LEGAMBIENTE: L’ITALIA A RISCHIO MAREA NERA

Ogni anno verso le coste italiane viaggiano ben 178 milioni di tonnellate di petrolio, quasi la metà di tutto il greggio che arriva in direzione dei porti del Mediterraneo, crocevia delle petroliere di tutto il mondo. Il nostro Paese poi, attraverso 12 raffinerie14 grandi porti petroliferi9 piattaforme di estrazione off-shore, movimenta complessivamente oltre 343 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi all’anno a cui vanno aggiunte le quantità di petrolio e affini stoccati in 482 depositi collocati vicino al mare, che hanno una capacità di quasi 18 milioni di metri cubi. Il Belpaese inoltre è al centro di ben 10 rotte all’interno del bacino del Mediterraneo che praticamente includono nel traffico dell’oro nero tutte le Regioni costiere italiane. Con 5 raffinerie, 5 porti, 4 piattaforme e oltre 123 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi movimentati, è la Sicilia la regione più interessata, seguita dalla Liguria dove transitano quasi 65 milioni di tonnellate di petrolio e affini, il Friuli Venezia Giulia (45), laSardegna (41), il Veneto (31) e poi Puglia (11), Lazio (9), Toscana (9), Marche (8) e il resto tra Abruzzo Molise. Continua a leggere

SPAGNA: STORICO NO ALLE CORRIDE, LA CATALOGNA LE ABOLISCE DAL 2012

Spagna, storico no alle corride La Catalogna le abolisce dal 2012Il Parlamento catalano ha approvato l’abolizione della corride nella regione con 68 voti a favore, 55 contrari e nove astensioni. I parlamentari catalani hanno approvato ”un’iniziativa legislativa popolare”, sostenuta da 180.000 firme. Le corride con i tori saranno proibite a partire dal 2012. La Catalogna diventa così la seconda regione della Spagna a vietare la tauromachia, dopo l’arcipelago delle Canarie che lo fece nel 1991.

Questa mattina davanti al Parlamento catalano c’erano decine di manifestanti che protestavano per ragioni contrapposte: da una parte c’era chi reclama ”la libertà”’ per gli amanti di questo spettacolo e dall’altra chi invoca la fine della ”tortura” dei tori. “Ci sono alcune tradizioni che non possono restare congelate nel tempo. Non dobbiamo proibire ogni cosa, ma sicuramente le cose più degradanti”, ha detto Jose Rull, parlamentare del CiU, il partito nazionalista catalano, durante il dibattito.