OPERAZIONE META: MAZZITELLI RIENTRA IN POSSESSO DEL LIDO CALAJUNCO

mazzitellisalvatoreDopo il ristorante “Le Palme”, anche il lido Calajunco torna in possesso di Salvatore Mazzitelli, “il barone”, tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “Meta” e scarcerato già a fine luglio. Mazzitelli, cui l’accusa contesta di essere un prestanome di Cosimo Alvaro,

esponente dell’omonima ‘ndrina di Sinopoli, si era già visto restituire la pizzeria “Le Palme”, posta sulla via Marina di Reggio Calabria. Il lido, intestato alla madre di Mazzitelli, è stato dissequestrato e, quindi, dopo il periodo di amministrazione giudiziaria, può tornare nella disponibilità dell’imprenditore.

L’operazione “Meta”, coordinata dal pm Giuseppe Lombardo della Dda di Reggio Calabria, avrebbe svelato i nuovi assetti criminali della città: figura apicale, nell’indagine, sarebbe quella di Cosimo Alvaro, con cui Mazzitelli, finito in carcere insieme ad altre decine di persone, avrebbe, secondo l’accusa, intrattenuto rapporti imprenditoriali al fine di favorire la consorteria mafiosa.

E’ stato il Gip Filippo Leonardo ad accogliere le istanze del legale di Mazzitelli, Enzo Caccavari: nelle settimane successive all’operazione, condotta dai Carabinieri nel giugno scorso, entrambi i locali erano comunque rimasti attivi. Mazzitelli, già scarcerato per mancanza di gravi indizi di colpevolezza, torna quindi in possesso della sua “creatura” principale, il lido Calajunco: uno dei più frequentati della città. (ClaCor)

TRUFFA UE IN CALABRIA: ECCO I NOMI DEGLI IMPRENDITORI ARRESTATI

Secondo quanto appreso, gli impreditori arrestati nell’ambito dell’inchiesta per la truffa sui fondi comunitari sono Vincenzo Oliveri, 56 anni, residente a Gioia Tauro; Antonio Oliveri, 45 anni, residente a Giulianova, provincia di Teramo; Vincenzo Borgia, 59, di Villa San Giovanni; Erminio Salvatore Surdo, 62enne di Gioia Tauro; Giuseppe Surdo, 29 anni residentea Giulianova.
I beni sequestrati ammontano a circa 700 milionidi euro riconducibili al patrimonio aziendale di 7 societa’ dicapitali; azioni e quote di 14 societa’ di capitali; 5complessi indutriali e due strutture turistiche e alberghiera (in particolare il Feudo degli Ulivi, a Catanzaro, e l’Hotel Carlton a Pescara);62 fabbricati e di 381 terreni, uliveti e frutteti; 15automezzi e numerosi rapporti e disponibilita’ bancarie incorso di quantificazione. Risultano indagate altre 19 persone esette soggetti giuridici. Gli arrestati rispondono a variotitolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffaper il conseguimento di erogazioni pubbliche dello Stato edell’Unione europea, nonche’ alla commissione dei reati dimalversazione ai danni dello Stato, emissione e utilizzo difatture per operazioni inesistenti e falso ideologico in attopubblico.

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