dello Stato. I successi sono stati numerosi. Tra aprile e luglio, in provincia di Reggio sono stati eseguiti 300 arresti; con operazioni congiunte con Milano l’organizzazione e’ stata colpita ai vertici, la sua struttura e’ stata individuata”. ”Il nodo che dobbiamo sciogliere e’ questo – aggiunge -: chi, negli apparati, passava informazioni a Zumbo con l’incarico di riferirle ai mafiosi, senza chiedere apparentemente nulla in cambio? Quello che dobbiamo chiarire e’ chi c’e’ dietro questo progetto criminale”. ”Credo che oggi la ‘ndrangheta si trovi di fronte a un bivio – dice -: deve decidere se e come modificare la sua organizzazione, il suo livello di struttura interna”.