VIBO: ESTORSIONI E USURA, COLPO AL CLAN BONAVITA, I NOMI DEGLI ARRESTATI

polizia5Estorsione ed usura. Con queste accuse gli uomini delle squadre mobili delle Questure di Catanzaro e ViboValentia hanno arrestato tre persone. Si tratta di Salvatore Bonavota, di 22 anni; Giulio Castagna di 43 e Gianfranco Russo di 36. Sarebbero responsabili di un espisodio di usura di cui era vittima un commerciante di Sant’Onofrio, piccolo centro del vibonese, costretto a corrispondere al gruppo interessi del 257% annui per un prestito iniziale di 2.800 euro. In pratica, l’uomo moveva corrispondere mensilmente dai 400 ai 500 euro agli emissari del gruppo a capo del quale sarebbe stato, nonostante la giovane eta’, Salvatore Bonavota, fratello di Pasquale e Domenico, attualmente detenuti, capi dell’omonimo clan mafioso operante nel vibonese. Dopo le operazioni “Uova del Drago” e “Replay”, che avevano decapitato la cosca, il giovane Bonavota avrebbe assunto le redini dell’organizzazione. L’operazione che lo ha portato in carcere con i suoi presunti complici e’ stata denominata “Sfrontati”. Il riferimento e’ alla tradizionale cerimonia religiosa della “Affruntata” che si svolge a Pasqua nel piccolo centro del vibonese, balzata agli onori delle cronache per le intimidazioni subite dal priore della confraternita che l’organizza e che sarebbero state messe in atto dalla ‘ndrangheta intenzionata ad accaparrarsi il diritto di portare a spalla le statue religiose durante la cerimonia, come segno d’autorita’. Continua a leggere

LOCRI (RC): ASSUNTO AL COMUNE IL COLLABORATORE DI GIUSTIZIA ROCCO RISPOLI

di Stefano Perri – Rocco Rispoli, l’uomo che ha denunciato i propri usurai nell’ambito dell’inchiesta denominata “Shark”, sara’ assunto dal Comune di Locri. Una buona notizia per il mondo dell’antimafia ed una risposta a chi da sempre ha richiesto tutela e protezione per i testimoni di giustizia. La stipula del contratto di assunzione verra’ firmata lunedi’ 16 agosto in Municipio. ”Sono lieto di comunicare – afferma il sindaco di Locri, Francesco Macri’ – che siamo finalmente giunti al termine dell’iter procedurale per l’assunzione di Rocco Rispoli, cittadino locrese che con le sue dichiarazioni rese ai carabinieri ed alla magistratura ha rotto il muro dell’omerta’ denunciando i propri usurai, portando un forte contributo in quella che e’ stata soprannominata operazione ‘Shark”’. ”L’inserimento nel personale dell’Ente – prosegue il sindaco – e’ stato immediatamente valutato per dare atto che il testimone di giustizia non sarebbe rimasto solo e per dare un forte segnale contro ogni forma di criminalita’ organizzata, contro la quale si ritiene necessaria la collaborazione da parte di tutti i cittadini e delle Istituzioni”

MILANO: VIDEO SHOCK SUL RACKET DELLE POMPE FUNEBRI

Un video choc, che mostra in azione infermieri e addetti delle pompe funebri negli ospedali mentre danno vita al cosiddetto racket del caro estinto, e’ stato realizzato dai membri di un’associazione, a Milano, che si sono finti parenti di pazienti prossimi al decesso. Il documento, realizzato dall’associazione Sos Racket e usura, gia’ al centro di clamorose denunce, mostrato in anteprima all’ANSA, e’ stato poi diffuso questa notte su Internet. I cittadini, con una videocamera nascosta, hanno ripreso gli infermieri che ‘consigliavano’ le imprese a cui evidentemente erano collegati, in due ospedali, uno nel capoluogo lombardo e uno nell’hinterland, e poi hanno testimoniato il lavoro irregolare degli addetti delle pompe funebri, indebitamente presenti nelle strutture sanitarie, che a loro volta davano informazioni non veritiere sulla Legge e sulle procedure, per accaparrarsi il cliente.

”C’e’ una mia zia che non sta bene. I miei cugini sono su in corsia, dicono che e’ questione di ore…”. Con queste parole i finti parenti avvicinavano gli infermieri delle camere mortuarie, e prima ancora che finissero di spiegare venivano portati in uffici e ‘consigliati’ su che impresa di pompe funebri chiamare. In un caso, in un ospedale dell’hinterland a sud di Milano, il paramedico, in pieno orario di lavoro, si e’ tolto il camice e ha perfino accompagnato il finto parente direttamente nell’ ufficio dell’impresa mortuaria. Ogni volta, naturalmente, i costi erano di mille o duemila euro superiori a quelli della tariffa minima. E in piu’ di un’occasione i becchini si sono spacciati per ”ditte appaltatrici” dell’ospedale o addirittura del Comune. ”E’ rimasto tutto come prima – dice Frediano Manzi, presidente dell’associazione Sos Racket e usura – Il racket del caro estinto, che ha mostrato legami criminali e procedure da guerra commerciale, e’ sempre li’ che incombe sulla testa dei cittadini in un momento di bisogno e difficolta’. E nessuno lo riesce a stroncare”. Un’indagine che fece scalpore, con arresti e denunce nel settore, venne realizzata proprio a Milano nel settembre scorso.

REGGIO: A PELLARO LA PRIMA ASSEMBLEA CONTRO IL RACKET DI REGGIOLIBERAREGGIO

di Stefano Perri – Si è tenuta presso il Centro Civico di Pellaro la prima delle assemblee organizzate da ReggioLiberaReggio, il cartello di commercianti reggini che da pochi mesi è impegnato in città contro il racket delle estorsioni.
Pur segnalando la buona affluenza da parte di associazioni e cittadini pellaresi, a cominciare dall’associazione Luna Gialla che ha sostenuto l’organizzazione dell’assemblea, c’è da dire che all’appello non ha risposto nemmeno un commerciante della zona, nonostante l’iniziativa fosse stata annunciata nei giorni precedenti attraverso un volantinaggio porta a porta presso tutti gli esercizi commerciali. Non ci si aspettava di certo la fila all’ingresso, visto il tema molto delicato, ma il fatto che nemmeno uno tra i commercianti pellaresi abbia avuto anche solo la curiosità di venire a conoscenza di una possibile alternativa allo strapotere mafioso appare come un dato davvero preoccupante.
All’incontro, coordinato dal coraggioso portavoce di Libera Mimmo Nasone che ha spiegato lo spirito dell’iniziativa, ha preso parte anche Tiberio Bentivoglio, titolare della Sanitaria Sant’Elia di Condera (RC), che ha raccontato la sua esperienza di imprenditore vessato dal racket che ha deciso di ribellarsi al sistema della ‘ndrangheta. Presente, tra gli esponenti della Confesercenti e della Confartigianato, anche Attilio Funaro della Confcommercio reggina, che ci ha tenuto a segnalare la disponibilità da parte della sua associazione a supportare ed accompagnare nel difficile percorso di denuncia tutti i commercianti che decidono opporsi al sistema del pizzo anche in forma anonima.
L’assemblea di Pellaro rappresenta comunque solo la prima tappa di un percorso che ReggioLiberaReggio ha intenzione di intraprendere attraverso una serie di iniziative da organizzare nei prossimi mesi nei vari quartieri della città di Reggio. Prossimo appuntamento per i sostenitori dell’antiracket la cena di solidarietà che si terrà mercoledì 30 giugno presso il Ristorante L’Accademia di Lazzaro di proprietà di Filippo Cogliandro, altro imprenditore che ha già apertamente denunciato i tentativi di estorsione ai suoi danni.
L’associazione ReggioLiberaReggio, promossa e fondata da Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie) dopo un percorso di oltre 18 mesi di riflessioni ed incontri sul tema del racket, raccoglie oggi ben 61 realtà associative provenienti dalle più diverse esperienze aggregative. Sono già numerosi i commercianti che hanno deciso di rivolgersi all’Associazione, decidendo di schierarsi apertamente dalla parte della legalità. Di sicuro un’esperienza importante che può rappresentare un seme di speranza molto concreto e fattivo nella lotta contro la ‘ndrangheta in una realtà complicata e difficile come quella reggina.