INTERCETTAZIONI, GRATTERI: “NON PENSO CHE LA RIFORMA PASSERA’, C’E’ ALTRO A CUI PENSARE”

”Non penso che la riforma passera’ perche’ c’e’ altro a cui pensare”. Lo afferma, riferendosi al ddl sulle intercettazioni, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, mentre racconta a S.Andrea Apostolo dello Ionio (Cz), ad un pubblico attento il suo lavoro da magistrato dell’Antimafia, presentando il suo ultimo libro dal titolo ”La Malapianta”, edito da Mondadori. ”Sulle intercettazioni pero’ – sottolinea Gratteri – bisogna essere onesti quando si danno i numeri. Se sono onesto dico che sono intercettate 10 mila schede telefoniche, e non dico 10 mila utenze. Questo perche’ il mafioso, lo ‘ndranghetista, non utilizza la stessa scheda telefonica che utilizza per parlare con un altro ‘ndranghetista, per dire alla moglie ‘cala ‘a pasta’. Oggi per intercettare una persona devo tenere sotto controllo almeno 5 utenze. In due anni io indago 50 persone, 50 trafficanti di cocaina che utilizzano piu’ di 10 mila schede telefoniche. Questo e’ il giochino delle cifre”, spiega Gratteri. Per quanto riguarda la fuga di notizie, e la ”legge bavaglio”, il magistrato chiarisce che ”chi da’ le notizie al giornalista e’ la polizia giudiziaria o il pubblico ministero”, sottolinea. ”Negli ultimi anni pero’ la notizia sui giornali era il gossip. Quella non e’ informazione, quello e’ pettegolezzo”. Soffermandosi poi sul contrasto al traffico di cocaina, ”la migliore struttura in Italia – dice Gratteri – e’ quella di Catanzaro. Ci sono punti di eccellenza. La ‘ndrangheta in Colombia compra la cocaina in conto vendite, mentre la camorra non riesce ad avere la cocaina in conto vendite, questo significa che la ‘ndrangheta in Colombia e’ molto credibile. Il fatturato ammonta al 3% del pil, 1 chilo di cocaina costa 1200 euro in Colombia, Da un chilo di cocaina se ne possono fare 4,5 chili, che vengono pagate al prezzo di 40-50 euro al grammo. Non esiste nessun investimento, nessuna attivita’ al mondo nemmeno la speculazione in Borsa che puo’ fare guadagnare cosi’ tanto”. Il magistrato rileva poi che ”la ‘ndrangheta non investe in Calabria queste grandi risorse perche’ non conviene”. E ancora sul suo lavoro da magistrato, Gratteri racconta: ”Oggi sono i politici che vanno dal capomafia e chiedono il pacchetto di voti. Oggi, con il sistema attuale, basta spostare a destra o a sinistra un pacchetto di voti e questo significa concorrere a determinare chi fara’ il tecnico comunale, quando fare l’appalto. Oggi gli unici che hanno soldi contanti sono gli usurai, le mafie… tutti gli altri, abbiamo i conti in rosso”.