TRENITALIA TAGLIA I TRENI. ALITALIA TAGLIA I VOLI. E SE QUALCUNO VOLESSE SCAPPARE?

di Stefano Perri – La notizia in effetti lascia un po’ interdetti. Trenitalia taglia i treni a lunga percorrenza da e verso il Sud. Le Regioni coinvolte sono Campania, Puglia, ma soprattutto Sicilia e Calabria. Da oggi il viaggiatore, impavido, che volesse affrontare il cammino ferrato verso il ricco nord dovrà necessariamente fare scalo nella Capitale. Una beffa che lascia in bocca un retrogusto amaro.

Nelle ultime ore giungono dichiarazioni di sconcerto da parte delle massime autorità regionali. Ma nei fatti, poiché Trenitalia è ormai un vettore totalmente privato, vende il servizio alle Regioni e dunque non risponde dei tagli che sono diretta conseguenza della crisi.

Da Roma parlano di investimenti sull’alta velocità, di razionalizzazione delle corse, di miglioramento dei servizi. Ma l’impressione netta è che si voglia disincentivare l’utilizzo del treno.

Si direbbe forse che quanto a prezzi e tempi di percorrenza è ormai più conveniente, per noi abitanti del profondo sud, utilizzare mezzi di trasporto più moderni ed efficienti, come può essere appunto quella macchina volante che in tanti ormai chiamano aeroplano.

Eh no. Anche qui le prospettive non sono certo rosee. Sono 52 i voli tagliati relativi al periodo natalizio dalla compagnia di bandiera (ma di quale bandiera?) Alitalia da e per l’Aeroporto dello Stretto Tito Minniti sito in Reggio Calabria, il secondo della Regione, l’unico in grado di offrire una chance di decollo anche agli inquilini dell’altra sponda dello Stretto e soprattutto una piattaforma di sviluppo socio-economico nonché turistico che rimane, da sempre, un’eterna promessa. Anche qui urla di protesta e di allarme che giungono alla spicciolata, ma nulla di nuovo sotto il cielo.

Dunque la cara vecchia automobile? Lasciamo stare. C’è poco da aggiungere sugli eterni lavori sulle due massime direttrici Calabresi. La A3 sul versante Tirrenico è ormai lo scenario preferito per le barzellette dei comici più in auge. La 106 Jonica, e qui da ridere c’è davvero poco, miete vittime su vittime, mentre i suoi cantieri sono stati per anni foraggio principale per alcune tra le più potenti cosche di ndrangheta al mondo.

E poi ancora se dal gommato ci spostassimo alle tanto conclamate autostrade del mare, ci accorgeremmo ancora un volta dell’atavica arretratezza in terra calabra. Sul territorio sono 15 le infrastrutture portuali catalogate, solo il 2,86% del totale nazionale. In concreto un totale di 5.300 posti barca, sono 6,3 per ogni chilometro di costa, a fronte di una media nazionale di 20 per chilometro di costa. Terribile per una Regione situata nell’esatto centro geografico del Mediterraneo che dovrebbe fare del mare la sua ricchezza primaria.

I trasporti in Calabria. Un disastro biblico. Cosi biblico che se anche ci fosse qualcuno che, disgustato ed avvilito da ciò che lo circonda, per un attimo si facesse vincere dal pessimismo della ragione, decidendo, una volta per tutte di andare via da qui, troverebbe serie difficoltà anche a scappare.

Reggio: tutti insieme per l’Aeroporto. Raffa: “Rilancio e razionalizzazione”. Scopelliti: “Da oggi i fondi solo se c’è un piano strategico”

aeroportoassembleadi Stefano Perri (foto M.Costantino) da www.strill.it – Questa volta si fa sul serio. E’ questo il messaggio lanciato dalle istituzioni riunite attorno al consiglio provinciale  straordinario convocato presso i locali dell’Aeroporto Tito Minniti.

La provincia, ma anche la Regione, dimostrano di avere le idee chiare, ed una volta per tutte fanno pesare la loro forza contrattuale per chiedere fatti, e non più parole. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è il taglio dei dei 52 voli da parte di Alitalia nel periodo delle festività natalizie. Come avevamo denunciato giorni fa, con il taglio dei voli insieme al taglio dei treni a lunga percorrenza da parte di Trenitalia, si determina l’isolamento della Calabria e di Reggio in particolare.

A fare quadrato attorno al Tito Minniti  questa mattina c’erano proprio tutti, visti in poche occasioni cosi decisi e compatti verso un comune obiettivo. Dal presidente Eroi a Raffa, da Scopelliti ad Arena, il Deputato Aurelio Misiti e il Senatore Luigi De Sena, e poi assessori e consiglieri regionali (Sarra, Caridi, Imbalzano, Da Gaetano, Battaglia, Bova, Nucera), la Giunta provinciale al completo con in testa l’Assessore Lambarti Castronuovo e tanti consiglieri comunali reggini, di centrodestra e centrosinistra, i sindaci dei comuni della provincia (Bagaladi, Rosarno, Grotteria, Africo, San Lorenzo, Caulonia, Gerace, solo per citarne alcuni), rappresentanti della Camera di Commercio, autorità delle forze dell’ordine, imprenditori, Associazioni e Sindacati.

Reggio, e la Calabria verrebbe da dire, ampiamente rappresentate a livello politico e istituzionale. E l’impressione è quella che sta volta non si tratta di una presenza per cosi dire di testimonianza, ma di una volontà precisa di procedere insieme. Continua a leggere

L’ITALIA DI NUOVO AL VOTO. TUTTI I BALLOTTAGGI DI DOMENICA E LUNEDI

La partita delle amministrative si avvia verso la fase conclusiva con i ballottaggi di domenica e lunedi’. Urne aperte per la prima volta invece in Sicilia per un turno elettorale che coinvolgera’ 27 comuni per il rinnovo di sindaci e consigli comunali. Nel complesso saranno 6.605.806 gli italiani che si recheranno ai seggi.
QUANDO SI VOTA – Le operazioni di voto si svolgeranno domenica dalle ore 8 alle ore 22 e lunedi’ dalle ore 7 alle ore 15; lo scrutinio avra’ inizio nella stessa giornata di lunedi’ al termine delle operazioni di voto e dopo il riscontro del numero dei votanti. Per il turno di ballottaggio si sceglie solo tra i due candidati (presidenti di provincia o sindaci) che hanno ottenuto, al primo turno, il maggior numero di voti e l’elettore vota tracciando un segno sul rettangolo entro il quale e’ scritto il nome del candidato prescelto.
CORPO ELETTORALE – Considerando una volta sola gli enti interessati contemporaneamente a piu’ tipi di consultazioni, il numero complessivo degli elettori del ballottaggio nelle regioni a statuto ordinario sara’ di 5.577.816, a cui vanno aggiunti per le Regioni a statuto speciale i 475.412 del Friuli Venezia Giulia, i 397.001 della Sicilia e i 175.577 della Sardegna. Nelle Regioni a statuto ordinario il turno di ballottaggio nelle cinque province interessera’ un corpo elettorale di 1.701.480 elettori, di cui 818.566 maschi e 882.914 femmine. Le sezioni elettorali saranno 2.219. Il ballottaggio negli 81 comuni delle regioni ‘ordinarie’ interessera’ 3.906.012 elettori, di cui 1.855.363 maschi e 2.050.649 femmine. Le sezioni elettorali saranno 4.606.
BALLOTTAGGI PER COMUNI E PROVINCE – Sono in tutto 88 i Comuni chiamati al ballottaggio i prossimi 29 e 30 maggio. Agli 81 delle Regioni a statuto ordinario se ne aggiungono infatti 4 in Friuli-Venezia Giulia (Trieste, Monfalcone, Pordenone, Cordenons) e 3 in Sardegna (Cagliari, Sinnai, Iglesias). In tutto sono 13 i capoluoghi di provincia che sceglieranno il sindaco al secondo turno: Novara, Milano, Varese, Rovigo, Rimini, Grosseto, Napoli, Cosenza, Crotone, Trieste, Pordenone, Cagliari e Iglesias. Le Province saranno nel complesso 6: Vercelli, Mantova, Pavia, Trieste, Macerata e Reggio Calabria.
COMUNALI IN SICILIA – Sono 27 i Comuni coinvolti per un totale di 4.775 candidati, di cui solo 951 donne (5%), in 120 liste, vale a dire un aspirante eletto ogni 83 votanti. Unico capoluogo coinvolto e’ Ragusa (61.711 elettori), mentre in provincia di Enna non si vota in alcun Comune. Gli elettori dovranno scegliere 505 consiglieri comunali oltre ai sindaci (per la carica si presentano in 102). Tra i centri maggiori Canicatti’ e Favara, in provincia di Agrigento, Bagheria, nel palermitano, e Vittoria in provincia di Ragusa. Verranno rinnovate anche le circoscrizioni di Aspra, nel comune di Bagheria e Scoglitti, in quello di Vittoria. Oltre che negli enti il cui rinnovo era gia’ fissato per scadenza naturale, si votera’ anche a Vallelunga Pratameno (Cl), Terrasini (Pa), Ferla e Sortino (Sr), dove i sindaci si sono dimessi o sono stati sfiduciati, e Favara (Ag), dove il sindaco ha lasciato dopo la chiusura delle indagini, che lo riguardano, sul crollo di una casa che provoco’ la morte di due sorelline. Col sistema proporzionale andranno al voto 13 comuni, 14 con il maggioritario. Il minitest elettorale nell’isola sara’ di difficile interpretazione per i maggiori partiti nazionali perche’ la stragrande maggioranza delle liste e’ d’ispirazione civica mentre movimenti che stanno su fronti opposti a livello nazionale o regionale in qualche caso hanno stretto alleanze per il voto comunale.
CURIOSITA’ – Numerosi i casi di ballottaggi decisi per l’esito al fotofinish di due settimane fa. Il caso piu’ eclatante, ricorda un’analisi di Anci Comunicare, e’ quello del sindaco uscente di Varese, Attilio Fontana, costretto al ballottaggio per meno di 0,7 punti percentuali. Ma il record spetta a Ginetto Perseu, candidato sindaco del centrodestra a Iglesias, che si e’ fermato al 49,909%, in una citta’ con 24 mila elettori. Un pugno di voti, insomma, lo hanno costretto al ballottaggio con la candidata del centrosinistra, Marta Testa, che lo tallona con il 46% delle preferenze al primo turno. Svetta infine il caso del Comune di Fraine, dove si va al ballottaggio pur avendo soltanto 463 abitanti: al primo turno i due candidati hanno raggiunto la perfetta parita’ nel numero delle preferenze e dunque si dovra’ tornare al voto.

REGGIO: DOPO IL VOTO L’ANALISI DI MASSIMO CANALE, CHE RINGRAZIA E RILANCIA!

di Stefano Perri (da www.strill.it) – Il giorno dopo di Canale è il giorno dei grazie. Attaccato al cellulare dalla sua segreteria non smette di rispondere a chi lo chiama per complimentarsi per il risultato ottenuto e rilanciare l’impegno per la sfida dell’opposizione.
Un Canale stanco ma assolutamente soddisfatto del risultato, che pur nella sconfitta gli consegna una responsabilità importante quale capo della sua coalizione e dell’opposizione a Palazzo San Giorgio. “Non posso che esprimere enorme soddisfazione – spiega Canale – per il risultato ottenuto, che mi colloca ben dieci punti al di sopra delle liste che compongono la coalizione a mio sostegno”.
E poi inizia la sua analisi della tornata elettorale con un giudizio spietato del dato elettorale riscontrato dal suo avversario Arena. “Assistiamo al crollo del consenso del centrodestra in Città che passa dal 70% della scorse elezioni comunali, consenso plebiscitario consegnato all’allora sindaco Scopelliti, al 56,6% di Demetrio Arena che resta circa dieci punti percentuali dietro le sue liste.” Continua a leggere

REGGIO: FLI AVRA’ UN SUO CANDIDATO PER IL COMUNE. E SIAMO A OTTO.. VENGHINO SIORI VENGHINO!

di Stefano Perri – Venghino siori venghino. A Reggio non si finisce mai di stupire. E’ di oggi la notizia dell’ennesima candidatura alla corsa per Palazzo San Giorgio. Si è riunito in queste ore infatti, presso la sua sede provinciale, il coordinamento cittadino di Futuro e Libertà proprio al fine di decretare la linea politica da seguire nelle prossime elezioni amministrative. Durante il dibattito  è emersa la volontà di non proseguire le trattative politiche iniziate in precedenza, dal momento che non si sono create le condizioni per la costituzione del Polo della Nazione.
“Per tale motivo – recita la nota firmata dai finiani- Futuro e Libertà presenterà a Reggio Calabria una sua lista ed un suo candidato sindaco. FLI infatti non intende rispondere alle consuete logiche politiche ma vuole invece offrire un’alternativa politica in discontinuità con il passato. I temi fondamentali che caratterizzeranno l’indirizzo politico e le linee guida del governo della città saranno: la disoccupazione giovanile, la valorizzazione delle risorse umane e storico-culturali del territorio, il turismo come vero catalizzatore economico in grado di far decollare le potenzialità della città. Idee concrete nella loro semplicità che possano davvero trasformare Reggio in una città più vivibile, proprio ora che, cadute le velleità del “modelo Reggio”, si scopre qual’è la dura situazione del nostro comune”.

Con l’odierna candidatura di Fli i candidati ufficiali per la carica di sindaco sono ben sette. Una vera e propria Babilonia. Oltre a quello dei Finiani, evidentemente ancora da scegliere, gli altri candidati al Comune cui è stata data ufficialità pubblica fino ad oggi erano stati: Demi Arena, Paolo Gatto, Peppe Bova, Massimo Canale, Aldo De Caridi e Pino Siclari. E ciò si verifica mentre ancora quello che dovrebbe essere il maggiore partito del centro sinistra ufficialmente, il Partito Democratico, non si è ancora determinato. Potrebbe appoggiare Canale, dicono i rumors, ma potrebbe anche tirare fuori dal cilindro l’ennesimo, l’ottavo per la precisione, candidato alla corsa a Palazzo San Giorgio. Insomma a quanto pare una risposta indecente a chi si è sempre lamentato dell’eccessiva frammentazione della politica. Mentre qualcuno ha sempre sostenuto che i partiti sono troppi in Italia, con le comunali reggine si è riusciti ad avere quasi più candidati sindaco che partiti. Mi pare che ci siamo no? la strada è quella giusta…  Ma d’altra parte non è vero che la politica è solamente lo specchio della società? Mi dispiace ma non voglio stare dalla parte di quelli che puntano il dito contro le istituzioni corrotte e i ladri di partito senza guardare prima a cosa avviene dentro il proprio condominio, dentro il salotto di casa propria. Non è giusto, non è corretto.
Se queste amministrative saranno l’emblema della confusione e dell’egoismo di bottega (mettici anche almeno 4-5 candidati per la Provincia) ciò sarà stato determinato di certo dalla politica, ma sicuramente permesso dalla gente, dal popolo. Se la politica fa confusione è solo perchè la gente fa confusione. O per meglio dire se la politica è confusa è perchè la gente è confusa. Perchè la gente non sceglie, perchè la gente non decide. Qui non si tratta di prendere il fucile,  ma semplicemente di farsi un’idea chiara di quale modello di città e di provincia si vuole per il futuro. Sarà facile, una volta fatto questo, affidare le proprie idee ad un candidato serio e credibile che possa rappresentarle, dalla maggioranza o dall’opposizione, all’interno dei palazzi.
Ma qui a Reggio il meccanismo della delega è diventato un circo. Otto candidati alla carica di Sindaco, almeno altri cinque alla carica di presidente della provincia. E la storia non è ancora finita.
E allora.. venghino siori venghino!

REGGIO: RAFFA ANNUNCIA 14 MILIONI DI EURO DALLO STATO PER LE CASSE DEL COMUNE

raffacomunedi Stefano Perri, da http://www.strill.it – Rassicura tutti il Sindaco Raffa circa lo stato delle finanze comunali e nel corso di una conferenza stampa tenuta a Palazzo San Giorgio annuncia una importante novità. “Abbiamo appena ricevuto il trasferimento ordinario dallo Stato di ben 14 milioni e 200 mila euro”.
I fondi, ricevuti l’altro ieri, rientrano nei contributi ordinari che ogni anno lo Stato versa nelle casse di tutti i Comuni. Fondi che a breve si ridurranno sensibilmente con l’entrata in vigore del Federalismo Municipale, ma che, come spiega lo stesso Sindaco Raffa “Reggio è riuscita ad avere senza riduzioni grazie alla straordinaria sinergia istituzionale che si è creata tra l’Amministrazione Comunale, il Governatore Scopelliti e il Sottosegretario agli Interni Nitto Palma”.
Dunque un po’ di ossigeno per le casse comunali, che in questi mesi sono state spesso chiamate in causa per una serie di situazioni che hanno generato malcontento e proteste in diversi settori produttivi. “Negli ultimi tempi – ammette Raffa – riguardo la situazione debitoria del Comune si è sviluppato un dibattito politico molto acceso che ha provocato una serie di tensioni in città, ma ora è venuto il momento di riportare il tema del bilancio all’interno del binario dell’ordinaria dialettica all’interno dell’Amministrazione”.
“Sicuramente da qui in avanti – spiega il Sindaco durante la conferenza stampa – avremo la necessità di misurarci con la nuova realtà del Federalismo Municipale, una scelta Governativa che può diventare un opportunità e che abbiamo condiviso anche con la nostra presenza in aula alla Camera durante l’approvazione. C’è bisogno di un grande senso di responsabilità che deve corrispondere ad una sorta di resettaggio mentale da parte di tutti gli amministratori con un approccio diverso riguardo la spesa pubblica”.
Intanto con la cifra appena ricevuta da Roma il Comune darà respiro ai tanti creditori che in questi mesi hanno avanzato lamentele nei confronti dell’Amministrazione. “Distribuiremo queste risorse – continua Raffa – in modo da ottemperare alle richieste dei creditori, che siano imprenditori o associazioni, e ci riuniremo con i tecnici del Comune per valutare tutte le esigenze dovute a causa dei crediti maturati”. Una distribuzione che seguirà, come il Sindaco stesso dichiara, un criterio anzitutto cronologico, iniziando a liquidare i mandati maggiormente arretrati e poi “secondo un piano organizzato attraverso una serie di tavoli tecnici procederemo ad erogare i fondi alle aziende che lamentano situazioni di maggiore difficoltà, sia nel settore delle costruzioni, che in quelli dei servizi sociali e della scuola”.
Ovviamente non basteranno i fondi ricevuti ad ottemperare ai debiti accumulati dal Comune. “Non salderemo tutti i debiti pregressi – conclude Raffa – e su questo non vogliamo creare illusioni, ma con la cifra ottenuta avvieremo un percorso di rientro che porterà importanti risultati per la città”.

REGGIO: ASSOCIAZIONI A CONFRONTO PER LO SVILUPPO DELL’AEROPORTO

ethoskronosdi Stefano Perri, da http://www.strill.it – L’aeroporto dello Stretto ed il suo sviluppo. Una discussione antica ma sempre attuale. “Vogliamo fare delle proposte a riguardo, ma al di fuori delle polemiche”è il messaggio lanciato durante una conferenza stampa da quatto associazioni coinvolte in un unico progetto:Ethos, Kronos, Club Unesco e Circolo Calcidese.

Negli ultimi tempi – esordiscono i rappresentanti di Ethos – abbiamo studiato i flussi che coinvolgono il trasporto aereo nella nostra provincia. Nel 1999 c’erano Airone e Alitalia e volavano unicamente su Roma e Milano e grazie alle politiche aziendali di queste compagnie aeree il traffico aereo si aggirava attorno ai 500 mila passeggeri annui. Da li in avanti sono stati spesi ingenti finanziamenti, quasi 40 milioni di euro, ma dopo 12 anni l’aeroporto ha lo stesso volume di traffico. Ma noi non vogliamo imputare responsabilità, ma se i fatti sono questi noi riteniamo che ad oggi c’è un problema”. Puntano il dito le associazioni contro la classe dirigente che in questi anni non ha saputo fornire quell’input necessario per lo sviluppo dell’infrastruttura aeroportuale “La politica in realtà – continuano – ha minato le basi di crescita di questo aeroporto. Sono i metodi clientelari utilizzati in questi anni che lo hanno ridotto in questo stato”. Continua a leggere

REGGIO: DOPO IL VERTICE SUL COMUNE LA DISTANZA TRA RAFFA E IL PDL APPARE INCOLMABILE

E’ durato quasi 4 ore il faccia a faccia tra Giuseppe Raffa e Giuseppe Scopelliti, alla presenza del coordinatore grande città Tuccio e del suo vice Berna. I toni che si potevano supporre accesi, in realtà, non hanno mai superato il limite di guardia, ma il muro contro muro pare difficilmente superabile, tranne che Raffa non faccia una serie di passi indietro sul punto nodale: la giunta comunale.

Raffa ha chiesto l’azzeramento totale della Giunta e la verifica, in un secondo momento, delle posizioni singole, ma questa proposta è stata dichiarata irricevibile dai vertici del Pdl che hanno sottolineato, però, come loro parlassero solo per gli assessori del Pdl e non, ovviamente, per quelli appartenenti ad altri partiti.

Potrebbe stare proprio qui lo spiraglio per una via di uscita che, però, pare francamente di difficile individuazione.

Su altre tematiche gestionali Scopelliti e Raffa si sono ritrovati senza particolare fatica, ma il nodo della Giunta è parso insormontabile.

“Abbiamo preso atto delle ragioni relative alle dimissioni del Sindaco ff Raffa” – ha dichiarato Luigi Tuccio all’uscita dall’incontro, evidenziando la “necessità politica di ricreare le condizioni per il rilancio dell’azione amministrativa della città. Il Partito” – ha proseguito Tuccio – “adotterà future iniziative finalizzate a verificare insieme al Sindaco ff Raffa la sussistenza delle condizioni necessarie per la prosecuzione del rapporto fiduciario con assessori e consiglieri al fine di ridare forza e vigore all’attività amministrativa”.

Fuori dal politichese il quadro sembra abbastanza chiaro: o Raffa cede sugli uomini ed incassa alcuni aspetti di autonomia gestionale o il famoso documento di fiducia dei 21 sarà lontanissimo. Nè d’altra parte sembra ipotizzabile una prova di forza di Raffa che entro il 17 agosto ritiri le dimissioni procedendo, poi, unilateralmente, ad un rimpasto di Giunta.

La sfiducia e la conseguente caduta politica sarebbero pressocchè immediate e, con esse, il disastro personale, in parte evitabile attraverso la conferma delle dimissioni.

REGGIO: CANONE ACQUA, NIENTE RIMBORSO E AUMENTO PER TUTTI

In questi giorni sono stati recapitati da parte del Comune di Reggio Calabria, le bollette del servizio acquedotto per il pagamento del canone acqua.
Come era già prevedibile ed annunciato  nei giorni scorsi il canone acqua ha subito un sensibile aumento secondo le percentuali programmate dal Comune (32% del canone idrico) e stimate dall’Unione Nazionale Consumatori Calabria in circa 100 euro  per una famiglia media composta di un nucleo familiare di quattro persone che consuma all’incirca 300 metri cubi d’acqua l’anno.
Lo stupore però dei cittadini Reggini che hanno preso d’assalto telefonicamente l’associazione  è stato davvero enorme, nel non vedere minimamente riconosciuto così come era stato annunciato, il diritto al rimborso del 50% dei canoni 2002-2007 come deliberato dal Comune lo scorso Dicembre 2009. Continua a leggere

DA MODELLO REGGIO A MODELLO REGIO. IL RE E’ NUDO!

comune1di Stefano Perri – “Il re è nudo” grida il ragazzino della favola di Andersen indicando l’imperatore che se ne andava bellamente in corteo per la strada principale della sua città, sorridente e convinto di aver addosso il più bello e prezioso degli abiti.

Gli eventi degli ultimi giorni sembrano confermare che anche a Reggio, a guardar bene, c’è un re nudo. Non parliamo di Peppe Raffa, primo sindaco facente funzione dimissionario nella storia della Repubblica italiana, che mestamente di buon mattino ha deciso di costituirsi di fronte alla corte della democrazia, vinto dal fulmineo e mortale attacco del documento dei 30 (che poi proprio 30, a quanto pare non sono).

Se il giovanotto della favola di Andersen potesse di nuovo tirare su il suo ditino ingenuo, questa volta in riva allo Stretto, nel bel mezzo della mesta estate reggina, sarebbe l’intera classe politica ad essere indicata e non certo una singola persona.
A destra volano gli stracci con l’attacco, fulmineo anche questo, da parte dei fantomatici 30 al coordinatore PdL Nino Foti, che da parte sua rimandando le accuse al mittente chiama in causa anche il Governatore Scopelliti. Nel frattempo tra le schiere del centro sinistra il silenzio diventa davvero assordante. Non si registra una battuta degna di nota, una dichiarazione, una presa di posizione, un commento su ciò che sta avvenendo a Palazzo San Giorgio in questi giorni. Eccezion fatta per la bella e sempre più credibile esperienza di Massimo Canale, che continua imperterrito il suo viaggio tra i quartieri della città, riportando la gente in piazza a discutere di idee e programmi, il PD rimane incredibilmente silente. Silente prima nel processo di individuazione di un candidato credibile per le ormai imminenti elezioni comunali (a questo punto l’ipotesi di un Canale come candidato dell’intero centrosinistra si fa sempre più consistente). Silente adesso che pure gli assist per infierire su un centrodestra allo sfascio non mancherebbero.

Storicizzando l’osservatore più attento dimostrerà che le dinamiche politiche degli ultimi anni nella città dello Stretto, si sono sempre sviluppate sia a destra che a sinistra attorno alla figura di un capo, di un imperatore. Da Falcomatà in poi la politica reggina non ha saputo produrre una classe dirigente degna di questo nome e si è adagiata coagulandosi attorno all’imperatore di turno.

I fatti degli ultimi giorni ci dicono questo. Sia il PdL che il Pd sono orfani di un capo, seppur per motivi diametralmente opposti. Il “modello Reggio” in realtà è semplicemente un “modello regio”. E ciò pesa in maniera incredibile sulla contingenza specifica come sulla condizione strutturale delle due aree politiche.

Mentre il PdL, almeno fino ad oggi, è stato al Governo della città e si ritrova all’interno del Palazzo sotto i riflettori della polemica con il problema di spartire le postazioni, il PD sembra completamente avulso dalla realtà e dopo la tattica politicista congressuale e la sconfitta pesante alle regionali oggi stenta a proporre un modello alternativo di Governo soprattutto per l’assenza di un leader che potrebbe incarnarlo.

In questa condizione apparentemente confusa ma in realtà molto semplice e lineare, si annuncia un giro di vite che potrebbe portare in riva allo Stretto nei prossimi mesi sorprese inaspettate ed insospettate. Le elezioni si avvicinano e se la classe politica di questa città non si da subito una scossa, potrebbe rimanere una volta per tutte travolta dalle macerie di un Palazzo San Giorgio sempre più pericolante.