NAPOLITANO: LEGALITA’ INDISPENSABILE PER CONVIVENZA CIVILE

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del quarto meeting nazionale “Legalitàlia”, per il tramite del Segretario generale Donato Marra, ha espresso a Rossana Scopelliti, presidente dell’omonima Fondazione, “l’apprezzamento per l’impegno profuso dalle associazioni organizzatrici nel realizzare iniziative che contribuiscono a formare – specie le giovani generazioni – ai valori della legalità e della non violenza, indispensabili per assicurare la convivenza civile e una consapevole partecipazione alla vita democratica del Paese”. “Anche quest’anno – prosegue il messaggio del Capo dello Stato – la manifestazione consentirà, nel diciannovesimo anniversario del vile assassinio del giudice Antonio Scopelliti, di ricordare la passione civile e il coraggio che ne guidarono il continuo impegno nell’azione di contrasto alla violenza sopraffattrice della criminalità organizzata. Con questi sentimenti, il Presidente della Repubblica, nel rinnovare il suo commosso omaggio alla memoria di un rigoroso e fedele servitore dello Stato, rivolge a lei, agli organizzatori e a tutti i partecipanti un solidale pensiero”.

REGGIO: L’ANTIRACKET DI LIBERA FA TAPPA A LAZZARO

di Stefano Perri – Mercoledì 30 giugno alle 20.30, presso i locali del ristorante “L’Accademia” di Lazzaro, “ReggioLiberaReggio” terrà un’assemblea pubblica per presentare il resoconto delle attività fin qui svolte e per consegnare il logo di RLR a quindici nuove associazioni, imprese e commercianti che hanno detto “no” al pizzo, decidendo di aderire alla nostra campagna anti-racket, sommandosi cosi alle quattro aziende già presenti.
ReggioLiberaReggio è una rete formata attualmente da ben 61 associazioni impegnate nella lotta al racket. L’organizzazione, durante la sua prima assemblea presieduta da Libera, ha deciso di formare tre diversi gruppi di lavoro. Il primo dedicato al consumo responsabile con l’obiettivo di ampliare la rete di cittadini, attualmente più di 600, che decidono di prediligere nei propri acquisti le attività economiche che si schierano dalla parte della legalità. Il prossimo appuntamento sarà il 3 luglio, sul Corso Garibaldi, all’apertura della stagione dei saldi, con la campagna “Niente sconti a chi paga il pizzo”. Il secondo gruppo dedicato all’impresa ha il compito di far avvicinare nuove attività commerciali alla rete di Libera, accompagnandole nei percorsi di denuncia e di ribellione al sistema mafioso. A questo proposito, secondo Libera, è necessario mettere mano alla leggere regionale Antiracket al fine di facilitare le denunce da parte degli imprenditori. Il terzo gruppo si occupa infine della comunicazione e della diffusione delle iniziative dell’Associazione, in una difficile e complicata come quella reggina, dove secondo i dati di Libera, più del 50% degli esercizi commerciali sul Corso Garibaldi sono in mano alla ‘ndrangheta, anche se perfettamente in regola sotto il profilo strettamente legale.
La serata di Lazzaro, organizzata da ReggioLibera Reggio, si concluderà con una cena al ristorante “L’accademia” di Filippo Cogliandro, tra i primi imprenditori a ricevere la certificazione antiracket. L’obiettivo è anche quello di esprimere concretamente solidarietà e vicinanza a chi decide di denunciare i propri estorsori, cercando di valorizzare il consumo critico e responsabile nei confronti di quelle aziende tutt’oggi sono sottoposte ad un regime di concorrenza sleale da parte della mafia e delle sue imprese.
“Gli arresti di queste settimane – ha dichiarato il Coordinatore di Libera Mimmo Nasone – sono senza dubbio importanti, ma non bastano. E’ necessario colpire con forza la zona grigia, quella più pericolosa. Reggio è un sistema dove la ‘ndrangheta, la massoneria deviata, la mala politica, stanno distruggendo tutto. Serve una presa di coscienza collettiva ed una ribellione culturale. Ma lo Stato da parte sua deve essere credibile, perché non è più possibile chiedere ai cittadini di fare gli eroi. Uno Stato che vuole tagliare uno strumento fondamentale come quello delle intercettazioni o che nomina un Ministro per evitare un processo perde la sua credibilità e si allontana dai cittadini”.