LA SCUOLA CADE A PEZZI: E’ LA CALABRIA LA REGIONE PIU’ A RISCHIO

scuolerischiodi Stefano Perri (www.strill.it) – Sono 1428 in tutta la Calabria gli istituti scolastici che presentano fattori di gravi criticità. A confermarlo è uno studio del Ministero della Pubblica Istruzione che indica la Calabria come la regione scolasticamente più disastrata in Italia.
‘Mentre si attende il Piano generale di edilizia scolastica, che il ministro Gelmini dovrà emanare per ordine del Tar Lazio e del Consiglio di Stato, il Codacons ricorda come, in base a uno studio dello stesso dicastero della Pubblica Istruzione, gli istituti scolastici italiani che presentano gravi criticità sono ben 12mila, il 28% del totale. Numeri davvero impressionanti quelli che vengono fuori nella nota attraverso la quale il Codacons comunica i dati rilevati.

L’elenco delle scuole a rischio è stato redatto dopo un monitoraggio disposto a gennaio 2009 dall’ Intesa Stato-Regioni ed effettuato in tutti gli istituti scolastici del paese, contiene le 12.000 scuole italiane che presentano le più gravi criticità, ed è emerso con il Decreto Interministeriale Miur di concerto con il Mef del 23 settembre 2009, che individuava per l’anno scolastico 2009-2010 le scuole che dovevano essere destinatarie della riduzione del numero di alunni per classe, quando le aule erano sottodimensionate.

Tralasciando il dato della regione Campania che risulta ad oggi incompleto, è la Calabria la regione maggiormente a rischio, con ben 1428 istituti scolastici non a norma, con gravi lacune strutturali. Una situazione che ovviamente si ripercuote anche sulla sicurezza di studenti e docenti che ogni giorno studiano e lavorano all’interno delle scuole calabresi. Ma non solo. A farne le spese è anche la didattica che in una situazione assolutamente disastrata come quella presentata dal rapporto deve il più delle volte fare a meno di laboratori e strutture efficienti.

In coda dopo la Calabria troviamo la Lombardia con 1026 istituti a rischio. Un dato, quello lombardo, che va ovviamente riportato nel contesto di una regione dove è altissimo il numero di edifici scolastici esistenti. E con ciò è facile comprendere quanto grave sia la situazione di una regione come la Calabria che seppur con una popolazione e quindi un numero di istituti scolastici nettamente inferiore rispetto ad altre regioni italiane, le supera di gran lunga in termini assoluti di scuole a rischio. Se a questo aggiungiamo l’elevatissimo rischio sismico ed idrogeologico al quale la Calabria è sottoposta, in particolare in alcune aree sensibili, è evidente come la situazione si annunci davvero drammatica.

Gravi le situazioni riscontrate anche in Sicilia, Veneto e Puglia, che necessitano come la Calabria di un piano urgentissimo e strutturale di edilizia scolastica per ristabilire quantomeno le condizioni di normale sicurezza per le migliaia di studenti e docenti coinvolti. Non è possibile attendere che accadano altre terribili tragedie nel mondo della scuola per avviare i provvedimenti urgenti e necessari.

EGUAGLIANZA 2011: SI CONCLUDE IL CICLO DI SEMINARI DI ASSOCIAZIONE NAZIONALE MAGISTRATI E LIBERA

mattiapreti1di Stefano Perri – Si conclude in Calabria il progetto Eguaglianza 2011, il viaggio della legalità e delle Istituzioni che ha percorso l’Italia per celebrare, attraverso i contenuti, il 150esimo anniversario dell’Unità. A Reggio Calabria, presso l’Aula Magna del Liceo Artistico Matti Preti l’incontro conclusivo dedicato agli studenti, l’ultimo di quest’anno per ciò che riguarda il percorso di iniziative organizzate da Libera e dall’Associazione Nazionale Magistrati diretto agli studenti di tutta Italia e che ha coinvolto anche tantissime scuole della Piana di Gioia Tauro e di Reggio.

Eguaglianza, unità, immigrazione, integrazione e diritti umani, ma soprattutto lotta alle mafie, questi i temi principali del progetto coordinato dal responsabile nazionale Roberto Garofoli, Magistrato del Consiglio di Stato, in sinergia con il responsabile territoriale Giuseppe Creazzo, Procuratore di Palmi.
A Coordinare l’incontro odierno, al quale hanno preso parte tantissimi studenti provenienti da tutte le scuole della provincia, la Presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Magistrati di Reggio Calabria Iside Russo.Presente in platea ad ascoltare con attenzione anche il Prefetto di Reggio Luigi Varratta. Con lui i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, i Presidi e docenti delle scuole reggine e il neoeletto Sindaco Demi Arena. Continua a leggere

UNIVERSITA’: GLI STUDENTI ESCONO DALLA MEDITERRANEA. AL CILEA UN’INIZIATIVA CHE PARLA ALLA CITTA’

volantinaggiodi Stefano Perri – A pochi giorni dall’esperienza della “Quistelli occupata”, gli studenti della Mediterranea tornano in piazza, ma con modalità e rivendicazioni che vanno oltre la vertenza accademica degli ultimi mesi.

Gli avvenimenti del 14 dicembre e “la repressione indiscriminata” denunciata dagli studenti a Reggio come nella Capitale, hanno spinto i ragazzi della Mediterranea ad avviare iniziative di comunicazione culturale che ricadono al di fuori delle mura dell’ateneo e si estendano invece a tutta la città.

La scelta è caduta sul teatro Francesco Cilea, che nella serata di ieri è stato testimone di un volantinaggio “creativo”, dove gli studenti hanno voluto, simbolicamente, difendere un emblema della cultura con i grandi classici della letteratura, ricavati da fogli di cartone, sulla scia delle mobilitazioni di carattere nazionale.

Alcuni dei concetti fondamentali che gli studenti volevano comunicare erano anche stati espressi con degli striscioni, appesi in giro per la città, che però qualcuno ha pensato di far sparire nottetempo. “Avremmo volentieri dato la colpa – dichiarano gli studenti – al vento o alla pioggia ma, purtroppo, entrambe sono state assenti e non ci resta che credere che, forse, quelle parole hanno dato fastidio a qualcuno o forse che di alcune cose meglio che non se ne parli troppo. Per noi comunque un’ulteriore conferma della giustezza delle nostre ragioni, anche se il segnale è preoccupante”.

La democrazia è in pericolo” è la denuncia che parte dalla Mediterranea. E, da parte degli studenti, il modo migliore per difenderla è la cultura. “Da anni ormai la cultura è presa di mira dai progetti reazionari dei vari governi, tesi a minare le basi per uno sviluppo della coscienza critica delle persone, attaccando e dequalificando il processo di formazione pubblico”.

Ed è per questo, spiegano gli studenti, che si è presentata al necessità di allargare le loro rivendicazioni a tutta la cittadinanza. “La città dovrebbe rendersi partecipe e capire che non è in gioco il futuro di qualche corso di laurea o di qualche docente,  bensì l’avvenire d’una intera generazione”.

volantinaggio2Precarizzati sul lavoro, vessati da tasse e baronie all’università, gli studenti vivono uno dei periodi più bui degli ultimi decenni – scrivono ancora – dove giorno dopo giorno il diritto diventa servizio a pagamento e la cultura diviene pericolosa per l’ordine costituito”.

Per domani 22 dicembre è prevista a Roma un’imponente mobilitazione studentesca. Anche gli studenti reggini della Mediterranea saranno nella Capitale a manifestare contro la Riforma Gelmini. “Saremo in piazza ancora una volta per i nostri diritti – concludono – e per cercare di sensibilizzare tutto il parlamento ad ascoltare, per una volta, la voce di miglia glia di studenti che ormai da anni sono costretti ad urlare per far sentire la propria voce”.

 

UNIVERSITA’: A COSENZA DOPO IL BLOCCO DELL’AUTOSTRADA CONTINUA L’OCCUPAZIONE DEL RETTORATO E DELL’AULA MAGNA

studenticosenza3di Stefano Perri – Dopo la lunga giornata di mobilitazione di ieri che è culminata con il blocco per alcune ore dell’Autostrada A3 all’altezza dello svincolo Cosenza Nord, continua la protesta degli studenti della Università della Calabria.

Diversamente da ciò che avviene negli altri piccoli atenei del meridione, a Cosenza sono migliaia gli studenti che partecipano alle iniziative organizzate come forma di dissenso al Ddl Gelmini, recentemente approvato alla Camera dei Deputati.

Dopo il blocco dell’Autostrada non sono mancate nelle ultime ore una serie di assemblee che hanno coinvolto gli studenti di tutte le facoltà. L’obiettivo è soprattutto quello di definire il profilo della protesta da qui al prossimo 9 dicembre, giorno in cui la Riforma dell’Università sarà discussa al Senato. L’Assemblea Permente che si è tenuto nell’Aula Magna occupata dell’Ateneo cosentino, ha deciso di mantenere le occupazioni del Rettorato, ormai occupato da 3 giorni, e della stessa aula magna dove ogni pomeriggio si svolgono assemblee ed iniziative politico-culturali. “La mobilitazione andrà avanti ad oltranza” dichiarano gli studenti dell’Unical. La mobilitazione si unisce alle proteste che in queste ore stanno animando tutti gli atenei italiani e molte scuole superiori anche in Calabria. L’obiettivo è quello “di bloccare le attività didattiche fino all’ottenimento del ritiro del ddl 1905”.

E’ inoltre prevista l’organizzazione di una grande manifestazione per il prossimo 9 dicembre. In quella occasione è facile aspettarsi una nuova occupazione dell’Autostrada, che potrebbe però non bastare agli studenti, desiderosi di segnalare il loro completo dissenso nei confronti di una riforma che proprio non va giù.

Sempre durante l’assemblea permanente nell’Aula Magna dell’Università si è deciso di partecipare con uno spezzone unitario di studenti universitari e medi alla manifestazione regionale, che si svilupperà sabato 4 dicembre in un corteo per le vie principali di Cosenza, promossa dal movimento nazionale “Acqua bene comune” e dalla rete regionale “Bruno Arcuri”. Un vero e proprio autunno caldo dunque per gli universitari cosentini che, in coro con le proteste che stanno animando in queste ore tantissimi atenei e scuole superiori in tutta Italia, stanno assestando una serie di colpi importanti all’iter parlamentare della legge.

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REGGIO: GLI STUDENTI DEL COLLETTIVO UNIRC STUDIANO LA QUESTIONE PALESTINESE

palestina2di Stefano Perri (da http://www.strill.it) – Un’intera giornata dedicata alla questione palestinese per il Collettivo UniRC della Mediterranea. Sono infatti due le iniziative promosse dal gruppo universitario reggino.

La prima, svolta al mattino presso l’aula magna della facoltà di Architettura, era rivolta soprattutto agli studenti dell’Università. La seconda in serata al Centro Sociale Angelina Cartella aperta ai cittadini.
Base della discussione stata la presentazione di un libro che racchiude gli atti di un convegno sul Sionismo del 2009: “Palestina, una terra cancellata dalle mappe – dieci domande sul sionismo”.

Ed intorno ad esso si sviluppa una discussione schietta, priva dei filtri del politically correct, anche grazie al carattere degli oratori, tutti conoscitori non solo teorici, ma anche materialmente presenti a più riprese nella terra mediorientale.

Il dibattito è aperto da Mila Pernici, del Forum Nazionale Palestina, che espone sinteticamente il contenuto del libro, evidenziando come ci siano anche molti ebrei (che pure hanno contribuito alla stesura del libro) che condannano l’operato dello stato di Israele nei confronti dei Palestinesi. Un passaggio significativo riguarda infatti la laicità dello Stato, messa a repentaglio dalla proposta sulla cittadinanza del Consiglio dei Ministri israeliano che imporrebbe a tutti i cittadini di prestare giuramento sullo stato “ebraico” di Israele, ponendo quindi una condizione religiosa che agli occhi degli organizzatori si prefigura come discriminatoria nei confronti di tutta la popolazione che in realtà è molto eterogenea.

Punta i piedi sul profilo dell’informazione invece il giovane Stefano, militante del Collettivo Autorganizzato Universiario di Napoli, che ha esposto l’esigenza di sopperire alla carenza di notizie veritiere degli organi di comunicazione di massa. L’università in questo senso dovrebbe appunto sopperire a queste carenze, non piegandosi a logiche economiche e geopolitiche ma affrontando la discussione senza i filtri politici occidentali, portando quindi un pensiero libero.

Il miglior modo per farlo è ovviamente dare la parola a chi la Palestina la vive più da vicino: Geahd Othman, dell’Ass. Lo Squardo di Handala, palestinese, ha raccontato con parole crude e sincere le umiliazioni che un intero popolo subisce ogni giorno. Dall’impossibilità di movimento, i coprifuoco imposti, i posti di blocco che nell’intero territorio sono quasi 800, fino all’isolamento mediatico e fisico che vivono i palestinesi, sistematicamente privati delle proprie case e terre in seguito all’avanzata delle colonie israeliane.
In chiusura l’esperienza nei campi profughi palestinesi di Nando Primerano ed Enzo Infantino, che con l’ausilio di numerose immagini hanno raccontato i loro viaggi in quelle terre martoriate.

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REGGIO, ARCHITETTURA: INTERCETTAZIONI RIVELANO INFILTRAZIONI DELLE COSCHE DI SAN LUCA

carabinieri27giuLe conoscenze di Antonio Pelle all’interno dell’universita’ sono palesemente confidenziali in diverse intercettazioni captate dai carabinieri del Ros. Oltre che con il responsabile della segreteria Roberto Catalano e con Francesco Iaria, il giovane intrattiene conversazioni con toni piuttosto amichevoli e di confidenza, oppure in altri casi si parla di regalie lasciate ai docenti, in particolare con Giuseppe Fera (docente di ”Laboratorio di Progettazione Urbanistica”) e il suo collaboratore Francesco Morabito, Maurizio Paolo Spano’ (dottore agronomo e forestale che gravita all’interno della Facolta’ di Architettura di Reggio Calabria), Deborah Pennestri’ (docente a contratto), Martino Milardi (ricercatore). Inoltre Antonio Pelle ha raccomandato una studentessa con Fera ed e’ intervenuto in favore dei cugini Francesco (Ciccio) e Antonietta per i test di ammissione nel settembre 2009. In questa vicenda avrebbero avuto un ruolo fondamentale Serena Di Guida, Antonio Fondacaro e Francesco Mazzacuva. In un’intercettazione Fondacaro avverte Antonio Pelle ”Vedi che ti sto mandando le domande solo x ciccio e antonietta sono 15”. Inoltre tra questi personaggi sono intercorsi numerosi sms durante le prove, in cui Pelle chiedeva notizie su come stessero rispondendo i cugini ricevendo puntualmente lo stato della situazione.

 

VIAGGIO NEL MONDO UNIVERSITARIO: LA CULTURA COME STRUMENTO DI EMANCIPAZIONE E LEGALITA’

universitamessinadi Stefano Perri – Da giorni gli atenei vivono una situazione di difficoltà dovuta al fatto che molti dei ricercatori che nei fatti hanno contribuito fin ad ora al normale scorrere delle attività accademiche (lezioni ed esami compresi)  hanno smesso di svolgere attività in forma gratuita e non retribuita,  praticamente dall’inizio di ottobre.  Una situazione simile si registra anche tra gli studenti, che solidarizzando con i ricercatori e portando loro stessi una serie di istanze e di richieste, stanno organizzando da giorni iniziative e assemblee per focalizzare l’attenzione sulla politica di gestione del sistema universitario.
In territori difficili come quelli sui quali insistono gli atenei di Messina, Reggio e Cosenza, l’università rappresenta un avamposto di sviluppo e di emancipazione per tanti giovani che ad oggi si vedono privati di un futuro stabile a causa delle scelte scellerate gestite dalle precedenti generazioni. Discutere di Università in Calabria e nell’area dello Stretto significa dunque discutere di sviluppo, di economia e in un certo senso anche di democrazia.
Fin dai tempi del meridionalismo classico il mondo della cultura viene infatti indicato come uno dei mezzi per eliminare il gap socioeconomico che divide la penisola italiana a metà. Continua a leggere