REGGIONONTACE SCRIVE AI PARLAMENTARI DEL SUD CONTRO LA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI

di Stefano Perri – E’ la legge sulle intercettazioni al centro del documento inviato dal movimento “Reggionontace” a tutti i parlamentari eletti nelle regioni meridionali con l’obiettivo di rendere la giusta dimensione ad un provvedimento che al sud potrebbe essere, come il movimento stesso indica, “una questione di vita o di morte”.
Un appello che, ci tengono a specificare, non deve assumere nessuna colorazione ideologica o di partito, in quanto rivolto a tutti i deputati e i senatori eletti nelle circoscrizioni meridionali.
Ecco il testo integrale del documento:
• PREMESSA
Se per altri o altrove l’opposizione alla legge sulle intercettazioni può essere tacciata di mero idealismo (e per alcuni può essere solo una questione ideologica, smentita poi da comportamenti illiberali o contigui), per noi meridionali è una questione di vita e di morte: non solo fisica – nel sud infatti favorirebbe e nasconderebbe omicidi, rapine, prepotenze –, ma anche economica, di dignità, di futuro. E dunque, di negazione della speranza, quella vera, che non si fonda su aspettative di miracoli, ma quella di chi cerca di costruire spazi reali di riscatto e di responsabilità.
• DESTINATARI e SENSO di questo appello:
– ci rivolgiamo principalmente a tutti quei meridionali che non hanno più intenzione di piangersi addosso e hanno veramente a cuore il futuro di tutti scegliendo, perciò, d’uscire da silenzi e deleghe. Proprio per questo, non intendiamo sottoscrivere quest’appello in quanto appartenenti a un partito o a uno schieramento, né perché ne facciamo una bandiera ideologica. Non v’è chi non possa vedere che in entrambi gli schieramenti ci sono persone che lottano veramente contro le mafie e le ingiustizie, e persone colluse, quando non complici e favoreggiatrici;
– proponiamo dunque, soprattutto ai meridionali, di firmare questo appello che rivolgiamo a tutti i parlamentari (deputati e senatori) che sono stati eletti nelle regioni del sud, per invitarli a rifiutare d’approvare la legge sulle intercettazioni. Riteniamo che maggiore sarà il numero delle sottoscrizioni, tanto più saranno costretti a riflettere seriamente, prima di approvare una simile legge.
• Questi i MOTIVI per cui chiediamo che non venga approvata quella legge:
– abbiamo ascoltato il parere dei nostri magistrati reggini, circa la legge sulle intercettazioni che il parlamento sta discutendo e ci fidiamo di loro quando ci dicono che, soprattutto in questo momento in cui la ‘ndrangheta sta intensificando la sua attività criminale (anche per i successi della magistratura e delle forze dell’ordine), e per questo si preparano tempi ancora più drammatici, la legge sulle intercettazioni sarebbe un grande favore alla criminalità organizzata;
– non è verosimile che si plauda a magistrati e poliziotti che fanno seriamente il loro lavoro di contrasto alle mafie, tanto da riuscire a ottenere risultati che stanno sotto gli occhi di tutti, e poi non si dia loro ascolto quando – dati alla mano – dimostrano che quella legge finirebbe per vanificare il loro lavoro.
– proprio sulla base delle loro parole, allora, invitiamo tutti i parlamentari eletti nel sud dell’Italia a riflettere sulle loro scelte, ricordando loro che, qualora l’approvassero, ciò renderebbe ancora più incerta la nostra vita e indebolirebbe il nostro impegno a liberarci dall’oppressione della sfiducia.
• Riteniamo necessario che tutti personalmente rispondiate a quest’appello entro il 10 luglio. Noi, da parte nostra, c’impegniamo a rendere pubbliche le vostre risposte o il vostro eventuale silenzio.
E’ possibile firmare la petizione on line al seguente link:
http://firmiamo.it/appello-ai-parlamentari-del-sud
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REGGIO: GIORNALISTI E CITTADINI INSIEME, NUOVI PERCORSI PER L’INFORMAZIONE

di Stefano Perri – Mentre in Parlamento è in via di approvazione il ddl sulle intercettazioni, meglio conosciuto come “legge bavaglio”, il mondo del giornalismo si interroga rispetto alle recenti opportunità offerte dalla rete e dal nuovo modello di comunicazione bidirezionale. L’occasione a Reggio Calabria è offerta dall’incontro organizzato da LiberaReggio “Giornalisti e cittadini insieme: nuovi percorsi per l’informazione” che si è tenuto presso la sala biblioteca di Palazzo Foti.
Tema centrale del dibattito il cosiddetto “citizen journalism”, il giornalismo dei cittadini, visto come un nuovo modello comunicativo che nasce dalla partecipazione consapevole della società civile e si avvale perlopiù delle opportunità orizzontali offerte dai nuovi media. Il mondo della rete internet in generale, che per ciò che concerne l’informazione, si declina oggi attraverso i social network (da Facebook a Twitter), i blog, i forum, i magazine e le testate on line. Un universo vasto e complesso, costituito da nodi che conducono gli utenti a diventare protagonisti della costruzione e della diffusione delle notizie e dei commenti attorno ad esse. Un’informazione che dunque diventa sempre più soggettiva e bidirezionale, assumendo i tratti di un capitale conoscitivo aperto, suscettibile di modifiche, integrazioni, smentite da parte di una fetta sempre crescente di cittadini attivi e responsabili. Un processo, quello in atto, che rischia di rivoluzionare il modello comunicativo al quale siamo abituati e che inizia ad avere ricadute sul mondo dell’informazione dal punto di vista economico, politico e sociale.
All’incontro, moderato da Salvatore Salvaguardia ed introdotto da Alessio Neri di LiberaReggio, era presente Antonio Rossano dell’Associazione Pulitzer, che ha descritto con puntualità il modello diffuso negli Stati Uniti e da poco sbarcato in Italia di giornalismo non-profit. A fargli eco Antonino Monteleone che, raccontando la sua professione di giornalista blogger, ha voluto sottolineare l’importanza di una comunicazione di qualità a garanzia della libertà di informazione. E’ stato poi il turno di  Tonino Sanfedele, che ha descritto l’esperienza di Basta Indifferenza, movimento di riscatto sociale nato a Scilla dopo l’incendio alla spadara Santa Lucia. A tratteggiare il quadro di riferimento normativo ci ha pensato la Professoressa Angela Busacca, docente di Diritto dell’Informazione all’Università di Messina, che ha evidenziato la necessità di un reale diritto all’accesso all’informazione da parte di giornalisti e cittadini sancito dall’articolo 21 della Costituzione, sottolineando come la carenza di norme precise nel settore dell’informazione on line non sempre sia indice di libertà nel comunicare. A fare gli onori di casa per la Provincia era presente anche il consigliere Omar Minniti che ha ribadito ancora una volta la necessità di alimentare il fiume di proteste che hanno luogo in questi giorni contro l’odiosa legge bavaglio che il Parlamento sta per approvare.